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	<title>YORICK! &#187; Prosa</title>
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		<title>Medea donna moderna</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Terzo weekend di prosa consecutivo, al Teatro Verdi. Un’accelerata del cartellone 2011/2012 che porta questo fine settimana a una grande protagonista del teatro italiano che incontra un grande e affascinante personaggio femminile della tragedia classica e moderna. Pamela Villoresi incontra Medea. A Pisa sabato 4 febbraio alle 21 e domenica 5 alle 17, questo Medea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1486" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1486"><img class="alignleft size-medium wp-image-1486" title="MEDEA" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/02/MEDEA-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Terzo weekend di prosa consecutivo, al <strong>Teatro Verdi</strong>. Un’accelerata del cartellone 2011/2012 che porta questo fine settimana a una grande protagonista del teatro italiano che incontra un grande e affascinante personaggio femminile della tragedia classica e moderna. <strong>Pamela Villoresi</strong> incontra <strong>Medea</strong>. A Pisa <strong>sabato 4 febbraio</strong> alle 21 e <strong>domenica 5</strong> alle 17, questo <strong><em>Medea</em></strong> è uno spettacolo prodotto da Argot Produzioni e Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con il Teatro dei Due Mari. Proprio al Festival dei Due Mari di Tindari ha debuttato con successo il 22 maggio del 2010. Regista è <strong>Maurizio Panici</strong>, che è anche coautore con Michele Di Martino della traduzione e dell’adattamento da Euripide, nonché attore nel ruolo di Egeo. Protagonista maschile al fianco della Villoresi,<strong> David Sebasti</strong> è Giasone. <span id="more-1485"></span></p>
<p><strong>Medea</strong> è una figura di donna di persistente attualità. Una donna dalle mille sfaccettature, che non è mossa da spinte erotiche o sentimentali, ma che risponde semplicemente a un’ingiustizia. Lo fa a modo suo, con la più tragica delle azioni che compie determinata e consapevole, colpendo se stessa con la stessa violenza mentre vuole punire il padre dei suoi figli. Una donna il cui personaggio è di per sé un elemento di modernità che già valeva per i tempi di Euripide. È infatti la prima a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, aprendo la porta a nuove possibilità.</p>
<p>Dice <strong>Maurizio Panici</strong>: <em>«C’è una definizione precisa della tragedia in un testo di Jean Anouilh attraverso un’immagine molto forte, che trovo assolutamente pertinente: il coro infatti dice “La molla è caricata. Non avrà che da scaricarsi da sola… nella tragedia tutto è tranquillo, si dà appena una spinta per metterla in moto, un nonnulla. Tutto qui. Dopo non c’è che da lasciarla fare…”. Ecco, Medea è la molla caricata: la sua diversità, il suo essere esule in terra straniera, non più amata dall’uomo per il quale ha lasciato la casa e gli affetti, sono ancora oggi, come allora, motivi sufficienti per provocare un corto circuito emotivo di dimensioni devastanti… Raccontare ancora una volta Medea</em> <em>è narrare da un lato quanto le passioni possano essere devastanti se non controllate, ma dall’altro come gli uomini attraverso sofisticati ragionamenti giustifichino scelte di comodo per il raggiungimento di una posizione sociale più alta all’interno di una comunità. Medea è anche una storia tremenda che le cronache recenti continuano a raccontarci suscitando orrore per un atto così orribile: ancora una volta la lezione dei classici ci fa riflettere sul nostro essere uomini di questo tempo, con l’immutata fragilità di sempre, e ci invita a partecipare al percorso doloroso della protagonista, percorrendo con lei tutta la gamma delle passioni e l’orrore per un gesto così tremendo e definitivo».</em></p>
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		<title>Nel weekend Colazione a teatro</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso novembre Colazione da Tiffany è tornato nelle sale cinematografiche cinquant’anni dopo l’uscita, restituendo a molti l’opportunità di godere sul grande schermo di un film ancora freschissimo e splendidamente restaurato. La nuova definizione della pellicola riconduce per le strade di una New York che, vecchie automobili a parte, potrebbe essere tranquillamente quella di oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1475" href="http://www.yorick.tv/2012/01/27/nel-weekend-colazione-a-teatro/inaudi-lavia-low/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1475" title="inaudi-lavia-low" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/01/inaudi-lavia-low-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Lo scorso novembre <strong><em>Colazione da Tiffany</em></strong> è tornato nelle sale cinematografiche cinquant’anni dopo l’uscita, restituendo a molti l’opportunità di godere sul grande schermo di un film ancora freschissimo e splendidamente restaurato. La nuova definizione della pellicola riconduce per le strade di una New York che, vecchie automobili a parte, potrebbe essere tranquillamente quella di oggi e soprattutto regala agli occhi del pubblico moderno una <strong>Audrey Hepburn</strong> che per quanto possibile appare ancora più incantevole e seducente. Sulla scia ideale di questo ritorno a mezzo secolo di distanza, <strong><em>Colazione da Tiffany</em></strong> è anche sul palcoscenico. La nuova produzione della <strong>Compagnia Gli Ipocriti</strong>, regia di <strong>Piero Maccarinelli</strong>, protagonisti <strong>Francesca Inaudi</strong> e <strong>Lorenzo Lavia</strong> nei ruoli che nel film sono della Hepburn e di George Peppard, ha debuttato in prima nazionale a Pistoia a metà gennaio ed è <strong>al Teatro Verdi</strong> <strong>sabato 28</strong> alle 21 <strong>e domenica 29 gennaio</strong> alle 17. <span id="more-1474"></span></p>
