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	<title>YORICK!</title>
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	<description>webzine del Teatro di Pisa</description>
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		<title>Gocce d’estate</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Festival ed eventi per gli scampoli di luglio
Le segnalazioni della redazione

- Certosa Festival, a Calci, decima edizione del festival ospitato all’interno della certosa medievale, che ha già accolto il Don Giovanni dei Sacchi di Sabbia, e chiude con i Sogni Andalusi di flamenco (28-29/7)
www.multimediaproduzioni.com
- Volterra teatro, fino al 1 agosto, il Festival diretto da Armando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1254" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1254"><img class="alignleft size-full wp-image-1254" title="rezza" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/07/rezza.jpg" alt="" width="281" height="244" /></a><strong><br />
Festival ed eventi per gli scampoli di luglio<br />
Le segnalazioni della redazione</strong><br />
<span id="more-1261"></span><br />
- <strong>Certosa Festival</strong>, a Calci, decima edizione del festival ospitato all’interno della certosa medievale, che ha già accolto il Don Giovanni dei <strong>Sacchi di Sabbia</strong>, e chiude con i <strong>Sogni Andalusi </strong>di flamenco (28-29/7)<br />
<a href="www.multimediaproduzioni.com">www.multimediaproduzioni.com</a><br />
- <strong>Volterra teatro</strong>, fino al 1 agosto, il Festival diretto da<strong> Armando Punzo</strong> regista della compagnia del carcere La Fortezza di Volterra. Oltre alla presentazione del lavoro annuale della compagnia dei detenuti-attori, H<em>amlice &#8211; Saggio sulla fine di una civilt</em>à, il festival presenta un programma per adulti e bambini. Segnaliamo il debutto de <em>La stanza </em>da Harold Pinter del <strong>Teatrino Giullare</strong> (29/7), e nella stessa data la danza di <strong>Caterina Sagna</strong> e le Albe di <strong>Marco Martinelli</strong>, e inoltre: L<em>a pecora nera</em> di <strong>Ascanio Celestin</strong>i (30/7), e martedì 27 i <strong>Sacchi di Sabbia</strong> nel nuovo <em>Essedice</em>, tratto dalla graphic novel del disegnatore<strong> GIPI</strong>, eccezionale interprete dello spettacolo nei panni di se stesso.<br />
<a href="www.volterrateatro.it">www.volterrateatro.it</a><br />
- dal 24 al 31 luglio a Firenze <em><strong>IO NON SONO</strong></em>, travolgente esperienza di concerto-spettacolo a cura di <strong>Annalisa D’Amato</strong> nel Giardino di Villa Romana, inedita location per una performance per 9 interpreti (musicisti, cantanti, danzatori) ispirata alla poesia sufi e declinata in un’ambientazione da circo su echi di Tom Waits e richiami barocchi, suggestioni rock e atmosfere brechtiane. Biglietti 15 euro <a href="www.theenthusiastics.org">www.theenthusiastics.org</a><a rel="attachment wp-att-1255" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1255"><img class="alignright" title="kink" src="../wp-content/uploads/2010/07/kink.jpg" alt="" width="330" height="240" /></a><br />
- <strong>Lunatica Festival </strong>in collaborazione con <strong><em>Post Monument</em></strong>, Biennale di scultura di Carrara, teatro musica e danza per tutta la provincia dei marmi fino al 5 agosto: tra gli altri <strong>Pippo Del Bono</strong> (26/7), <strong>Fabrizio Gifuni</strong> (29/7), <strong>Kinkaleri</strong> (30/7), per concludere con i <strong>Baustelle</strong> (3/8) e il duetto <strong>De Gregori/Dalla</strong> (5/8) <a href="www.lunaticafestival.com">www.lunaticafestival.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Collinarea Festival,</strong> al Castello di Lari e dintorni fino al 31 luglio spettacoli e laboratori nello splendido scenario della città delle ciliegie, tutti a cielo aperto: stasera 23 luglio il delirio provocatorio e irrefrenabile di <strong>Antonio Rezza</strong> in IO, domani (24/7) <em>Mi sente la vita da morì</em>, della compagnia dei giovani e simpaticissimi Sindaci dei paesi limitrofi. E ancora, la compagnia emergente <strong>Le Biglie</strong>,vincitrice del concorso <strong>Anteprime</strong>, in scena con<em> Legàmi </em>(26/7); il nuovo studio della compagnia di <strong>Emma Dante</strong> per <em>La Trilogia degli occhiali </em>(30/7), gli spettacoli di <strong>Scenica Frammenti</strong> che cura la direzione artistica del festival; la serata finale <em>Inarea </em>con spettacoli e concerti in tutto il borgo di Palaia, con <strong>Bobo Rondelli</strong> (31/7)<br />
<a href="http://">www.collinarea.it</a><br />
- <strong>Nicosia. Storie, Leggende e Misteri</strong>, a cura dell’Ass.ne Nicosia Nostra di Calci, letture immagini e profumi per preservare l’antico convento, la sera del 24 luglio dalle 21<br />
<a href="www.nicosianostra.it">www.nicosianostra.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1256" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1256"><img class="alignleft size-medium wp-image-1256" title="nicosia" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/07/nicosia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a> -<strong> Antroporti</strong>, rassegna a cura del Teatro del Tè, per i paesi del Lungomonte, fino al 29 agosto<br />
<a href="www.teatrodelte.com">www.teatrodelte.com</a><br />
- S<strong>confinando &#8211; Festival Internazionale di Musiche &amp; Suoni dal Mondo</strong>, a Sarzana fino al 2 agosto: tra i molti ospiti, il prestigiatore Arturo Brachetti (2 /8) e musicisti world music<br />
<a href="http://">www.sconfinandosarzana.it</a><br />
- dal 28 luglio <strong>Estate a Radicondoli</strong>, festival a cura di Gabriele Rizza, che raccoglie l’eredità di Nico Garrone e rilancia un festival di “Tracce e intrecci”, per un teatro militante e e non omologato. Ospiti: <strong>Dario Marconcini</strong> e A<strong>lessio Pizzech</strong> (<em>Coco </em>di Koltès), <strong>Cantieri Koreja </strong>(<em>Doctor Frankenstein</em>), <strong>Egumteatro</strong> (<em>Quanto mi piace uccidere</em>), Michele Di Mauro <em>(Enrico 4)</em>, Fulvio Cauteruccio e Andrea Cosentino che presentano le loro ultime fatiche, il <em>Troski </em>dei livornesi <strong>Edgarluve</strong>, il teatro danza di <strong>Ambra Senatore</strong> <em>(Passo</em>), il nuovo teatro ragazzi del <strong>Teatro Persona</strong> (<em>Il principe mezzanotte</em>), e molti altri<br />
<a href="www.radicondoliarte.org">www.radicondoliarte.org</a><br />
- per un week end fuori porta, il <strong>Teatro Povero di Monticchiello </strong>(Siena) propone quest’anno nello scenario incredibile di un paese-teatro con abitanti-attori il nuovo <em>Volo precario</em>, tra denuncia e volontà di riscatto, dal 24 luglio al 14 agosto<br />
<a href="www.teatropovero.it">www.teatropovero.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1257" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1257"><img class="alignnone size-full wp-image-1257" title="roberto_benigni_rai_v_canto_inferno" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/07/roberto_benigni_rai_v_canto_inferno.jpg" alt="" width="312" height="257" /></a></p>
<p>E quindi uscimmo a riveder le stelle<br />
Con <strong>ROBERTO BENIGNI IN <em>TUTTO DANTE &#8211; INFERNO XXXIII</em></strong><br />
Il 31 luglio alle 21.30 presso l’Arena Mario Incisa della Rocchetta &#8211; CASTAGNETO CARDUCCI (biglietti da 60 a 30 euro)</p>
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		<title>Addio a Saramago, &#8220;titano&#8221; della letteratura</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/07/08/addio-a-saramago-titano-della-letteratura-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 17:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Premio Nobel portoghese è scomparso a giugno.
