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	<title>YORICK!</title>
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	<description>webzine del Teatro di Pisa</description>
	<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:10:07 +0000</pubDate>
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		<title>Cyrano, vecchio eroe moderno</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Massimo Popolizio è Cyrano de Bergerac per la regia di Daniele Abbado
La Stagione di Prosa 2009/2010 del Teatro di Pisa, considerata per diversi aspetti una &#8220;ripartenza&#8221; dopo il programma ridotto dell&#8217;anno passato, va a concludersi all&#8217;insegna di un grande classico. Lo fa con piena soddisfazione per la risposta di pubblico riscontrata in questi mesi, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Massimo Popolizio è <em>Cyrano de Bergerac</em> per la regia di Daniele Abbado</strong></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano-popolizio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1087" title="cyrano-popolizio" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano-popolizio-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La <strong>Stagione</strong><strong> di Prosa 2009/2010</strong> del Teatro di Pisa, considerata per diversi aspetti una &#8220;ripartenza&#8221; dopo il programma ridotto dell&#8217;anno passato, va a concludersi all&#8217;insegna di un grande classico. Lo fa con piena soddisfazione per la risposta di pubblico riscontrata in questi mesi, che ha avallato l&#8217;alto livello qualitativo del cartellone. L&#8217;ottavo e ultimo appuntamento è il <strong><em>Cyrano de Bergerac</em></strong> firmato <strong>Daniele Abbado</strong>, che tanto successo sta riscuotendo nei teatri italiani dal debutto romano dello scorso ottobre. <span id="more-1086"></span></p>
<p>L&#8217;opera teatrale <strong><em>Cyrano de Bergerac</em></strong>, capolavoro di <strong>Edmond Rostand</strong>, fu rappresentata per la prima volta <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1088" title="cyrano3" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano3.jpg" alt="" width="180" height="266" /></a>il 28 dicembre 1897 al <em>Théàtre de la Porte-Saint-Martin</em> di Parigi. In quella occasione il ruolo principale fu di Coquelin Aîné, uno dei più celebri attori dell&#8217;epoca. Da allora Cyrano, ispirato a un uomo realmente esistito, il poeta e libero pensatore seicentesco Savinien Cyrano de Bergerac, è uno dei personaggi più amati del teatro (per non parlare delle varie trasposizioni cinematografiche) e i più importanti attori internazionali calcano le scene vestendo i suoi panni. Quest&#8217;anno tocca a uno dei nostri migliori interpreti, come è stato scritto, &#8220;allungarsi il naso&#8221; e incarnare lo spadaccino guascone. <strong>Massimo Popolizio</strong>, protagonista di numerosi spettacoli con i maggiori registi del teatro italiano contemporaneo, vincitore di molti riconoscimenti tra cui il Premio Ubu, ci restituisce un Cyrano più moderno, teso a esaltare la centralità e la musicalità della parola. È lo stesso Popolizio a descriverlo: <em>&#8220;</em><em>Il mio è un Cyrano essenziale, interamente concentrato sulla poesia, che scaturisce dal personaggio principale impegnato a fondo nei suoi palpiti amorosi per la bella Rossana. Puntiamo tutto sull&#8217;acrobazia della parola, <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano1.jpg"></a>sul senso di un testo capolavoro che ci accompagna da anni, ma che ha una sua capacità di svelare sempre nuovi percorsi.&#8221;</em> Restano forti la drammaticità della figura di Cyrano, il suo coraggio, la profondità dei sentimenti. Caratteri primari che ne hanno fatto un eroe romantico ma sempre straordinariamente attuale.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano12.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1098" title="cyrano12" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano12.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a>La trama è conosciuta. Cyrano è uno scontroso spadaccino, abilissimo con la lama, la poesia e i giochi di parole. Afflitto da un naso enorme, ama senza speranza la cugina Roxanne, a sua volta infatuata di Christian che al contrario di lui è bello ma poco intelligente. Proprio a Christian Cyrano presta in segreto le sue arti poetiche. Il giovane parla e scrive imbeccato dal nasuto alleato per conquistare Roxanne, dando vita a un <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano21.jpg"></a>triangolo amoroso che abbraccia quasi tutta la storia. Soltanto in punto di morte Cyrano trova il coraggio di uscire dall&#8217;ombra per rivelarsi all&#8217;amata, ma ormai il suo <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano24.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1102" title="cyrano24" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano24-300x276.jpg" alt="" width="300" height="276" /></a>avventuroso percorso terreno è giunto al termine.</p>
<p><strong><em><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano21.jpg"></a>Cyrano de Bergerac</em></strong> è al Teatro Verdi <strong>mercoledì 10 e giovedì 11 marzo</strong> alle 21. Lo spettacolo sarà <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/cyrano2.jpg"></a>preceduto da<strong> </strong>un <strong>incontro con la Compagnia</strong> organizzato dal Teatro di Pisa in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell&#8217;Ateneo pisano, <strong>mercoledì 10 alle 17 nella Sala &#8220;Titta Ruffo&#8221;</strong>. Coordinamento del prof. Adriano Fabris, docente di Etica della Comunicazione, parteciperà il preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Alfonso Maurizio Iacono.</p>
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		<title>PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO INVERNO</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 12:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Mauro Astolfi]]></category>

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		<category><![CDATA[Spellbound dance company]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani sera al Verdi in prima assoluta Le Quattro Stagioni della Spellbound Dance Company, per la coreografia di Mauro Astolfi, con le musiche di Antonio Vivaldi intrecciate ai frammenti musicali della natura ricomposti da Luca Salvadori. Il coreografo romano sfida così la celeberrima partitura del compositore veneziano, e tutti i risponditori automatici del mondo, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/le-quattro-stagioni-n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1076" title="le-quattro-stagioni-n" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/le-quattro-stagioni-n.jpg" alt="" width="238" height="359" /></a>Domani sera al Verdi in prima assoluta <strong><em>Le Quattro Stagioni </em></strong>della <strong>Spellbound Dance Company</strong>, per la coreografia di <strong>Mauro Astolfi</strong>, con le musiche di <strong>Antonio Vivaldi</strong> intrecciate ai frammenti musicali della natura ricomposti da <strong>Luca Salvadori</strong>. Il coreografo romano sfida così la celeberrima partitura del compositore veneziano, e tutti i risponditori automatici del mondo, che utilizzano <em>La primavera </em>in attesa di passarci l’operatore.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/sp12.jpg"><span id="more-1072"></span></a><br />
