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	<title>YORICK! &#187; Lorenzo</title>
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	<description>webzine del Teatro di Pisa</description>
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		<title>aNobii ovvero &#8220;e adesso che leggo?&#8221;</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2007/06/05/anobii-ovvero-e-adesso-che-leggo/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 14:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ho sentito uno dei bibliotecari dell&#8217;università parlare sconsolato dell&#8217;esigenza che torni qualche buona dittatura dedita a bruciare libri.
Non c&#8217;è praticamente epoca o regione della quale non possa buttare giù a calci la porta dell&#8217;intelletto se voglio fare ricerche sui loro usi e costumi, scoperte e ruminazioni.&#8221;
Tabor Fischer &#8211; La gang del pensiero ovvero la zetetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><small>&#8220;Ho sentito uno dei bibliotecari dell&#8217;università parlare sconsolato dell&#8217;esigenza che torni qualche buona dittatura dedita a bruciare libri.<br />
Non c&#8217;è praticamente epoca o regione della quale non possa buttare giù a calci la porta dell&#8217;intelletto se voglio fare ricerche sui loro usi e costumi, scoperte e ruminazioni.&#8221;<br />
Tabor Fischer &#8211; <a title="Per saperne di più su La gang del pensiero ovvero la zetetica e l'arte della rapina in banca" href="http://www.anobii.com/books/01163146ac6f19dc43/">La gang del pensiero ovvero la zetetica e l&#8217;arte della rapina in<br />
banca</a></small></p>
<p><a href="http://www.anobii.com"><img align="right" alt="anobi" id="image154" title="anobi" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/06/anobiismall.jpg" /></a>E così, dopo il dilagare di myspace, e dopo il grande successo di <a href="http://www.youtube.com/">YouTube</a> e <a href="http://www.flickr.com/">flickr</a>, adesso è arrivato su internet, il momento di condividere, dopo i video e le fotografie, anche i libri.<br />
Ed era ora.</p>
<p><span id="more-150"></span></p>
<p>Se, come chi vi scrive, siete lettori infaticabili e insaziabili, bramosi di pagine da leggere, dediti all&#8217;acquito compulsivo di tomi, e volumi, se ogni volta che entrate in libreria vorreste portarvi via tutto, forse può interessarvi sapere dell&#8217;esistenza di aNobii (<a href="http://www.anobii.com">www.anobi.com</a>), un sito totalmente gratuito, che vi permette di schedare facilmente tutti i libri della vostra libreria, semplicemente partendo dal titolo o dal codice ISBN, e di recensirli. Potete inoltre inserire facilmente tali schede e recensioni all&#8217;interno dei vostri blog, o usarlo per creare dei feeds sugli ultimi libri letti.</p>
<p><a title="libreria" class="imagelink" onclick="doPopup(153);return false;" href="http://www.flickr.com/photos/ko_an/"><img width="283" height="302" align="right" alt="foto di libreria su gentile concessione di KoAn" id="image153" title="libreria" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/06/libreria.jpg" /></a></p>
<p>E&#8217; possibile, con modalità non dissimili a quelle usate da i-tunes, ma finora inedite a questa dimensione di consumo, determinare quali libri potrebbero interessarti partendo da quelli che hai già letto, e ricevere costantemente nuovi suggerimenti.<br />
Sempre in base ai libri letti è possibile trovare persone dai gusti affini, e impostare la ricerca di queste persone su differenti livelli di distanza, cosìcchè è possibile trovare tutti i lettori della propria città che detestano Federico Moccia, o, indifferentemente, stabilire un contatto con appassionati australiani di Stefano Benni.<br />
Si possono costituire gruppi di lettura e di interesse. E possibile leggere il retro di copertina dei libri, trovare qualcuno che te li presti, o ancora, è possibile compilare una lista di libri che vorreste ricevere in regalo che resti pubblicamente consultabile da tutti i vostri amici, vecchi e nuovi.<br />
Se il vostro problema, poi, non fosse quello di trovare compagnia, ma di riuscire a scavalcare il muro di libri che vi impedisce di uscire di casa, di schivare quelle colonne di tomi che vi impediscono di raggiungere la cucina o di arrivare al letto, potete sempre usare aNobii per mettere in vendita i libri che avete deciso di non leggere, o per difarvi di tutti quelli che ritenete di aver sbagliato a comprare, o semplicemente, di quelli che avete trovato troppo brutti, e di cui giudicate imbarazzante il solo possesso.</p>
<p>Quindi, se vi capita, approfittate per farvici un giro.<br />
Una sola avvertenza, se decideste di registrarvi: è contagioso e dà assuefazione.</p>
<p><small><br />
foto su gentile concessione di <a href="http://www.anobii.com/people/koan/">KoAn</a><br />
la mia pagina di prova su aNobii <a href="http://www.anobii.com/people/bezdomnyj82/">link</a></small></p>
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		<title>Storia di un tale di nome Kurt Vonnegut che cadde dalle scale e morì.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 01:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Bella coincedenza davvero per uno che un giorno scrisse un libro intitolato Comica finale.