Sono passati diversi giorni da quando José Saramago se ne è andato e non abbiamo certo pretesa di darne notizia. Queste righe hanno la sola velleità di essere il ricordo di uno scrittore immenso che con la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della letteratura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Premio Nobel portoghese è scomparso a giugno.</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1252" href="http://www.yorick.tv/2010/07/08/addio-a-saramago-titano-della-letteratura-2/josesaramago/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1252" title="JoseSaramago" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/07/JoseSaramago-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a>Sono passati diversi giorni da quando <strong>José Saramago</strong> se ne è andato e non abbiamo certo pretesa di darne notizia. Queste righe hanno la sola velleità di essere il ricordo di uno scrittore immenso che con la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della letteratura contemporanea. Il pubblico del Teatro di Pisa lo aveva ben presente, aldilà della sua fama di romanziere, da quando alcuni anni fa la nostra Stagione di Prosa aveva ospitato un adattamento per il palcoscenico del romanzo <strong><em>Cecità</em></strong> (<em>Ensaio sobre a Cegueira</em>, 1995), uno dei capolavori di colui che nel 1998 è stato il primo e tuttora unico autore portoghese a vincere il <strong>Premio Nobel per la Letteratura. <span id="more-1251"></span></strong></p>
<p><strong>José de Sousa Saramago</strong>, scrittore, poeta e critico letterario, nacque ad Azinhaga, in Portogallo, nel 1922. Trasferitosi a Lisbona con la famiglia due anni dopo, trascorse nella capitale gli anni della giovinezza tra le difficoltà economiche che lo costrinsero all’abbandono degli studi tecnici. Trovato un impiego stabile nel campo dell’editoria, scrisse il suo primo romanzo nel 1947, quel <em>Terra del peccato</em> che in seguito ripudiò. Da subito venne considerato un autore scomodo. Fu tenace oppositore del dittatore Salazar, che lo ostacolò nello svolgimento dell’attività giornalistica. Si iscrisse al Partito Comunista portoghese nel ’69, al termine di un periodo in cui si affermò anche come critico letterario. Ateo dichiarato, si ritrovò in aperta polemica con la chiesa cattolica dopo la pubblicazione del romanzo <em>Il Vangelo secondo Gesù Cristo</em>, tanto che la situazione venutasi a creare lo spinse a lasciare il paese per trasferirsi alle Canarie. Mai lontano dal contraddittorio, in epoca più recente ha ricevuto perfino accuse di antisemitismo per l’interpretazione, da lui fermamente disconosciuta, di alcuni suoi commenti sul conflitto israelo-palestinese. Un autore che ha vissuto tra mille controversie, ma che ha trovato il giusto riconoscimento alla sua grandezza con il Nobel del ’98. Il suo stile, più che particolare, è unico. L’uso assolutamente non convenzionale della punteggiatura, i periodi interminabili e intervallati soltanto da virgole, sono il marchio di fabbrica usato per raccontare dalla sua personalissima prospettiva gli eventi che hanno fatto da sfondo alla figura umana con i suoi pregi e i suoi difetti. Harold Bloom lo ha definito “uno degli ultimi titani di un genere letterario in via di estinzione”. Il 18 giugno è morto per una leucemia cronica, ottantasettenne, in quelle isole Canarie che lo avevano accolto molti anni fa. Ultimamente, a breve distanza l’uno dall’altro, sono usciti in Italia i suoi ultimi due romanzi, <em>Il viaggio dell’elefante</em> e <em>Caino</em>, questo ancora sugli scaffali delle <em>novità</em>. Quelli che avrebbe potuto ancora scrivere non potremo che rimpiangerli per sempre.</p>
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		<title>On off: si accende la scena dei festival</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/05/27/on-off-si-accende-la-scena-dei-festival/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 16:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[2 rassegne tra Cascina e Prato inaugurano la calda stagione dei festival, con una riflessione urgente sulla contemporaneità. I 9 giorni di Contemporanea Festival si snodano in altrettanti spazi tra Prato e Montemurlo, tra gli ex macelli di Officina Giovani e il Centro Pecci, il Fabbricone e le case della città, aperte per spettacoli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/ninive.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1202" title="ninive" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/ninive.jpg" alt="" width="350" height="234" /></a>2 rassegne tra Cascina e Prato inaugurano la calda stagione dei festival, con una riflessione urgente sulla contemporaneità. I 9 giorni di <em><strong>Contemporanea Festival</strong></em> si snodano in altrettanti spazi tra Prato e Montemurlo, tra gli ex macelli di <strong>Officina Giovani</strong> e il <strong>Centro Pecci</strong>, il <strong>Fabbricone</strong> e le case della città, aperte per spettacoli e performance, per coltivare il rapporto con un territorio già pronto ad accogliere <strong>Rodrigo Garcia</strong>, gli <strong>Anagoor</strong>, i <strong>Codice Ivan</strong> e molti altri.<br />
I 4 giorni di <strong><em>Metamorfosi</em></strong> alla <strong>Città del Teatro di Cascina </strong>e al Teatro Rossini di Pontasserchio si aprono col proclama della “necessità” del teatro d’arte civile, politico e in rete. Attraverso spettacoli, incontri, performance e i laboratori con <strong>Armando Punzo</strong>, gli <strong>Egumteatro,</strong> <strong>Francesca della Monaca</strong>.<span id="more-1201"></span><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/contemporanea-10-manifesto1.jpg"></a></p>
<p>A <strong>Prato</strong> lo spirito del laboratorio pervade tutto il <em><strong>Contemporanea festival</strong></em>, contenitore mobile e flessibile che <strong>dal 24 maggio al 1° giugno</strong> sperimenta ogni forma dell’arte scenica, esplorando un panorama decisamente inedito nella varietà di nomi nuovi o diversamente associati: il racconto di <em>Anna Karenina</em> con <strong>Marion D’Amburgo e Lucia Poli</strong>, e il <em>Blind Lunch</em> di <strong>Katia Giuliani</strong>, incontro al buio per due posti a tavola. La compagnia svizzera di <strong>Oskar Gomez Mata</strong> che esplora la solitudine dell’essere moderno attraverso formule matematiche, in <em>Optimistic vs Pessimistic</em>.<br />
<em>The Sandman</em>, l’ospite imprevisto di <strong>Roberta Bosetti e Renato Cuocolo </strong>nelle case degli spettatori che hanno prenotato<em>.</em> Elementi di elettroacustica coroeografata, con<em> Suono Corpo</em> di <strong>Moto mimetico</strong>.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/motomimetico.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1206" title="motomimetico" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/motomimetico-300x200.jpg" alt="" width="325" height="216" /></a></p>
<p>Tradizionalmente racchiusa nello spazio cunicolare di <strong>Officina giovani </strong>agli ex macelli di Prato, la sezione <em><strong>ALVEARI </strong></em>concentra la propria attenzione sul processo creativo, sull&#8217;opera in divenire, alla ricerca dei linguaggi della rappresentazione. Organizzati in due percorsi distinti, <strong>Volume I e Volume II</strong>, verranno presentate otto compagnie di recente formazione che hanno già incontrato l&#8217;attenzione del pubblico e della critica, e che rappresentano oggi lo sviluppo artistico e produttivo di una nuova generazione del panorama italiano ed europeo.<br />
Tutti imperdibili per sguardi curiosi e attenti, in particolare segnaliamo <strong>Miha Erman</strong> <em>Room with no echo</em>, performance sonora e coreografica, il <em>Requiem</em> de <strong>La zampa</strong>, per 3 danzatori francesi e chitarra, <em>How much fortune can we make? </em>dei conclamati <strong>Anagoor</strong>, giovane compagnia veneta figlia della pittura del Giorgione e del Carpaccio, di grandissima sapienza figurativa, e infine gli interrogativi irrisolti (ma si possono risolvere?) dei <strong>Codice Ivan</strong>, compagnia fiorentina con innesto bolzanino, vincitori del Premio Scenario 2009, che ripropongono il loro universo d’ironia nichilista con <em>Gmgs / Andiamo avanti</em><br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/miha.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1207" title="miha" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/miha.jpg" alt="" width="402" height="268" /></a><br />
Finale esplosivo martedì 1° al Fabbricone: incontro e spettacolo in prima nazionale con l’ormai consacrato regista spagnolo <strong>Rodrigo Garcia</strong>: “<em>Esto es asi y a mi no me jodáis</em>”, con Melchior Derouet e Nuria Lloansi, irriverente arringa per attore cieco, per «un teatro di morti, con dei testi di morti, per un pubblico morto, senza anima».</p>
<p><strong>Ogni sera dj set, parties, ristor’arte, diretta su Controradio e imprevisti all’Officina Giovani.</strong><br />
<strong>Biglietti</strong> da 10 a 0 euro, prenotazioni al Teatro Metastasio di Prato, tel 0574 608533 , <a href="reception@contemporaneafestival.it">reception@contemporaneafestival.it</a><br />
<a href="http://ticka.metastasio.it">http://ticka.metastasio.it</a></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/manifestometamorfosi2010web.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1209" title="manifestometamorfosi2010web" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/manifestometamorfosi2010web.jpg" alt="" width="327" height="467" /></a></p>
<p>Senza soluzione di continuità, nel primo lungo week-on estivo, dal 2 giugno <strong><em>Metamorfosi</em></strong> a Cascina riafferma la sua natura pungolante: nella pagina cupa di barriere alla libertà d’informazione in Italia, si invitano artisti che rivendicano la libertà di esprimere un senso politico nel loro lavoro, a partire dai <strong>3 progetti di laboratorio</strong> in programma.</p>