Ancora freschi della suggestione del suo <strong><em>Don Giovanni</em></strong>, in cui le 1003 donne del gentiluomo mozartiano si raggomitolavano nello spazio ristrettissimo dei cubi magici del palcoscenico, nell’ultimo spettacolo presentato a Pisa a fine gennaio, ritroviamo al Verdi i bravissimi danzatori della <strong>Spellbound Dance Company</strong>, compagnia romana diretta dal quarantenne Astolfi. Sempre nascosto nel suo berretto di lana, il coreografo racconta: “Le “mie “ <em>Quattro Stagioni</em> abitano fuori e dentro una piccolo spazio, che si innalza, trascina e soffoca a momenti ma che ripara, unisce, protegge, sembra una casetta, ma è una nave, un albero, un posto misterioso da cui osservare le stagioni che mutano, un posto da dove partecipare in prima persona al ciclo della natura che si rinnova, e l’autunno, non solo foglie che cadono, la primavera, non solo fiori che spuntano, ma una natura dentro di noi, un rituale magico primordiale, un evento che si immagina, poi si cerca di imitare, per poi cercare di impossessarsi del suo spirito. Spellbound Dance Company vive questa avventura sprofondata nella terra e sul ramo più alto degli alberi, quando è sera si torna a casa.”<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/sp2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1077" title="sp2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/sp2.jpg" alt="" width="310" height="310" /></a><br />
La forza evocativa della musica del compositore veneziano è infinita, di recente le è valso anche uno dei riconoscimenti letterari più attesi d’Italia, grazie all’elaborazione immaginifica di <strong>Tiziano Scarpa</strong>: “Signora Madre, se vi dicessi che io ero tutte quelle cose, che ero gli uccellini e la tempesta e tutto il resto, non sarei sincera. Io ero la traduzione musicale di quelle cose, ero tutto il mondo in versione violinistica. Eppure, lo stesso, quella folata di universo mi ha trapassata, ha fatto muovere tutta me stessa. (…) Alla fine ero stravolta., in un’ora io sono stata musicalmente grandine, musicalmente afa, musicalmente gelo, musicalmente tepore, musicalmente piedi intirizziti, musicalmente pioggia leggera, musicalmente suolo ghiacciato che fa male cadendoci sopra, musicalmente prato tenero, sono stata musicalmente dentro il sonno di un guardiano di capre, dentro un cane che abbaia, dentro gli occhi di una mosca, sono musicalmente stata nuvola nera, pastore ubriaco, bestia terrorizzata e pallottola che la uccide. Nel fulmine è riuscito a entrare musicalmente solo il violino di Don Antonio, con il suo assolo frenetico. Il nervo del cielo smania, è posseduto da un’idea.” <strong><em>Stabat Mater</em></strong>, <strong>Tiziano Scarpa</strong>, Premio Strega 2009.</p>
<p>Alle musiche di Vivaldi vengono affiancate le musiche originali di <strong>Luca Salvador</strong>i, “frammenti musicali eterogenei che di volta in volta accendono un piccolo riflettore su un dettaglio significativo- come spiega l’autore stesso- i suoni della natura, le voci degli uccelli, un ritmo di danza, una melodia modale dal sapore arcaico, sonorità elettroniche astratte, il suono di uno strumento insolito come la glassharmonica o il flauto basso, sotto l’etichetta di una “stagione”.</p>
<p>Ideatore e regista <strong>Mauro Astolfi</strong>, artista di fama internazionale e docente nelle accademie e centri di formazione europei e statunitensi, fondatore della Spellbound, compagnia tra le più apprezzate nell’Italia della danza contemporanea, per l’energia, il virtuosismo e la tecnica rigorosa che caratterizzano i suoi componenti.<br />
Danzano, eccellenti come di consueto, <strong>Sofia Barbiero, Alessandra Chirulli, Maria Cossu, Gaia Mattioli, Giuliana Mele, Marianna Ombrosi, Michelangelo Puglisi, Marioenrico D’Angelo, Giacomo Todeschi</strong>, per la regia multimediale di <strong>Enzo Aronica</strong>, disegno luci a cura di <strong>Marco Policastro</strong>, realizzazione scene Esse A Sistemy, produzione Spellbound Dance Company, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.<br />
Biglietti da un massimo di 23,00 Euro a un minimo di 7,00 Euro, con le consuete e varie riduzioni ed agevolazioni.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/sp3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1078" title="sp3" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/03/sp3.jpg" alt="" width="270" height="270" /></a><br />
Si chiude inoltre sabato 6 marzo il<strong> ciclo di incontri con MAURO ASTOLFI</strong>, laboratori per giovani danzatori e per gli allievi delle scuole di danza avviati a gennaio nello spazio suggestivo e segreto del <strong>Sottotetto del Teatro Verdi</strong>: oltre ai circa 30 partecipanti dei precedenti seminari, dalle ore 14,30-16 il laboratorio è aperto a nuovi interessati, per un costo di <strong>25 euro+ iva.</strong><br />
Per gli allievi la possibilità di apprendere la tecnica di Astolfi, che ha costruito il suo stile e il suo metodo attraverso l&#8217;integrazione di tecniche e stili diversi - jazz, contact, modern, balletto.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 13pt;">Per informazioni e prenotazioni: Fondazione Teatro di Pisa</span></p>
<p>tel 050-941141, <a href="http://www.teatrodipisa.pi.it/">www.teatrodipisa.pi.it</a>, <a href="mailto:meucci@teatrodipisa.pi.it">meucci@teatrodipisa.pi.it</a>,</p>
<p>Spellbound Dance Company <a href="http://www.spellboundance.com/">www.spellboundance.com</a>, <a href="mailto:info@spellboundance.com">info@spellboundance.com</a>.</p>
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		<title>Zingaretti e la sirena</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 18:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Al Verdi la lettura-spettacolo da un racconto di Tomasi di Lampedusa
La forza attrattiva della parola, la magia di un racconto in equilibrio perfetto fra realismo e mito, il carisma di un attore di spicco. Ecco le cifre che distinguono La Sirena, lettura emozionante e raffinata di Luca Zingaretti dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/luca-zingaretti21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1067" title="luca-zingaretti21" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/luca-zingaretti21-300x270.jpg" alt="" width="300" height="270" /></a>Al Verdi la lettura-spettacolo da un racconto di Tomasi di Lampedusa</strong></p>
<p>La forza attrattiva della parola, la magia di un racconto in equilibrio perfetto fra realismo e mito, il carisma di un attore di spicco. Ecco le cifre che distinguono <strong><em>La Sirena</em></strong>, lettura emozionante e raffinata di <strong>Luca Zingaretti</strong> dal racconto <em>Lighea</em> di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Al Teatro Verdi sarà il penultimo appuntamento della Stagione di Prosa 2009/2010, <strong>sabato 27 febbraio alle 21, domenica 28 febbraio alle 17</strong>. <span id="more-1065"></span>Un gioiello teatrale da un gioiello letterario. <em>Lighea</em>, scritto dall&#8217;autore de <em>Il Gattopardo</em> nell&#8217;ultimo scorcio della sua vita e pubblicato postumo da Feltrinelli nel 1961, è un piccolo capolavoro di scrittura e fantasia che Luca Zingaretti - sua l&#8217;elaborazione drammaturgica - esalta nella sua essenza in una lettura che ha affascinato critica e pubblico.</p>
<p>La storia inizia con l&#8217;incontro casuale fra due uomini, entrambi di origini siciliane, nel tardo autunno del 1938, in un Caffè di una Torino a loro estranea. L&#8217;uno, Paolo Corbèra, è un giovane giornalista. L&#8217;altro, il settantacinquenne Rosario La Ciura, è uno stimato senatore. I due a poco a poco entrano in una garbata confidenza<em> </em>e, tra riflessioni erudite, dialoghi sagaci, battute cinicamente ironiche, trascorrono il tempo conversando di letteratura, di antichità, di vecchie e nuove abitudini di vita, finché non emerge il ricordo di un antico e mai sopito amore del professore. Un amore assoluto e totalizzante nato in un caldo agosto siciliano di tanti anni prima per una creatura dal profumo mai sentito, &#8220;un odore magico di mare&#8221;, dalla voce che pareva un canto.</p>
<p>Solo in scena, accompagnato dalle musiche struggenti di Germano Mazzocchetti eseguite dal vivo<em> </em>dal fisarmonicista Fabio Ceccarelli, <strong>Luca Zingaretti</strong> dà voce ad entrambi i personaggi, restituendoci con la potenza della parola la poesia e i profumi di quella terra meravigliosa che è la Sicilia. Un grande appuntamento per chi ama la magia del racconto, ma anche per chi vuole apprezzare la grande forza, fluidità ed eleganza interpretativa di un attore che è nato in teatro con l&#8217;Accademia Nazionale d&#8217;Arte Drammatica e le regie di Luca Ronconi, prima di conoscere il successo di massa con le sue interpretazioni televisive (su tutte, il commissario Montalbano) e cinematografiche (la più recente, l&#8217;ultimo film di Pupi Avati, <em>Il figlio più piccolo</em>, nelle sale proprio in questi giorni). Zingaretti sa fare della parola uno strumento d&#8217;incanto e seduzione, modulandovi ora la tenerezza, ora l&#8217;ironia e scavandola fino al significato più piccolo.</p>