<p>Riprende corpo così la storia di Lulamae Barns, alias Holiday Golightly, la giovane fascinosa e spontanea che vive di prostituzione d’alto bordo in quel piccolo universo un po’ bizzarro dell’East End newyorkese, e del suo incontro con Paul Varjak, promettente e spiantato scrittore giunto da poco nella Grande Mela. Ma lo spettacolo non recupera del tutto i toni leggeri della commedia cinematografica di Blake Edwards, romantica e dal classico lieto fine americano. Maccarinelli, per mezzo del collaudato adattamento teatrale di Samuel Adamson, si rifà maggiormente all’omonimo romanzo di <strong>Truman Capote</strong> del 1958 da cui la vicenda è tratta, un testo più duro, e in cui un lieto fine non c’è. Focalizzato su un’umanità dal futuro incerto, come quello della protagonista stessa che è ancora più spontanea, spaventata e coraggiosa allo stesso modo, a tratti scandalosa e dalla sessualità incerta. Una delle difformità per cui Truman Capote non fu contento della trasposizione su celluloide, lui che quel ruolo lo aveva immaginato perfetto per Marilyn Monroe.</p>
<p>Proprio alla Monroe ha pensato di conseguenza <strong>Francesca Inaudi</strong> per la sua interpretazione di Holly. Una delle migliori giovani attrici italiane, torna in teatro dopo una lunga assenza in cui si è dedicata al cinema collezionando successi. Per citarne alcuni, <em>Dopo Mezzanotte</em> di Ferrario che le valse la Grolla d’oro 2005 al Festival di S. Vincent, <em>N – Io e Napoleone</em> di Virzì per il quale è stata candidata come migliore attrice non protagonista ai Nastri d’Argento 2007, il cortometraggio <em>Insula</em> di Eric Alexander per cui ha vinto il premio di miglior attrice al Festival del Corto di Fano 2010, <em>Noi credevamo</em> di Mario Martone dove ha ottimamente interpretato una giovane Cristina di Belgioioso. <strong>Lorenzo Lavia</strong>, figlio d’arte, è già noto al pubblico pisano per le performance nell’<em>Avaro</em> di qualche anno fa e in <em>Misura per Misura</em>, entrambi messi in scena dal padre Gabriele. A completare il cast, Mauro Marino, Flavio Bonacci, Anna Zapparoli, Vincenzo Ferrera, Giulio Federico Janni, Cristina Maccà, Ippolita Baldini, Riccardo Flori e Pietro Masotti.</p>
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		<title>L’avaro è donna</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 02:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato e domenica 21 e 22 gennaio al Verdi di Pisa Ermanna Montanari è Arpagone, il grande vecchio di Molière malato di avarizia. Per la regia di Marco Martinelli, la compagnia ravennate del Teatro delle Albe, reduce dai laboratori di Scampia, dalle eresie di Majakovskij, e da non-scuole in giro per l’Italia, presenta 12 attori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1470" href="http://www.yorick.tv/2012/01/20/l%e2%80%99avaro-e-donna/mostraimg-php/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1470" title="mostraimg.php" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/01/mostraimg.php_-173x300.jpg" alt="" width="173" height="300" /></a><strong>Sabato e domenica 21 e 22 gennaio</strong> al Verdi di Pisa <strong>Ermanna Montanari</strong> è Arpagone, il grande vecchio di <strong>Molière</strong> malato di avarizia. Per la regia di Marco Martinelli, la compagnia ravennate del <strong>Teatro delle Albe</strong>, reduce dai laboratori di Scampia, dalle eresie di Majakovskij, e da non-scuole in giro per l’Italia, presenta 12 attori in scena, in uno spettacolo che raccoglie la tradizione della commedia francese e della farsa antica e (s)travolge il pubblico nel ritmo rapace di una commedia musicale.<br />
<span id="more-1469"></span><br />
Un po’ Arpagone e un po’ Morticia Addams, l’abbiamo vista anche nel ruolo di una maitresse immobiliare nel film di <strong>Gipi</strong>, “<em>L’ultimo terrestre</em>”. Attrice, musa e compagna di vita del regista e attore <strong>Marco Martinelli</strong>, con cui ha fondato il <strong>Teatro delle Albe</strong>, quest’estate si aggirava con leggerezza misterica e orientale tra gli scenari bollenti del <strong>Festival Internazionale di Teatro di Santarcangelo di Romagna 2011</strong>, da lei diretto per la terza fase di co-direzione con <strong>Chiara Guidi </strong>della <strong>Societas Raffaello Sanzio</strong> ed <strong>Enrico Casagrande</strong> dei <strong>Motus</strong>. Nomi che raramente ruotano attorno ai palcoscenici di prosa tradizionali. Ma <strong>Ermanna Montanari</strong> è riuscita dove nemmeno <strong>Sarah Bernhardt</strong>, che avrebbe voluto vestire i panni tragici del vizio comico dell’opera di Molière.<br />
La ricerca del Teatro delle Albe si innesta, sin dagli anni ’80, sulla reinvenzione del nuovo passando per l’antico, sempre con grande attenzione verso la drammaturgia e il lavoro dell’attore.<br />
Attori e non attori, pescati nelle scuole della periferia di Napoli e tra i nuovi e non italiani della Romagna felix, hanno invaso per tutta la gloriosa carriera delle Albe palcoscenici e spazi aperti prestati alla poesia, come nella magnifica <em><strong>Eresia della Felicità</strong></em> dell’estate santarcangiolese 2011, intrisa di giallo majakovskij: “Direzione: Infinito!”<br />
In questo <em><strong>Avaro</strong></em>, che è &#8220;la più grande e tragica opera di Molière&#8221;, a detta di Goethe, gli attori affollano un palcoscenico ancor più denso di fantasmi, ombre governate dal potere grottesco di Arpagone, una Mortisia affascinante e ipnotica in una specie di cabaret noir.<br />
«In questa commedia sul denaro, il denaro non c&#8217;è. -  annotano Marco Martinelli ed Ermanna Montanari &#8211; Se ne parla sempre, ma non c&#8217;è. Meglio: non si vede. È invisibile, come un dio. È il dio di quella miserabile religione di cui Arpagone è l&#8217;officiante. È un fantasma che circola tra gli esseri umani in carne e ossa. È sottoterra, sepolto in giardino.  Visibili sono gli esseri umani, anche troppo. Cercano di nascondersi gli uni agli occhi degli altri, ma non ce la fanno. Il privato e il pubblico, il segreto e lo spiattellato, sono inesorabilmente confusi. Non è possibile nessun genere di intimità. In questa commedia, in questa &#8220;casetta&#8221;, tutti spiano tutti. Arpagone è l&#8217;avido, l&#8217;avaro, l&#8217;ossesso. E gli altri? Da due stagioni portiamo in giro il nostro Avaro per l’Italia. Non abbiamo alterato la traduzione di <strong>Cesare Garboli</strong>, e i cinque atti ci sembrano scritti ieri. Oggi. »<a rel="attachment wp-att-1471" href="http://www.yorick.tv/2012/01/20/l%e2%80%99avaro-e-donna/avaro/"><img class="alignright size-medium wp-image-1471" title="avaro" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/01/avaro-300x199.jpg" alt="" width="380" height="252" /></a><br />