Vide il bombardamento di Dresda, e prese parte alla crociata dei bambini.
Scrisse un libro sull&#8217;argomento e lo dedicò ai figli di quei bambini che, come lui, erano riusciti a crescere.
Perchè di nuovo erano stati mandati a combattere, ancora bambini, un&#8217;altra guerra, contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bella coincedenza davvero per uno che un giorno scrisse un libro intitolato <em>Comica finale</em>.</strong><a title="kurt vonnegut" class="imagelink" onclick="doPopup(99);return false;" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/04/vonnegut-big.jpg"><img width="283" height="193" align="right" alt="kurt vonnegut" title="kurt vonnegut" id="image99" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/04/vonnegut-big.jpg" /></a></p>
<p>Vide il bombardamento di Dresda, e prese parte <em>alla crociata dei bambini</em>.<br />
Scrisse un libro sull&#8217;argomento e lo dedicò ai <em>figli</em> di quei <em>bambini</em> che, come lui, erano <em>riusciti a crescere</em>.<br />
Perchè di nuovo erano stati mandati a combattere, ancora bambini, un&#8217;altra guerra, contro altri bambini.</p>
<p>Recentemente ha fatto in tempo a vedere anche i <em>figli</em> dei <em>figli</em> di quei <em>bambini</em>, ancora bambini, partire per un&#8217;altra guerra. E continuare a <em>morire</em>.</p>
<p><em>So it goes.</em> Così va la vita.</p>
<p><span id="more-100"></span></p>
<p align="right"><small>&#8220;Se dicessi che i nostri leader sono scimmie ubriache di potere,<br />
rischierei forse di abbattere il morale dei nostri soldati che combattono e muoiono<br />
in Medio Oriente? Il loro <em>morale</em>, come molti dei loro corpi, è già stato fatto a pezzi.<br />
Sono stati trattati, come io non sono mai stato trattato, come giocattoli<br />
ricevuti in dono a natale da un ragazzino ricco&#8221;</small><br />
<strong>Kurt Vonnegut</strong> in <em>Un uomo senza patria</em></p>
<p><img width="184" height="272" border="0" alt="lapide vonnegut" id="image101" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/04/tombslaughterhouse5.gif" />Come Billy Pilgrim, il protagonista di <em>Mattatoio n°5</em>, Kurt Vonnegut ha avuto modo di viaggiare nel tempo, e di vedere il mondo con gli occhi degli abitanti di Tralfamadore. Ha visto dove eravamo e dove stavamo andando e ha cercato ripetutamente di avvertirci.</p>
<p>Perchè questo è ciò che vedono gli abitanti di Tralfamadore: <em>tutti</em> gli istanti che compongono il <em>tempo</em>, passati, presenti e futuri presi simultaneamente. Le stelle non sono puntini luminosi ma spaghetti di luce che si srotolano dal bigbang fino alla fine del tempo. Le persone sono dei giganteschi millepiedi costituiti da tutti i momenti della loro vita, presi assieme, in fila, uno dietro all&#8217;altro, dalla nascita fino alla tomba. Siamo noi umani a percepire questi istanti come una consequenzialità, e credere che le persone siano creature bipedi dotate di intelletto e libero arbitrio.<br />
In realtà tutti gli istanti coesistono contemporanemente, senza rapporto di causa ed effetto.<br />
Ed essi sono soltanto il frutto di coincidenze.</p>
<p>Questa volta una coincidenza bizzarra ha voluto che toccasse a lui.<br />
Si spegne così una delle voci di dissenso più illustri della letteratura americana contemporanea. I suoi libri hanno fatto riflettere e commosso almeno tre generazioni. Con leggerezza è riuscito a dire sempre liberamente tutto quello che gli passava per la testa, senza ricorrere mai a nessun compromesso, e senza mai far smettere di sorridere.<br />
Non ha esitato, in un momento in cui perfino i più insospettabili sembravano <em>non potersi non definire americani</em>, a proclamarsi apolide, e ad impugnare la penna contro la corrente amministrazione americana, quella che ha definito come &#8220;<em>una classe politica composta perlopiù da rimandati in storia e geografia</em>&#8220;.</p>
<p>Personalmente credo che ci troveremo presto a pensare che sarà stato un peccato non poter avere più altri suoi libri nuovi da leggere. E credo che, se tutte queste coincidenze faranno sì che ci troveremo a sentire presto la sua mancanza, ad avvertire il vuoto lasciato dalla sua penna, forse dovremmo provare a vederla quadrimensionalmente. Come i Tralfamadoriani.</p>
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		<title>Prove di volo</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2007/03/23/prove-di-volo/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 21:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>
