YORICK!

webzine del Teatro di Pisa

Archivio Autore

Addio a Saramago, “titano” della letteratura

di Simone Rossi 8 luglio 2010 | Categorie: Generale

Il Premio Nobel portoghese è scomparso a giugno.

Sono passati diversi giorni da quando José Saramago se ne è andato e non abbiamo certo pretesa di darne notizia. Queste righe hanno la sola velleità di essere il ricordo di uno scrittore immenso che con la sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della letteratura contemporanea. Il pubblico del Teatro di Pisa lo aveva ben presente, aldilà della sua fama di romanziere, da quando alcuni anni fa la nostra Stagione di Prosa aveva ospitato un adattamento per il palcoscenico del romanzo Cecità (Ensaio sobre a Cegueira, 1995), uno dei capolavori di colui che nel 1998 è stato il primo e tuttora unico autore portoghese a vincere il Premio Nobel per la Letteratura. (continua…)

Equilibrio emergente

di Simone Rossi 16 aprile 2010 | Categorie: Generale

Il Presidente Cortopassi presenta il bilancio 2009 del Teatro di Pisa

“Dopo un anno e cinque mesi di Consiglio di Amministrazione è la prima volta che ci vedete sorridenti…” Con questa frase che dice subito molto, il Presidente della Fondazione Teatro di Pisa Sergio Cortopassi apre la conferenza stampa indetta per la presentazione dei risultati d’esercizio 2009. Mattina di sabato dieci aprile, tipica location la Cantinetta del Verdi. Di fronte alla stampa locale, alla presenza del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi e di Silvia Panichi e Silvia Pagnin, assessori alla cultura rispettivamente del Comune e della Provincia, il Presidente mostra con evidente soddisfazione i dati che attestano i primi passi compiuti verso il risanamento aziendale del teatro, senza abbandonare la cautela comunque doverosa in una situazione ancora delicata. (continua…)

Cyrano, vecchio eroe moderno

di Simone Rossi 9 marzo 2010 | Categorie: GeneraleProsa

Massimo Popolizio è Cyrano de Bergerac per la regia di Daniele Abbado

La Stagione di Prosa 2009/2010 del Teatro di Pisa, considerata per diversi aspetti una “ripartenza” dopo il programma ridotto dell’anno passato, va a concludersi all’insegna di un grande classico. Lo fa con piena soddisfazione per la risposta di pubblico riscontrata in questi mesi, che ha avallato l’alto livello qualitativo del cartellone. L’ottavo e ultimo appuntamento è il Cyrano de Bergerac firmato Daniele Abbado, che tanto successo sta riscuotendo nei teatri italiani dal debutto romano dello scorso ottobre. (continua…)

Una Tempesta tra realtà e illusione

di Simone Rossi 15 febbraio 2010 | Categorie: GeneraleProsa

Il 16 e 17 febbraio al Verdi La Tempesta di Shakespeare con Umberto Orsini

La Tempesta di Shakespeare, penultimo testo che il Bardo ha lasciato in eredità al mondo, è un titolo che il pubblico pisano conosce bene. Tra le occasioni in cui è stato rappresentato nella nostra città, in molti ricorderanno la messa in scena di Glauco Mauri, regista e attore nei panni di Prospero, che replicò più di duecento volte nelle stagioni 1996/1997 e 1997/1998 e fu in cartellone a Pisa all’inizio del ‘98. Roberto Sturno ricopriva il ruolo di Calibano. La Stagione di Prosa in corso del Teatro Verdi ritrova l’opera shakespeariana con la regia e l’adattamento di Andrea De Rosa e con un altro grande interprete del teatro italiano nelle vesti di Prospero, che è Umberto Orsini. (continua…)

Un De Filippo con l’effe maiuscola

di Simone Rossi 23 gennaio 2010 | Categorie: GeneraleProsa

Il 30 e 31 gennaio Luigi De Filippo è al Verdi con un vecchio successo di famiglia

È in tournée da pochi mesi, questa nuova edizione de La Fortuna con l’Effe Maiuscola. Ma la commedia, com’è consueto per le opere del grande Eduardo De Filippo, attraversa i palchi dei teatri di ogni ordine e categoria da molti decenni. Quasi sette, per la precisione: scritta a quattro mani da Eduardo e Armando Curcio, debuttò al Quirino di Roma nel 1942. Protagonisti irripetibili, lo stesso Eduardo e il fratello Peppino. Quell’occasione, un trionfo secondo le cronache, segnò un altro importante esordio. Luigi De Filippo, figlio di Peppino, allora aveva dodici anni e si aggirava tra le quinte affetto da apparente timidezza cronica. Per guarirlo da quello che non poteva che essere un male per un futuro uomo di spettacolo, il padre gli promise cinque lire in regalo se avesse acconsentito a entrare in scena con gli altri attori quella sera. Accettò, alla prospettiva di un premio non trascurabile per quei tempi, e fu così che il palcoscenico non lo lasciò mai più. (continua…)