<p><em>“Storia di un&#8217; utopia realizzata”</em>, stage della durata di 4 giorni a cura del regista <strong>Armando Punzo</strong>, è un incontro con la sua metodologia teatrale sviluppata in oltre vent&#8217;anni di lavoro con i detenuti attori della <strong>Compagnia della Fortezza nel Carcere di Volterra</strong>, con l’ausilio di materiali video, di spettacoli e prove, avvierà un dialogo con i partecipanti, per stimolare, in maniera dinamica e critica, un processo creativo di gruppo.<br />
<em>“Il Teatro guarda la Vita</em>” con<strong> Virginio Liberti</strong> è in assoluto la prima apertura di <strong>Egumteatro</strong> sulla propria grammatica creativa. Il seminario di 3 giorni  è di impostazione teorica, volto a ricostruire genesi, prove, debutto, repliche, e morte di uno spettacolo.<br />
Più incentrato sulla pratica teatrale infine “<em>La Voce nella dimensione Gestuale e Performativa</em>”, laboratorio in 5 appuntamenti con <strong>Francesca Della Monica</strong>, per attori, cantanti, danzatori che abbiano necessità di mettere a punto le tecniche respiratorie e il loro impiego nell’emissione parlata e cantata; esaminare la gestualità vocale, l’estensione vocale, le diverse modalità dell’improvvisazione vocale individuale e collettiva.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/enzomoscatog.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1211" title="enzomoscatog" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/enzomoscatog-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Per il pubblico con meno tempo a disposizione, il calendario pomeridiano e serale.<br />
4 gli spettacoli in rotazione tra mercoledì 2 e giovedì 3 giugno: <strong>Massimo Verdastro e Francesca Della Monaca</strong> presentano i primi 2 capitoli del progetto <em>Satyricon,</em> la poetica poliglotta di <strong>Enzo Moscato</strong> offre in esclusiva toscana il suo omaggio partenopeo ai personaggi di <strong>Antonin Artaud</strong> martire ribelle, il rinnovato e fortunato sodalizio tra i senesi <strong>Egumteatro</strong> e i fiorentini e più giovani <strong>Gogmagog </strong>torna al teatro di parola con “<em>Quanto mi piace uccidere</em>”, la compagnia residente di<strong> Sipario Toscana</strong> trae spunto da Jarry per il suo <em>“Re nudo”</em> e la metafora dell’inganno, mentre dal Teatro Rossini di Pontasserchio si apre la <strong>PARADA </strong>dei giocolieri di Bucarest. <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/paradag.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1210" title="paradag" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/paradag-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><br />
Venerdì 4 e sabato 5 a Cascina il programma presenta invece, oltre alle nuove produzioni di Sipario Toscana e <strong>M’Arte</strong>, il lavoro del milanese <strong>Giulio Cavalli</strong>, attore sottoscorta per i suoi <em>“Do ut des”</em> e “<em>A cento passi dal Duomo</em>”, inchieste teatrali sulle infiltrazioni mafiose al nord, qui concentrato a ripercorrere il visionario testo di <strong>Dario Fo</strong>, “<em>L’Apocalisse rimandata, ovvero benvenuta catastrofe</em>”, scenario paradossale di un mondo che si riorganizza in forme semiprimordiali all’indomani del black out definitivo. Sabato sera headliner <strong>Moni Ovadia</strong> e il suo “<em>Ebrei e Zingari</em>”, e per chiudere un concerto (o buff’opera) dal <em>Don Giovanni</em> di<strong> Mozart</strong> per sole voci e onomatopee, tra gli ultimi gioielli di casa <strong>Sacchi di Sabbia</strong>.<br />
Ogni pomeriggio alle 16,15 incontri con giornalisti, operatori e curatori teatrali, video documentaristi (<strong>Andrea Porcheddu, Carlo Mangolini, Gabriele Rizza, Cristina Valenti, Daniele Segre</strong>) per approfondire e incentivare scambi e conoscenze.</p>
<p><strong>METAMORFOSI</strong></p>
<p><strong>LABORATORI : Scadenza iscrizioni 31 maggio 2010</strong><br />
Per info e iscrizioni<br />
+39.050.744400 int.1215<br />
<a href="formazione.pampana@lacittadelteatro.it">formazione.pampana@lacittadelteatro.it</a></p>
<p><strong>SPETTACOLI</strong><br />
Biglietti: Moni Ovadia 15 euro intero, 10 euro ridotto, 5 euro studenti, 5 euro gradinata.<br />
Tutti gli altri spettacoli posto unico 5 euro.<br />
tel. 050.744400<br />
<a href="info@lacittadelteatro.it">info@lacittadelteatro.it</a><br />
<a href="www.lacittadelteatro.it">www.lacittadelteatro.it</a></p>
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		<title>L’atomica teatrale</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 12:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Copenaghen dell’inglese Michael Frayn, presentato al Teatro Era di Pontedera in chiusura di stagione lo scorso 27 aprile, ripercorre l’incontro/scontro, avvenuto nella capitale danese occupata dai nazisti nel 1941, tra i premi Nobel per la fisica Niels Bohr e Werner Heisemberg, un tempo maestro e allievo. Cosa è successo veramente? Di sicuro, dopo quell’incontro, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/cop1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1194" title="cop1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/cop1.jpg" alt="" width="334" height="331" /></a><em><strong>Copenaghen</strong></em> dell’inglese <strong>Michael Frayn</strong>, presentato al <strong>Teatro Era di Pontedera</strong> in chiusura di stagione lo scorso 27 aprile, ripercorre l’incontro/scontro, avvenuto nella capitale danese occupata dai nazisti nel 1941, tra i premi Nobel per la fisica <strong>Niels Bohr</strong> e <strong>Werner Heisemberg</strong>, un tempo maestro e allievo. Cosa è successo veramente? Di sicuro, dopo quell’incontro, il mondo non è stato più lo stesso. E se quell’incontro fosse andato diversamente? la Germania avrebbe avuto la bomba atomica prima degli Stati Uniti, e forse la bomba di Hiroshima sarebbe esplosa in Europa, a Londra, o a Parigi.</p>
<p>La stagione del Teatro Era prosegue con il festival <a href="http://www.ffeac.org/root.page"><strong>Fabbrica Europa</strong></a><br />
Prossimo appuntamento <strong>sabato 15 maggio</strong></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/shen-wei-dance-arts1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1192" title="shen-wei-dance-arts1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/shen-wei-dance-arts1.jpg" alt="" width="262" height="101" /></a></p>
<p>con la <strong>Shen Wei Dance Arts New York</strong><br />
<em><strong>Re – (I,II,III) Tibet &#8211; Angkor Wat &#8211; The New Silk Road</strong></em></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/shen-wei-dance-arts1.jpg"><br />
</a></p>
<p><span id="more-1190"></span>In un’epoca in cui una nuvola di cenere vulcanica si aggira sull’Europa come lo spettro della natura, mentre si parla di ritorno al nucleare e di cataclismi climatici, muoiono i minatori in West Virginia ed esplode una petroliera in Louisiana, tre personaggi si incontrano a Copenhagen, oggi, nel 1998, nel 1941.<br />
<strong>Massimo Populizio, Umberto Orsini e Giuliana Lojodice</strong>, tre giganti del teatro italiano per carisma, carriera e capacità, vestono i panni grigi e inamidati rispettivamente di <strong>Werner Heisenberg</strong>, padre del principio di indeterminazione nella fisica quantistica, Nobel per la Fisica nel 1932, di <strong>Niels Bohr</strong>, Nobel per la Fisica nel 1922, e della signora Margrethe Bohr.<br />
E’ il primo che bussa alla porta dei due: un campanello che vedremo suonare ben tre volte, ogni volta un tentativo di capire com’è andata, di ricalcolare la realtà, in questo testo che ha debuttato a Broadway nel 1998 con enorme successo, e viaggia in tournée in Italia da 11 anni.<br />
All’epoca del suo debutto a Udine, nel ’99, <strong><em>Copenaghen</em></strong> fu accolto con entusiasmo inedito, al punto che un compassato critico come Franco Cordelli si lanciò sul<strong> Corriere della Sera</strong> in un partecipato spot: “E’ raro che un cronista di cose teatrali si arrischi a tanto; è raro che dica, senza mezzi termini, andate a vedere questo spettacolo, andatelo a vedere tutti, in specie voi che non andate mai a teatro, voi che lo detestate, o credete di detestarlo”.<br />
Anche chi invece a teatro va tantissimo, e preferisce il teatro meno tradizionale, rimane stupito dalla bravura degli interpreti, dalla tensione etica del testo, dall’enormità e dall’attualità degli interrogativi posti. Il coro di lavagne nere, a far da sfondo al dialogo tra i due scienziati, si imbianca progressivamente di formule e domande, scontrandosi con l’indeterminazione dell’umano.<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/cop2.jpeg"><img class="size-full wp-image-1195 alignnone" title="cop2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/cop2.jpeg" alt="" width="310" height="240" /></a><br />
La storia ci racconta che dopo quell’incontro l’antica amicizia tra i due finì bruscamente, Heisemberg, ebreo tedesco, restò a capo del programma di ricerca del regime nazista sulla bomba atomica, Bohr, ebreo sefardita per parte di madre, sei figli, fuggì in Svezia nel ’43 e poi a Londra, e infine partì per gli Stati Uniti per unirsi al Progetto Manhattan, in cui Enrico Fermi, Robert Oppenheimer, Leo Szilard e altri scienziati profughi europei studiavano il possibile sviluppo militare della fissione nucleare, scoperta in Germania nel 1939. Il progetto finanziato dal governo degli Stati Uniti fu sperimentato con ingenti spese nei laboratori di Los Alamos, nel Nuovo Messico, dove la prima bomba al plutonio fu fatta esplodere nel &#8220;Trinity test&#8221; il 16 luglio 1945. La prima bomba all&#8217;uranio fu sganciata sul centro della città di Hiroshima il 6 agosto 1945. La seconda bomba al plutonio fu sganciata invece su Nagasaki tre giorni dopo. Le 200.000 vittime civili dei due bombardamenti rappresentano uno degli episodi bellici più gravi dell’intera storia dell’umanità.<br />