Il pubblico del Verdi riconoscerà dunque il testo e le battute della fortunata edizione dell’<em>Avaro </em>di  <strong>Gabriele Lavia</strong>, prodotta dalla Fondazione Teatro di Pisa nel 2003, con la medesima versione da Garboli, le scenografie claustrofobiche e sghembe di <strong>Carmelo Giammello</strong>.<br />
Aspettiamo a Pisa anche l’<em>Avaro </em>del genio napoletano di <strong>Arturo Cirillo</strong>, prodotta dal Mercadante di Napoli e dallo stabile delle Marche, curiosamente quasi in contemporanea con lo spettacolo di Martinelli.</p>
<p>In tempi di crisi, quando di soldi se ne parla molto e se ne vedono pochi, rivedere<em><strong> L’avaro</strong></em> non serve, ma aiuta.</p>
<p><a href="http://www.teatrodipisa.pi.it/prosa/prosa.htm">http://www.teatrodipisa.pi.it/prosa/prosa.htm</a></p>
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		<title>Riecco Salemme</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 12:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;con il suo nuovo spettacolo L&#8217;Astice al Veleno
A una sola settimana dal successo dello straordinario Arlecchino di Soleri, la Prosa del Teatro di Pisa è già al quarto appuntamento. Questa volta è il ritorno di un volto noto per il pubblico di casa: Vincenzo Salemme si riprende il palco del Verdi due anni dopo Bello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8230;con il suo nuovo spettacolo <em>L&#8217;Astice al Veleno</em></strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1444" href="http://www.yorick.tv/2011/12/09/riecco-salemme/salemme-scena/"><img class="alignleft size-full wp-image-1444" title="salemme-scena" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/12/salemme-scena.jpg" alt="" width="297" height="197" /></a>A una sola settimana dal successo dello straordinario Arlecchino di Soleri, la <strong>Prosa</strong> del <strong>Teatro di Pisa</strong> è già al quarto appuntamento. Questa volta è il ritorno di un volto noto per il pubblico di casa: <strong>Vincenzo Salemme</strong> si riprende il palco del Verdi due anni dopo <em>Bello di Papà</em>. Questo weekend, <strong>sabato 10 alle 21 e domenica 11 dicembre alle 17</strong>, Salemme presenta <strong><em>L’astice al Veleno</em></strong>, l’ultima commedia che ha scritto soltanto un anno fa e di cui è ancora regista e protagonista. Commedia romantico-brillante che si basa su quel meccanismo comico-farsesco tanto gradito all’autore napoletano, con il suo ritmo frenetico e il susseguirsi di battute a cascata. <span id="more-1442"></span></p>
<p>È la vigilia di Natale. Barbara (<strong>Benedetta Valanzano</strong>) è un’attricetta impegnata nelle prove di uno spettacolo. È altresì l’amante del regista che a sua volta è sposato con la ricca produttrice dei suoi lavori. Gustavo (<strong>Vincenzo Salemme</strong>) è invece un pony express che porta pacchi dono natalizi. Il luogo è il teatro dove Barbara debutterà tra pochi giorni e con i due troviamo quattro figure assai particolari che sono le statue riprodotte nella scenografia. Una lavandaia del Cinquecento, uno scugnizzo di Gemito, un poeta rivoluzionario originario del Regno delle Due Sicilie e un “Munaciello”, figura mitologica dell’iconografia popolare partenopea, che si esprime alla maniera di un primitivo. Barbara è suscettibile e sognatrice e proprio per questa sua fragilità si ritrova a parlare con queste sagome inanimate che prendono vita nella sua fantasia. Solamente lei le vede come esseri viventi, ma all’arrivo di Gustavo, vestito da Babbo Natale per una consegna, le statue si animano pure per lui. Questo è il chiaro segno che tra i due c’è molto in comune, perciò la donna decide di porre fine alla sua relazione con il regista e in base a un piano diabolico organizza una cena a lume di candela proprio lì in teatro. In mezzo a tutto, un astice vivo da cucinare che però nessuno ha il coraggio di uccidere!</p>
<p>Al fianco dei due protagonisti principali, un cast assolutamente all’altezza. Il regista adultero, Matteo, è <strong>Maurizio Aiello</strong>, attore popolare tra il pubblico televisivo soprattutto per essere uno dei protagonisti storici della<a rel="attachment wp-att-1445" href="http://www.yorick.tv/2011/12/09/riecco-salemme/salemme-compagnia-2/"><img class="alignright size-full wp-image-1445" title="salemme-compagnia" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/12/salemme-compagnia1.jpg" alt="" width="298" height="197" /></a> soap <em>Un Posto al Sole</em>. Le quattro statue viventi sono la nota cantante-attrice napoletana <strong>Antonella Morea</strong> (la Lavandaia), <strong>Antonio Guerriero</strong> (lo Scugnizzo), <strong>Giovanni Ribò</strong> (il Poeta), <strong>Nicola Acunzo</strong> (il Munaciello). <strong>Domenico Aria</strong> interpreta l’assistente Angelo Vicedomini. Le musiche sono di <strong>Antonio Boccia</strong>, i testi delle canzoni sono scritti da <strong>Vincenzo Salemme</strong> stesso. Le scene sono di <strong>Alessandro Chiti</strong>, i costumi di <strong>Giusy Giustino</strong>, il disegno luci di <strong>Umile Vainieri</strong>, i movimenti coreografici di <strong>Stefano Bontempi</strong>.</p>
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		<title>Alla ricerca dei Mille in 156 km</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 18:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’ora e quaranta circa. Tanto durerebbe la lettura di tutti i mille e ottantanove Mille di Garibaldi, lettura integrale di nome cognome età professione e provenienza geografica. Dall’appello, dalla foto di gruppo sullo sfondo, emergono le storie di alcuni di loro, cantate, strillate, interpretate, vissute, raccontate sulla pelle dei 17 ragazzi  di “SOGNARE UN’ITALIA. Alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1438" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1438"><img class="alignleft size-medium wp-image-1438" title="mille cammino" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/12/mille-cammino1-300x202.jpg" alt="" width="331" height="222" /></a>Un’ora e quaranta circa. Tanto durerebbe la lettura di tutti i mille e ottantanove Mille di Garibaldi, lettura integrale di nome cognome età professione e provenienza geografica. Dall’appello, dalla foto di gruppo sullo sfondo, emergono le storie di alcuni di loro, cantate, strillate, interpretate, vissute, raccontate sulla pelle dei 17 ragazzi  di “<strong><em>SOGNARE UN’ITALIA. Alla ricerca dei Mille</em></strong>”, 10 repliche in tutto nella sala Titta Ruffo del Verdi di Pisa, fino al 10 dicembre 2011.</p>
<p><span id="more-1439"></span><br />