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		<title>LA PERFEZIONE DEI BALLETTI RUSSI</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Della Russia prima del 1989 conoscevamo: la vodka, la falce e il martello, le matrioske, la piazza rossa, i balletti russi. Mentre tutto il resto sembra affogare nel centro commerciale globale, il balletto è ancora tra le arti più tutelate del patrimonio nazionale, insieme alla musica, in grado di commuovere per il suono di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/don-chisciotte-ph-moscow-city-ballet-t.jpg"><img class="size-medium wp-image-1056 alignleft" title="don-chisciotte-ph-moscow-city-ballet-t" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/don-chisciotte-ph-moscow-city-ballet-t-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Della Russia prima del 1989 conoscevamo: la vodka, la falce e il martello, le matrioske, la piazza rossa, i balletti russi. Mentre tutto il resto sembra affogare nel centro commerciale globale, il balletto è ancora tra le arti più tutelate del patrimonio nazionale, insieme alla musica, in grado di commuovere per il suono di un violino. Come nello splendido film &#8220;<em>Il concerto&#8221;</em> di Radu Mihaileanu. Perché nella danza e nella musica i Russi hanno trovato la perfezione. <strong><br />
in esclusiva toscana a Pisa giovedì sera 25 febbraio il Moskow City Ballet in <em>Don Chisciotte</em>.</strong><br />
<span id="more-1055"></span>Poco importa se le avventure di <strong>Don Chisciotte</strong> e dello scudiero Sancho Panza siano nate nella Spagna del primo Seicento, di cui restano merletti e pizzi rossi. Nel 1869 il ballerino e coreografo <strong>Marius Petipa</strong>, francese trapiantato in Russia, ne fece lo spettacolo d&#8217;apertura della stagione  del Balletto Imperiale di San Pietroburgo, con successo clamoroso al<strong> Bol’šoj</strong> <strong>di Mosca</strong>. Da allora l&#8217;hidalgo di <strong>Cervantes</strong> e la sua <strong>Dulcinea</strong> del Toboso volteggiano nei teatri del mondo, con le musiche allegrissime e trionfanti dell&#8217;austriaco Ludwig Minkus, che tratteggia con le note ognuno dei caratteri dei personaggi. Il lavoro di Petipa è stato in parte rivisitato dal suo allievo Alexander Gorsky nel 1902, ed è in questa versione che l&#8217;hanno interpretato <strong>Rudolf Nureyev</strong> (nel &#8216;72) e <strong>Mikhail Baryshnikov </strong>(nel 1980).<br />
La versione di Gorsky è in scena anche a Pisa, con i contributi di Rostislav Zaharov e dello stesso direttore artistico del <strong>Moskow City Ballet Viktor Smirnov-Golovanov</strong>.<br />
<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/don-chisciotte-ph-moscow-city-ballet-n.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1057" title="don-chisciotte-ph-moscow-city-ballet-n" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/don-chisciotte-ph-moscow-city-ballet-n.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><br />
Già solista per vent’anni del Balletto del Bol’šoj, Smirnov-Golovanov ha saputo, negli anni, guadagnarsi prestigio e riconoscimenti in giro per il mondo. Ha fondato nel 1988 il <strong>Moscow City Ballet</strong>, fra le prime compagnie di danza della capitale russa, una delle compagnie più impegnate in tournée internazionali, composta da oltre cinquanta ballerini, provenienti dalle più famose accademie della Russia, del Kazakhstan e dell&#8217;Ucraina. Le sue produzioni sono sempre caratterizzate dal lavoro meticoloso fatto sul corpo e dall&#8217;attenzione ai dettami artistici del balletto tradizionale russo.</p>
<p>Convinti che il balletto classico sia una parte importante del proprio patrimonio nazionale, Smirnov-Golovanov e sua moglie Ljudmila Nerubašenko hanno voluto portare tale arte alla conoscenza di un pubblico vasto e soprattutto dei giovani appassionati di danza, con un repertorio che spazia da <em>Lago dei Cigni, Bella Addormentata, Lo Schiaccianoci, Romeo e Giulietta</em>, passando per <em>Cenerentola, Romeo e Giulietta, Giselle, fino a Don Chisciotte, Guerra e Pace, Love and Death of Anna Karenina e Carmen Suite</em>.</p>
<p>Stile raffinato e perfezione coreografica sono le cifre di questo balletto in due atti, con prologo, le cui scene e i costumi vengono firmati da Elizaveta Dvorkina, presentato in collaborazione con Ater-Associazione Teatrale Emilia Romagna.</p>
<p>Pochi biglietti ancora disponibili, da un massimo di 28,00 Euro a un minimo di 14,00 Euro, con le consuete e varie riduzioni ed agevolazioni.</p>
<p><strong>Per informazioni Teatro di Pisa tel 050-941111, www.teatrodipisa.pi.it</strong></p>
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		<title>Dopo l&#8217;opera alla Scala, il musical siciliano</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/02/18/dopo-lopera-alla-scala-il-musical-siciliano/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 09:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Domani sera alla Città del Teatro di Cascina  Emma Dante presenta il suo Le pulle, operetta &#8220;amorale&#8221; in cui 5 prostitute (1 trans e 4 travestiti) cercano, con l&#8217;aiuto di 3 fate, l&#8217;incantesimo della trasformazione, fino alla chiassosa e coloratissima celebrazione nuziale. La poetica dell&#8217;acclamata regista palermitana, che qui si arricchisce dell&#8217;elemento musicale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/lepulle3fotogiuseppedistefanodisplay.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1038" title="lepulle3fotogiuseppedistefanodisplay" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/lepulle3fotogiuseppedistefanodisplay.jpg" alt="" width="234" height="353" /></a></p>
<p>Domani sera alla Città del Teatro di Cascina  <strong>Emma Dante</strong> presenta il suo <em><strong>Le pulle</strong></em>, operetta &#8220;amorale&#8221; in cui 5 prostitute (1 trans e 4 travestiti) cercano, con l&#8217;aiuto di 3 fate, l&#8217;incantesimo della trasformazione, fino alla chiassosa e coloratissima celebrazione nuziale. La poetica dell&#8217;acclamata regista palermitana, che qui si arricchisce dell&#8217;elemento musicale e coreografico, verrà scandagliata dagli studiosi che nel pomeriggio di venerdì alle 17.30, sempre alla città del Teatro di Cascina, presenteranno il volume <em>La lingua teatrale di Emma Dante</em> di Anna Barsotti.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-1037"></span></p>
<p>Lo spettacolo si presenta con un’immagine di bambole con la testa rotta, bambole emarginate, come le prostitute (<em>pulle</em>, in palermitano) che non vogliono più vivere nel corpo di uomini. Le figure colorate e smargiasse dell’operetta di cui Emma Dante firma testo, regia, canzoni, costumi e parte della scenografia, si prostituiscono da anni, alcune da bambini, vittime di soprusi e di violenze, sfruttate da genitori crudeli che non accettano la loro diversità. Le cinque pulle qui cantano, danzano, si truccano, si profumano, si vestono e si travestono: sognano un principe azzurro e in soccorso arrivano le fate. “è infatti una strana favola ambigua e trasgressiva che viene in prevalenza cantata e ballata dalla Dante stessa e dai suoi bravissimi attori, (…) dove subito si delinea il solito affresco di una cultura meridionale ipocrita e repressiva” (Renato Palazzi).<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/lepulle_int12.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1048" title="lepulle_int12" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/lepulle_int12-300x199.jpg" alt="" width="348" height="231" /></a></p>
