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	<title>YORICK! &#187; Notizie Verdi</title>
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		<title>L’avaro è donna</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 02:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato e domenica 21 e 22 gennaio al Verdi di Pisa Ermanna Montanari è Arpagone, il grande vecchio di Molière malato di avarizia. Per la regia di Marco Martinelli, la compagnia ravennate del Teatro delle Albe, reduce dai laboratori di Scampia, dalle eresie di Majakovskij, e da non-scuole in giro per l’Italia, presenta 12 attori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1470" href="http://www.yorick.tv/2012/01/20/l%e2%80%99avaro-e-donna/mostraimg-php/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1470" title="mostraimg.php" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/01/mostraimg.php_-173x300.jpg" alt="" width="173" height="300" /></a><strong>Sabato e domenica 21 e 22 gennaio</strong> al Verdi di Pisa <strong>Ermanna Montanari</strong> è Arpagone, il grande vecchio di <strong>Molière</strong> malato di avarizia. Per la regia di Marco Martinelli, la compagnia ravennate del <strong>Teatro delle Albe</strong>, reduce dai laboratori di Scampia, dalle eresie di Majakovskij, e da non-scuole in giro per l’Italia, presenta 12 attori in scena, in uno spettacolo che raccoglie la tradizione della commedia francese e della farsa antica e (s)travolge il pubblico nel ritmo rapace di una commedia musicale.<br />
<span id="more-1469"></span><br />
Un po’ Arpagone e un po’ Morticia Addams, l’abbiamo vista anche nel ruolo di una maitresse immobiliare nel film di <strong>Gipi</strong>, “<em>L’ultimo terrestre</em>”. Attrice, musa e compagna di vita del regista e attore <strong>Marco Martinelli</strong>, con cui ha fondato il <strong>Teatro delle Albe</strong>, quest’estate si aggirava con leggerezza misterica e orientale tra gli scenari bollenti del <strong>Festival Internazionale di Teatro di Santarcangelo di Romagna 2011</strong>, da lei diretto per la terza fase di co-direzione con <strong>Chiara Guidi </strong>della <strong>Societas Raffaello Sanzio</strong> ed <strong>Enrico Casagrande</strong> dei <strong>Motus</strong>. Nomi che raramente ruotano attorno ai palcoscenici di prosa tradizionali. Ma <strong>Ermanna Montanari</strong> è riuscita dove nemmeno <strong>Sarah Bernhardt</strong>, che avrebbe voluto vestire i panni tragici del vizio comico dell’opera di Molière.<br />
La ricerca del Teatro delle Albe si innesta, sin dagli anni ’80, sulla reinvenzione del nuovo passando per l’antico, sempre con grande attenzione verso la drammaturgia e il lavoro dell’attore.<br />
Attori e non attori, pescati nelle scuole della periferia di Napoli e tra i nuovi e non italiani della Romagna felix, hanno invaso per tutta la gloriosa carriera delle Albe palcoscenici e spazi aperti prestati alla poesia, come nella magnifica <em><strong>Eresia della Felicità</strong></em> dell’estate santarcangiolese 2011, intrisa di giallo majakovskij: “Direzione: Infinito!”<br />
In questo <em><strong>Avaro</strong></em>, che è &#8220;la più grande e tragica opera di Molière&#8221;, a detta di Goethe, gli attori affollano un palcoscenico ancor più denso di fantasmi, ombre governate dal potere grottesco di Arpagone, una Mortisia affascinante e ipnotica in una specie di cabaret noir.<br />
«In questa commedia sul denaro, il denaro non c&#8217;è. -  annotano Marco Martinelli ed Ermanna Montanari &#8211; Se ne parla sempre, ma non c&#8217;è. Meglio: non si vede. È invisibile, come un dio. È il dio di quella miserabile religione di cui Arpagone è l&#8217;officiante. È un fantasma che circola tra gli esseri umani in carne e ossa. È sottoterra, sepolto in giardino.  Visibili sono gli esseri umani, anche troppo. Cercano di nascondersi gli uni agli occhi degli altri, ma non ce la fanno. Il privato e il pubblico, il segreto e lo spiattellato, sono inesorabilmente confusi. Non è possibile nessun genere di intimità. In questa commedia, in questa &#8220;casetta&#8221;, tutti spiano tutti. Arpagone è l&#8217;avido, l&#8217;avaro, l&#8217;ossesso. E gli altri? Da due stagioni portiamo in giro il nostro Avaro per l’Italia. Non abbiamo alterato la traduzione di <strong>Cesare Garboli</strong>, e i cinque atti ci sembrano scritti ieri. Oggi. »<a rel="attachment wp-att-1471" href="http://www.yorick.tv/2012/01/20/l%e2%80%99avaro-e-donna/avaro/"><img class="alignright size-medium wp-image-1471" title="avaro" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/01/avaro-300x199.jpg" alt="" width="380" height="252" /></a><br />
Il pubblico del Verdi riconoscerà dunque il testo e le battute della fortunata edizione dell’<em>Avaro </em>di  <strong>Gabriele Lavia</strong>, prodotta dalla Fondazione Teatro di Pisa nel 2003, con la medesima versione da Garboli, le scenografie claustrofobiche e sghembe di <strong>Carmelo Giammello</strong>.<br />
Aspettiamo a Pisa anche l’<em>Avaro </em>del genio napoletano di <strong>Arturo Cirillo</strong>, prodotta dal Mercadante di Napoli e dallo stabile delle Marche, curiosamente quasi in contemporanea con lo spettacolo di Martinelli.</p>
<p>In tempi di crisi, quando di soldi se ne parla molto e se ne vedono pochi, rivedere<em><strong> L’avaro</strong></em> non serve, ma aiuta.</p>
<p><a href="http://www.teatrodipisa.pi.it/prosa/prosa.htm">http://www.teatrodipisa.pi.it/prosa/prosa.htm</a></p>
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		<title>Swan Lake</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 23:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dove finiscono le anatre quando ghiaccia il laghetto di Central Park? Si chiedeva il giovane Holden. E i cigni, dove danzano quando la stagione si fa dura? Al Teatro Verdi di Pisa, in scena il più famoso balletto di tutti i tempi. Per la stagione di danza, il Lago dei Cigni, con musiche di Ciajkovskij [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1464" href="http://www.yorick.tv/2012/01/15/swan-lake/il-lago-sofia-s/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1464" title="Il Lago Sofia s" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/01/Il-Lago-Sofia-s-300x261.jpg" alt="" width="300" height="261" /></a>Dove finiscono le anatre quando ghiaccia il laghetto di Central Park? Si chiedeva il giovane Holden. E i cigni, dove danzano quando la stagione si fa dura? Al Teatro Verdi di Pisa, in scena il più famoso balletto di tutti i tempi. Per la stagione di danza, <em><strong>il Lago dei Cigni</strong>, </em>con musiche di <strong>Ciajkovskij </strong>e coroegrafie di <strong>Petipa</strong>, dal 1877 al <strong>Bolshoi di Mosca</strong> all’interpretazione di <strong>Rudolf Nureyev</strong>, alla tournée internazionale del<strong> Balletto di Sofia.<br />
Martedì 17 gennaio alle ore 21 </strong></p>
<p><span id="more-1463"></span><br />
Una storia d’amore, tanto per sublimare il balletto romantico per antonomasia. Un tema musicale ricorrente, di flauti, flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni, cornette, trombe, tromboni. Fiati sospiri e presagi per la coppia di amanti, neanche a dirlo, dal destino infelice. Talmente famosi da cadere nell’inevitabile trappola della parodia (<strong>Muppet Show</strong>), o della versione en travesti (<strong>Matthew Bourne</strong> per il Sadler Wells di Londra, dal 1995), della megaproduzione cinematografica lesbodark di <strong>Darren Aronofsky</strong>, del cartone animato del <strong>Brutto anatroccolo</strong>.<a rel="attachment wp-att-1465" href="http://www.yorick.tv/2012/01/15/swan-lake/black-swan-natalie-portman-close-up-17-11-10-kc/"><img class="alignright size-medium wp-image-1465" title="black-swan-natalie-portman-close-up-17-11-10-kc" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/01/black-swan-natalie-portman-close-up-17-11-10-kc-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a><br />
Siegfried e Odette si giurano eterno amore. È l&#8217;alba, e le fanciulle vengono trasformate in cigni. Ma i cacciatori sono in agguato.</p>
<p>Secondo titolo della promettente <strong>rassegna di danza </strong>dall’esordio superclassico e dagli sviluppi neoclassici fino al teatro-danza italiano più sperimentale, <em><strong>IL LAGO DEI CIGNI</strong></em>, è interpretato dalla compagnia del <strong>Balletto di Sofia</strong>, di nuovo al Verdi dopo il rutilante <em><strong>Don Chisciotte </strong></em>del gennaio 2008.<br />