Storie vissute e ripercorse sui veri chilometri calpestati a piedi da un gruppo degli attori, nell’ottobre caldo del 150enario dell’Unità, da Palermo a Marsala a Misilmeri, per un totale di 156 km.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1440" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1440"><img class="size-medium wp-image-1440 alignleft" title="mille cuticchio" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/12/mille-cuticchio-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><br />
Il viaggio del gruppo del laboratorio <strong>Fare Teatro</strong> del Teatro Verdi era iniziato mesi prima, sulle mappe della Sicilia e sui diari dei giovani garibaldini, ventenni partiti al grido di viva l’Italia senza sapere nemmeno bene quale fosse la destinazione, senza essere mai saliti su una nave, senza conoscere i perigli di un viaggio in mare, né della guerra.</p>
<p>Dall’elenco che dà il tempo dello spettacolo, dalla A alla Z, si affacciano i volti e i nomi di molti di loro.<br />
Di <strong>Pasquale Natale</strong>, “un nome da grullo!”, livornese, che lascia l’abbraccio forte del padre tra le preghiere infinite della madre.<br />
Di <strong>Ippolito Nievo</strong> lo scrittore, che scompare in viaggio con in mano un messaggio per Cavour, naufragato in un piroscafo che fa tornare in mente la scomparsa di Camillo Cienfuegos, altra rivoluzione, altro secolo, altri misteri.<br />
Di <strong>Francesco Crispi</strong> e della sua fidanzata lavanderina a Marsiglia, sedotta e abbandonata da un grande sognatore, non prima di aver servito i Mille come infermiera e staffetta ante litteram.<br />
Di <strong>Giuseppe Garibaldi</strong>, il comandante ferito ad Aspromonte, interpretato a turno da tutti i giovanotti, da quello coi riccioli rossi e la barbetta che gli somiglia tantissimo, allo sbarbato dark e al piccoletto dallo sguardo vispo.<br />
Suonano, cantano e ballano, gli attori zelanti, perfettamente in sincrono nelle uscite di gruppo, nell’ondeggiare tumultuoso degli uomini raccolti nella stiva, nelle entrate e uscite dai vari episodi. <a rel="attachment wp-att-1441" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1441"><img class="alignright size-medium wp-image-1441" title="mille ragazze" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/12/mille-ragazze-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Il <strong>Risorgimento</strong> vien fuori con la freschezza di un dialogo tra un prete siciliano e un ragazzo del nord, un dialogo tra sordi che si risolve, dopo il tentativo latino, in un fiasco di vino; si spreme dall’energia dei corpi danzanti una taranta di morte; si immagina dalle esplosioni e dai combattimenti, nei movimenti rigidi degli attori in scena come marionette, mentre sullo sfondo scorrono le immagini dei pupi di <strong>Mimmo Cuticchio</strong>, immortalato col gruppo pisano nella sosta palermitana del loro viaggio. Alla fine, è proprio il ricordo del viaggio dei dodici alla ricerca dei mille, guidati da Franco Farina, a commuovere e a sorprendere più di ogni altra cosa. Cantato unplugged con le foto di un cammino tra il tempio di Segesta e i cartelli stradali di Alcamo, Calatafimi, Salemi, gli zaini, le “scarpe rotte nuove”, i fazzoletti rossi annodati al collo. Il segno più forte di un’Italia che risorge, a vent’anni, come 150 anni fa.</p>
<p>Dal profilo facebook di <strong>Alla ricerca dei Mille:</strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/ricercadeimille?sk=photos#!/ricercadeimille">http://www.facebook.com/ricercadeimille?sk=photos#!/ricercadeimille</a></p>
<p><strong><em>&#8220;Troppo è stato dimenticato in nome della memoria&#8221;</em><br />
Don De Lillo</strong></p>
<p>Fare Teatro / Laboratorio 3° livello<br />
<strong>SOGNARE UN’ITALIA<br />
Alla ricerca dei Mille</strong><br />
<strong>di Franco Farina</strong><br />
con<br />
Marta Bettini, Edoardo Biancalana, Dario Buttazzo, Francesco Chiofalo, Giulia Contini, Alessandro Dinisi, Francesco James Gasperini, Silvia Giorlando, Luca Iacoponi, Francesco Malacarne, Rachele Mazzali, Iacopo Pozzana, Anna Romani, Flaminia Vannozzi, Luca Vocaturo, Salvatore Zappia, Sofia Zuccoli</p>
<p>Coordinamento e regia<br />
<strong>Cristina Lazzari, Franco Farina, Luca Biagiotti</strong></p>
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		<title>Un teatro Pro Patria</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 17:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celestini e due spettacoli di Fare Teatro completano le celebrazioni del centocinquantenario
Il secondo appuntamento del cartellone di Prosa apre virtualmente la fase finale della lunga serie di contributi del Teatro di Pisa alle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, iniziata lo scorso gennaio e passata per il momento clou che alla vigilia del 17 marzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Celestini e due spettacoli di Fare Teatro completano le celebrazioni del centocinquantenario</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1429" href="http://www.yorick.tv/2011/11/17/un-teatro-pro-patria/ascanio-celestini/"><img class="alignleft size-full wp-image-1429" title="Ascanio Celestini" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/11/celestini.jpg" alt="" /></a>Il <strong>secondo appuntamento</strong> del cartellone<strong> di Prosa</strong> apre virtualmente la fase finale della lunga serie di contributi del <strong>Teatro di Pisa</strong> alle celebrazioni per il <strong>150° dell’Unità d’Italia</strong>, iniziata lo scorso gennaio e passata per il momento clou che alla vigilia del 17 marzo è stata la grande festa della <em>Notte Bianca Rossa e Verdi</em>. In quest’ultima parte dell’anno, l’impegno del Verdi si compie con tre appuntamenti il cui filo conduttore è la scelta di “ricucire” la storia proiettando i riflessi di ieri sul tempo di oggi. Il primo è un evento di grande rilievo: <strong>Ascanio Celestini</strong> con il suo <strong><em>PRO PATRIA. Senza prigioni, senza processi</em></strong>, al Teatro Verdi <strong><span style="text-decoration: underline;">venerdì 18 e sabato 19 novembre alle 21</span></strong>, emerge in una Stagione di Prosa di già altissima qualità. <span id="more-1428"></span>L’ottimo narratore, negli ultimi anni una presenza familiare sulla scena di Pisa e dintorni, presenta alla sua maniera un racconto di cento minuti che, a partire dal Risorgimento, da Mazzini e Garibaldi e soprattutto dalla Repubblica Romana, si snoda attraverso un dialogo immaginario fra un detenuto e lo stesso Mazzini. Celestini, con la poetica affabulatoria che distingue il suo teatro e le abilità narrative che lo rendono capace di ipnotizzare il pubblico, dà corpo e vita a cinque personaggi in una storia che richiama il momento più alto del nostro Risorgimento, ma che è anche un grido contro la reclusione, una dichiarazione d’amore per la Costituzione e molto altro. <strong>Ascanio Celestini</strong> sarà anche protagonista di un <strong>incontro</strong>, sempre al Teatro Verdi <strong>sabato 19 novembre alle 17</strong>, che non è una conferenza ma un dialogo<strong> </strong>i cui primi interlocutori saranno Franco Farina e gli studenti di Fare Teatro che hanno appena vissuto una particolarissima esperienza “alla ricerca dei Mille”.</p>