<p>La sacralità distorta, la ritualità mediterranea, la parola che si fa carne, sono gli elementi ormai consolidati del teatro di Emma Dante, 42 anni, applaudita (ma anche fischiata) lo scorso 7 dicembre all’inaugurazione della stagione scaligera con la <em><strong>Carmen</strong></em> di <strong>Bizet</strong>, autrice di spettacoli in lingua siciliana apprezzati e richiestissimi anche all’estero (<em><strong>mPalermu</strong></em>, 2001;<em><strong> Carnezzeria</strong></em>, 2002, già al Teatro Sant’Andrea di Pisa; <em><strong>Vita mia</strong></em>, 2004, visto al Teatro di Bartolo di Buti; <em><strong>Medea</strong></em>, 2004, <em><strong>Michelle di Sant’Oliva, Cani di Bancata, il Festino</strong></em>, tutti presentati negli anni scorsi dalla Città del Teatro tra Cascina e Pontasserchio).</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/le_pulle1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1042 alignright" title="le_pulle1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/le_pulle1-300x225.jpg" alt="" width="363" height="272" /></a></p>
<p>In occasione del suo ritorno nella provincia di Pisa, sarà presentato il volume &#8220;<em>La lingua teatrale di Emma Dante</em>&#8220;, Edizioni ETS, di <strong>Anna Barsotti,</strong> docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo all’Università di Pisa. L’autrice, insieme a <strong>Gerardo Guccini</strong> (docente di Discipline dello Spettacolo - Università di Bologna) e <strong>Claudia Cannella</strong> (direttrice responsabile di <em><strong>Hystrio</strong></em>, trimestrale di teatro e spettacolo), illustrerà la prima monografia critica su Emma Dante, incorniciata da una premessa storico-semantica sui paradossi artistici degli isolani attratti dall&#8217;Europa (Verga, Pirandello, Sciascia), e dal percorso biografico dell&#8217;attrice-autrice-regista palermitana, che ha dichiarato recentemente con orgoglio di appartenere a una generazione teatrale che deve lasciar spazio ai giovani: “in Italia le direzioni artistiche dei teatri dovrebbero darle ai ventenni!”</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/le_pulle1.jpg"><br />
</a></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/barsotti_e_dante_cover_ets_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1053" title="barsotti_e_dante_cover_ets_" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/barsotti_e_dante_cover_ets_.jpg" alt="" width="250" height="377" /></a></p>
<p><strong>&#8220;La lingua teatrale di Emma Dante&#8221;<br />
Venerdì 19 febbraio, alle ore 17.30,</strong><br />
nel Ridotto - La città del teatro di Cascina. Ingresso libero.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/barsotti_e_dante_cover_ets_.jpg"><br />
</a></p>
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<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=18PX-boxD5Y"></a><strong>Venerdì 19 febbraio ore 21<br />
<em>LE PULLE</em><br />
operetta amorale</strong><br />
Testo e regia Emma Dante</p>
<p>La Città del Teatro<br />
Teatro Politeama<br />
via Toscoromagnola 656 - Cascina -Pisa<br />
Biglietti: intero  20,00 - ridotto  17,00 - studenti  13,00 - gradinata  12,00</p>
<p>info <a title="www.lacittadelteatro.it" href="http://www.lacittadelteatro.it">www.lacittadelteatro.it</a></p>
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		<title>Una Tempesta tra realtà e illusione</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 16 e 17 febbraio al Verdi La Tempesta di Shakespeare con Umberto Orsini
La Tempesta di Shakespeare, penultimo testo che il Bardo ha lasciato in eredità al mondo, è un titolo che il pubblico pisano conosce bene. Tra le occasioni in cui è stato rappresentato nella nostra città, in molti ricorderanno la messa in scena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 16 e 17 febbraio al Verdi <em>La Tempesta</em> di Shakespeare con Umberto Orsini</strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/la-tempesta-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1029" title="la-tempesta-2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/la-tempesta-2-300x282.jpg" alt="" width="300" height="282" /></a>La Tempesta</em></strong> di Shakespeare, penultimo testo che il Bardo ha lasciato in eredità al mondo, è un titolo che il pubblico pisano conosce bene. Tra le occasioni in cui è stato rappresentato nella nostra città, in molti ricorderanno la messa in scena di Glauco Mauri, regista e attore nei panni di Prospero, che replicò più di duecento volte nelle stagioni 1996/1997 e 1997/1998 e fu in cartellone a Pisa all&#8217;inizio del &#8216;98. Roberto Sturno ricopriva il ruolo di Calibano. La <strong>Stagione di Prosa</strong> in corso del Teatro Verdi ritrova l&#8217;opera shakespeariana con la regia e l&#8217;adattamento di <strong>Andrea De Rosa</strong> e con un altro grande interprete del teatro italiano nelle vesti di Prospero, che è <strong>Umberto Orsini</strong>. <span id="more-1028"></span></p>
<p><strong>Andrea De Rosa</strong>, quarantenne napoletano, fra i registi più interessanti delle ultime generazioni, è l&#8217;attuale direttore dello Stabile di Napoli. La sua <em>Tempesta</em>, testo scelto per il suo essere metafora di contemporaneità (&#8221;sono tempi di tempesta&#8221;, ha detto) ha inaugurato con successo la stagione del teatro partenopeo San Ferdinando. <em>«La tempesta di Shakespeare </em>- scrive lo stesso regista -<em> somiglia a un labirinto. Come in una casa di specchi, ogni volta che intravedi una via d&#8217;uscita, essa si rivela essere dalla parte opposta. Come in un miraggio o in un sogno, ogni volta che provi ad afferrare qualcosa, l&#8217;oggetto su cui credevi di aver messo le mani si dilegua. Finché capisci che ciò che conta non è l&#8217;uscita e che non c&#8217;è nulla da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dentro (restare dentro alle domande, al labirinto) è l&#8217;unica via.»</em></p>
<p>Una <em>tempesta mentale</em>, è stata definita questa rappresentazione. La commedia diventa<strong> </strong>il viaggio onirico di <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/la-tempesta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1030" title="la-tempesta" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/la-tempesta-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>un uomo che ripercorre il suo dramma per riappropriarsi di una umanità che gli era sfuggita. Una rilettura psicologica, uno spettacolo in bilico fra realtà e illusione, dalla dimensione magica decisamente ridotta. Un testo che resta incentrato sulla figura di Prospero, mago e duca di Milano, cacciato con la figlia Miranda sull&#8217;isola deserta dal fratello Antonio sostenuto dal re di Napoli Alonso. L&#8217;odio che il duca prova nei loro confronti si scatena quando viene a conoscenza che le loro navi sono nei pressi dell&#8217;isola-prigione. Con l&#8217;aiuto dello spirito Ariel, Prospero fa scoppiare una tempesta che provoca il naufragio delle imbarcazioni e, una volta giunti anch&#8217;essi sull&#8217;isola, fa separare il re dal figlio Ferdinando. Quest&#8217;ultimo si innamora di Miranda che durante l&#8217;isolamento non ha mai visto altro uomo se non Calibano, creatura dagli istinti bestiali. I due giovani s&#8217;innamorano e vorrebbero sposarsi, ma il duca non acconsente e per incantesimo trasforma i naufraghi in animali. Non vorrebbe mai abbandonare i suoi propositi di vendetta, ma alla fine la ragione ha la meglio. Il Prospero di <strong>Umberto Orsini</strong> è un uomo provato e accecato dal desiderio di dominare gli altri, logorato dalla sete di rivincita.<strong> </strong>Intorno a lui si muovono gli altri personaggi, ridimensionati rispetto alla stesura originale. Calibano si mostra come un essere infantile e impaurito,<strong> </strong>fragile, non un mostro ma una sorta di disadattato psichico. Lo spirito Ariel sembra fuori dal fantastico. Vestito di nero, appare e scompare arrivando dall&#8217;alto lungo un simbolico drappo rosso.<strong> </strong>Sul piano dei simboli si manifesta il contrasto tra realtà e illusione.<strong> </strong>Gli abitanti dell&#8217;isola hanno l&#8217;apparenza di nostri contemporanei sia nel linguaggio che negli abiti, Miranda indossa una semplice sottana bianca, Prospero un cappotto ma nel finale svelerà la sua camicia seicentesca, i naufraghi indossano abiti del Seicento.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/la-tempesta-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1031" title="la-tempesta-3" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/la-tempesta-3-283x300.jpg" alt="" width="283" height="300" /></a>Il cast è di livello pregiato, tra nomi noti e attori più giovani. Al fianco di Orsini troviamo Flavio Bonacci (Antonio), Rino Cassano (Ariel), Gino De Luca (Ferdinando), Francesco Feletti (Sebastiano), Carmine Paternoster (Marinaio), Rolando Ravello (Calibano), Enzo Salomone (Gonzalo), Federica Sandrini (Miranda), Francesco Silvestri (Alonso), Salvatore Striano (Marinaio). Le scene e i costumi sono di Alessandro Ciammarughi, le luci di Pasquale Mari, il suono di Hubert Westkemper, le musiche di Giorgio Mellone.</p>