Diretto da Mariana Zaharieva, è la prima compagnia privata di balletto classico costituitasi a Sofia per portare il nome del balletto bulgaro in tutto il mondo, è costituito dalla selezione di ballerini provenienti dalle migliori compagnie di balletto bulgaro e di altri Paesi europei e propone i principali titoli del repertorio classico mantenendosi fedele alla tradizione del balletto nazionale, che sintetizza la scuola classica russa con la libera espressiva danza tedesca.<br />
Fiore all’occhiello della compagnia è un gruppo di solisti di altissimo livello, tra i quali Marta Petkova e Nikola Hadjitanev qui a Pisa nei ruoli principali di Odette e il suo innamorato principe Siegfried che la cercherà come una cenerentola.<br />
Romantica contrapposizione tra realtà e sogno, storia ricca di ambigui significati, <em><strong>Il Lago dei Cigni</strong></em> mette in scena il contrasto fra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere attraverso la protagonista femminile Odette/Odile che nelle due apparizioni è per un verso il simbolo della purezza angelica, per l’altro il suo contrasto diabolico concepito come il risvolto ingannevole dell’ideale sognato. Anche il principe Sigfrido ha il suo antagonista nella figura di Rothbart, carceriere dei cigni e inventore di Odile, il cigno nero.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1467" href="http://www.yorick.tv/2012/01/15/swan-lake/swanlake015-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1467" title="Swanlake015" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2012/01/Swanlake0151-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a><br />
<em><strong>Il Lago dei Cigni</strong></em> fu rappresentato per la prima volta al Bolshoi nel 1877 ma la coreografia di Julius Wenzel Reisinger non fu all’altezza né delle musiche né dei tratti elegiaci richiesti dalla delicatezza della trama. Per assistere alla versione oggi considerata come assoluto riferimento si dovette attendere il 1895, grazie alla cooperazione tra il coreografo francese Marius Petipa, che firmò il primo e il terzo atto, e il russo Lev Ivanov cui spettarono gli eterei “atti bianchi”, secondo e quarto atto; un diamante incastonato nel già preziosissimo lavoro di Petipa e Ivanov si deve alla ballerina milanese Pierina Legnani, la quale alla rinnovata “prima” del balletto presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo diede sfoggio della propria abilità tecnica introducendo nell’assolo di Odile, il cigno nero, i celeberrimi 32 fouettées consecutivi.<br />
E proprio da Ivanov e Petipa è adattata la coreografia di Kalina Bogoeva, regia di Mariana Zaharieva, mentre i solisti e corpo di balletto danzeranno con i costumi disegnati da Tsvetanka Stoinova, avendo come sfondo le scene firmate da Boris Stoinov, nella tournée organizzata da Live Arts Management in collaborazione con Serdica Music Ltd.<br />
Per questo appuntamento, Biglietti ancora in vendita, con prezzi che variano dai 28 a 8 Euro, presso il Botteghino del Teatro, con le consuete agevolazioni e promozioni, oltre a quella riservata alle scuole di danza.<br />
Per informazioni: Teatro di Pisa tel 050-941111,<a href="www.teatrodipisa.pi.it"> www.teatrodipisa.pi.it</a></p>
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		<title>Alla ricerca dei Mille in 156 km</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 18:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’ora e quaranta circa. Tanto durerebbe la lettura di tutti i mille e ottantanove Mille di Garibaldi, lettura integrale di nome cognome età professione e provenienza geografica. Dall’appello, dalla foto di gruppo sullo sfondo, emergono le storie di alcuni di loro, cantate, strillate, interpretate, vissute, raccontate sulla pelle dei 17 ragazzi  di “SOGNARE UN’ITALIA. Alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1438" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1438"><img class="alignleft size-medium wp-image-1438" title="mille cammino" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/12/mille-cammino1-300x202.jpg" alt="" width="331" height="222" /></a>Un’ora e quaranta circa. Tanto durerebbe la lettura di tutti i mille e ottantanove Mille di Garibaldi, lettura integrale di nome cognome età professione e provenienza geografica. Dall’appello, dalla foto di gruppo sullo sfondo, emergono le storie di alcuni di loro, cantate, strillate, interpretate, vissute, raccontate sulla pelle dei 17 ragazzi  di “<strong><em>SOGNARE UN’ITALIA. Alla ricerca dei Mille</em></strong>”, 10 repliche in tutto nella sala Titta Ruffo del Verdi di Pisa, fino al 10 dicembre 2011.</p>
<p><span id="more-1439"></span><br />
Storie vissute e ripercorse sui veri chilometri calpestati a piedi da un gruppo degli attori, nell’ottobre caldo del 150enario dell’Unità, da Palermo a Marsala a Misilmeri, per un totale di 156 km.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1440" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1440"><img class="size-medium wp-image-1440 alignleft" title="mille cuticchio" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/12/mille-cuticchio-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><br />
Il viaggio del gruppo del laboratorio <strong>Fare Teatro</strong> del Teatro Verdi era iniziato mesi prima, sulle mappe della Sicilia e sui diari dei giovani garibaldini, ventenni partiti al grido di viva l’Italia senza sapere nemmeno bene quale fosse la destinazione, senza essere mai saliti su una nave, senza conoscere i perigli di un viaggio in mare, né della guerra.</p>
<p>Dall’elenco che dà il tempo dello spettacolo, dalla A alla Z, si affacciano i volti e i nomi di molti di loro.<br />
Di <strong>Pasquale Natale</strong>, “un nome da grullo!”, livornese, che lascia l’abbraccio forte del padre tra le preghiere infinite della madre.<br />
Di <strong>Ippolito Nievo</strong> lo scrittore, che scompare in viaggio con in mano un messaggio per Cavour, naufragato in un piroscafo che fa tornare in mente la scomparsa di Camillo Cienfuegos, altra rivoluzione, altro secolo, altri misteri.<br />
Di <strong>Francesco Crispi</strong> e della sua fidanzata lavanderina a Marsiglia, sedotta e abbandonata da un grande sognatore, non prima di aver servito i Mille come infermiera e staffetta ante litteram.<br />
Di <strong>Giuseppe Garibaldi</strong>, il comandante ferito ad Aspromonte, interpretato a turno da tutti i giovanotti, da quello coi riccioli rossi e la barbetta che gli somiglia tantissimo, allo sbarbato dark e al piccoletto dallo sguardo vispo.<br />
Suonano, cantano e ballano, gli attori zelanti, perfettamente in sincrono nelle uscite di gruppo, nell’ondeggiare tumultuoso degli uomini raccolti nella stiva, nelle entrate e uscite dai vari episodi. <a rel="attachment wp-att-1441" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1441"><img class="alignright size-medium wp-image-1441" title="mille ragazze" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/12/mille-ragazze-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Il <strong>Risorgimento</strong> vien fuori con la freschezza di un dialogo tra un prete siciliano e un ragazzo del nord, un dialogo tra sordi che si risolve, dopo il tentativo latino, in un fiasco di vino; si spreme dall’energia dei corpi danzanti una taranta di morte; si immagina dalle esplosioni e dai combattimenti, nei movimenti rigidi degli attori in scena come marionette, mentre sullo sfondo scorrono le immagini dei pupi di <strong>Mimmo Cuticchio</strong>, immortalato col gruppo pisano nella sosta palermitana del loro viaggio. Alla fine, è proprio il ricordo del viaggio dei dodici alla ricerca dei mille, guidati da Franco Farina, a commuovere e a sorprendere più di ogni altra cosa. Cantato unplugged con le foto di un cammino tra il tempio di Segesta e i cartelli stradali di Alcamo, Calatafimi, Salemi, gli zaini, le “scarpe rotte nuove”, i fazzoletti rossi annodati al collo. Il segno più forte di un’Italia che risorge, a vent’anni, come 150 anni fa.</p>
<p>Dal profilo facebook di <strong>Alla ricerca dei Mille:</strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/ricercadeimille?sk=photos#!/ricercadeimille">http://www.facebook.com/ricercadeimille?sk=photos#!/ricercadeimille</a></p>
<p><strong><em>&#8220;Troppo è stato dimenticato in nome della memoria&#8221;</em><br />