A Los Alamos Bohr aveva informato i colleghi del segretissimo programma nucleare tedesco, di cui sapeva da Heisemberg, da quell’incontro del’41. “Cosa sei venuto a fare qui?” Gli chiede più volte nello spettacolo, in cui sono gli stessi protagonisti a rievocare i fatti come da lontano, come se i loro fantasmi li raccontassero, alla luce di quanto avvenuto dopo, e a tratti decidessero di inscenarli, per capire meglio. Tre volte, come in un infinito loop di sliding doors, vediamo l’incontro cordiale ma freddo, la passeggiata dopo cena, i saluti improvvisi e bruschi. Una donna osserva e commenta, con la duttilità del suo ruolo: prima padrona di casa diffidente, poi moglie protettiva, poi cavia del circolo simulato ed esilarante di protoni neutroni e fotoni, infine voce di raccordo di un conflitto tra gli uomini e la storia, tra l’ambizione e la responsabilità. “Perché sei venuto quella sera a Copenaghen?” Forse per discolparsi, per deresponsabilizzarsi, per confessare. Nel terzo e ultimo tentativo di ricostruzione, Heisemberg racconta di aver omesso un calcolo, quel calcolo che doveva completare la previsione del pericolo. “E tu non l’hai calcolato?” lo incalza Bohr, strisciando con la sedia dinnanzi a lui, fino a schiaffeggiarlo, con colpi timidi ma rapidi sulle guancie. “E perché?” “Non lo so”. Frayn sposa evidentemente la tesi per cui gli scrupoli morali dello scienziato tedesco, in passato studente ambizioso e insolente, ormai disilluso e terrorizzato dalla sua “amata, devastata, disonorata Patria”, ritardarono la ricerca sulla bomba nucleare tedesca. Soluzione apparentemente semplicistica e consolatoria di un problema di coscienza assai più complesso e sottile, che riguarda i limiti della ricerca scientifica nella sua capacità di produrre armi e morte. Se l’equilibrio dell’individuo è salvo, l’equilibrio della storia è comunque fatalmente compromesso; se il progresso della scienza è libero, è l’indeterminazione della scelta umana a essere pericolosa.</p>
<p><strong><em>« non è possibile conoscere simultaneamente la velocità e la posizione di una particella con certezza »</em></strong><br />
<strong>Werner Heisenberg, 1927</strong></p>
<p><em><strong>COPENAGHEN</strong></em><br />
Produzione CSS Teatro stabile di innovazione, Emilia Romagna Teatro Fondazione.<br />
Autore: Michael Frayn<br />
Regia: Mauro Avogadro<br />
Interpreti:<br />
Umberto Orsini nel ruolo di: Niels Bohr<br />
Massimo Popolizio nel ruolo di:<br />
Giuliana Lojodice nel ruolo di: Margrethe Bohr<br />
Costumi: Gabriele Mayer<br />
Scene: Giacomo Andrico<br />
Luci: Giancarlo Salvatori<br />
Musica: Andrea Liberovici<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/shen-wei-dance-arts2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1191" title="shen-wei-dance-arts2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/05/shen-wei-dance-arts2.jpg" alt="" width="480" height="253" /></a><br />
Le attività della Fondazione Pontedera Teatro continuano all&#8217;interno del<br />
<a href="http://www.ffeac.org/root.page">Festival Fabbrica Europa di Firenze</a><br />
<a href="http://www.ffeac.org/root.page"><br />
</a></p>
<h2>PROSSIMO APPUNTAMENTO AL TEATRO ERA</h2>
<p><strong>sabato 15 maggio alle ore 21<br />
<em>RE &#8211; (I,II,III) Tibet, Angkor Wat, The New Silk Road</em></strong><br />
<strong>di Shen Wei Dance Arts New York</strong><br />
Viaggio tra il Tibet, la Cambogia e la Cina antica e moderna del quarantenne coreografo cinese star della danza contemporanea a New York, dove ha sede la sua compagnia.</p>
<p><em><strong>RE &#8211; (I,II,III) </strong></em>è il suo spettacolo cult, a metà tra il misticismo e la contemplazione della sua antica terra, e la frenesia individualistica dell&#8217;occidente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Equilibrio emergente</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/04/16/equilibrio-emergente/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 16:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente Cortopassi presenta il bilancio 2009 del Teatro di Pisa
&#8220;Dopo un anno e cinque mesi di Consiglio di Amministrazione è la prima volta che ci vedete sorridenti&#8230;&#8221; Con questa frase che dice subito molto, il Presidente della Fondazione Teatro di Pisa Sergio Cortopassi apre la conferenza stampa indetta per la presentazione dei risultati d&#8217;esercizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/danza-2010.jpg"></a>Il Presidente Cortopassi presenta il bilancio 2009 del Teatro di Pisa</strong></p>
<p><em><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/teatroverdi-32.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1160" title="teatroverdi-32" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/teatroverdi-32-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>&#8220;Dopo un anno e cinque mesi di Consiglio di Amministrazione è la prima volta che ci vedete sorridenti&#8230;&#8221;</em> Con questa frase che dice subito molto, il Presidente della Fondazione Teatro di Pisa <strong>Sergio Cortopassi</strong> apre la conferenza stampa indetta per la presentazione dei <strong>risultati d&#8217;esercizio 2009</strong>. Mattina di sabato dieci aprile, tipica location la Cantinetta del Verdi. Di fronte alla stampa locale, alla presenza del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi e di Silvia Panichi e Silvia Pagnin, assessori alla cultura rispettivamente del Comune e della Provincia, il Presidente mostra con evidente soddisfazione i dati che attestano i primi passi compiuti verso il risanamento aziendale del teatro, senza abbandonare la cautela comunque doverosa in una situazione ancora delicata. <span id="more-1156"></span>Riportiamo di seguito i tratti salienti della sua esposizione.</p>
<p><em>&#8220;&#8230;Anzitutto stiamo rispettando tutte le scadenze statutarie. Lo statuto prevede la predisposizione del bilancio entro il mese di aprile, siamo in largo anticipo e questo è un buon segno. Ma la cosa fondamentale è che, dopo molti anni, il bilancio del Teatro di Pisa si chiude con un avanzo di amministrazione, di oltre 74.000 euro </em>(€ 74.667 ndr)<em>. Questa somma verrà destinata all&#8217;estinzione di una partita debitoria pregressa che dunque verrà cancellata senza chiedere apporti ai soci. Qualcuno potrebbe pensare che i problemi siano risolti, purtroppo non è così. Abbiamo solo superato la fase emergenziale, che in ogni caso è un risultato. L&#8217;avanzo di amministrazione non deve trarre in inganno: c&#8217;è stato un contributo straordinario della Regione Toscana di 140.000 euro che per il 2010 non è previsto, in più il contributo del Fus </em>(Fondo Unico per lo <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/vita-di-galileo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1162" title="vita-di-galileo" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/vita-di-galileo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Spettacolo)<em> è rimasto sugli stessi livelli dell&#8217;anno precedente mentre se ne attendeva un taglio del 17%. Si è potuto contare dunque su circa 240.000 euro che nel 2010 non avremo. In sostanza viviamo una situazione di incertezza istituzionale con la conseguente impossibilità di programmare perché non si sa mai su quali risorse si può contare. Questo ci rende la vita difficile. Ad ogni modo l&#8217;obiettivo del 2009 era di uscire da una situazione debitoria e ci siamo riusciti, possiamo pensare al futuro con un po&#8217; di tranquillità in più. Gli obiettivi per il 2010 si possono sintetizzare in tre punti: 1) Stabilizzare i risultati del 2009, cioè rendere il raggiungimento dell&#8217;equilibrio un fatto standard. 2) Effettuare la riorganizzazione aziendale. È stato dato l&#8217;incarico alla Bocconi di Milano di studiare questo aspetto, entro giugno sapremo come sarà ristrutturata l&#8217;azienda teatro in un orizzonte di medio-lungo periodo. 3) Uscire dalla fase emergenziale in ottica triennale, questo come prosecuzione degli intenti del 2009.&#8221;</em></p>
<p>Tornando sull&#8217;anno trascorso, il Presidente si sofferma sugli elementi che hanno contribuito al conseguimento del risultato.</p>
<p><em>&#8220;Può dirsi che per questa prima annata gli obiettivi sono addirittura superati. Il CdA ha identificato quattro fattori di successo del medesimo ordine d&#8217;importanza: 1) La capacità di tenere sotto controllo la spesa, anche con l&#8217;eliminazione di tutte le consulenze non obbligatorie. Rispetto al 2008 sono stati tagliati costi per un milione e mezzo di euro in totale. Ovviamente sono diminuiti anche i ricavi, per un milione di euro, <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/norma.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1167" title="norma" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/norma.jpg" alt="" width="280" height="181" /></a>ma il calo degli oneri è stato più significativo. 2) La partecipazione attiva e responsabile degli operatori del teatro, che hanno dato prova di aver compreso come questo stesse giocando una partita decisiva. 3) Il forte sostegno dei nostri soci fondatori che, oltre a un appoggio morale comunque indispensabile, hanno garantito un supporto economico certo. 4) Il sostegno del pubblico, che ha risposto bene, dimostrando <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/danza-20101.jpg"></a>anch&#8217;esso di aver capito l&#8217;importanza della partita giocata. Non possiamo certo negare il costo culturale subito, ma la città ci è stata vicina.&#8221;</em></p>
<p>Cortopassi riprende poi il filo delle valutazioni sul futuro analizzando la situazione settore per settore.</p>