<p><strong><em>La Tempesta</em></strong>, coproduzione Teatro Stabile di Napoli, Emilia Romagna Teatro e Teatro Eliseo, è al Teatro Verdi di Pisa <strong>in esclusiva per la Toscana</strong>, <strong>martedì 16 e mercoledì 17 febbraio</strong> alle ore 21.</p>
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		<title>Romeo e Giulietta a San Valentino</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 18:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Romeo e Giulietta]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà forse un caso che proprio nel week end di San Valentino il Teatro di Pisa proponga al suo pubblico la più classica delle storie d&#8217;amore. Ma siamo anche a Carnevale, e chi si aspetta il classico balletto con la musica di Prokofiev potrà avere qualche sorpresa: per la prima volta il Balletto di Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/romeo_giulietta3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1015" title="romeo_giulietta3" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/romeo_giulietta3.jpg" alt="" width="205" height="271" /></a>Sarà forse un caso che proprio nel week end di San Valentino il Teatro di Pisa proponga al suo pubblico la più classica delle storie d&#8217;amore. Ma siamo anche a Carnevale, e chi si aspetta il classico balletto con la musica di <strong>Prokofiev</strong> potrà avere qualche sorpresa: per la prima volta il <strong>Balletto di Milano,</strong> compagnia di successo internazionale che ha accolto nei suoi 20 anni di attività star come Carla Fracci, Luciana Savignano e Raffaele Paganini, presenta il suo <strong><em>Romeo e Giulietta</em></strong> completamente smontato nel suo ordine temporale e riassemblato con la musica di <strong>Ciaikovskij</strong>, compresa l&#8217;inedita ouverture Fantasie del 1870.</p>
<p><strong>Venerdì 12 febbraio alle 21</strong></p>
<p><span id="more-1014"></span></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/romeo_giulietta2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1017" title="romeo_giulietta2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/romeo_giulietta2.jpg" alt="" width="194" height="484" /></a><em><strong>Romeo e Giulietta</strong></em> è sicuramente uno dei titoli più amati e rappresentati nel panorama ballettistico internazionale e forse non esiste coreografo che non si sia cimentato in una propria lettura del celebre titolo, sia nell&#8217;ambito della danza classica che tra i più grandi indagatori delle forme del contemporaneo.</p>
<p>Questa nuova versione in due atti tratto dell’omonima tragedia di W. Shakespeare raccoglie stimoli da entrambe le tipologie di danza: una produzione agile ma al contempo accurata e ricca, all&#8217;altezza delle grandi produzioni degli enti lirici, moderna ma su stilemi classici, stimolante per i contenuti sia tecnici che artistici.</p>
<p>In linea con il tema della grande musica che contraddistingue la stagione di Danza 2010 del Teatro di Pisa, la vera novità di questo <strong><em>Romeo e Giulietta</em></strong> sta nella scelta delle musiche: sarà sulla intensa partitura di <strong>Ciaikovskij</strong>, arricchita e completata con altri brani del celebre compositore russo, che si dipanerà la tragica storia dei due giovani innamorati, e non su quella più utilizzata e più nota del balletto appositamente composto da <strong>Prokofiev</strong>.</p>
<p>Questa messainscena ha così un particolare interesse storico musicale, perché include tutta la musica composta da Ciaikovskij per l’ouverture fantasie, comprese le numerose parti che non furono accolte nella versione definitiva, quella che poi è diventata celebre, con il coordinamento musicale curato da <strong>Michele Rovetta</strong>. In particolare lo spettatore avrà l’opportunità di ascoltare il finale della versione del 1870, praticamente sconosciuta e introvabile su disco.</p>
<p>Altra notivà è la casualità temporale con la vicenda smontata e ricomposta da <strong>Giorgio Madia</strong>, artista formatosi alla <strong>Scala di Milano</strong> che rientra in Italia con questo lavoro dopo una carriera internazionale che lo ha visto protagonista come danzatore prima, coreografo, regista e direttore in seguito: qui si inizia dall’epilogo, con Giulietta creduta morta dai parenti, nella celebre scena della cripta dove Romeo uccide Paride prima di uccidersi lui stesso, si risveglierà di lì a poco…per uccidersi a sua volta. Non si rinuncia a raccontare la vicenda dei due sfortunati amanti veronesi: al di là della passione che divampa nella giovanissima coppia, con <strong>Teresa Molino</strong> <em>Giulietta</em> e <strong>Martin Zanotti</strong> <em>Romeo</em>, emerge sullo sfondo della scena semplicissima di <strong>Cordelia Matthes</strong>, che cura anche i sontuosi costumi completamente neri o bianchi, la litigiosità dei Capuleti contrapposti ai Montecchi. Così la morte di <strong>Mercuzio</strong> si combina con la vendetta di <strong>Romeo</strong> su <strong>Tebaldo</strong> in una coralità complessiva fatta di movimenti ritmici che evocano ora il furore e la contrapposizione, ora il dolore. In questo contesto brilla la figura di Giulietta, che riesce a combinare il carattere adolescenziale del personaggio nella sua disperazione per l’evoluzione problematica del suo amore per Romeo con la passionalità espressa sulla scena. Non mancano anche i momenti di alleggerimento della vicenda, in particolar modo con la figura della nutrice di Giulietta, mentre i contrasti di vita e morte, amore e guerra, giorno e notte, sono presenti in una danza dinamica negli assiemi, poetica e lirica negli assoli e passi a due.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/romeo-e-giulietta-ph-moro-dessi-n1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1020" title="romeo-e-giulietta-ph-moro-dessi-n1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/romeo-e-giulietta-ph-moro-dessi-n1.jpg" alt="" width="439" height="291" /></a></p>
<p>Per questa produzione del Balletto di Milano, neoclassica ed elegante, il cui disegno luci è curato da Jean Paul Carradori, i biglietti variano da un massimo di 23,00 Euro a un minimo di 7,00 Euro, con le consuete e varie riduzioni ed agevolazioni.</p>
<p><strong>Per informazioni Teatro di Pisa tel 050-941111, www.teatrodipisa.pi.it</strong></p>
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		<title>Passaggio in India: lo scontro tra Oriente e Occidente</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/02/04/passaggio-in-india-lo-scontro-tra-oriente-e-occidente/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 18:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L’intenso Passaggio in India firmato Tiezzi-Lombardi è il quinto appuntamento della Prosa al Verdi. Prodotto dal Teatro Metastasio di Prato/Compagnia Sandro Lombardi, è stato definito da una critica entusiasta “uno spettacolo vibrante, suggestivo, impaginato con bella eleganza”. Ora è il suo turno di approdare a Pisa, al Teatro Verdi sabato 6 e domenica 7 febbraio.