Don De Lillo</strong></p>
<p>Fare Teatro / Laboratorio 3° livello<br />
<strong>SOGNARE UN’ITALIA<br />
Alla ricerca dei Mille</strong><br />
<strong>di Franco Farina</strong><br />
con<br />
Marta Bettini, Edoardo Biancalana, Dario Buttazzo, Francesco Chiofalo, Giulia Contini, Alessandro Dinisi, Francesco James Gasperini, Silvia Giorlando, Luca Iacoponi, Francesco Malacarne, Rachele Mazzali, Iacopo Pozzana, Anna Romani, Flaminia Vannozzi, Luca Vocaturo, Salvatore Zappia, Sofia Zuccoli</p>
<p>Coordinamento e regia<br />
<strong>Cristina Lazzari, Franco Farina, Luca Biagiotti</strong></p>
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		<title>PRESENTATE LE STAGIONI 2011/12 DEL TEATRO DI PISA</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2011/07/01/presentate-le-stagioni-201112-del-teatro-di-pisa/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 12:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[35  titoli in tutto, tra danza, prosa, lirica e appuntamenti, a partire dal 5 ottobre fino a maggio 2012, con i grandi nomi dello spettacolo italiano: il presidente Cortopassi, quasi a fine mandato, riconsegna alla città un teatro con i conti in ordine, che vanta 50.000 presenze nella scorsa stagione e rilancia con nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1414" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1414"><img class="alignleft size-full wp-image-1414" title="notte bianca rossa e verdi" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/07/notte-bianca-rossa-e-verdi.jpg" alt="" width="200" height="144" /></a>35  titoli in tutto, tra danza, prosa, lirica e appuntamenti, a partire dal 5 ottobre fino a maggio 2012, con i grandi nomi dello spettacolo italiano: il presidente Cortopassi, quasi a fine mandato, riconsegna alla città un teatro con i conti in ordine, che vanta 50.000 presenze nella scorsa stagione e rilancia con nuove scommesse artistiche senza incremento del prezzo dei biglietti.</p>
<p>Supersconti per gli abbonamenti (e per chi abbona un amico) entro il 15 luglio</p>
<p><span id="more-1412"></span></p>
<p>Un teatro sano grazie alla ferma politica di rigore e risanamento portata avanti in questo triennio dal Presidente e dal<br />
Consiglio d’Amministrazione, con il concorso fattivo di tutti gli operatori, e grazie all’impegno dei soci, a partire dai<br />
fondatori (Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa); un teatro le cui prospettive di medio periodo<br />
sono stabili; un teatro che nell’ultima stagione ha raggiunto complessivamente più di 50.000 presenze fra attività<br />
proprie e attività ospitate.<br />
Si presenta così la Fondazione Teatro di Pisa oggi, nel momento in cui con largo anticipo illustra i propri cartelloni<br />
2011/12, quattro Stagioni di tutto rispetto – la Stagione Teatrale, la Stagione Lirica, gli Appuntamenti e la Rassegna di<br />
Danza – ricche di spettacoli di qualità, attente alla eterogeneità dei diversi pubblici che gravitano sulla città e<br />
organizzate strettamente all’interno delle reali disponibilità di bilancio.<br />
E questo mantenendo contenuti biglietti e abbonamenti e incrementando le diverse agevolazioni, per far sì che il<br />
Teatro sia davvero un luogo accessibile per tutti.<br />
Confermata, per la Stagione teatrale, la proficua collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, una valida<br />
combinazione dalla quale nasce il nuovo cartellone (il terzo concepito insieme) che prenderà il via al Teatro Verdi di<br />
Pisa il prossimo 22 ottobre per chiudersi il 18 marzo. Nove i titoli in programma (con un titolo in più, quindi, rispetto<br />
agli otto delle passate stagioni), che spaziano dalla miglior tradizione (con il pirandelliano <em>Piacere dell’onestà</em> di <strong>Leo<br />
Gullotta</strong> che aprirà la Stagione il 22 e 23 ottobre 2011, e con l’intramontabile cult strehleriano del Piccolo di Milano<br />
<em>L’Arlecchino servitore di due padron</em>i con<strong> Ferruccio Soleri</strong>, 3 e 4 dicembre 2011, la cui preziosa presenza nel cartellone pisano è il risultato della forte collaborazione della FTS con lo Stabile milanese), alle diverse declinazioni di temi classici su stilemi contemporanei (<em>L’Avaro</em> del <strong>Teatro delle Albe</strong> il 21 e 22 gennaio 2012, la <em>Medea</em> di <strong>Pamela Villoresi</strong> il 4 e 5 febbraio 2012); al teatro brillante, sia esso conciliante (<em>L’Astice al veleno</em> di<strong> Salemme </strong>il 10 e 11 dicembre 2011 e <em>Colazione da Tiffany </em>con<strong> Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia</strong> il 28 e 29 gennaio 2012), o venato di humour britannico (<em>Due di noi </em>di <strong>Michale Frayn </strong>con <strong>Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi</strong> il 17 e 18 marzo 2012), o dai sapori d’antan venati di sapiente ironia luciferina (<em>Il Mare</em> di<strong> Paolo Poli</strong> dai racconti di <strong>Anna Maria Ortese</strong> il 3 e 4 marzo 2012). Non mancherà, con <em>Pro Patria </em>di <strong>Ascanio Celestini</strong> (18 e 19 novembre 2011) l’omaggio conclusivo alle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia cui il Teatro di Pisa aveva dato i propri contributi con Piazza d’Italia di Baliani e con una partecipatissima Notte Bianca Rossa e Verdi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1413" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1413"><img class="alignleft size-full wp-image-1413" title="soleri009" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/07/soleri009.jpg" alt="" width="200" height="148" /></a><br />
Confermata anche la positiva partnership con il soggetto privato, la NonSolo Spettacolo Group, con cui da otto anni la<br />
Fondazione Teatro di Pisa collabora per rispondere alla domanda di spettacoli di intrattenimento e di concerti di<br />
musica pop, rock e d’autore con il cartellone Appuntamenti. Diversi gli eventi in programma: si va dall’anteprima<br />
nazionale delle ripresa della tournèe di <strong>Michelle Hunziker</strong> con <em>Mi scappa da Ridere</em> (il 5 ottobre) a un fortunato<br />
musical come <em>Happy Day</em>s firmato da <strong>Saverio Marconi </strong>(il 27 e 28 marzo); confermata la presenza ormai classica di<br />
<strong>Andrea Buscem</strong>i che con <em>la Compagnia delle 12 Lune </em>quest’anno affronta Il Mercante di Venezia (15 novembre);<br />
spiccano i nomi di Antonio Albanese con Personaggi (il 20 dicembre) e di <strong>Paolino Ruffini </strong>con <em>Tre cuori in affitto</em> (11<br />
aprile); non manca l’attenzione ai bambini, cui saranno rivolti ben due family show: <em>Cenerentola</em> (28 dicembre) e <em>La<br />
Sirenetta</em> (15 aprile). Sul piano musicale, sono in definizione il concerto di una importante rock band italiana (6<br />
dicembre) e un progetto con <strong>Franco Battiato </strong>(4 aprile). Infine, è confermato anche lo spettacolo di fine anno (31<br />
dicembre), cenone compreso, con uno spettacolo teatrale in via di definizione.<br />
Nuova direzione artistica per la Stagione Lirica (la prima firmata dal baritono Marcello Lippi, nominato ai primi di<br />
gennaio dopo un avviso pubblico indetto per l’incarico) e nuova impostazione del cartellone, che quest’anno guarda al<br />
grande repertorio per avvicinare all’opera un maggior numero di spettatori, grazie anche ad un rafforzamento del<br />
rapporto con i teatri di tradizione toscani (Livorno e Lucca), un rapporto che da quest’anno vede entrare come partner<br />
anche il Festival Pucciniano di Torre del Lago. La Stagione Lirica si aprirà quindi con <em>Cavalleria Rusticana/Pagliacci </em>(29 e 30 ottobre) nella coproduzione di cui è capofila il Teatro Goldoni di Livorno, per la regia di <strong>Alessio Pizzech</strong> e la<br />
direzione di <strong>Jonathan Webb</strong>; in novembre sarà la volta di <em>Madama Butterfly</em> (12 e 13), nella coproduzione di cui<br />
capofila è il festival di Torre del Lago, per la regia di <strong>Vivien Hewitt</strong> e la direzione di Roberto Zarpellon, e di <em>Aida</em> (29 e<br />
30 novembre), in una coproduzione che vede insieme il Teatro di Pisa e la Ramfis Production di Barcellona, per la regia<br />
di <strong>Antoine Selva</strong> e la direzione di <strong>Tullio Gagliardo</strong>. In dicembre (16 e 18) andrà in scena <em>Rigoletto</em> in una produzione del Teatro di Pisa che riprende l’allestimento frutto della collaborazione fra Teatro Coccia di Novara, Teatro Donizetti di<br />