<p><em><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/danza-20101.jpg"></a>&#8220;La Prosa è un settore che si può dire stabilizzato. L&#8217;esperimento con Fondazione Toscana Spettacolo ha dato ottimi risultati in termini sia qualitativi che quantitativi e così anche la collaborazione con Nonsolospettacolo. La dimensione che dobbiamo aspettarci sarà sempre di 8 spettacoli in cartellone per 16 repliche in totale, più 4-6 di Nonsolospettacolo. Tra l&#8217;altro questi ultimi sono un&#8217;offerta che non rappresenta costi per il teatro in quanto il rischio d&#8217;impresa è a carico del soggetto organizzatore. La Danza può dirsi altrettanto stabilizzata. Siamo uno dei pochi teatri toscani con una sua Stagione, e di buon livello. L&#8217;unico problema è rappresentato dalla ricerca di una struttura alternativa al Verdi per alcuni spettacoli di non grandissimo richiamo, pur buoni tecnicamente. La Danza è molto più di nicchia come forma di <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/didonenea.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1171" title="didonenea" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/didonenea.jpg" alt="" width="298" height="198" /></a>intrattenimento. La nostra media è di 400 spettatori ed è abbastanza alta, ma quando al Verdi ci sono 150 presenze si trasmette un senso di vuoto. E questa è una struttura che costa solo per il fatto di essere aperta. La Lirica è il settore che ci ha fatto penare, quello che ha pagato il prezzo più alto <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/danza-20102.jpg"></a>perché non è facile passare da una stagione fondata su classici a una diversa a tal punto. Poi senza contributi statali e regionali la Lirica non si fa, quindi abbiamo lavorato un anno per capire su cosa potevamo contare. Abbiamo firmato un accordo con la Regione, insieme ai teatri di Lucca e Livorno, che ci consente di avere un contributo annuo di 200.000 euro (600.000 complessivi per i tre teatri). Lo stesso accordo individua nell&#8217;Orchestra Regionale Toscana l&#8217;orchestra di riferimento. Tutto questo è una cosa ottima. I tre teatri devono trovare un filo conduttore unitario e noi crediamo in questo fermamente perché da soli non si va da nessuna parte. È necessario creare i presupposti per arrivare a un cartellone unico, ciascun teatro che partecipa a questo disegno bisogna che capisca di dover rinunciare a un pezzettino della sua autonomia.&#8221;</em></p>
<p>Si conferma inoltre l&#8217;attenzione all&#8217;intensa attività di formazione svolta dal Teatro di Pisa, della quale si rimarca la rilevanza strategica.</p>
<p><em>&#8220;Vogliamo perseguire la continuità in un&#8217;attività che per noi riveste un ruolo primario. Stabilizzare </em>Fare Teatro <em>e le sue produzioni, che hanno numeri di assoluto interesse (nel 2009 quasi 6000 spettatori, 35.000 euro <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/fare-teatro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1166" title="fare-teatro1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/fare-teatro1.jpg" alt="" width="290" height="210" /></a>di incassi, 20 spettacoli per 48 repliche, 183 classi coinvolte), e </em>Prima del Teatro<em>. Per questo sono state fatte scelte di bilancio anche difficili. Ad esempio, dal 2010 abbiamo deciso di destinare tutti i fondi provenienti da ARETUSA </em>(l&#8217;Associazione delle scuole di Pisa, ndr)<em> a </em>Fare Teatro<em> e tutti i contributi della Cassa di Risparmio di San Miniato a </em>Prima del Teatro<em>. La scelta unanime del CdA è di consolidare le nostre possibilità nel settore della formazione che è qualificante perché garantisce il rapporto con il futuro.&#8221;</em></p>
<p>Le conclusioni riflettono la serenità di chi sta mantenendo gli impegni presi.</p>
<p><em>&#8220;In definitiva, dovevamo individuare un percorso che garantisse al teatro un futuro meno incerto e crediamo di essere sulla buona strada. Ci siamo dedicati interamente a questo lavoro, abbiamo tagliato su tutto e siamo sempre vivi. Noi siamo soddisfatti, lasciamo all&#8217;esterno ogni altro tipo di valutazione.&#8221;</em></p>
<p>Hanno chiuso l&#8217;incontro gli interventi del sindaco e degli assessori, i quali hanno riconosciuto i risultati raggiunti e ringraziato il Presidente Cortopassi, il Consiglio di Amministrazione e i Sindaci Revisori per il lavoro svolto, sottolineando come ognuno nel proprio ruolo abbia contribuito alla buona riuscita iniziale di questo progetto di vitale importanza. Il primo cittadino ha espresso un auspicio, al quale ci associamo con convinzione: che il Teatro rimanga sempre un punto di riferimento per Pisa e sia al centro di quel piano di arricchimento culturale della città che è già in atto, in collaborazione con le associazioni e con gli altri soggetti presenti sul territorio.</p>
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		<title>6 danzatori, 6 divani e 227 scarpe</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 10:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani al Verdi di Pisa la compagnia veneta Naturalis Labor presenta il nuovo La Catedràl, spettacolo di tango argentino e danza contemporanea, miscellanea di tecnica, ironia e seduzione.
Alla fine, in collaborazione con l’Associazione Nagual, una milonga aperta a tutti nel Ridotto del Teatro
Venerdì 16 aprile ore 21

La Catedral è il nome di una vecchia milonga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/la-catedral2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1179" title="la-catedral2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/la-catedral2.jpg" alt="" width="262" height="309" /></a>Domani al Verdi di Pisa la compagnia veneta <strong>Naturalis Labor</strong> presenta il nuovo <em><strong>La Catedràl</strong></em>, spettacolo di tango argentino e danza contemporanea, miscellanea di tecnica, ironia e seduzione.</p>
<p>Alla fine, in collaborazione con l’Associazione Nagual, una <strong><em>milonga</em></strong> aperta a tutti nel Ridotto del Teatro<br />
<strong>Venerdì 16 aprile ore 21</strong><br />
<span id="more-1178"></span><br />
<em><strong>La Catedral</strong></em> è il nome di una vecchia milonga di <strong>Buenos Aires</strong>, ora abbandonata. Vi si trovano solo polvere, vecchi sofà, ricordi di nostalgici tanghi. Ancora si sente il chiacchiericcio della gente o lo stropicciare delle scarpe sul pavimento e magari anche gli applausi di qualche improvvisata esibizione. Vi abitava una tribù: quella che vedi con un sacchetto in mano all’entrata di un locale, quella che percorre centinaia di chilometri per andare a ballare o per ascoltare un interessante musicalizador.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/la-catedral-ph-marco-caselli-nirmal-n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1180" title="la-catedral-ph-marco-caselli-nirmal-n" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/la-catedral-ph-marco-caselli-nirmal-n.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a>Domani sera questo polveroso locale argentino sarà illuminato dalle luci del Verdi di Pisa, in questo <em><strong>“LA CATEDRÀL, uno spettacolo per sei danzatori, sei divani e duecentoventisette scarpe”</strong></em>, ideato e diretto da <strong>Luciano Padovani</strong>, coadiuvato da Marcello Ballonzo per le coreografie di tango, per la compagnia <strong>Naturalis Labor</strong> composta da <strong>Silvia Bertoncelli, Marcello Ballonzo, Giannalberto de Filippis, Elena Garis, Luciano Padovani, Luca Zampar.</strong> Un mosaico di piccole storie, di amori giocati e finiti in un assolo di bandoneon, in questo vecchio locale dove si consuma il piccolo grande rito delle scarpe, strumento essenziale per danzare e per sedurre.<br />
Uno spettacolo da non perdere, che ci rivela un Padovani rinnovato anche nel codice della danza: importante è stato l&#8217;incontro con il tango che ha permesso al coreografo vicentino di proporre la sua poetica in modo nuovo. Ne è nato così uno spettacolo intenso, suggestivo, talvolta ironico. Con la leggerezza che gli è propria, con un approccio scenico limpido e sempre leggibile, sono intrecciate le storie di sei personaggi, calate nelle scenografie di Mauro Rocchetta. “Una tribù legata dalla passione &#8211; commenta lo stesso regista &#8211; donne che aspettano e ammiccano, uomini che osservano, attenti, ogni loro mossa. Una tribù, con le sue regole, i suoi riti, le iniziazioni, i linguaggi di corpo, sguardi e parola”.<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/la-catedral-ph-marco-caselli-nirmal-t.jpg"><img class="size-full wp-image-1181 alignright" title="la-catedral-ph-marco-caselli-nirmal-t" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/la-catedral-ph-marco-caselli-nirmal-t.jpg" alt="" width="300" height="450" /></a><br />
Luciano Padovani ha all’attivo molte creazioni con Naturalis Labor, gruppo da lui fondato nel 1988. Lo stile della compagnia è imparentato con il contact nord europeo, basato sull’improvvisazione, fortemente fisico, espressivo e dinamico, ma da qualche anno il regista ha iniziato a sperimentare incroci e suggestioni tra danza contemporanea e tango.<br />
I costumi di questa creazione sono stati realizzati dal <strong>Gruppo Sarti dell’Associazione Artigiani di Vicenza</strong> coordinati da Paola Girardi, un bell’esempio di collaborazione tra realtà professionali del territorio, per una coproduzione <strong>Festival Oriente Occidente 2007-Compagnia Naturalis Labor</strong>, con il sostegno di Arco Danza/Regione Veneto, Comune di Comacchio, Comune di Vicenza, Provincia di Vicenza, Ministero dei Beni e Attività Culturali.<br />
Una serata speciale di sensuale fusione fra la tecnica del contemporaneo e la spontanea visceralità del tango, che offrirà agli spettatori <strong>dopo lo spettacolo, inclusa nel prezzo del biglietto, una vera e propria MILONGA, organizzata nella Sala “Titta Ruffo” del Teatro in collaborazione con l’Associazione Nagual di Pisa,</strong> per il piacere di quanti amano questo mondo affascinante, animata da almeno dieci coppie locali, che parteciperanno anche al quadro finale dello spettacolo seguendo le indicazioni del coreografo Luciano Padovani.<br />