		<category><![CDATA[lezioni spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nascono sempre i migliori è in scena sabato 24 alle 17 in sala Titta Ruffo
Quando Giulia Puccetti e Simon Blackhall mi hanno parlato di Nascono sempre i migliori, lo spettacolo sul testo di Roberto Scarpa che metteranno in scena questo sabato, la prima cosa che mi è passata per la mente sono state le parole di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Nascono sempre i migliori</em> è in scena sabato 24 alle 17 in sala Titta Ruffo</strong></p>
<p>Quando Giulia Puccetti e Simon Blackhall mi hanno parlato di <em>Nascono sempre i migliori</em>, lo spettacolo sul testo di<a class="imagelink" title="simon e pucce" onclick="doPopup(64);return false;" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/03/simonpucce.JPG"><img id="image64" title="simon e pucce" height="178" alt="simon e pucce" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/03/simonpucce.JPG" width="219" align="right" /></a> Roberto Scarpa che metteranno in scena questo sabato, la prima cosa che mi è passata per la mente sono state le parole di <em>Mio fratello è figlio unico</em>, una delle canzoni di Rino Gaetano che personalmente amo di più.<br />
Sarà per questo che ho deciso di andarli a vedere, e soprattutto ho deciso di parlarne su <em>Yorick!</em>.</p>
<p><span id="more-63"></span>Sarà stato per il tono un po&#8217; paradossale della canzone, che mi ricordava quello della storia che loro due ci vogliono raccontare. O per l&#8217;incertezza della situazione in cui si trovano i protagonisti di questa storia, <em>Uno e Due</em>, a cui una voce, <span style="font-style: italic">forse Dio</span>, dice che nel giro di mezz&#8217;ora <em>dovranno</em> nascere.<br />
Così, senza altro preavviso, di punto in bianco.<br />
E loro, che non sapevano nemmeno di essere nell&#8217;anticamera della vita, cercano aiuto presso le altre strane figure che abitano quel tratto di cielo. Chiedono suggerimenti alla Fantasia, perchè l&#8217;idea di venire al mondo li spaventa.<br />
Li spaventa non sapere niente del pianeta dove andranno a cadere, li spaventa l&#8217;idea di poter nascere in mezzo a una guerra, o fra i dinosauri, o prima della scoperta delle Americhe. Li spaventa l&#8217;idea di non essere pronti, preparati, di non saper nuotare. Li spaventa non sapere quale sia la cosa giusta da fare, e il modo migliore per farla.<a class="imagelink" title="puccetti" onclick="doPopup(65);return false;" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/03/img_1057.JPG"><img id="image65" title="puccetti" height="183" alt="puccetti" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/03/img_1057.JPG" width="235" align="left" /></a></p>
<p>Parlando con Simon e Giulia, in questi giorni, si ha davvero l&#8217;impressione di parlare con Uno e Due: in comune, con i personaggi di cui vestiranno i panni, hanno la preoccupazione di effettuare un <em>buon atterraggio</em>. L&#8217;ansia e l&#8217;<em>attesa</em> di una <em>nascita</em> che si compie, e puntualmente si <em>ri</em>-compie <em>ogni volta</em>, <em>sulla scena</em>.</p>
<p><em>Nascono sempre i migliori</em> è una lezione spettacolo, per bambini e non solo, sulla molteplicità dell&#8217;io, sulla complessità del vivere, sullo scoprirsi nell&#8217;altro. E&#8217; una storia sulla paura, e assieme la meraviglia di volare.<br />
E&#8217; una storia su quel fratello mai nato che è per noi, a volte, la voce della coscienza. O, ancora, è ciò che Socrate chiamava <em>demone</em>, o quello che, più comunemente, chiamiamo angelo custode.</p>
<div align="right"><strong><br />
</strong></div>
<div align="right">
<div align="right">
<div align="right"><small>foto</small></div>
<div align="right"><small>Luca Orsini e Lorenzo Maiano</small></div>
</div>
</div>
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		<title>Presentazione del volume “PERSONAGGI IN CERCA D’ATTORE&#8221; di Franco Farina</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2007/02/20/presentazione-del-volume-%e2%80%9cpersonaggi-in-cerca-d%e2%80%99attore-di-franco-farina/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2007 08:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[giovedì 22 febbraio alle ore 18,00 in sala Titta Ruffo
Interverranno: Alessandro Garzella e Roberto Scarpa e l&#8217;autore.