È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/passaggio-in-india.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1005" title="passaggio-in-india" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/passaggio-in-india-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>L’intenso <strong><em>Passaggio in India</em></strong> firmato Tiezzi-Lombardi è il quinto appuntamento della Prosa al Verdi. Prodotto dal Teatro Metastasio di Prato/Compagnia Sandro Lombardi, è stato definito da una critica entusiasta “uno spettacolo vibrante, suggestivo, impaginato con bella eleganza”. Ora è il suo turno di approdare a Pisa, <strong>al Teatro Verdi sabato 6 e domenica 7 febbraio.</strong></p>
<p><span id="more-1004"></span></p>
<p>È di <strong>Federico Tiezzi,</strong> insieme a<strong> Sandro Lombardi</strong> coautore della drammaturgia nonché traduttore, il merito di aver proposto per la prima volta sui palcoscenici italiani <strong><em>Passaggio In India</em></strong>, avvalendosi  dell’adattamento teatrale che, alla fine degli anni cinquanta, la scrittrice indiana Santha Rama Rau fece dell’omonimo romanzo di <strong>Edward M. Forster</strong>, lo stesso adattamento impiegato poi da David Lean per la sua celeberrima versione cinematografica. Ma Tiezzi e Lombardi sono andati oltre. «<em>Santha Rama Rau - </em>spiega infatti Tiezzi fra le sue note di lavoro -<em> compone una commedia borghese di assoluta convenzionalità: più sceneggiatura cinematografica che pièce teatrale. Si è trattato allora di disinnescare la convenzionalità del dramma per riscoprire, al suo interno, il dettato originale del romanzo. Ed è stata la ricerca di una recitazione ‘innaturale’, quasi epica, rivelatrice del racconto forsteriano e del ‘mio’ racconto (lo scontro tra Oriente e Occidente). È stata la volontà di declinare registicamente lo spettacolo attraverso l’India di <strong>Moravia e Pasolini</strong>. O di far ‘sentire’ Bollywood».</em><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/sandro_lombardi_large.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1008" title="sandro_lombardi_large" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/sandro_lombardi_large.jpg" alt="" width="392" height="203" /></a></p>
<p>Il romanzo di Forster segue le vicende di due donne inglesi che, negli anni ’20, visitano l’India nella speranza di comprenderne gli usi e le complesse tradizioni. La loro amicizia con un giovane medico musulmano sarà la chiave dell’India. Forster “mette in scena” le due opposte e complementari tensioni del medico Aziz e della ragazza inglese Adela Quested verso i rispettivi ambienti. Animati entrambi dalle migliori intenzioni, ma sfavoriti dai pregiudizi dei loro mondi, i due non riusciranno mai a incontrarsi veramente. La parabola è più che mai attuale oggi, in un tempo in cui, sempre di più, tutti ci troviamo a convivere e a doverci confrontare con tradizioni e culture diverse dalla nostra. L’urto di due mondi morali, messi a fuoco anche geograficamente e sociologicamente, oltre che psicologicamente, si conclude non con una ritrovata armonia ma col fallimento degli incontri: resta da parte di tutti un impetuoso sforzo per conoscere l’altrui sconosciuta identità. Spirituale, morale, fisica e sociale.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/lazzarini_piazza_zuin-x-web.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1009" title="lazzarini_piazza_zuin-x-web" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/02/lazzarini_piazza_zuin-x-web.jpg" alt="" width="448" height="298" /></a><em>“Uno spettacolo di rara raffinatezza e al tempo stesso coinvolgente… che arriva chiaro allo spettatore, anche per quel suo procedere con una scansione quasi cinematografica… dove le scene si aprono con una sorta di ‘fermo immagine’ sui personaggi. Tutti  ben tratteggiati dagli attori”.</em> Complice un cast di altissimo livello, a partire dalla signora del teatro italiano, Giulia Lazzarini e dallo stesso Sandro Lombardi. Con loro Massimo Verdastro, Silvio Castiglioni, Graziano Piazza, Debora Zuin, Giovanni Franzoni, Sandro Mabellini, Francesco Tasselli, Ciro Masella, Fabricio Christian Amansi, Andrea Carabelli e Aleksandar Karlic. Scene di Francesco Calcagnini, costumi di Giovanna Buzzi, luci di Roberto Innocenti.</p>
<p>A <em><strong>Passaggio In India</strong></em> è anche dedicato un incontro, organizzato dal Teatro di Pisa in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia per <strong>sabato pomeriggio alle 17 </strong>nella Sala Titta Ruffo del Teatro.<strong> Ospiti dell’incontro la Compagnia e il regista Federico Tiezzi</strong>, interviene la prof. <strong>Anna Barsotti</strong>, coordina il prof. <strong>Adriano Fabris</strong>.</p>
<p><span style="font-size: x-small; color: #542313; font-family: Arial,Helvetica,Geneva,Swiss,SunSans-Regular;"><strong><em>sabato 6, ore 21 e domenica 7 febbraio, ore 17<br />
</em></strong></span><span style="font-size: xx-small; color: #542313; font-family: Arial,Helvetica,Geneva,Swiss,SunSans-Regular;">teatro metastasio stabile della toscana/compagnia sandro lombardi</span><span style="font-size: x-small; color: #542313; font-family: Arial,Helvetica,Geneva,Swiss,SunSans-Regular;"><br />
</span></p>
<p><strong>Giulia Lazzarini e Sandro Lombardi in</strong><br />
<em><strong>PASSAGGIO IN INDIA</strong></em><br />
<strong>di Santha Rama Rau, dal romanzo di Edward Morgan Forster</strong><br />
traduzione di Sandro Lombardi, drammaturgia di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi<br />
<strong>regia di Federico Tiezzi</strong><br />
scene di Francesco Calcagnini<br />
costumi di Giovanna Buzzi<br />
luci di Roberto Innocenti<br />
<strong>con Massimo Verdastro, Graziano Piazza, Debora Zuin, Giovanni Franzoni, Sandro Mabellini, Silvio Castiglioni, Francesco Tasselli, Ciro Masella, Fabricio Christian Amansi, Andrea Carabelli, Aleksandar Karlic</strong><br />
Biglietti ancora disponibili, in vendita al Botteghino del Teatro Verdi con <strong>prezzi che variano dai 30 ai 10 euro</strong>. Sconti per i soci Coop-Unicoop Firenze e per i giovani. Per informazioni tel 050 941111.</p>
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		<title>Un De Filippo con l&#8217;effe maiuscola</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 16:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 30 e 31 gennaio Luigi De Filippo è al Verdi con un vecchio successo di famiglia
È in tournée da pochi mesi, questa nuova edizione de La Fortuna con l&#8217;Effe Maiuscola. Ma la commedia, com&#8217;è consueto per le opere del grande Eduardo De Filippo, attraversa i palchi dei teatri di ogni ordine e categoria da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 30 e 31 gennaio Luigi De Filippo è al Verdi con un vecchio successo di famiglia</strong></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/luigi_de_filippo_e_paolo_pietrantonio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-991" title="luigi_de_filippo_e_paolo_pietrantonio" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/luigi_de_filippo_e_paolo_pietrantonio-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>È in tournée da pochi mesi, questa nuova edizione de <strong><em>La Fortuna</em></strong><strong><em> con l&#8217;Effe Maiuscola</em></strong>. Ma la commedia, com&#8217;è consueto per le opere del grande <strong>Eduardo De Filippo</strong>, attraversa i palchi dei teatri di ogni ordine e categoria da molti decenni. Quasi sette, per la precisione: scritta a quattro mani da Eduardo e Armando Curcio, debuttò al Quirino di Roma