<p>Proprio quest’esperienza è uno dei perni dello spettacolo <strong><em>SOGNARE UN’ITALIA Alla ricerca dei Mille</em></strong>, in sala “Titta Ruffo”<strong> da domenica 20 a giovedì 24</strong> (escluso lunedì 21) e poi <strong>martedì 6 dicembre </strong>sempre alle 21<strong> </strong>(il 19, 22, 23 novembre e il 6 dicembre sono in programma <em>matinées </em>per le scuole). La drammaturgia è di Franco<a rel="attachment wp-att-1430" href="http://www.yorick.tv/2011/11/17/un-teatro-pro-patria/mille/"><img class="alignright size-medium wp-image-1430" title="mille" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/11/mille-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> Farina, il coordinamento e la regia sono di Franco Farina, Luca Biagiotti e Cristina Lazzari. Lo spettacolo nasce all’interno del Laboratorio di 3° Livello di Fare Teatro. Protagonista un gruppo di studenti fra i 20 e i 25 anni che per un anno ha lavorato a lungo sulla “nazione volontaria” animatrice del nostro Risorgimento, nella costruzione di questo racconto corale della spedizione garibaldina, per cercare di riconoscere a ogni partecipante la sua eccezionalità e di strapparlo alla retorica. Decisamente eccezionale è l’appendice vissuta da questi ragazzi che insieme a Franco Farina sono partiti in nave dal porto di Livorno, hanno raggiunto la Sicilia e l’hanno percorsa per ben 156 chilometri, da Marsala a Palermo, in un itinerario ricco di incontri.</p>
<p>A chiudere questo trittico ideale, <strong>venerdì 23 dicembre alle 21</strong> sarà in scena al Verdi <strong><em>ITALIANE. Voci e storie di donne negli ultimi 150 anni</em></strong> di e con <strong>Cristina Lazzari</strong>, <strong>Alice Bachi</strong>, <strong>Marta Paganelli</strong>, <strong>Erika Gori</strong>, <strong>Alice Vannozzi</strong>. Un’acuta tessitura di voci, canti, vicende e testimonianze che il cast di attrici riprende e arricchisce per proporla a un pubblico più vasto, dopo il successo riscosso lo scorso giugno a Palazzo Blu quando fu presentata nell’ambito della mostra <em>“Donne d’Italia. La Metà dell’Unità”</em>.</p>
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		<title>È STAGIONE DI PROSA</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 14:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leo Gullotta apre il cartellone 2011/2012 con Il Piacere dell’Onestá
È un grande attore a inaugurare la Stagione Teatrale del Verdi. Leo Gullotta e un grande classico del teatro del ’900, Il Piacere dell’Onestà di Pirandello, sabato 22 e domenica 23 ottobre segnano l’apertura della Stagione di Prosa 2011/12 che per il terzo anno consecutivo è firmata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Leo Gullotta apre il cartellone 2011/2012 con <em>Il Piacere dell’Onestá</em></strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1425" href="http://www.yorick.tv/2011/10/21/e-stagione-di-prosa/piacere-onesta/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1425" title="piacere onesta" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/10/piacere-onesta-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>È un grande attore a inaugurare la Stagione Teatrale del Verdi.<strong> Leo Gullotta</strong> e un grande classico del teatro del ’900, <strong><em>Il Piacere dell’Onestà</em></strong> di Pirandello, <strong>sabato 22 e domenica 23 ottobre </strong>segnano l’apertura della <strong>Stagione di Prosa 2011/12</strong> che per il terzo anno consecutivo è firmata dal <strong>Teatro di Pisa</strong> e dalla <strong>Fondazione Toscana Spettacolo</strong>. Una Stagione che parte nel migliore dei modi grazie anche all’aumento degli abbonamenti, saliti del 22%, dato che conferma il trend di crescita delle ultime annate. Risultati altrettanto buoni si stanno registrando sul piano della vendita dei biglietti che è già iniziata per tutti gli spettacoli in cartellone. <span id="more-1424"></span></p>
<p>La produzione pirandelliana che apre la rassegna è del Teatro Eliseo, per la regia di <strong>Fabio Grossi</strong>, le scene e i costumi di <strong>Luigi Perego</strong>, le musiche di <strong>Germano Mazzocchetti</strong>, le luci di <strong>Valerio Tiberi</strong>. Uno spettacolo che la critica ha definito “un Pirandello di gran rango”, campione di incassi nel 2008 e ancora in tournée. Il testo si incentra sul personaggio di Angelo Baldovino, uomo fallito e di dubbia moralità che accetta, appunto, solo per il piacere dell’onestà di sposare Agata, ragazza di buona famiglia che aspetta un bambino da un uomo maritato, il rispettabile marchese Fabio Colli. <strong><em>Il Piacere dell’Onestà</em></strong> porta in primo piano uno dei temi più cari alla drammaturgia pirandelliana, dimostrando ancora come l’essere e l’apparire siano frutto del conformismo della società. Una società che non muta nei tempi e che teme la diversità, perché essere onesti significa essere diversi.</p>
<p>I tre anni di tournée sono altresì un costante e meritato successo personale per <strong>Leo Gullotta</strong> che già con un’altra pièce pirandelliana, <em>L’uomo, la bestia e la virtù</em>, aveva ottenuto uno straordinario successo da cui la candidatura come miglior attore protagonista ai Premi Olimpici del Teatro 2008. Ne<strong><em> Il Piacere dell’Onestà</em></strong>, dice la critica, Gullotta imprime al personaggio di Baldovino “un’interpretazione ricca di sfumature”, capace con “un movimento degli occhi di descrivere le complessità dell’anima”. Un attore di classe che “in una prova di maturità artistica eccezionale, in un personaggio impostato in veste sagace e colta, ha trasmesso pathos e umanità, semplicità e maestria, tensione e padronanza, strappando un irresistibile applauso nella scena finale.” Proprio a <strong>Leo Gullotta</strong>, per i suoi meriti artistici, nel pomeriggio di sabato 22, nel corso della cerimonia di premiazione del 55° Premio Nazionale Letterario Pisa, è consegnato il prestigioso<strong> premio speciale “Galeone d’Oro</strong><strong>”</strong> offerto dal Rotary Club di Pisa.</p>