Fondazione Teatro di Pisa Bergamo, Teatro De Carolis di Sassari e Teatro del Giglio di Lucca, per la regia di Ivan Stefanutti; sul podio Giuseppe Acquaviva. Il 2012 si aprirà con il nuovo allestimento de La Bohéme (14 e 15 gennaio) frutto della coproduzione fra Lucca, Pisa, Livorno (capofila Lucca) e il Teatro Alighieri di Ravenna. La regia è di Marco Gandini; il direttore è in fase di definizione. Non mancherà il consueto appuntamento con Opera Studio, che quest’anno lavorerà sull’<em>Opera da Tre Soldi</em> di <strong>Kurt Weill/Bertolt Brecht</strong>. La nuova coproduzione, che concluderà un lungo percorso laboratoriale di preparazione con i giovani cantanti e maestri collaboratori selezionati come sempre su bando, debutterà a Livorno (quest’anno teatro capofila).</p>
<p>A Pisa sarà in scena l’11 e 12 febbraio (con la recita dell’11 inserita nella Stagione dei <em>Concerti della Normale</em>, come già negli anni scorsi per gli altri frutti di Opera Studio).<br />
In chiusura, due dittici. Il primo, che guarda a composizioni meno frequentate ma di notevole valore musicale (lo<br />
<em>Zanetto</em> di <strong>Mascagni </strong><em>e Mozart e Salieri</em> di<strong> Rimskij Korsakov</strong>, in scena il 25 e 26 febbraio in una nuova coproduzione del Teatro di Pisa e del Teatro Goldoni di Livorno); il secondo che guarda ai bambini e ai ragazzi (Der Schulmeister di Telemann, abbinato a<em> Esopo Opera Roc</em>k, musical per bambini ormai storico, firmato da <strong>Sergio Maifredi</strong> su libretto di Stefano Curina e musiche di <strong>Bruno Coli</strong>, fiore all’occhiello dal 1999 al 2007 fra le produzioni per bambini del Teatro della Tosse; a Pisa in scena il 21 e 22 aprile con un coinvolgimento attivo delle scuole cittadine).</p>
<p><a href="http://www.teatrodipisa.pi.it">www.teatrodipisa.pi.it</a></p>
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		<title>QUE RESTE–T–IL DE NOS AMOUR?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 13:16:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Info</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In prima nazionale al Teatro Verdi il nuovo lavoro della Compagnia Naturalis Labor, che l’anno scorso ha deliziato il pubblico pisano con uno spettacolo di tango. Quest’anno invece la coreografia di Que reste-t-il- de nos amour di Luciano Padovani si intreccia con il musical mélo d’ispirazione parigina, in un lavoro di grande ironia e delicatezza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1404" href="http://www.yorick.tv/2011/04/27/que-reste%e2%80%93t%e2%80%93il-de-nos-amour/chez-vous-3/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1404" title="chez vous 3" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/04/chez-vous-3-300x199.jpg" alt="" width="369" height="244" /></a>In prima nazionale al Teatro Verdi il nuovo lavoro della <strong>Compagnia Naturalis Labor</strong>, che l’anno scorso ha deliziato il pubblico pisano con uno spettacolo di tango. Quest’anno invece la coreografia di<strong><em> Que reste-t-il- de nos amour</em></strong> di Luciano Padovani si intreccia con il musical mélo d’ispirazione parigina, in un lavoro di grande ironia e delicatezza, con cuori di peluche e musiche di<strong> Edith Piaf e Trenet </strong>eseguite dal vivo.<br />
<strong>Al Teatro Verdi venerdì 29 aprile ore 21</strong></p>
<p><span id="more-1403"></span><br />
Dopo l&#8217;applaudito <strong><em>La Catedràl </em></strong>dello scorso anno, ritorna nella nostra città la compagnia Naturalis Labor con una nuova produzione, presentata in prima nazionale venerdì 29 aprile alle ore 21, <strong><em>QUE RESTE – T – IL DE NOS AMOUR?</em></strong>, ideazione, regia e coreografia di Luciano Padovani, una sorta di musical che immerge lo spettatore nelle nostalgiche e sensuali atmosfere parigine, in cui la danza contemporanea si fonde con la musica dal vivo, il teatro e il canto. <a rel="attachment wp-att-1405" href="http://www.yorick.tv/2011/04/27/que-reste%e2%80%93t%e2%80%93il-de-nos-amour/chez-vous-1/"><img class="alignright size-medium wp-image-1405" title="chez vous 1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/04/chez-vous-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><br />
Uno spettacolo che vuole raccontare l’amore, Parigi, la gente, con personaggi che cantano, ballano, amano, salgono e scendono. Parole dette, parole sussurrate, parole sperate. Baci rubati, inganni stucchevoli, risate sincere.<br />
Interpretato e creato da <strong>Silvia Bertoncelli, Chiara Guglielmi, Sandhia Nagaraja, Andrea Mugnai, Paolo Ottoboni, Marco Rogante, Annalisa Rainoldi,</strong> meravigliosi protagonisti di varie storie, come preannuncia lo stesso coreografo: &#8220;c&#8217;è Ivan, il timido, poeta, innamorato delle donne, di tutte le donne del mondo. Ma proprio tutte. Annalì, la giovane smorfiosetta. E c’è Claire, per noi è la zia Peggy. Fumatrice incallita e ingiallita… Come una vecchia foto d’epoca. Marc … non sappiamo se è il suo vero nome… E’ un tipo scontroso, solitario. Ruba. Ruba le lettere d’amore degli altri e le tiene con sé, nella sua stanzetta. E’ come se volesse essere amato, un poco, anche lui. Silvie è una ragazza vitale ma triste. Il suo Jean l’ha lasciata. Riuscirà a trovare l’uomo della sua vita? Sandhia è arrivata qui con un piroscafo su una culla quando era bambina e fin da piccina ha sempre avuto una voce morbida, sensuale. E infin ci sono io, con le mie foto, i miei ricordi, le mie passioni per il musical e per la vita. Sono un po’ vecchio ma so ancora amare. E voi? Che dirvi di più. Venite, accomodatevi, entrate in questo piccolo mondo magico ed ironico.&#8221;<br />
E un fisarmonicista, Sergio Marchesini, che suona alcune musette e brani di Charles Trenet e Edith Piaf a tutti quelli che passano sotto il lampione, in rue Lacard. Vocal coach e musiche originali di <strong>Carlo Carcano</strong>.<br />
L&#8217;intento è quello di ricreare sul palco una visione d&#8217;altri tempi, un racconto danzato e poetico che sappia narrare le sfumature più sottili del complesso universo dell&#8217;amore. Un sapiente intreccio per raccontare storie di ieri e di oggi, interamente dedicato alla città dell&#8217;amore per antonomasia, Parigi, seducente, romantica, misteriosa e affascinante.<br />
I costumi sono disegnati da Lucia Lapolla, le scene firmate da Nathalie Rose, le luci da Rossella Favero, in questa coproduzione Teatro Verdi di Pisa, Compagnia Naturalis Labor, Comune di Comacchio, con il sostegno del Comune di Vicenza, Provincia di Vicenza, Arco Danza/Regione Veneto, Ministero dei Beni e Attività Culturali.<br />
Nata nel 1988 a Vicenza e diretta da Luciano Padovani, la <strong>compagnia Naturalis Labor</strong> è caratterizzata da uno stile imparentato con il contact nord-europeo, basato sull’improvvisazione, fortemente fisico, espressivo e dinamico, e da anni si dedica al lavoro di ricerca sulla danza contemporanea, sul tango e sui nuovi linguaggi dell&#8217;arte, sperimentando inediti incroci per nuove suggestioni coreografiche ed espressive.<br />
<a rel="attachment wp-att-1406" href="http://www.yorick.tv/2011/04/27/que-reste%e2%80%93t%e2%80%93il-de-nos-amour/chez-vous2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1406" title="chez vous2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/04/chez-vous2-300x199.jpg" alt="" width="441" height="293" /></a>Per essere rapiti, con ironia e meraviglia, da queste atmosfere suggestive e da sguardi appassionati, <strong>biglietti con prezzi che variano dai 23 ai 7 euro</strong>, oltre alle consuete riduzioni e agevolazioni. Questo appuntamento è inoltre inserito nell’iniziativa “Teatri della Danza quando li scopri, ti innamori”, un progetto per coinvolgere i giovani al grande spettacolo del teatro della danza organizzato da Danzainfiera.<br />
<strong>Per maggiori informazioni: Teatro di Pisa tel 050 941111 e www.teatrodipisa.pi.it</strong></p>
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		<title>Carmen, seduzione zingara</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 14:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ARCHETIPO DELLA FEMME FATALE NELL’OPERA DI BIZET, “CARMEN” E’  UN’EMIGRANTE CONTEMPORANEA, NEL BALLETTO CON ROSSELLA BRESCIA E JOSE’  PEREZ, COREOGRAFIA DI LUCIANO CANNITO