Inserito nella XII Settimana della Cultura, quest&#8217;ultimo appuntamento per la Rassegna di Danza è un’occasione per tutti gli appassionati di usufruire dei biglietti a prezzo ridotto, con prezzi che variano da 20,50 a 7 Euro.<br />
Per informazioni Teatro di Pisa tel 050-941111, <a href="www.teatrodipisa.pi.it">www.teatrodipisa.pi.it</a></p>
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		<title>DIDONE E ENEA ALLA REGGIA DI CARTAGINE</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/04/06/didone-e-enea-alla-reggia-di-cartagine/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 19:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 10 aprile alle 21 penultimo appuntamento con la rassegna di danza del Teatro Verdi di Pisa: ennesimo incontro tra la grande musica e la coreografia contemporanea. L’opera barocca di Henry Purcell sull’amore tragico di Didone e Enea, cantato già da Virgilio nel IV libro dell’Eneide, viene rielaborato nella sperimentazione post classica di Matteo Levaggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/didone-e-enea1-ph-paola-kajzar-t.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1135" title="didone-e-enea1-ph-paola-kajzar-t" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/didone-e-enea1-ph-paola-kajzar-t.jpg" alt="" width="361" height="240" /></a>Sabato 10 aprile alle 21 penultimo appuntamento con la <strong>rassegna di danza</strong> del Teatro Verdi di Pisa: ennesimo incontro tra la grande musica e la coreografia contemporanea. L’opera barocca di<strong> Henry Purcell</strong> sull’amore tragico di <em><strong>Didone e Enea</strong></em>, cantato già da Virgilio nel IV libro dell’<strong><em>Eneide</em></strong>, viene rielaborato nella sperimentazione post classica di <strong>Matteo Levagg</strong>i, giovane coreografo del <strong>Balletto Teatro di Torino</strong>, già danzatore nell’<strong>Aterballetto</strong> di Mauro Bigonzetti.<br />
<span id="more-1134"></span><br />
Un felice ritorno al Verdi per la appassionante opera firmata dal compositore inglese Henry Purcell nel 1689, capolavoro dell’arte musicale barocca, dopo il successo riscosso dal <strong><em>Dido and Aeneas</em></strong>, Progetto CLOS <strong>OperaStudio</strong> nell’ambito della Stagione d’Opera 2006/2007 del Teatro di Pisa.<br />
Questa volta senza coro e strumenti, musica pura in pura danza, come spiega lo stesso <strong>Levaggi</strong>:</p>
<p>“Con questo progetto vorrei abbandonare il concetto per cui un balletto, un lavoro d’invenzione di danza pura, si debba creare su musiche astratte, in spazi freddi, sull’onda di quel minimalismo che credo sia diventato un atteggiamento più che un concetto estetico vero e proprio, come poteva essere negli anni Sessanta. La danza non è &#8220;astratta&#8221;, è semplicemente danza come la musica è musica. Ciò che accade nella mia visione di Didone e Enea è l’incontro tra una musica famosa e importante e una danza semplice pensata per pochi danzatori in un luogo e in un momento precisi.<br />
Qui trovo l’emozione, è qui che vorrei spingere il pubblico a guardare, nella totale assenza del dramma scritto in un dramma fatto di assenze concentrato sulla figura di Didone, la quale fin dall’inizio è perseguitata da un presagio che con una linea continua ma dinamica la porta alla morte, come una luce trovata accesa che piano piano si spegne&#8221;.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/didone-e-enea3-ph-paola-kajzar-n.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1136" title="didone-e-enea3-ph-paola-kajzar-n" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/didone-e-enea3-ph-paola-kajzar-n.jpg" alt="" width="500" height="317" /></a><br />
In questo lavoro la sensualità dell’amore tra l’eroe troiano figlio di Venere, destinato a fondare la stirpe Giulia degli imperatori romani, e la bella regina cartaginese, si dispiega nella scena algida di una struttura architettonica polifunzionale, in cui i 7 danzatori interpretano i fasti regali e il tormento dell’abbandono, senza mai concedere troppo alla narrazione iperdidascalica.<br />
Decisamente più asciutto della pur eccezionale recente interpretazione del <em>Dido and Aeneas</em> di <strong>Sasha Waltz</strong>, che ha presentato in scena a Berlino e poi a Ferrara una vera piscina in cui danzatori natanti festeggiavano la vita di corte, <strong>Levaggi</strong> si inserisce a pieno nella scia dei più interessanti coreografi contemporanei alle prese con la grande tradizione musicale.</p>
<p>Formatosi alla scuola del Balletto Teatro di Torino tuttora diretto dalla prima ballerina del Teatro Regio negli anni ’70 Loredana Furno, <strong>Matteo Levaggi</strong> ha attraversato l’eccellenza della danza italiana (dal 1997 entra a far parte della compagnia Aterballetto) per poi scegliere una carriera libera, danzando in diverse produzioni tra cui <em><strong>Le memorie di Adriano</strong></em>, dove interpreta il ruolo di Antinoo accanto a <strong>Giorgio Albertazzi</strong>, o <strong><em>Io </em><em>Giacomo Casanova</em></strong>, creato per il Festival di Atene del 2000 dalla coreografa americana <strong>Karole Armitage</strong>. Dal 1999, dopo il successo sorprendente di una sua prima creazione per la compagnia, <strong>Loredana Furno</strong> lo vuole coreografo stabile del Balletto Teatro di Torino, con il quale ha iniziato un suo personale percorso creativo centrato sulla costruzione propriamente coreografica e fondato sul lavoro quotidiano con i danzatori, creando così una nuova realtà italiana di compagnia di danza &#8220;d’autore&#8221;.<br />
Il pubblico del Teatro di Pisa ricorderà il suo <strong><em>Caravaggio</em></strong>, realizzato nel 2004 su musica originale di <strong>Giovanni Sollima</strong>, e recentemente ripreso in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte del pittore.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/caravaggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1137" title="Balletto Teatro di Torino" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/caravaggio.jpg" alt="" width="250" height="240" /></a><br />
Nel 2006, con <strong><em>Canto bianco in un momento di orizzonte verticale</em></strong>, presentato alla <strong>Biennale Danza di Venezia </strong>diretta da Ismael Ivo, Levaggi raggiunge gli onori della critica, “pièce di pura danza, capace di spezzare la sua energica pienezza con duetti e soli che creano poetici contrasti tra gli undici danzatori (compreso il coreografo). Una eccellente produzione, che onora la selezione italiana.” (<strong>Marinella Guatterini</strong>, <em>Il Sole 24 Ore</em>)<br />
“Levaggi ama lavorare sul fronte formale della danza, in una dimensione estetica post-classica, ricercando ogni nuova via per mettere in tensione le membra dei danzatori e facendoli ondeggiare immergendoli in un gusto soft-sexy.” (<strong>Elisa Guzzo Vaccarino</strong>, <em>Ballettanz Magazine</em>)</p>
<p>In scena sabato sera <strong>Manuela Maugeri, Viola Scaglione, Valeria Vellei, Giuseppe Cannizzo, Gert Gijbels, Rosario Guerra, Vito Pansini</strong>.<br />
Il disegno luci è firmato da <strong>Marco Policastro</strong> (già Spellbound Dance Company).<br />
I costumi per questo spettacolo, la cui prima esecuzione si è svolta al Teatro Cilea di Reggio Calabria il 18 gennaio 2008, sono firmati da <strong>Manuela Dello Preite</strong> e Atelier Walter Dang.<br />
Biglietti da un massimo di 23,00 Euro a un minimo di 7,00 Euro, con le consuete e varie riduzioni ed agevolazioni.<br />
Per informazioni Teatro di Pisa tel 050-941111, <a href="www.teatrodipisa.pi.it">www.teatrodipisa.pi.it</a></p>
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		<title>Viaggio teatrale nei ricordi di un profugo della crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 20:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì sera 9 aprile al CinemaTeatroLux di Pisa un attore argentino in GENTE COME UNO racconta la sua terra sull’orlo del tracollo economico e politico, evocando sinistri parallelismi con l’Italia di oggi. Pisa è una delle tappe del progetto “Giro della città” della compagnia milanese Alma Rosé, che cerca luoghi culturali di aggregazione in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/gente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1149" title="gente" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/gente.jpg" alt="" width="206" height="446" /></a><strong>Venerdì sera 9 aprile </strong>al CinemaTeatroLux di Pisa un attore argentino in <em><strong>GENTE COME UNO</strong></em> racconta la sua terra sull’orlo del tracollo economico e politico, evocando sinistri parallelismi con l’Italia di oggi. Pisa è una delle tappe del progetto “<em>Giro della città</em>” della compagnia milanese<strong> Alma Rosé</strong>, che cerca luoghi culturali di aggregazione in cui artisti e gente comune possano confrontarsi sul paese reale e cercare soluzioni, come nel loro documentario realizzato a Buenos Aires nel 2008. Sempre <strong>venerdì 9, alle 10</strong>, presso la Facoltà di Lettere di Pisa (Aula 1 Palazzo Ricci) un incontro con l’attore protagonista <strong>Manuel Ferreira, Paolo Pierazzini</strong> (CinemaTeatro Lux), <strong>Massimo Paganelli</strong> (Armunia), e i Professori <strong>Maurizio Iacono, Anna Barsotti e Lorenzo Cuccu</strong> (Unipi) per “<em><strong>Raccontare la crisi e le città attraverso l’arte e lo spettacolo</strong></em>”.<br />
<strong>Sabato 10,</strong> invece, ancora nell’ambito di “<strong>Conflitti/Grandi Speranze</strong>”, al Sant’Andrea di Pisa un altro viaggio nei ricordi di donne: “<em><strong>Maria Pepina</strong></em>” e “<strong><em>Fuochi nella notte</em></strong>”, della compagnia<em> Scenicaframmenti</em>.<br />
<span id="more-1143"></span><br />