<p><strong><em>Il Piacere dell’Onestà</em></strong> vede in scena con Leo Gullotta un cast di ottimi attori come <strong>Cloris Brosca </strong>(Agata),<strong> Martino Duane</strong> (il marchese Colli), <strong>Paolo Lorimer</strong> (Maurizio Setti, cugino del marchese), <strong>Mirella Mazzeranghi</strong> (Maddalena, madre di Agata) insieme a <strong>Antonio Fermi</strong>, <strong>Federico Mancini</strong> e <strong>Vincenzo Versari</strong>.<span id="_marker"> </span></p>
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		<title>PRESENTATE LE STAGIONI 2011/12 DEL TEATRO DI PISA</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 12:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie Verdi]]></category>
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		<description><![CDATA[35  titoli in tutto, tra danza, prosa, lirica e appuntamenti, a partire dal 5 ottobre fino a maggio 2012, con i grandi nomi dello spettacolo italiano: il presidente Cortopassi, quasi a fine mandato, riconsegna alla città un teatro con i conti in ordine, che vanta 50.000 presenze nella scorsa stagione e rilancia con nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1414" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1414"><img class="alignleft size-full wp-image-1414" title="notte bianca rossa e verdi" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/07/notte-bianca-rossa-e-verdi.jpg" alt="" width="200" height="144" /></a>35  titoli in tutto, tra danza, prosa, lirica e appuntamenti, a partire dal 5 ottobre fino a maggio 2012, con i grandi nomi dello spettacolo italiano: il presidente Cortopassi, quasi a fine mandato, riconsegna alla città un teatro con i conti in ordine, che vanta 50.000 presenze nella scorsa stagione e rilancia con nuove scommesse artistiche senza incremento del prezzo dei biglietti.</p>
<p>Supersconti per gli abbonamenti (e per chi abbona un amico) entro il 15 luglio</p>
<p><span id="more-1412"></span></p>
<p>Un teatro sano grazie alla ferma politica di rigore e risanamento portata avanti in questo triennio dal Presidente e dal<br />
Consiglio d’Amministrazione, con il concorso fattivo di tutti gli operatori, e grazie all’impegno dei soci, a partire dai<br />
fondatori (Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa); un teatro le cui prospettive di medio periodo<br />
sono stabili; un teatro che nell’ultima stagione ha raggiunto complessivamente più di 50.000 presenze fra attività<br />
proprie e attività ospitate.<br />
Si presenta così la Fondazione Teatro di Pisa oggi, nel momento in cui con largo anticipo illustra i propri cartelloni<br />
2011/12, quattro Stagioni di tutto rispetto – la Stagione Teatrale, la Stagione Lirica, gli Appuntamenti e la Rassegna di<br />
Danza – ricche di spettacoli di qualità, attente alla eterogeneità dei diversi pubblici che gravitano sulla città e<br />
organizzate strettamente all’interno delle reali disponibilità di bilancio.<br />
E questo mantenendo contenuti biglietti e abbonamenti e incrementando le diverse agevolazioni, per far sì che il<br />
Teatro sia davvero un luogo accessibile per tutti.<br />
Confermata, per la Stagione teatrale, la proficua collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, una valida<br />
combinazione dalla quale nasce il nuovo cartellone (il terzo concepito insieme) che prenderà il via al Teatro Verdi di<br />
Pisa il prossimo 22 ottobre per chiudersi il 18 marzo. Nove i titoli in programma (con un titolo in più, quindi, rispetto<br />
agli otto delle passate stagioni), che spaziano dalla miglior tradizione (con il pirandelliano <em>Piacere dell’onestà</em> di <strong>Leo<br />
Gullotta</strong> che aprirà la Stagione il 22 e 23 ottobre 2011, e con l’intramontabile cult strehleriano del Piccolo di Milano<br />
<em>L’Arlecchino servitore di due padron</em>i con<strong> Ferruccio Soleri</strong>, 3 e 4 dicembre 2011, la cui preziosa presenza nel cartellone pisano è il risultato della forte collaborazione della FTS con lo Stabile milanese), alle diverse declinazioni di temi classici su stilemi contemporanei (<em>L’Avaro</em> del <strong>Teatro delle Albe</strong> il 21 e 22 gennaio 2012, la <em>Medea</em> di <strong>Pamela Villoresi</strong> il 4 e 5 febbraio 2012); al teatro brillante, sia esso conciliante (<em>L’Astice al veleno</em> di<strong> Salemme </strong>il 10 e 11 dicembre 2011 e <em>Colazione da Tiffany </em>con<strong> Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia</strong> il 28 e 29 gennaio 2012), o venato di humour britannico (<em>Due di noi </em>di <strong>Michale Frayn </strong>con <strong>Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi</strong> il 17 e 18 marzo 2012), o dai sapori d’antan venati di sapiente ironia luciferina (<em>Il Mare</em> di<strong> Paolo Poli</strong> dai racconti di <strong>Anna Maria Ortese</strong> il 3 e 4 marzo 2012). Non mancherà, con <em>Pro Patria </em>di <strong>Ascanio Celestini</strong> (18 e 19 novembre 2011) l’omaggio conclusivo alle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia cui il Teatro di Pisa aveva dato i propri contributi con Piazza d’Italia di Baliani e con una partecipatissima Notte Bianca Rossa e Verdi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1413" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1413"><img class="alignleft size-full wp-image-1413" title="soleri009" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/07/soleri009.jpg" alt="" width="200" height="148" /></a><br />
Confermata anche la positiva partnership con il soggetto privato, la NonSolo Spettacolo Group, con cui da otto anni la<br />
Fondazione Teatro di Pisa collabora per rispondere alla domanda di spettacoli di intrattenimento e di concerti di<br />
musica pop, rock e d’autore con il cartellone Appuntamenti. Diversi gli eventi in programma: si va dall’anteprima<br />
nazionale delle ripresa della tournèe di <strong>Michelle Hunziker</strong> con <em>Mi scappa da Ridere</em> (il 5 ottobre) a un fortunato<br />