nel 1942. Protagonisti irripetibili, lo stesso Eduardo e il fratello Peppino. Quell&#8217;occasione, un trionfo secondo le cronache, segnò un altro importante esordio. <strong>Luigi De Filippo</strong>, figlio di Peppino, allora aveva dodici anni e si aggirava tra le quinte affetto da apparente timidezza cronica. Per guarirlo da quello che non poteva che essere un male per un futuro uomo di spettacolo, il padre gli promise cinque lire in regalo se avesse acconsentito a entrare in scena con gli altri attori quella sera. Accettò, alla prospettiva di un premio non trascurabile per quei tempi, e fu così che il palcoscenico non lo lasciò mai più. <span id="more-990"></span>Ha scritto commedie di suo pugno, ama definirsi &#8220;autore per vocazione e attore per necessità&#8221; e può raccontare di non aver vissuto la propria carriera limitandosi a mettere in scena i successi dei suoi ascendenti. Oggi, sulla soglia degli ottant&#8217;anni vissuti nel teatro a tutto tondo, riprende quella commedia che ha scavalcato le epoche, riportandola in famiglia dopo diversi allestimenti con altre regie e interpretazioni. Il quinto <em>step</em> di un progetto portato avanti da qualche anno, intitolato <em>Casa De Filippo</em>, che ha l&#8217;obiettivo di riportare alla ribalta vecchi testi di Eduardo, Peppino, Titina e suoi. Un piano in divenire, volto alla riscoperta di un patrimonio artistico che parla di temi universali e di costante attualità.</p>
<p>Giovanni, il protagonista interpretato da Luigi De Filippo, vive in condizioni di indigenza in uno squallido <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/effe-maiuscola-3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-992" title="effe-maiuscola-3" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/effe-maiuscola-3.jpg" alt="" width="165" height="135" /></a>sottoscala con la moglie Cristina e Erricuccio, un trovatello senza titolo prelevato all&#8217;orfanotrofio, di non brillante intelligenza ma non per questo privo di malizia. Spinto dalla necessità, accetta dietro modesto compenso di legittimare come figlio un tale Sandrino, bellimbusto in cerca di falso padre per poter sposare una ricca fanciulla. La fortuna, quella con l&#8217;effe maiuscola, prova a bussare in veste di notaio alla casa del pover&#8217;uomo che però è fuori. Trova Erricuccio e comunica a lui che il fratello di Giovanni, emigrato e morto in America, gli ha lasciato una cospicua eredità. Ma c&#8217;è un però: non deve avere alcun figlio, altrimenti è al discendente che andrebbe il lascito. La sorte si manifesta nelle sue diverse espressioni. Erricuccio è reso muto da un precedente spavento e non può comunicare la notizia a Giovanni in tempo utile. Sandrino, ormai erede legittimo, si appresta perciò a riscuotere indebitamente il patrimonio, quando Giovanni compie il gesto ultimo per il bene della sua famiglia. Si autodenuncia per il falso dichiarato e finisce, ricco sì, ma dietro le sbarre. Morale, una grossa fortuna che giunge inattesa alla fine presenta un <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/effe-maiuscola-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-993" title="effe-maiuscola-2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/effe-maiuscola-2.jpg" alt="" width="105" height="150" /></a>conto al quale non è possibile sottrarsi. Una commedia con l&#8217;umorismo al centro, fatta di equivoci e disavventure tragicomiche che sono metafora di una società in trasformazione. Sempre più attuale nella versione odierna con la regia di Luigi De Filippo.</p>
<p>Brillantissimo il cast, nel quale spicca l&#8217;interpretazione di <strong>Paolo Pietrantonio</strong>, Erricuccio. Alleggerito dall&#8217;ingenuità e dalla dolcezza previste dalla scrittura eduardiana, il personaggio si configura più simile a un bambino moderno scaltro e impetuoso e offre continui spunti di forte comicità.</p>
<p><strong><em>La Fortuna</em></strong><strong><em> con l&#8217;Effe Maiuscola</em></strong>, quarto appuntamento della <strong>Stagione di Prosa</strong>, è al Teatro Verdi di Pisa <strong>sabato 30 gennaio alle 21 e domenica 31 gennaio alle 17</strong>.</p>
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		<title>L&#8217;amour est un oiseau rebelle: canta la danza del 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Danza]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguendo il fil rouge della grande musica classica e lirica la stagione di danza del Teatro di Pisa si apre con la CARMEN di Bizet interpretata del Balletto del Sud.
Al Teatro Verdi sabato 16 gennaio alle ore 21
Segue il sabato successivo 23 gennaio il primo dei 2 appuntamenti con la modern dance di Spellbound Dance [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/carmen-ph-gigi-nuzzo-d1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-974" title="carmen-ph-gigi-nuzzo-d1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/carmen-ph-gigi-nuzzo-d1.jpg" alt="" width="300" height="454" /></a>Seguendo il fil rouge della grande musica classica e lirica la stagione di danza del Teatro di Pisa si apre con la <strong><em>CARMEN</em></strong> di Bizet interpretata del <strong>Balletto del Sud</strong>.<br />
Al Teatro Verdi sabato 16 gennaio alle ore 21<br />
Segue il sabato successivo 23 gennaio il primo dei 2 appuntamenti con la modern dance di <strong>Spellbound Dance Company</strong> e il suo <strong><em>DON GIOVANNI</em></strong> da Mozart, seguìto il 6 marzo dal debutto de <strong><em>LE QUATTRO STAGIONI</em></strong> di Vivaldi coreografare da Mauro Astolfi. A febbraio i due appuntamenti con la danza classica più tradizionale con il nuovissimo <strong>Balletto di Milano</strong> nel <em><strong>ROMEO E GIULIETTA</strong></em>, con musiche di Ciaikovskij, e le star della danza accademica russa del <strong>Moscow City Ballet</strong> in <em><strong>DON CHISCIOTTE</strong></em>, che riprendono la coreografia storica di Marius Petipa. Persino l&#8217;hip hop acrobatico dei <strong>Botega</strong> si cimenterà con le arie più celebri della lirica in <em><strong>PARACASOSCIA</strong></em> il 25 marzo, mentre l&#8217;ex Aterballetto <strong>Matteo Levaggi</strong> presenta le sue originali coreografie sul <em><strong>DIDONE ED ENEA</strong></em> di Purcell. Per finire con una milonga con <strong><em>LA CATEDRAL</em></strong>, tango y danza contemporanea il 16 aprile.</p>
<p><span id="more-971"></span></p>
<p><strong>Sabato 16 gennaio ore 21</strong> al Teatro Verdi si inaugura finalmente la Rassegna di Danza 2010 con il Balletto del Sud in <em><strong>CARMEN</strong></em>. Su musiche di Bizet, Albéniz, Chabrier e Massenet il coreografo <strong>Fredy Franzutti</strong>, noto ai più per aver coreografato più volte le scene esterne del concerto di Capodanno al Teatro La Fenice di Venezia, crea una danza narrativa in due atti che si ispira al balletto novecentesco, rielaborato in maniera del tutto personale e contemporanea. Il dramma della passione e della seduzione si svolge in un’atmosfera orientaleggiante supportata da sontuosi costumi e scene sensuali che accompagnano lo spettatore nel cuore del mondo di Carmen, in cui musica e danza si coniugano perfettamente: una sfida non facile proprio perchè queste musiche non furono composte in origine in funzione della danza.</p>