Lo spettacolo più visto in Italia nella stagione 2009/10
Martedì 22 febbraio alle 21 al Teatro Verdi di Pisa

Per la Carmen da Bizet, il coreografo Luciano Cannito, direttore del corpo di ballo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1320" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1320"><img class="alignleft size-full wp-image-1320" title="carm" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/02/carm1.jpg" alt="" width="200" height="286" /></a>ARCHETIPO DELLA FEMME FATALE NELL’OPERA DI BIZET, “CARMEN” E’  UN’EMIGRANTE CONTEMPORANEA, NEL BALLETTO CON ROSSELLA BRESCIA E JOSE’  PEREZ, COREOGRAFIA DI LUCIANO CANNITO<br />
Lo spettacolo più visto in Italia nella stagione 2009/10</p>
<p>Martedì 22 febbraio alle 21 al Teatro Verdi di Pisa</p>
<p><span id="more-1321"></span></p>
<p><img title="Continua..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />Per la <em>Carmen</em> da <strong>Bizet</strong>, il coreografo <strong>Luciano Cannito</strong>, direttore del corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo, ha scelto una beniamina del grande pubblico, <strong>Rossella Brescia</strong>,  eclettica ballerina classica e star televisiva. Al suo fianco, nel  ruolo di Don José, il fascinoso e atletico ballerino cubano <strong>José Pere</strong>z, divenuto anche lui un idolo dei teenagers per la partecipazione alla trasmissione Amici.<br />
Nel balletto in due atti tratto dall’omonima opera, la celebre eroina,  zingara e sigaraia di Siviglia, diventa qui una profuga fuggita da un  destino di miseria. La trama racconta infatti di un gruppo di profughi  che sbarca in una qualsiasi provincia italiana del Sud dopo un viaggio  allucinante, sfruttati dallo scafista Escamillo e braccati dalle forze  dell’ordine comandate dal severo carabiniere Don Josè. Nasce un amore  travolgente tra Carmen e Don Josè, ma quest’ultimo tenta di piegare il  fiero spirito ribelle della sua amata a una vita perbene, fatta di  routine, belle passeggiate e tanta televisione. La passione si trasforma  in noia, solitudine, angoscia. Carmen, non sa e non può vivere in una  gabbia di mediocrità. Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi,  tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l’aspetta.<br />
Collocata in un clima di sconvolgente attualità, questa Carmen  rappresenta il riscatto odierno di chi aspira ad una vita migliore e di  chi cerca di liberarsi da una cultura maschilista affermando il valore  della sua dignità. Forte e passionale ma anche fragile e volubile, la  protagonista viene infine uccisa per gelosia.<br />
La musica di Bizet si interseca con brani originali di Marco Schiavoni, e  l’alternanza con la partitura originale rafforza la meridionalità di  quest’opera, con melodie evocative di una natura selvaggia,  profondamente legata alle tradizioni eppure ribelle, come Carmen.<br />
La forza delle seducenti musiche e l&#8217;originale rielaborazione della  storia hanno consentito la traslazione del mito eterno di Carmen in un  potente ed emozionante balletto moderno, caratterizzato da un magnifico  ritmo teatrale e cinematografico.<br />
Sul palcoscenico la compagnia <strong>DCE Danzitalia- Antonio Aguila, Michele  Barile, Daniela Filangeri, Rossella Lucà, Massimo Margaria, Diego  Millesimo, Tommaso Petrolo, Grazia Striano, Carmela Visciano</strong>- sotto la regia dello stesso Cannito, costumi firmati da <strong>Marja Hoffmann</strong> e luci disegnate da <strong>Carlo Cerri</strong>, artista noto al pubblico del Verdi per la sua pluriennale collaborazione con <strong>Aterballetto </strong>e <strong>Spellbound dance company</strong>.<br />
<a rel="attachment wp-att-1318" href="../2011/02/21/carmen-seduzione-zingara/carmen1big-872192_600x01-400x400/"><img title="carmen1big-872192_600x01-400x400" src="../wp-content/uploads/2011/02/carmen1big-872192_600x01-400x400.jpg" alt="" width="360" height="360" /></a><br />
Per questo terzo appuntamento con la danza, presentato da Daniele  Cipriani Entertainment e vincitore di numerosi premi prestigiosi,  biglietti ancora disponibili con prezzi che variano da 28 a 8 euro,  riduzioni e agevolazioni per circoli e associazioni, soci Coop, giovani e  scuole di danza.<br />
Per maggiori informazioni: <strong>Teatro di Pisa tel 050 941111 e <a href="www.teatrodipisa.pi.it">www.teatrodipisa.pi.it</a></strong></p>
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		<title>Il fondamentalismo di Antonio Latella</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2011/01/31/il-fondamentalismo-di-antonio-latella-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 18:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<description><![CDATA[Seminario sulla nuova stagione del teatro di Napoli diretto da  Latella: alla Città del Teatro di Cascina, due giorni di riflessione e  studio sulla stabilità degli Stabili, sul sistema teatrale italiano,  sull’idea di una stagione tematica, sui percorsi di registi,  drammaturghi e collaboratori del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli.
Città del Teatro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1311" href="http://www.yorick.tv/2011/01/31/il-fondamentalismo-di-antonio-latella-2/306_auguri-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1311" title="306_auguri" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/01/306_auguri1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Seminario sulla nuova stagione del teatro di Napoli diretto da  Latella: alla Città del Teatro di Cascina, due giorni di riflessione e  studio sulla stabilità degli Stabili, sul sistema teatrale italiano,  sull’idea di una stagione tematica, sui percorsi di registi,  drammaturghi e collaboratori del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli.</p>
<p>Città del Teatro di Cascina, aula università, INGRESSO LIBERO<br />
Dal 3 febbraio alle 15.00</p>
<p><span id="more-1310"></span></p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>Giovedì 3 Febbraio 2011 ore 15.00&gt;18.00</strong></p>
<p><em>Ripensare la Stabilità a cura di  di Michele Mele<br />
- Introduzione del percorso artistico di Antonio Latella e della storia del Nuovo Teatro Nuovo.<br />
- Presentazione della compagnia stabile, dei registi, dei drammaturghi.<br />
- Collocazione del progetto all’interno del sistema teatrale italiano.</em></p>
<p><strong>Venerdì 4 Febbraio 2011 ore 10.00&gt;13.00</strong><br />
<em><br />
Drammaturgia e kamikaze a cura di Federico Bellini e Linda Dalisi.<br />
- Presentazione della stagione tematica e del lavoro drammaturgico.<br />
- Analisi dei processi creativi alla base dei diversi lavori di scrittura legati al progetto:<br />
scelta dei testi, autori contemporanei, relazione con i classici, creazioni legate a opere, biografie e cronaca.</em></p>
<p><em><a rel="attachment wp-att-1312" href="http://www.yorick.tv/2011/01/31/il-fondamentalismo-di-antonio-latella-2/antonio_latella-2/"><img class="alignright size-medium wp-image-1312" title="antonio_latella" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/01/antonio_latella1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><br />
</em></p>
<p>La stagione 2010-2011 del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, la prima con  la direzione artistica di Antonio Latella, nasce intorno ad un’idea:  mettere in scena il Fondamentalismo, con un taglio non solo religioso,  ma anche politico, artistico e culturale. Gli allestimenti affronteranno  personaggi reali o ideali, che hanno vissuto o sono morti in nome delle  proprie idee, della propria fede, dei propri sentimenti: da Prometeo a  Madame de Sade, da Salomè a Rosa Luxemburg, dai kamikaze ad Ayaan Hirsi  Ali, per “un viaggio alla ricerca di un linguaggio che traduca l’estremo  urlo di chi muore per un’idea, per un Dio o per un amore” (Antonio  Latella).</p>
<p>Il progetto, prodotto dal Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, si avvale  della co-produzione del Napoli Teatro Festival Italia e della Fondazione  Campania dei Festival, che sostengono l’attività della compagnia  stabile nel biennio 2010-2012.<br />
A mettere in scena i diciotto spettacoli del progetto Fondamentalismo sarà una compagnia stabile di sei attori (<strong>Caterina Carpio, Daniele Fior, Giovanni Franzoni, Massimiliano Loizzi, Candida Nieri, Valentina Vacca</strong>), che è al lavoro con sei registi diversi (<strong>Agnese Cornelio, Paula Diogo, Andrea De Rosa, MK, Pierpaolo Sepe, Tommaso Tuzzoli</strong>) per la creazione del repertorio del teatro, i cui spettacoli andranno in scena ciclicamente per tutta la stagione.<br />