musical come <em>Happy Day</em>s firmato da <strong>Saverio Marconi </strong>(il 27 e 28 marzo); confermata la presenza ormai classica di<br />
<strong>Andrea Buscem</strong>i che con <em>la Compagnia delle 12 Lune </em>quest’anno affronta Il Mercante di Venezia (15 novembre);<br />
spiccano i nomi di Antonio Albanese con Personaggi (il 20 dicembre) e di <strong>Paolino Ruffini </strong>con <em>Tre cuori in affitto</em> (11<br />
aprile); non manca l’attenzione ai bambini, cui saranno rivolti ben due family show: <em>Cenerentola</em> (28 dicembre) e <em>La<br />
Sirenetta</em> (15 aprile). Sul piano musicale, sono in definizione il concerto di una importante rock band italiana (6<br />
dicembre) e un progetto con <strong>Franco Battiato </strong>(4 aprile). Infine, è confermato anche lo spettacolo di fine anno (31<br />
dicembre), cenone compreso, con uno spettacolo teatrale in via di definizione.<br />
Nuova direzione artistica per la Stagione Lirica (la prima firmata dal baritono Marcello Lippi, nominato ai primi di<br />
gennaio dopo un avviso pubblico indetto per l’incarico) e nuova impostazione del cartellone, che quest’anno guarda al<br />
grande repertorio per avvicinare all’opera un maggior numero di spettatori, grazie anche ad un rafforzamento del<br />
rapporto con i teatri di tradizione toscani (Livorno e Lucca), un rapporto che da quest’anno vede entrare come partner<br />
anche il Festival Pucciniano di Torre del Lago. La Stagione Lirica si aprirà quindi con <em>Cavalleria Rusticana/Pagliacci </em>(29 e 30 ottobre) nella coproduzione di cui è capofila il Teatro Goldoni di Livorno, per la regia di <strong>Alessio Pizzech</strong> e la<br />
direzione di <strong>Jonathan Webb</strong>; in novembre sarà la volta di <em>Madama Butterfly</em> (12 e 13), nella coproduzione di cui<br />
capofila è il festival di Torre del Lago, per la regia di <strong>Vivien Hewitt</strong> e la direzione di Roberto Zarpellon, e di <em>Aida</em> (29 e<br />
30 novembre), in una coproduzione che vede insieme il Teatro di Pisa e la Ramfis Production di Barcellona, per la regia<br />
di <strong>Antoine Selva</strong> e la direzione di <strong>Tullio Gagliardo</strong>. In dicembre (16 e 18) andrà in scena <em>Rigoletto</em> in una produzione del Teatro di Pisa che riprende l’allestimento frutto della collaborazione fra Teatro Coccia di Novara, Teatro Donizetti di<br />
Fondazione Teatro di Pisa Bergamo, Teatro De Carolis di Sassari e Teatro del Giglio di Lucca, per la regia di Ivan Stefanutti; sul podio Giuseppe Acquaviva. Il 2012 si aprirà con il nuovo allestimento de La Bohéme (14 e 15 gennaio) frutto della coproduzione fra Lucca, Pisa, Livorno (capofila Lucca) e il Teatro Alighieri di Ravenna. La regia è di Marco Gandini; il direttore è in fase di definizione. Non mancherà il consueto appuntamento con Opera Studio, che quest’anno lavorerà sull’<em>Opera da Tre Soldi</em> di <strong>Kurt Weill/Bertolt Brecht</strong>. La nuova coproduzione, che concluderà un lungo percorso laboratoriale di preparazione con i giovani cantanti e maestri collaboratori selezionati come sempre su bando, debutterà a Livorno (quest’anno teatro capofila).</p>
<p>A Pisa sarà in scena l’11 e 12 febbraio (con la recita dell’11 inserita nella Stagione dei <em>Concerti della Normale</em>, come già negli anni scorsi per gli altri frutti di Opera Studio).<br />
In chiusura, due dittici. Il primo, che guarda a composizioni meno frequentate ma di notevole valore musicale (lo<br />
<em>Zanetto</em> di <strong>Mascagni </strong><em>e Mozart e Salieri</em> di<strong> Rimskij Korsakov</strong>, in scena il 25 e 26 febbraio in una nuova coproduzione del Teatro di Pisa e del Teatro Goldoni di Livorno); il secondo che guarda ai bambini e ai ragazzi (Der Schulmeister di Telemann, abbinato a<em> Esopo Opera Roc</em>k, musical per bambini ormai storico, firmato da <strong>Sergio Maifredi</strong> su libretto di Stefano Curina e musiche di <strong>Bruno Coli</strong>, fiore all’occhiello dal 1999 al 2007 fra le produzioni per bambini del Teatro della Tosse; a Pisa in scena il 21 e 22 aprile con un coinvolgimento attivo delle scuole cittadine).</p>
<p><a href="http://www.teatrodipisa.pi.it">www.teatrodipisa.pi.it</a></p>
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		<title>Immigrazione e altri drammi</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 21:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Rossi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
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		<description><![CDATA[Alessandro Gassman chiude il Cartellone di Prosa con Roman e il suo Cucciolo
La Stagione di Prosa 2010/2011 del Teatro Verdi chiude i battenti. Lo fa con l’ultimo, attesissimo spettacolo dal protagonista di grande richiamo: Alessandro Gassman, martedì 22 e mercoledì 23 marzo alle 21 è in scena con Roman e il suo Cucciolo, ancora autore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1359" href="http://www.yorick.tv/2011/03/20/immigrazione-e-altri-drammi/gassman-roman1/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1359" title="Gassman-Roman1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/03/Gassman-Roman1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Alessandro Gassman chiude il Cartellone di Prosa con <em>Roman e il suo Cucciolo</em></strong></p>
<p>La <strong>Stagione di Prosa 2010/2011</strong> del Teatro Verdi chiude i battenti. Lo fa con l’ultimo, attesissimo spettacolo dal protagonista di grande richiamo: <strong>Alessandro Gassman</strong>, <strong>martedì 22 e mercoledì 23 marzo</strong> alle 21 è in scena con <strong>Roman e il suo Cucciolo</strong>, ancora autore della regia e interprete del ruolo principale dopo <em>La Forza dell’Abitudine</em> di Bernhard e <em>La parola ai giurati</em> di Lumet, quest’ultimo a Pisa due stagioni fa. <span id="more-1358"></span></p>