Gli attori Irene Lorenzini, Cristina Lazzari, Paolo Giommarelli, Federico Guerri e Giulia Puccetti leggeranno passi dal libro.
&#8220;Franco Farina non è un&#8217;isola; e neanche una metropoli.[...]
Credo che Franco Farina [...] voglia piuttosto essere un ponte.&#8221;
Roberto Scarpa

Parlarvi di Franco Farina non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>giovedì 22 febbraio alle ore 18,00 in sala Titta Ruffo</strong></em></p>
<p>Interverranno: <strong>Alessandro Garzella e Roberto Scarpa</strong> e <strong>l&#8217;autore</strong>.<br />
Gli attori <strong>Irene Lorenzini, Cristina Lazzari, Paolo Giommarelli, Federico Guerri</strong> e <strong>Giulia Puccetti</strong> leggeranno passi dal libro.</p>
<div align="right"><em>&#8220;Franco Farina non è un&#8217;isola; e neanche una metropoli.[...]<br />
Credo che Franco Farina [...] voglia piuttosto essere un ponte.&#8221;<br />
</em><strong>Roberto Scarpa</strong></div>
<p><span id="more-40"></span><br />
<a class="imagelink" title="librofranco" onclick="doPopup(49);return false;" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/03/personaggi.JPG"><img width="178" height="252" align="left" title="librofranco" id="image49" alt="librofranco" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/03/personaggi.JPG" /></a>Parlarvi di Franco Farina non mi risulterà facile, non solo perché, e spero di poterlo dire, non è facile parlare e scrivere di un amico, ma anche perché, scrivervi di Franco è un po&#8217; come scrivervi di me: e non è sempre facile parlare di se stessi restando completamente sinceri o quantomeno obbiettivi.</p>
<p>Certo, qualcuno potrà obbiettare che chi scrive, scriva sempre e solo di se stesso e per se stesso, e io stesso credo che in parte ciò sia vero: ma non completamente.<br />
Ed è lo stesso lavoro di Franco, presentatoci in questo libro, a mostrarci come si possa cercare di scrivere di e per molti, ma soprattutto di e per l&#8217;altro, prima che di se stessi.</p>
<p>Parlarvi di Franco per me, e credo per tutti quelli che hanno scritto su queste pagine nel corso degli anni, è un po&#8217; come parlarvi di me stesso, per questo e per molti altri motivi.<br />
Perchè Franco ha scritto di se stesso quasi esclusivamente nello scrivere di noi e per noi. Per i ragazzi che hanno popolato ogni possibile spazio abitabile di quella casa ospitale che dovrebbe poter essere un teatro. Con i ragazzi nelle scuole e delle università che desideravano scrivere meglio, e non più, e soltanto, di loro stessi. Molte persone hanno abitato le parole uscite dalla penna di Franco, o ci sono arrivati con diversi propositi, e si sono scoperti a trovarci dentro cose che non si aspettavano: ci hanno trovato parti di loro stessi che non pensavano di possedere, ma, e non meno importante, si sono scoperti negli altri che, come loro, ci avevano trovato parte di se stessi.<a title="franco" class="imagelink" onclick="doPopup(50);return false;" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/03/franco.JPG"><img align="right" alt="franco" id="image50" style="width: 199px; height: 260px" title="franco" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/03/franco.JPG" /></a></p>
<p>Con il proposito di raccontarsi una storia, si sono scoperti nei personaggi e sulla scena, si sono scoperti nell&#8217;importanza di mantenerla assieme, nel cercare di dire qualcosa insieme. Hanno trovato nei personaggi e nell&#8217;altro che avevano di fronte una risorse indispensabile per costruire, e ri-costruire, se stessi incessantemente, per porsi domande assieme, per cercare risposte che non restassero all&#8217;interno di un teatro, su di una scena, ma che camminassero sulle loro gambe, fuori delle porte di un teatro.</p>
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		</item>
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		<title>Chi ha paura della Pecora Nera?</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2007/01/12/chi-ha-paura-della-pecora-nera/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2007 14:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascanio Celestini a Teatro Verdi il 18 gennaio alle 21

Un bambino e una bambina si rincontrano dopo trentacinque anni al supermercato.
Marinella e Nicola non mangiano più i ragni per dimostrarsi reciprocamente i propri sentimenti, ma, insieme, evitano ancora, con strategie differenti, il buio.
Perché per la paura del buio si può morire.