Una modalità produttiva e organizzativa che Latella ha sperimentato a  lungo in Germania e Austria, dove le Case del teatro sono una realtà  assodata, e dove la circuitazione avviene solo nei festival, mentre i  teatri propongono il loro calendario di repertorio, con le produzioni  dei direttori artistici. Una novità assoluta per l’Italia e, allo stesso  tempo, una vera e propria sfida ai suoi modelli consolidati.</p>
<p>Ogni regista presenterà, nel corso della stagione, due spettacoli: uno  “grande” (REPERTORIO), che coinvolgerà l’intera compagnia, e uno  “piccolo” (TEATRO ANATOMICO), ovvero un monologo. Due drammaturghi –  Linda Dalisi e Federico Bellini – hanno curato tutti gli adattamenti e  scritto nuovi testi, mentre altri autori hanno lavorato su commissione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1314" href="http://www.yorick.tv/2011/01/31/il-fondamentalismo-di-antonio-latella-2/279_kamikaze-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1314" title="279_kamikaze" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2011/01/279_kamikaze1-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a><br />
Per l’apertura, <em><strong>AUGURI E FIGLI MASCHI!</strong></em> Sei  sguardi d’autore sul Fondamentalismo, sei monologhi con la regia di  Antonio Latella, presentati in anteprima il 23 giugno nell’ambito  dell’ultimo Napoli Teatro Festival Italia, e in scena, dal 4 al 10  ottobre e dal 2 all’8 maggio 2011, al Teatro Nuovo.</p>
<p>1) <em><strong>Altare per voce sola: Maria</strong></em> – di Ken Ponzio, con Valentina Vacca<br />
2) <em><strong>Fondamentalismo dell’illuminismo </strong></em>- di Alexandra Millner, con Caterina Carpio<br />
3) <em><strong>Kamikaze Number Five </strong></em>- di Giuseppe Massa, con Massimiliano Loizzi<br />
4) <em><strong>Maria </strong></em>- di Francesca Manieri, con Candida Nieri<br />
5) <em><strong>Il Gatto Nero</strong></em> – di Letizia Russo, con Daniele Fior<br />
6) <em><strong>Caro George</strong></em> – di Federico Bellini, con Giovanni Franzoni</p>
<p>Per approfondimenti e info:</p>
<p><a href="../2011/01/31/il-fondamentalismo-di-antonio-latella/www.nuovoteatronuovo.it">www.nuovoteatronuovo.it</a></p>
<p><a title="www.klpteatro.it" href="http://www.klpteatro.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1568:nuovo-teatro-nuovo-2010-2011&amp;catid=61:festival-comunicati&amp;Itemid=124">http://www.klpteatro.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1568:nuovo-teatro-nuovo-2010-2011&amp;catid=61:festival-comunicati&amp;Itemid=124 </a></p>
<p><a href="../2011/01/31/il-fondamentalismo-di-antonio-latella/www.lacittadelteatro.it">www.lacittadelteatro.it</a></p>
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		<title>Gabriele Lavia è il Malato immaginario</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/12/09/gabriele-lavia-e-il-malato-immaginario/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 17:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yorick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Questo week end al Teatro Verdi di Pisa il ritorno del regista che più di ogni altro incarna l’ossessiva volontà di tradire i classici. Sette anni dopo L’Avaro, che debuttò al Verdi con clamoroso successo, Lavia torna a rileggere Molière in chiave noir, oscillando tra il grottesco e l’orrore dei fantasmi. Ipocondriaco come il personaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1287" href="http://www.yorick.tv/2010/12/09/gabriele-lavia-e-il-malato-immaginario/lavia_int2-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-1287" title="lavia_int2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/12/lavia_int21.jpg" alt="" width="323" height="215" /></a><br />
Questo week end al Teatro Verdi di Pisa il ritorno del regista che più di ogni altro incarna l’ossessiva volontà di tradire i classici. Sette anni dopo <em>L’Avaro</em>, che debuttò al Verdi con clamoroso successo, Lavia torna a rileggere Molière in chiave noir, oscillando tra il grottesco e l’orrore dei fantasmi. Ipocondriaco come il personaggio di Argante, Lavia si lancia in quest’avventura sfidandone la storia e la grandezza.</p>
<p><span id="more-1283"></span></p>
<p>Con<em> Il Malato Immaginario </em><strong>Gabriele Lavia</strong> torna ora a Pisa, sulle tavole dello stesso Teatro Verdi di cui per diversi anni è stato direttore artistico per la prosa e dove, nel novembre 2003, presentò proprio<em> L&#8217;Avaro</em> in prima nazionale: in scena per la Stagione Teatrale sabato 11 dicembre alle ore 21 e domenica 12 dicembre alle ore 17.<br />
Scritta nel 1673, e da molti ritenuto il capolavoro assoluto del teatro di Molière, <em>Il Malato Immaginario</em> narra le disavventure dell&#8217;ipocondriaco Argante, padre di una bella figlia, marito di una donna opportunista e fedifraga e vittima di uno sciame di dottorini-avvoltoi salassatori e ciarlatani. I guai cominciano quando Argante promette la figlia Angelica in moglie ad un giovane dottorino di fresca laurea, in modo da potersi garantire un sereno (e soprattutto gratuito) futuro di consulti e ricette. L&#8217;ostilità della figlia, segretamente innamorata di Cleante, e la calcolata ingerenza della moglie, algida esecutrice di un piano truffaldino, finiscono per spingere il povero Argante in una fitta trama di inganni, equivoci, burle e finzioni, giocate sulla sua stessa burbera ed inguaribile ingenuità.<br />
Per qualità della drammaturgia e spessore dei personaggi, <em>Il Malato Immaginario</em> è certamente un&#8217;opera particolarmente congeniale ad un maestro indiscusso della scena italiana come Gabriele Lavia, per l&#8217;ironia che la percorre e per la molteplicità di chiavi di lettura che offrono a Lavia la possibilità di ampliare i confini della commedia, di guardare attraverso l&#8217;ipocondriaco Argante a tic e debolezze dell&#8217;uomo contemporaneo, come pure alle ombre della società e delle comunità che lo circondano.<br />
Come spiega lo stesso Lavia: &#8220;Chi è il malato immaginario? E&#8217; &#8216;il malato soggetto e &#8216;immaginario&#8217; predicato nominale o è &#8216;malato&#8217; predicato nominale e &#8216;l&#8217;immaginario soggetto&#8217;? E&#8217; l&#8217;immaginario dell&#8217;uomo che è malato o è un uomo malato nella sua immaginazione? Noi abbiamo scelto la strada dell&#8217;immaginario malato. E l&#8217;immaginario di quest&#8217;uomo è sottoposto a un potere assoluto che è il potere dei dottori&#8221;. Una rilettura moderna, attuale, che tra le righe restituisce la tragicità di chi è vittima di un potere dominante, la solitudine di chi deve combattere contro il dolore, la paura, la follia, il potere, la morte. Il tutto reso scenicamente con un ritmo serrato ed equilibrato, ricco di evocazioni beckettiane, contrappuntato da momenti di meta teatralità e soprattutto caratterizzato da una grande incisività.<br />
<a rel="attachment wp-att-1288" href="http://www.yorick.tv/2010/12/09/gabriele-lavia-e-il-malato-immaginario/lavia_int3-3/"><img class="alignleft size-full wp-image-1288" title="Lavia_int3" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/12/Lavia_int32.jpg" alt="" width="390" height="259" /></a>Coprodotto dal Teatro Stabile dell&#8217;Umbria e dalla Compagnia Lavia-Anagni, Il Malato Immaginario è proposto nella traduzione di Chiara De Marchi. Regista e interprete del ruolo protagonista è Gabriele Lavia. Con lui la figlia Lucia Lavia nei panni di Angelica, Giulia Galiani (la moglie Belinda), Gianni De Lellis (il fratello Beraldo), Andrea Macaluso (Cleante), Pietro Biondi (il dottor Diarreus), Michele De Maria (Tommaso Diarreus, figlio del dottore), Mauro Mandolini (il professor Purgone), Vittorio Vannutelli (il dottor Fetus), Giorgio Crisafi (il notaio Buonafede), Barbara Begala (la cameriera Antonietta).<br />
Costumi di Andrea Viotti, scene di Alessandro Camera, luci di Simone De Angelis, musiche originali di Giordano Corapi.</p>
<p>Biglietti con prezzi che variano dai 30 ai 7,50 euro, in vendita al Botteghino del Teatro Verdi e nel circuito Greenticket. Sconti, fra gli altri, per i Soci Coop; sconti del 50% per gli under26 e per gli studenti dell&#8217;Università degli Studi di Pisa.<br />