<p>La scelta di Gassman cade su un altro testo di notevole spessore. <strong><em>Cuba &amp; his Teddy Bear</em></strong> fu scritto nel 1986 dal drammaturgo statunitense Reinaldo Povod, figlio di una portoricana e di un cubano di origini russe, e sulle scene di New York, con Robert de Niro protagonista, ottenne subito un enorme successo. Il testo originale è ambientato in una comunità di <em>latinos</em> e imperniato sui contrasti tra ispanici e statunitensi per lo spaccio e l’uso di droga. Gassman e il drammaturgo Edoardo Erba, che ha curato l’adattamento italiano, hanno invece deciso di collocare la vicenda nella periferia di una delle nostre grandi città, all’interno di una comunità rumena. Roman è infatti un rumeno che vive a Roma da diversi anni, arrogante e quasi analfabeta, arricchitosi grazie agli illeciti traffici di cocaina e marijuana. La moglie è fuggita ai Caraibi, lasciandolo con il figlio Cucciolo quasi diciottenne. Cucciolo vive in un mondo fatto di affari sporchi, droga, prostituzione, soldi facili che si alternano alla povertà, amicizie di sangue, liti furibonde e minacce di morte. Un mondo dove “ti rispettano per quello che sembri all’apparenza esterna”, come Roman precisa al figlio che però si scoprirà non esservi così distante.</p>
<p><strong>Roman e il suo Cucciolo</strong> è un dramma contemporaneo, familiare e sociale, intenso e coinvolgente, che con sguardo<a rel="attachment wp-att-1360" href="http://www.yorick.tv/2011/03/20/immigrazione-e-altri-drammi/roman-e-il-suo-cucciolo/"><img class="alignright size-medium wp-image-1360" title="Roman e il suo Cucciolo" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/03/Roman-e-il-suo-Cucciolo-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a> neutrale e non ideologico affronta l’attualissimo tema dell’immigrazione e della difficile accettazione dell’altro. Dall’inizio della tournée ha convinto pubblico e critica, per la potenza della storia e la forza incredibile con cui Gassman e tutti gli attori si impongono dal palco. Oltre al protagonista, il cast è composto da Giovanni Anzaldo (Cucciolo), Manrico Gammarota (Geco), Sergio Meogrossi (Che), Matteo Taranto (Dragos), Natalia Lungu (Lourdes), Andrea Paolotti (Pusher). Le scene sono di Gianluca Amodio, i costumi di Helga Williams, le musiche di Pivo &amp; Aldo De Scalzi, le luci di Marco Palmieri, il sound design di Massimiliano Tettoni, le istallazioni di Marco Schiavoni.</p>
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		<title>Al Verdi &#8220;I Pugni in Tasca&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 13:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ambra Angiolini e Pier Giorgio Bellocchio nel penultimo appuntamento di Prosa
La Stagione di Prosa 2010/2011, forte del successo di pubblico riscontrato finora, si avvia verso la conclusione del cartellone con il penultimo appuntamento in programma questo weekend. I Pugni in Tasca, nuova produzione del Teatro Stabile di Firenze, è in scena al Teatro Verdi sabato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1347" href="http://www.yorick.tv/2011/03/11/al-verdi-i-pugni-in-tasca/pugni-in-tasca/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1347" title="pugni-in-tasca" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/03/pugni-in-tasca-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Ambra Angiolini</strong><strong> e Pier Giorgio Bellocchio nel penultimo appuntamento di Prosa</strong></p>
<p>La <strong>Stagione di Prosa 2010/2011</strong>, forte del successo di pubblico riscontrato finora, si avvia verso la conclusione del cartellone con il penultimo appuntamento in programma questo weekend. <strong><em>I Pugni in Tasca</em></strong>, nuova produzione del Teatro Stabile di Firenze, è in scena al Teatro Verdi <strong>sabato 12 marzo alle 21</strong> e<strong> domenica 13 marzo alle 17</strong>. Lo spettacolo ha debuttato a gennaio ed è considerato una delle novità più attese di questa stagione. L’autore è <strong>Marco Bellocchio</strong>, che ha riscritto per il teatro la sua opera prima, il celebre film che nel 1965 lo lanciò al successo internazionale. <span id="more-1346"></span>Un <em>cult</em> quasi profetico, reso tale dall’analisi impietosa di relazioni familiari caratterizzate da una totale aridità di affetti e da un’ostentata assuefazione al conformismo.</p>
<p>Al centro della storia, drammatica e claustrofobica, sono le devastanti dinamiche che intercorrono tra una madre cieca e bigotta e i suoi quattro figli. Alessandro, il più arrabbiato. Giulia, annoiata, incostante e innamorata dell’idea dell’amore. Leone, tarato mentalmente e fisicamente. Augusto, il più fermo all’apparenza, ma non certo il più felice. Un intreccio familiare che sfocerà in una tragedia.</p>
<p>Protagonisti sul palco sono <strong>Ambra Angiolini</strong> e <strong>Pier Giorgio Bellocchio</strong>, nei ruoli di Giulia e di Alessandro che nel film furono di Paola Pitagora e Lou Castel. La regia è di <strong>Stefania De Santis</strong>, le musiche sono del grande <strong>Ennio Morricone</strong>, le scene di <strong>Daniele Sp</strong><strong>isa</strong>, i costumi di <strong>Giorgio Armani</strong>. Tutti elementi per cui <strong><em>I Pugni in Tasca</em></strong> si preannuncia uno spettacolo di notevole interesse, oltre che per la risonanza del famoso film e per la tensione quasi insostenibile che riempie la storia.</p>
<p>Il commento di <strong>Marco Bellocchio</strong>: “<em>Io oggi penso a </em>I pugni in Tasca<em> come a un dramma della sopravvivenza in una famiglia dove l’amore è del tutto assente. Si vive in un deserto di affetti senza nessuna prospettiva per il futuro, una situazione di immobilità assoluta che fa pensare a un carcere o a un manicomio senza speranza di guarigione, rieducazione, riabilitazione, rinascita ecc ecc. Manicomio o carcere interiori perché non ci sono sbarre e le porte sono aperte. Immobilità, inerzia, ripetitività. Ma come in tutti i drammi ad un certo momento Alessandro, il protagonista, farà una cosa. Le continue fantasticherie a cui si abbandona tutto il giorno quasi per caso gli offriranno una possibilità concreta. La possibilità di compiere un delitto. Si accende un motore e da quel momento la sua vita prenderà velocità e come nell’apprendista stregone il guidatore perderà ogni controllo e finirà per sfracellarsi&#8230; I delitti de</em> I pugni in Tasca<em>, se si fa un minimo sforzo di immaginazione, possiamo leggerli o vederli tutti i giorni sui giornali e in televisione in cui immancabilmente i vicini di casa dell’assassino non riescono a spiegarsi come quella tal persona così normale un giorno improvvisamente abbia fatto una strage e poi, ma non sempre, si sia suicidato&#8230;”</em></p>
<p>In scena, al fianco dei protagonisti, troviamo Giovanni Calcagno (Leone), Aglaia Mora (Lucia, fidanzata di Augusto), Fabrizio Rongione (Augusto) e Giulia Weber (la Madre).</p>
<p>Per ulteriori informazioni: Teatro di Pisa, tel. 050/941111.</p>
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