<p>Questo adattamento è ambientato, sia per quanto riguarda la trama sia per la versione musicale, in una Spagna esotica, aumentando il fascino delle caratteristiche tipiche della tradizione popolare della terra spagnola e di quella Andalusa in particolare, che fu crocevia di popoli e culture, musulmani, cristiani ed ebrei. Alle musiche di Bizet si affiancano perciò quelle di altri autori che guardano nella stessa maniera il paese e il popolo spagnolo dalla Parigi ottocentesca. Il modo in cui i personaggi vivono nel dispiegarsi del balletto, l’innamoramento, la libertà personale e il fato, il destino avverso e la superstizione, la gelosia e il tradimento fino all&#8217;omicidio, è comunque tuttora ben vivo nel nostro immaginario, rappresentato in molte produzioni teatrali o cinematografiche contemporanee, ad alcune delle quali la coreografia fa in parte riferimento.<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/carmen-ph-gigi-nuzzo-gruppo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-976" title="carmen-ph-gigi-nuzzo-gruppo" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/carmen-ph-gigi-nuzzo-gruppo.jpg" alt="" width="435" height="266" /></a></p>
<p>Il Balletto del Sud, ospite per la prima volta nel nostro teatro, nasce nel 1995, fondato e diretto da Fredy Franzutti. Ospite del Teatro Bolshoj di Mosca, dell&#8217;Opera di Roma, dell&#8217;Opera di Montecarlo e di Bilbao, di prestigiosi festival d&#8217;opera e balletto internazionali e di numerosi eventi televisivi, è oggi una delle più apprezzate compagnie di danza in Italia, con un organico composto da sedici solisti di elevato livello tecnico in grado di alternarsi nei ruoli principali.</p>
<p><strong>Con la sensuale eroina di Merimée si apre la </strong></p>
<p><strong>RASSEGNA DI DANZA 2010 DELLA FONDAZIONE TEATRO DI PISA</strong></p>
<p><strong>OTTO SPETTACOLI, UNA PRIMA NAZIONALE ED UNA ESCLUSIVA TOSCANA, DA GENNAIO AD APRILE 2010<br />
</strong></p>
<p>Particolarmente accattivante il ventaglio degli spettacoli inseriti nel cartellone della Rassegna di Danza 2010 della Fondazione Teatro di Pisa: graditissimi ritorni, emozionanti coreografie, capolavori classici e danza contemporanea ai massimi livelli. Una rassegna composita, quindi, ed estremamente varia nei generi, dalla modern dance all’hip hop, non dimenticando il balletto classico – accademico per arrivare al tango contaminato dalla danza contemporanea.<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/moskow.jpg"><img class="size-full wp-image-977 alignright" title="moskow" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/moskow.jpg" alt="" width="200" height="148" /></a></p>
<p>Gli otto titoli di quest’anno si richiamano a pagine importanti della tradizione musicale, nella speranza di poter incontrare l’interesse anche di altri settori di pubblico, non soltanto di quello degli appassionati della danza. Si è cercato inoltre di potenziare l’integrazione della programmazione con la formazione ideando iniziative promozionali, collaterali al cartellone, indirizzate alle scuole superiori, alle scuole di danza, e al pubblico di appassionati più in generale.</p>
<p>Per gli appassionati dei capolavori classici uno dei più celebri e prestigiosi corpi di ballo stranieri, il <strong>Moscow City Ballet,</strong> per la prima volta nel nostro teatro, giovedì 25 febbraio in esclusiva per la Toscana , si confronta con <em><strong>DON CHISCIOTTE</strong></em>: stile raffinato e perfezione coreografica sono le cifre di questo spettacolo proposto dalla compagine fondata nel 1988 dal coreografo ed ex solista del Balletto Bolshoi Victor Smirnov-Golovanov.</p>
<p>Il cartellone prosegue con emozionanti coreografie contemporanee presentate da alcune fra le più versatili compagnie italiane: tornano graditissimi ospiti gli eclettici danzatori della Spellbound Dance Company con il loro coreografo e regista <strong>Mauro Astolfi</strong> sabato 23 gennaio in <em><strong>DON GIOVANNI o il gioco di narciso</strong></em>, “…uno spettacolo tra i più qualificati della scorsa stagione…meritatamente destinato alla Biennale di Venezia”.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/cate202.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-978" title="spellbound" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/cate202-300x209.jpg" alt="" width="292" height="203" /></a>La compagnia ritornerà ad impreziosire il cartellone con una prima nazionale sabato 6 marzo, <em><strong>LE QUATTRO STAGIONI</strong></em>, sulle suggestive musiche di Vivaldi.</p>
<p>Verrà poi la volta del <strong>ROMEO E GIULIETTA </strong>danzato dal Balletto di Milano venerdì 12 febbraio, per la coreografia di Giorgio Madia, che si è trovato a lavorare su un grande testo shakesperiano e su un’interpretazione musicale complessa quale quella di Ciaikovskij, e non su quella più utilizzata di Prokofiev, rispettando la tradizione del testo ma dando spazio alla propria fantasia. Un motivo di interesse in più per gustare un grande evento.</p>
<p>Ritroveremo poi la strepitosa compagnia Botega ed il suo fondatore e coreografo <strong>Enzo Celli</strong>, in <em><strong>PARACASOSCIA</strong></em>, (tradotto dal dialetto ‘Sembra che soffi’), giovedì 25 marzo, uno spettacolo che rivisita il patrimonio lirico nazionale con un linguaggio giovane, tanto energico e vigoroso, quanto sottile e delicato. Un modo nuovo ed estremamente moderno di avvicinarsi all’opera e soprattutto di far avvicinare al repertorio lirico italiano il target giovanile, un carosello delle arie celebri che dal mondo della lirica ’soffiano’ verso il pubblico travolgendolo con un linguaggio contaminato tra danza, breakdance, acrobatica, hip hop e arti circensi, fuse tra loro in un particolarissimo gioco.<a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/levaggi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-979" title="levaggi" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/levaggi.jpg" alt="" width="450" height="292" /></a></p>
<p>Dopo il <em><strong>Caravaggio</strong></em> nel 2005, il <strong>Balletto Teatro di Torino</strong>, direttore artistico Loredana Furno, propone adesso <em><strong>DIDONE E ENEA</strong></em> sabato 10 aprile. Ballare un’opera. Cioè affrontare la musica di un melodramma come se fosse una partitura da coreografare. E’ il compito che si è dato il talentuoso coreografo <strong>Matteo Levaggi</strong>, che ha messo mano all’opera del seicentesco inglese Henry Purcell, un soggetto coinvolgente, dai risvolti magici, che ci conduce nella storia della regina di Cartagine.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/alma-de-tango1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-980" title="alma-de-tango1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/alma-de-tango1.jpg" alt="" width="315" height="284" /></a></p>
<p>Ad un’ospite carismatico del nostro teatro, Luciano Padovan e la sua <strong>Compagnia Naturalis Labor</strong>, il compito di chiudere la rassegna venerdì 16 aprile, con <em><strong>LA CATEDRÀL</strong></em> , uno spettacolo per sei danzatori, sei divani e duecentoventisette scarpe, un sapiente intreccio tra la tradizione del tango e la ricerca della danza contemporanea. Il tango strega, ce lo dice la letteratura, la musica, il ballo. Da Buenos Aires alle metropoli occidentali e orientali. Ed ecco qui un mosaico di piccole storie, di amori giocati e finiti in un assolo di bandoneon.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/01/alma-de-tango1.jpg"><br />
</a></p>
<p>Gli spettacoli iniziano tutti alle ore 21. I prezzi dei biglietti variano da un massimo di 23,00 Euro a un minimo di 7,00 Euro, con le consuete e varie riduzioni ed agevolazioni</p>
<p>Per informazioni Teatro di Pisa tel 050-941111, <a href="www.teatrodipisa.pi.it">www.teatrodipisa.pi.it</a></p>
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