Per informazioni: Teatro di Pisa tel 050 941111</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gocce d’estate</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/07/23/gocce-d%e2%80%99estate-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Festival ed eventi per gli scampoli di luglio
Le segnalazioni della redazione

- Certosa Festival, a Calci, decima edizione del festival ospitato all’interno della certosa medievale, che ha già accolto il Don Giovanni dei Sacchi di Sabbia, e chiude con i Sogni Andalusi di flamenco (28-29/7)
www.multimediaproduzioni.com
- Volterra teatro, fino al 1 agosto, il Festival diretto da Armando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1254" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1254"><img class="alignleft size-full wp-image-1254" title="rezza" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/07/rezza.jpg" alt="" width="281" height="244" /></a><strong><br />
Festival ed eventi per gli scampoli di luglio<br />
Le segnalazioni della redazione</strong><br />
<span id="more-1261"></span><br />
- <strong>Certosa Festival</strong>, a Calci, decima edizione del festival ospitato all’interno della certosa medievale, che ha già accolto il Don Giovanni dei <strong>Sacchi di Sabbia</strong>, e chiude con i <strong>Sogni Andalusi </strong>di flamenco (28-29/7)<br />
<a href="www.multimediaproduzioni.com">www.multimediaproduzioni.com</a><br />
- <strong>Volterra teatro</strong>, fino al 1 agosto, il Festival diretto da<strong> Armando Punzo</strong> regista della compagnia del carcere La Fortezza di Volterra. Oltre alla presentazione del lavoro annuale della compagnia dei detenuti-attori, H<em>amlice &#8211; Saggio sulla fine di una civilt</em>à, il festival presenta un programma per adulti e bambini. Segnaliamo il debutto de <em>La stanza </em>da Harold Pinter del <strong>Teatrino Giullare</strong> (29/7), e nella stessa data la danza di <strong>Caterina Sagna</strong> e le Albe di <strong>Marco Martinelli</strong>, e inoltre: L<em>a pecora nera</em> di <strong>Ascanio Celestin</strong>i (30/7), e martedì 27 i <strong>Sacchi di Sabbia</strong> nel nuovo <em>Essedice</em>, tratto dalla graphic novel del disegnatore<strong> GIPI</strong>, eccezionale interprete dello spettacolo nei panni di se stesso.<br />
<a href="www.volterrateatro.it">www.volterrateatro.it</a><br />
- dal 24 al 31 luglio a Firenze <em><strong>IO NON SONO</strong></em>, travolgente esperienza di concerto-spettacolo a cura di <strong>Annalisa D’Amato</strong> nel Giardino di Villa Romana, inedita location per una performance per 9 interpreti (musicisti, cantanti, danzatori) ispirata alla poesia sufi e declinata in un’ambientazione da circo su echi di Tom Waits e richiami barocchi, suggestioni rock e atmosfere brechtiane. Biglietti 15 euro <a href="www.theenthusiastics.org">www.theenthusiastics.org</a><a rel="attachment wp-att-1255" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1255"><img class="alignright" title="kink" src="../wp-content/uploads/2010/07/kink.jpg" alt="" width="330" height="240" /></a><br />
- <strong>Lunatica Festival </strong>in collaborazione con <strong><em>Post Monument</em></strong>, Biennale di scultura di Carrara, teatro musica e danza per tutta la provincia dei marmi fino al 5 agosto: tra gli altri <strong>Pippo Del Bono</strong> (26/7), <strong>Fabrizio Gifuni</strong> (29/7), <strong>Kinkaleri</strong> (30/7), per concludere con i <strong>Baustelle</strong> (3/8) e il duetto <strong>De Gregori/Dalla</strong> (5/8) <a href="www.lunaticafestival.com">www.lunaticafestival.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>Collinarea Festival,</strong> al Castello di Lari e dintorni fino al 31 luglio spettacoli e laboratori nello splendido scenario della città delle ciliegie, tutti a cielo aperto: stasera 23 luglio il delirio provocatorio e irrefrenabile di <strong>Antonio Rezza</strong> in IO, domani (24/7) <em>Mi sente la vita da morì</em>, della compagnia dei giovani e simpaticissimi Sindaci dei paesi limitrofi. E ancora, la compagnia emergente <strong>Le Biglie</strong>,vincitrice del concorso <strong>Anteprime</strong>, in scena con<em> Legàmi </em>(26/7); il nuovo studio della compagnia di <strong>Emma Dante</strong> per <em>La Trilogia degli occhiali </em>(30/7), gli spettacoli di <strong>Scenica Frammenti</strong> che cura la direzione artistica del festival; la serata finale <em>Inarea </em>con spettacoli e concerti in tutto il borgo di Palaia, con <strong>Bobo Rondelli</strong> (31/7)<br />
<a href="http://">www.collinarea.it</a><br />
- <strong>Nicosia. Storie, Leggende e Misteri</strong>, a cura dell’Ass.ne Nicosia Nostra di Calci, letture immagini e profumi per preservare l’antico convento, la sera del 24 luglio dalle 21<br />
<a href="www.nicosianostra.it">www.nicosianostra.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1256" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1256"><img class="alignleft size-medium wp-image-1256" title="nicosia" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/07/nicosia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a> -<strong> Antroporti</strong>, rassegna a cura del Teatro del Tè, per i paesi del Lungomonte, fino al 29 agosto<br />
<a href="www.teatrodelte.com">www.teatrodelte.com</a><br />
- S<strong>confinando &#8211; Festival Internazionale di Musiche &amp; Suoni dal Mondo</strong>, a Sarzana fino al 2 agosto: tra i molti ospiti, il prestigiatore Arturo Brachetti (2 /8) e musicisti world music<br />
<a href="http://">www.sconfinandosarzana.it</a><br />
- dal 28 luglio <strong>Estate a Radicondoli</strong>, festival a cura di Gabriele Rizza, che raccoglie l’eredità di Nico Garrone e rilancia un festival di “Tracce e intrecci”, per un teatro militante e e non omologato. Ospiti: <strong>Dario Marconcini</strong> e A<strong>lessio Pizzech</strong> (<em>Coco </em>di Koltès), <strong>Cantieri Koreja </strong>(<em>Doctor Frankenstein</em>), <strong>Egumteatro</strong> (<em>Quanto mi piace uccidere</em>), Michele Di Mauro <em>(Enrico 4)</em>, Fulvio Cauteruccio e Andrea Cosentino che presentano le loro ultime fatiche, il <em>Troski </em>dei livornesi <strong>Edgarluve</strong>, il teatro danza di <strong>Ambra Senatore</strong> <em>(Passo</em>), il nuovo teatro ragazzi del <strong>Teatro Persona</strong> (<em>Il principe mezzanotte</em>), e molti altri<br />
<a href="www.radicondoliarte.org">www.radicondoliarte.org</a><br />
- per un week end fuori porta, il <strong>Teatro Povero di Monticchiello </strong>(Siena) propone quest’anno nello scenario incredibile di un paese-teatro con abitanti-attori il nuovo <em>Volo precario</em>, tra denuncia e volontà di riscatto, dal 24 luglio al 14 agosto<br />
<a href="www.teatropovero.it">www.teatropovero.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1257" href="http://www.yorick.tv/?attachment_id=1257"><img class="alignnone size-full wp-image-1257" title="roberto_benigni_rai_v_canto_inferno" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/07/roberto_benigni_rai_v_canto_inferno.jpg" alt="" width="312" height="257" /></a></p>
<p>E quindi uscimmo a riveder le stelle<br />
Con <strong>ROBERTO BENIGNI IN <em>TUTTO DANTE &#8211; INFERNO XXXIII</em></strong><br />
Il 31 luglio alle 21.30 presso l’Arena Mario Incisa della Rocchetta &#8211; CASTAGNETO CARDUCCI (biglietti da 60 a 30 euro)</p>
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		<title>Viaggio teatrale nei ricordi di un profugo della crisi</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2010/04/05/viaggio-teatrale-nei-ricordi-di-un-profugo-della-crisi/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 20:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana Campanella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì sera 9 aprile al CinemaTeatroLux di Pisa un attore argentino in GENTE COME UNO racconta la sua terra sull’orlo del tracollo economico e politico, evocando sinistri parallelismi con l’Italia di oggi. Pisa è una delle tappe del progetto “Giro della città” della compagnia milanese Alma Rosé, che cerca luoghi culturali di aggregazione in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/gente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1149" title="gente" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/gente.jpg" alt="" width="206" height="446" /></a><strong>Venerdì sera 9 aprile </strong>al CinemaTeatroLux di Pisa un attore argentino in <em><strong>GENTE COME UNO</strong></em> racconta la sua terra sull’orlo del tracollo economico e politico, evocando sinistri parallelismi con l’Italia di oggi. Pisa è una delle tappe del progetto “<em>Giro della città</em>” della compagnia milanese<strong> Alma Rosé</strong>, che cerca luoghi culturali di aggregazione in cui artisti e gente comune possano confrontarsi sul paese reale e cercare soluzioni, come nel loro documentario realizzato a Buenos Aires nel 2008. Sempre <strong>venerdì 9, alle 10</strong>, presso la Facoltà di Lettere di Pisa (Aula 1 Palazzo Ricci) un incontro con l’attore protagonista <strong>Manuel Ferreira, Paolo Pierazzini</strong> (CinemaTeatro Lux), <strong>Massimo Paganelli</strong> (Armunia), e i Professori <strong>Maurizio Iacono, Anna Barsotti e Lorenzo Cuccu</strong> (Unipi) per “<em><strong>Raccontare la crisi e le città attraverso l’arte e lo spettacolo</strong></em>”.<br />