“<em><strong>Gente come uno</strong></em>” in Argentina è un’espressione convenzionale che indica la classe media, di cui tutti si sentivano parte. E adesso? Adesso bisogna chiedersi come si è arrivati fin qui, e scoprirsi persone che fino a questo momento hanno sempre chiuso gli occhi, che hanno perso ogni rapporto con la politica, che hanno ignorato i fatti che hanno portato alla situazione attuale, persone distratte, abituate a vivere dentro un benessere apparente.<br />
Ma adesso è finita l’idea di essere un Paese ricco, un Paese all’avanguardia. Adesso in Argentina si muore di fame. Il lavoro non c’è più, le fabbriche chiudono, i risparmi sono bloccati.<br />
Impossibile restare ancora chiusi nelle proprie case. Per la prima volta la “gente come uno” è scesa in piazza, a battere le pentole. Nelle Assemblee di quartiere si prendono decisioni sulle proteste da organizzare e sui problemi concreti. Gli invisibili sono diventati visibili, come i <em>cartoneros</em>, i poveri che dalla periferia entrano in città a separare e raccogliere la spazzatura, oppure i <em>piqueteros</em>, i disoccupati della provincia, da sempre tenuti distanti e accusati di creare disordine con il blocco delle strade: tutti accolti dai commercianti con pane e mate.<br />
La gente si mescola, sapendo di potersi salvare solo se tutti sono partecipi di una politica nuova. Quale futuro per questa situazione, non si sa. “<em>Tante domande, tante paure, una necessità, quella di non distrarsi mai più, quella di non girarsi mai più dall’altra parte. Vigili, presenti, non solo gli argentini ma tutti noi, per evitare che altri luoghi di questo nostro difficile presente possano diventare a “rischio Argentina”.<br />
</em><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/manuel-ferreira-gente-come-uno.jpg"><img class="size-full wp-image-1146 alignright" title="manuel-ferreira-gente-come-uno" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/manuel-ferreira-gente-come-uno.jpg" alt="" width="286" height="390" /></a><br />
La compagnia <strong>Almarosé</strong>, in collaborazione in collaborazione con <strong>Palazzo Spinelli Onlus</strong> (Master Management Eventi dello Spettacolo), con il supporto di Regione Toscana – Progetto Filigrane e Comune di Firenze – Assessorato alle Politiche Giovanili, sta percorrendo l’Italia per sollevare questi problemi e porre domande, attraverso gli incontri e gli spettacoli del progetto “<em><strong>Giro della città</strong></em>”, per &#8220;Riscoprire la città attraverso le sue forme più vive di aggregazione, mettendone in luce la vivacità culturale e sociale, per una città in evoluzione&#8221; M. Ferreira, per sfogarsi con un grido di rabbia.</p>
<p><strong>Venerdì 9 aprile 2010 ore 21.15</strong></p>
<p><strong><em>GENTE COME UNO</em></strong></p>
<p><strong>Con Manuel Ferreira</strong><br />
Regia Elena Lolli<br />
Luci Andrea Violato<br />
Fotografie BRUNA ORLANDI tratte dalla mostra &#8220;QUE SE VAJAN TODOS&#8221;<br />
Ingresso:<br />
Intero € 10, ridotto € 8, ridotto DSU € 4.</p>
<p>Si consiglia la prenotazione<br />
Tel. 050 83 09 43<br />
e-mail: <a href="info@cinemateatrolux.it">info@cinemateatrolux.it</a></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/butterfly2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1144" title="butterfly2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/butterfly2.jpg" alt="" width="247" height="320" /></a><br />
Sempre nell’ambito di <strong><em>Grandi speranze</em></strong>, rassegna organizzata e gestita a Pisa da Teatro Sant’Andrea, Teatro Lux, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacoli, <strong>sabato 10 aprile alle 21</strong> al Teatro Sant’Andrea di Pisa due lavori della Compagnia Larigiana Scenica Frammenti, “<strong><em>Maria Pepina” e “Fuochi nella notte</em></strong>”, due spettacoli “al femminile”, di impronta decisamente più intimista, che vedono in scena, con diversi linguaggi, la donna e il suo universo. “<em>Maria Pepina</em>” è un monologo liberamente tratto dal racconto “<strong><em>Nonna Maria</em></strong>” di <strong>Filippo Timi,</strong> presente nel libro “<em>E lasciamole cadere queste stelle</em>” ed. Fandango. “Una donna che, sul punto di lasciare la vita va a frugare tra i ricordi per trovare quello più bello. Una donna che, frugando tra i sentimenti coglie la voglia di tornare a giocare. Una donna che, cullando i ricordi, butta via la tristezza e comincia a raccontare. Maria Pepina non ha età, perché le attraversa tutte; un potenziale immenso, una storia comune che accomuna, che risveglia attraverso la semplicità, emozione e partecipazione”.</p>
<p><em><strong>Fuochi nella notte</strong>, “Racconti polverosi di donne finalmente libere”</em>, è un dialogo a tre voci tra tre generazioni: le attrici <strong>Vincenza Barone, Gabriella Seghizzi, Iris Barone,</strong> sono figlie della stessa genìa di attori larigiani, che hanno dato origine a Scenica Frammenti. Nonna Enza, o Vincenza, ultra ***enne, è un portento da palcoscenico, piena di acciacchi fuori dalle tavole della scena, energica e vitale quando sale in palcoscenico.<br />
Nello spettacolo si confrontano, col supporto di poesia e musica eseguita dal vivo, due generazioni, che raccontano la stessa storia ma in modo diverso. Tre donne, tre streghe, tre attrici e la vita in una valigia. La prima ha intrapreso il difficile cammino in questo mondo, dove è sempre stato difficile trovare un ruolo da protagonista, tra ostacoli che ne hanno sempre rallentato la corsa. Un ruolo riconosciutole in famiglia ma non da una società che l’ha sempre relegata ai margini, arrivando persino a metterla al rogo definendola un’eretica oppure impedendole di salire su un palco e in altri casi di “partecipare”. Dal desiderio di “partecipazione” nascono le storie e le vite di figlie e nipoti, che cantano e si raccontano come intorno a un falò liberatorio, un fuoco necessario a illuminare la realtà e schiarire il ricordo.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/fuochinellanotte_150.jpg"><img class="size-full wp-image-1145 alignright" title="fuochinellanotte_150" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/fuochinellanotte_150.jpg" alt="" width="201" height="242" /></a><br />
<strong><em>Maria Pepina</em><br />
Con Valentina Bischi</strong></p>
<p><strong>e con la partecipazione straordinaria dei GATTI MEZZI</strong></p>
<p><strong><em>Fuochi nella notte</em><br />
Con Vincenza Barone, Gabriella Seghizzi, Iris Barone</strong></p>
<p>Musiche di Massimiliano Nocelli, Francesco Oliviero e Carlo De Toni<br />
Luci di Michele Fiaschi<br />
Elementi scenici di Cesare Inzerillo<br />
Entrambe Regie di Loris Seghizzi<br />
Sceneggiatura tratta da Pessoa, Niccodemi, Shakespeare, Eduardo.<br />
Musiche originali eseguite dal vivo.</p>
<p><strong>Biglietti: € 10 intero</strong><br />
€ 8 ridotto under 26 e over 65<br />
E’ consigliata la prenotazione<br />
050.542364 – info@teatrosantandrea.it<br />
<a href="www.scenicaframmenti.com">www.scenicaframmenti.com</a></p>
<p><a href="www.teatrosantandrea.it">www.teatrosantandrea.it</a></p>
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		<title>CONCERTO INDUSTRIAL HORROR</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/03/26/concerto-industrial-horror/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 13:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[Blixa Bargeld]]></category>
		<category><![CDATA[Ingiuria]]></category>
		<category><![CDATA[societas raffaello sanzio]]></category>
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In prima Toscana a La città del teatro di Cascina domenica sera 28 marzo l’incontro di quattro figure straordinarie della ricerca teatrale, musicale e performativa contemporanee: Blixa Bargeld, cantante degli Einstürzende Neubauten e chitarrista di Nick Cave, Chiara Guidi, vocalist e madre della Socìetas Raffaello Sanzio, Theo Teardo, autore di musiche per film di Sorrentino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/ingiuria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1121" title="ingiuria" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/ingiuria.jpg" alt="" width="301" height="233" /></a><br />
In prima Toscana a <strong>La città del teatro</strong> di Cascina domenica sera 28 marzo l’incontro di quattro figure straordinarie della ricerca teatrale, musicale e performativa contemporanee: <strong>Blixa Bargeld</strong>, cantante degli Einstürzende Neubauten e chitarrista di Nick Cave, <strong>Chiara Guidi</strong>, vocalist e madre della <strong>Socìetas Raffaello Sanzio</strong>, <strong>Theo Teardo</strong>, autore di musiche per film di Sorrentino e collaboratore di Eric Friedlander e John Zorn, insieme all’eclettico violinista rumeno <strong>Alexender Balanescu</strong>, ripercorrono il <strong><em>Diario di un terrorista</em></strong> dell’11 settembre e sfogano la rabbia con suoni stridenti e agghiaccianti, sommersi di ogni tipo di <strong><em>INGIURIA</em></strong>.<br />
<span id="more-1120"></span><br />
Il lavoro riprende la antichissima usanza di formulare sequenze imprecatorie, modulate in cantilena o in melodie essenziali, dal forte contenuto liberatorio nei confronti di potenze schiaccianti. Le voci inumane di <strong>Chiara Guidi e Blixa Bargeld </strong>ordiscono una trama di suoni con le manipolazioni di chitarra e violino, strumenti deviati all’estremo delle loro potenzialità da Theardo e dallo scatenato Balanescu. Le sole luci in bianco e nero scaraventano l’immagine nelle più inquietanti oscurità di un film di <strong>David Linch</strong>, con la sola suggestione del suono.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/chiara-guidi_ingiuria_0.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1122" title="chiara-guidi_ingiuria_0" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/chiara-guidi_ingiuria_0.jpg" alt="" width="166" height="223" /></a><br />