IO SONO MORTO QUEST’ANNO, campeggia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ascanio Celestini a Teatro Verdi il 18 gennaio alle 21</strong></em></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><img width="93" height="96" align="right" alt="celestini" id="image21" src="http://blog.72pixel.net/wp-content/uploads/2007/01/celestini.miniatura.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Un bambino e una bambina si rincontrano dopo trentacinque anni al supermercato.<br />
Marinella e Nicola non mangiano più i ragni per dimostrarsi reciprocamente i propri sentimenti, ma, insieme, evitano ancora, con strategie differenti, il buio.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Perché per la paura del buio si può morire.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span id="more-22"></span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">IO SONO MORTO QUEST’ANNO, campeggia in lettere rosse sul pannello alle spalle dell’uomo sul palco. Gli tiene compagnia un manichino di donna vestito di nero, che non parla. “Io sono morto quest’anno.” ci dice “Tutti volevano morire quest’anno perché dal prossimo non si vedrà più niente di nuovo”. Comincia con queste parole il lavoro sui manicomi che Celestini porta in giro per l’Italia da oltre un anno, e che il 18 gennaio sarà anche qui a Pisa, sul palco del Teatro Verdi.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Il manicomio come crocevia di vite, come famiglia, come scuola. Il <em>manicomio elettrico</em>, quel posto dove si curano quelle persone che non funzionano, come un aspirapolvere che si rompe, un frullatore che fa corto circuito. A queste persone difettose, lì, accendono e spengono gli interruttori del cervello con una scossa elettrica, accendono loro una luce nel buio, perché si sentano meno sole. Perché abbiano meno paura.<br />
Il manicomio come <em>scuola per diventare santi</em>, come patrimonio di storie, come <em>eredità familiare</em>: Nicola che passa direttamente dalla scuola elementare al manicomio dove andava a far visita a sua madre. Dalle feste di carnevale in parrocchia, dove a lui toccava andare col vestito da coniglio, alla sua adolescenza spesa fra i letti di un istituto psichiatrico. Sono gli anni sessanta, i favolosi anni sessanta, la guerra è lontana. La gente che fino all’altro ieri era povera si compra il frigorifero a rate, si compra l’aspirapolvere con le cambiali, si compra la cucina spaziale dove gli astronauti si mangiano una pastiglia, ed è come se si fossero mangiati un pollo intero.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><a title="immagine" class="imagelink" onclick="doPopup(17);return false;" href="http://blog.72pixel.net/wp-content/uploads/2007/01/pecora_nera_03.jpg"><img width="349" height="256" align="left" alt="immagine" id="image17" title="immagine" src="http://blog.72pixel.net/wp-content/uploads/2007/01/pecora_nera_03.jpg" /></a>La mamma di Nicola in un letto, che non si muove e non parla. La nonna di Nicola che prende l’uovo fresco fresco dal culo della gallina, buca il guscio con l’unghia e glielo fa bere. Il papà contadino, che parla poco, e non legge. I fratelli di Nicola e la donna venuta da Marte. La suora che assiste i bambini e i ragazzi in manicomio. E Marinella: la bambina che a carnevale si era vestita da ballerina.<br />
Sono solo alcuni dei personaggi di questa storia, che la voce, e i gesti, di Ascanio Celestini evocano in questo <em>elogio funebre del manicomio elettrico</em> frutto di un laboratorio teatrale, svoltosi per più di due anni in diverse città italiane, e che lo ha portato a confrontarsi, in modo diretto, con il vissuto di ex-internati ed operatori psichiatrici.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Un percorso attraverso la follia, quella ritenuta tale, e quella che, invece, porta un altro nome: ed è la pasqua perenne dell’ovino kinder, è la guerra umanitaria, la pasta che non scuoce, sono le bombe sulle metropolitane e il piacere senza il peccato. L’esportazione della democrazia e la flessibilità nel precariato.<br />
E anche quando i manicomi chiudono, e al loro posto nascono nuovi istituti psichiatrici, Nicola, che non ha più una famiglia da cui tornare, resta dentro: perché dentro la luce è sempre accesa e non fa mai buio. Nicola che vede il mondo con gli occhi ingenui di un bambino che non è mai cresciuto, che esce soltanto quando accompagna fuori la suora per delle commissioni, e vede tutte quelle cose che, per forza di abitudine, noi non vediamo più. Vede la bambina vestita da ballerina che adesso fa le promozioni del caffé nel supermercato che non chiude mai e in cui adesso vive senza uscire mai. Perché dentro la luce è sempre accesa e non fa mai buio.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Perché per la paura del buio si può morire.</p>
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