<strong>Sabato 10,</strong> invece, ancora nell’ambito di “<strong>Conflitti/Grandi Speranze</strong>”, al Sant’Andrea di Pisa un altro viaggio nei ricordi di donne: “<em><strong>Maria Pepina</strong></em>” e “<strong><em>Fuochi nella notte</em></strong>”, della compagnia<em> Scenicaframmenti</em>.<br />
<span id="more-1143"></span><br />
“<em><strong>Gente come uno</strong></em>” in Argentina è un’espressione convenzionale che indica la classe media, di cui tutti si sentivano parte. E adesso? Adesso bisogna chiedersi come si è arrivati fin qui, e scoprirsi persone che fino a questo momento hanno sempre chiuso gli occhi, che hanno perso ogni rapporto con la politica, che hanno ignorato i fatti che hanno portato alla situazione attuale, persone distratte, abituate a vivere dentro un benessere apparente.<br />
Ma adesso è finita l’idea di essere un Paese ricco, un Paese all’avanguardia. Adesso in Argentina si muore di fame. Il lavoro non c’è più, le fabbriche chiudono, i risparmi sono bloccati.<br />
Impossibile restare ancora chiusi nelle proprie case. Per la prima volta la “gente come uno” è scesa in piazza, a battere le pentole. Nelle Assemblee di quartiere si prendono decisioni sulle proteste da organizzare e sui problemi concreti. Gli invisibili sono diventati visibili, come i <em>cartoneros</em>, i poveri che dalla periferia entrano in città a separare e raccogliere la spazzatura, oppure i <em>piqueteros</em>, i disoccupati della provincia, da sempre tenuti distanti e accusati di creare disordine con il blocco delle strade: tutti accolti dai commercianti con pane e mate.<br />
La gente si mescola, sapendo di potersi salvare solo se tutti sono partecipi di una politica nuova. Quale futuro per questa situazione, non si sa. “<em>Tante domande, tante paure, una necessità, quella di non distrarsi mai più, quella di non girarsi mai più dall’altra parte. Vigili, presenti, non solo gli argentini ma tutti noi, per evitare che altri luoghi di questo nostro difficile presente possano diventare a “rischio Argentina”.<br />
</em><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/manuel-ferreira-gente-come-uno.jpg"><img class="size-full wp-image-1146 alignright" title="manuel-ferreira-gente-come-uno" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/manuel-ferreira-gente-come-uno.jpg" alt="" width="286" height="390" /></a><br />
La compagnia <strong>Almarosé</strong>, in collaborazione in collaborazione con <strong>Palazzo Spinelli Onlus</strong> (Master Management Eventi dello Spettacolo), con il supporto di Regione Toscana – Progetto Filigrane e Comune di Firenze – Assessorato alle Politiche Giovanili, sta percorrendo l’Italia per sollevare questi problemi e porre domande, attraverso gli incontri e gli spettacoli del progetto “<em><strong>Giro della città</strong></em>”, per &#8220;Riscoprire la città attraverso le sue forme più vive di aggregazione, mettendone in luce la vivacità culturale e sociale, per una città in evoluzione&#8221; M. Ferreira, per sfogarsi con un grido di rabbia.</p>
<p><strong>Venerdì 9 aprile 2010 ore 21.15</strong></p>
<p><strong><em>GENTE COME UNO</em></strong></p>
<p><strong>Con Manuel Ferreira</strong><br />
Regia Elena Lolli<br />
Luci Andrea Violato<br />
Fotografie BRUNA ORLANDI tratte dalla mostra &#8220;QUE SE VAJAN TODOS&#8221;<br />
Ingresso:<br />
Intero € 10, ridotto € 8, ridotto DSU € 4.</p>
<p>Si consiglia la prenotazione<br />
Tel. 050 83 09 43<br />
e-mail: <a href="info@cinemateatrolux.it">info@cinemateatrolux.it</a></p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/butterfly2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1144" title="butterfly2" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/butterfly2.jpg" alt="" width="247" height="320" /></a><br />
Sempre nell’ambito di <strong><em>Grandi speranze</em></strong>, rassegna organizzata e gestita a Pisa da Teatro Sant’Andrea, Teatro Lux, in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacoli, <strong>sabato 10 aprile alle 21</strong> al Teatro Sant’Andrea di Pisa due lavori della Compagnia Larigiana Scenica Frammenti, “<strong><em>Maria Pepina” e “Fuochi nella notte</em></strong>”, due spettacoli “al femminile”, di impronta decisamente più intimista, che vedono in scena, con diversi linguaggi, la donna e il suo universo. “<em>Maria Pepina</em>” è un monologo liberamente tratto dal racconto “<strong><em>Nonna Maria</em></strong>” di <strong>Filippo Timi,</strong> presente nel libro “<em>E lasciamole cadere queste stelle</em>” ed. Fandango. “Una donna che, sul punto di lasciare la vita va a frugare tra i ricordi per trovare quello più bello. Una donna che, frugando tra i sentimenti coglie la voglia di tornare a giocare. Una donna che, cullando i ricordi, butta via la tristezza e comincia a raccontare. Maria Pepina non ha età, perché le attraversa tutte; un potenziale immenso, una storia comune che accomuna, che risveglia attraverso la semplicità, emozione e partecipazione”.</p>
<p><em><strong>Fuochi nella notte</strong>, “Racconti polverosi di donne finalmente libere”</em>, è un dialogo a tre voci tra tre generazioni: le attrici <strong>Vincenza Barone, Gabriella Seghizzi, Iris Barone,</strong> sono figlie della stessa genìa di attori larigiani, che hanno dato origine a Scenica Frammenti. Nonna Enza, o Vincenza, ultra ***enne, è un portento da palcoscenico, piena di acciacchi fuori dalle tavole della scena, energica e vitale quando sale in palcoscenico.<br />
Nello spettacolo si confrontano, col supporto di poesia e musica eseguita dal vivo, due generazioni, che raccontano la stessa storia ma in modo diverso. Tre donne, tre streghe, tre attrici e la vita in una valigia. La prima ha intrapreso il difficile cammino in questo mondo, dove è sempre stato difficile trovare un ruolo da protagonista, tra ostacoli che ne hanno sempre rallentato la corsa. Un ruolo riconosciutole in famiglia ma non da una società che l’ha sempre relegata ai margini, arrivando persino a metterla al rogo definendola un’eretica oppure impedendole di salire su un palco e in altri casi di “partecipare”. Dal desiderio di “partecipazione” nascono le storie e le vite di figlie e nipoti, che cantano e si raccontano come intorno a un falò liberatorio, un fuoco necessario a illuminare la realtà e schiarire il ricordo.</p>
<p><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/fuochinellanotte_150.jpg"><img class="size-full wp-image-1145 alignright" title="fuochinellanotte_150" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2010/04/fuochinellanotte_150.jpg" alt="" width="201" height="242" /></a><br />
<strong><em>Maria Pepina</em><br />
Con Valentina Bischi</strong></p>
<p><strong>e con la partecipazione straordinaria dei GATTI MEZZI</strong></p>
<p><strong><em>Fuochi nella notte</em><br />
Con Vincenza Barone, Gabriella Seghizzi, Iris Barone</strong></p>
<p>Musiche di Massimiliano Nocelli, Francesco Oliviero e Carlo De Toni<br />
Luci di Michele Fiaschi<br />
Elementi scenici di Cesare Inzerillo<br />
Entrambe Regie di Loris Seghizzi<br />
Sceneggiatura tratta da Pessoa, Niccodemi, Shakespeare, Eduardo.<br />
Musiche originali eseguite dal vivo.</p>
<p><strong>Biglietti: € 10 intero</strong><br />
€ 8 ridotto under 26 e over 65<br />
E’ consigliata la prenotazione<br />
050.542364 – info@teatrosantandrea.it<br />
<a href="www.scenicaframmenti.com">www.scenicaframmenti.com</a></p>
<p><a href="www.teatrosantandrea.it">www.teatrosantandrea.it</a></p>
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