Il palcoscenico di Cascina non è nuovo alle sperimentazioni sonore della Socìetas di Cesena: già nel 2006 aveva sconvolto il suo pubblico con <em><strong>The Cryonic Chants. Canti e poemi oggettivi tratti da un impassibile animale</strong></em>, progetto di <strong>Chiara Guidi </strong>con il musicista Scott Gibbons, utopia espressiva realizzata nel corpo di un capro, da cui quattro cantrici-aruspici nerovestite (<strong>Claudia Castellucci, Monica Demuru, Chiara Guidi e Teodora Castellucci</strong>) deducono suoni e lettere, elaborando una parte dei materiali in precedenza usati per la Tragedia Endogonidia.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/theo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1123" title="theo" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/theo.jpg" alt="" width="190" height="143" /></a><br />
Di ritorno in Provincia anche il musicista friulano <strong>Theo Teardo</strong>, che nel 2005 realizzò il tappeto sonoro di un evento-convegno dedicato a “<strong><em>l’altramerica</em></strong>” al Teatro Verdi di Pisa. Grande sperimentatore di commistioni tra sonorità elettroniche e strumenti acustici, come violoncello e chitarra, è oggi tra i più apprezzati autori di musiche da film, come testimoniano numerosi premi e riconoscimenti, fra cui la candidatura al David di Donatello per le musiche di <em>L&#8217;amico di famiglia</em> e <em>La ragazza del lago</em> di <strong>Paolo Sorrentino</strong>, il Nastro d&#8217;Argento per <em>Lavorare con lentezza</em> e <em>L&#8217;amico di famiglia</em>, il Premio Qualità dal Consiglio dei Ministri ricevuto insieme a Federico De’ Robertis per la colonna sonora del film <em>Denti</em> del premio Oscar <strong>Gabriele Salvatores</strong>.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/alexander_balanescutifbig.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1124" title="alexander_balanescutifbig" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/alexander_balanescutifbig-300x300.jpg" alt="" width="249" height="249" /></a><br />
<strong>Alexander Balanescu</strong>, virtuoso del violino dal tocco gitano, è invece noto al pubblico dei <em>Concerti della Normale</em>, in cui ha presentato il suo <strong>Balanescu Quartet</strong>. Spaziando dal classico al contemporaneo al folk dell’Est europeo, si è guadagnato fama di eccellente esecutore e perfomer, tanto da attirare l’attenzione anche di nomi più “pop” della musica mondiale, come <strong>Michael Nyman</strong>, i <strong>Pet Shop Boys</strong> e <strong>Philip Glass</strong>, con cui ha collaborato negli ultimi anni.</p>
<p>Il più atteso dal pubblico gothic industrial di <strong><em>FOSFENI</em></strong> è sicuramente  il berlinese <strong>Blixa Bargeld</strong>, fondatore della leggendaria band <strong>Einsturzende Neubaten</strong>, nel pieno del movimento industrial, che sconvolse la scena musicale europea tra la fine degli anni 70 e l&#8217;inizio degli anni 80. Nello specifico, la cifra espressiva degli Einstürzende Neubauten consisteva nell&#8217;utilizzo di strumentazioni atipiche, comprendenti martelli pneumatici, lamiere metalliche, tubi flessibili, compressori e altri elementi capaci di creare un suono alienante, ricco di dissonanze, rappresentativo della moderna civiltà industriale. I &#8220;Nuovi Edifici Crollanti&#8221; (termine usato per definire le costruzioni tedesche edificate dopo il 1945) esercitarono una incredibile influenza sulla musica successiva: sono in molti ad avere più di un debito nei confronti del gruppo tedesco (e del suo stile avanguardistico e rivoluzionario), dai <strong>Pussy Galore</strong> ai <strong>Sightings</strong>, ai nostri <strong>CCCP Fedeli alla linea</strong> incontrati durante il loro primo tour tedesco, nella metà degli anni &#8216;80. Bargeld è compositore, autore, attore, performer; dal 1984 al 2003 è chitarrista di &#8220;<strong>Nick Cave and the Bad Seeds</strong>&#8220;, con cui attraversa in concerto Europa, Nord e Sud America, Australia e Giappone.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/neub.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1125" title="neub" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/neub.jpg" alt="" width="460" height="305" /></a><br />
<strong>IN PRIMA TOSCANA<br />
La città del teatro di cascina<br />
</strong></p>
<p><strong> Domenica 28 marzo ore 21.00 </strong></p>
<p><strong>Socìetas Raffaello Sanzio </strong></p>
<p><strong>INGIURIA</strong></p>
<p><strong>una sequenza utile per imprecare</strong></p>
<p>versi cadenzati da Chiara Guidi e musicati da Teho Teardo</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>tratti liberamente da testi di Claudia Castellucci</p>
<p>con Alexander Balanescu e Blixa Bargeld, Chiara Guidi e Teho Teardo</p>
<p>tecnico del suono: Boris Wilsdors<br />
tecnico luci: Fabio Sajiz<br />
produzione: Link Musik, Socìetas Raffaello Sanzio<br />
Coproduzione: Romaeuropa Festival 2009</p>
<h4><strong><span style="text-decoration: underline;">A seguire </span><span style="text-decoration: underline;">conversazione con Chiara Guidi e Teho Teardo, coordina Silvia Bottiroli</span> </strong></h4>
<p>Prevendita circuito greenticket e su www.greenticket.it e al botteghino del teatro verdi di pisa<br />
Biglietti da 12 a 20 euro</p>
<p>La Città del Teatro via toscoromagnola 656 cascina 56021 pisa<br />
info@lacittadelteatro.it<br />
<a href="www.lacittadelteatro.it">www.lacittadelteatro.it</a><br />
050.744400</p>
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		<title>AGIT POP</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Situazionismo hip hop su basi liriche. A Pisa la compagnia romana Botega danza la break dance ascoltando Verdi Rossini Donizetti e Puccini. Paracasoscia (dal dialetto “Sembra che soffi”) è al Teatro Verdi giovedì 25 marzo alle 21

“Utilizziamo un brano musicale come pretesto per fare dell’autoironia. E più sono famosi, più l’aria è conosciuta, più colpisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/paracasoscia-ph-davide-lena-tds.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1116" title="paracasoscia-ph-davide-lena-tds" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/paracasoscia-ph-davide-lena-tds.jpg" alt="" width="337" height="317" /></a>Situazionismo hip hop su basi liriche. A Pisa la compagnia romana <strong>Botega</strong> danza la break dance ascoltando Verdi Rossini Donizetti e Puccini. <strong><em>Paracasoscia</em></strong> (dal dialetto “Sembra che soffi”) è al Teatro Verdi <strong>giovedì 25 marzo alle 21</strong></p>
<p><span id="more-1111"></span><br />
“Utilizziamo un brano musicale come pretesto per fare dell’autoironia. E più sono famosi, più l’aria è conosciuta, più colpisce nel segno la rielaborazione. L’idea principale è quella di uno spettacolo non narrativo, ma fatto di situazioni. Di fronte all’esigenza di una qualche contestualizzazione, abbiamo immaginato la polvere che si deposita sulle quinte dei teatri. È così che si animano queste situazioni: come se quella polvere, una volta scossa, generasse una turba di folletti che intraprendono un viaggio tra un’opera e l’altra. La contaminazione è da sempre la nostra cifra stilistica- spiega il coreografo- Per quanto riguarda la distribuzione delle energie sul palco, in questo spettacolo le donne, in linea generale, danzano contemporaneo mentre gli uomini hip hop e breakdance. Ma, proprio in virtù di quella contaminazione, il gioco resta nel tentativo di mescolare queste attitudini, unendole nelle sonorità della lirica. Su “una furtiva lagrima” di Donizetti ho montato un passo a due tra una danzatrice sulle punte e un breaker”.<br />
Così spiega<strong> Enzo Celli</strong>, atleta e danzatore virtuoso, che con il suo inconfondibile stile mescola armoniosamente tradizione e innovazione, tecnica, aggressività e delicatezza. Con i suoi Botèga, l’unica compagnia riconosciuta e finanziata dal Ministero per i Beni Culturali per la danza hip hop, torna a Pisa dopo i successi di<em><strong> Sc’impis, Astamanèra e Ostro</strong></em>.<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/paracasoscia-ph-davide-lena-n.jpg"><img class="size-full wp-image-1114 alignright" title="paracasoscia-ph-davide-lena-n" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/paracasoscia-ph-davide-lena-n.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><br />
Chi c’era ricorda certamente i palloncini colorati di <strong><em>Astamanèra</em></strong> lanciati dall’ultimo ordine di palchi al Verdi dagli scatenatissimi allievi del laboratorio che Celli fece a Pisa nel 2003. La spinta creativa dell’impavido coreografo, reduce da ogni sport estemo ma anche da collaborazioni con <strong>Carla Fracci e Daniel Ezralow</strong>, arriva a provocare l’incontro di stuntmen e breakers con le più celebri arie d’opera italiane.<br />
Fortissima l’attrattiva per i più giovani, accattivante per l’eclettismo più adulto, lo spettacolo si incornicia perfettamente nel progetto della stagione di danza 2010 del Teatro di Pisa, a cura di Silvano Patacca, per cui danza contemporanea e musica colta sono due universi in avvicinamento costante.</p>
<p>In scena sotto la guida del coreografo e regista Enzo Celli: <strong>Mattia De Virgiliis, Francesco Di Luzio, Andrea Ferrarini, Federica Galimberti, Daniele Lombrici, Elisabetta Minutoli, Laura Ragni, Lezar Frank Stepputat, Carlotta Viola.</strong> Disegno luci e fonica sono di Luca Barbarti, i costumi di Luciana Strata, elaborazioni grafiche Dingrafica, elaborazioni musicali Enzo Celli, produzione G.D.O.<br />
Biglietti da un massimo di 23,00 Euro a un minimo di 7,00 Euro, con le consuete e varie riduzioni e agevolazioni.<br />
Per informazioni Teatro di Pisa tel 050-941111, <a href="www.teatrodipisa.pi.it">www.teatrodipisa.pi.it</a><br />
<a href="www.botega.it">www.botega.it</a></p>
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