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	<title>YORICK! &#187; Federico</title>
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	<description>webzine del Teatro di Pisa</description>
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		<title>La Tragedia Scozzese (che dire quell&#8217;altro nome, in teatro, porta sfiga)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 08:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Prosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 9 e Sabato 10 gennaio alle ore 21.00 e Domenica 11 gennaio alle ore 17.00
Gabriele Lavia interpreta e dirige
MAC&#8230;TH
di William Shakespeare
(PRIMA NAZIONALE)
Nota: nel corso di tutto il prossimo articolo, per motivi scaramantici, il titolo dell&#8217;opera (scozzese) non verrà mai esplicitato. Dire quel nome in teatro, infatti, pare porti una sfortuna esagerata. Tanto, se avete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2009/01/mac1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-517" title="mac1" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2009/01/mac1-299x233.jpg" alt="" width="299" height="233" /></a>Venerdì 9 e Sabato 10 gennaio alle ore 21.00 e Domenica 11 gennaio alle ore 17.00<br />
Gabriele Lavia interpreta e dirige<br />
MAC&#8230;TH<br />
di William Shakespeare<br />
(PRIMA NAZIONALE)</strong></p>
<p><em>Nota: nel corso di tutto il prossimo articolo, per motivi scaramantici, il titolo dell&#8217;opera (scozzese) non verrà mai esplicitato. Dire quel nome in teatro, infatti, pare porti una sfortuna esagerata. Tanto, se avete visto i cartelloni davanti al Teatro Verdi, sapete esattamente di CHI sto parlando. Sì, proprio di lui&#8230;</em><span id="more-511"></span></p>
<p>&#8230;quel tizio che, un giorno, tornando dalla guerra assieme all&#8217;amico Banquo, viene fermato nella brughiera (scozzese) da tre streghe (&#8220;il bello è brutto, il brutto è bello&#8221;).<br />
Il nostro compatriota di Sean Connery diventa il centro di una profezia stregonesca. &#8220;Quello lì&#8221; gli dicono le streghe &#8220;tu sei stato Barone di Glamis, ora sei Barone di Cawdor e presto sarai Re&#8221;.<br />
Il cugino di MacDonald, tornando al suo castello, pensa alla previsione: &#8220;in effetti ero Barone di quello, vincendo la guerra sono diventato Barone di quell&#8217;altro, MA il re sta benino, stasera viene pure a cena, mi sembra strano che possa d&#8217;improvviso sentirsi male e lasciare proprio a me, il suo fido luogotenente, il trono&#8221;.<br />
Ritorno al castello. Entra la moglie del protagonista.</p>
<p><em>Nota: Ora, la moglie del protagonista si chiama Lady seguito dal nome tanto vituperato. Perciò, da adesso, per semplicità, la chiameremo solo Lady. </em></p>
<p>La Lady ci tiene al potere. Ed è il motivo perchè quest&#8217;opera, che inizia come un horror guerresco, ha così spesso attinto a piene mani, in tempi moderni, ai registri del noir.<br />
La Lady vuole che il marito sia Re ed ordisce con lui l&#8217;assassinio del Re, quella stessa notte.<br />
Tutti sanno come va a finire, ma se c&#8217;è qualcuno di voi che ancora non lo sapesse e si volesse godere lo spettacolo allora a questo punto mi cheto.<br />
Sappiate solo che seguiranno: mani macchiate di sangue, una notte che si fa eterna, fantasmi al cenone, battaglie, foreste che si muovono, uomini non nati da donna, dolori paterni.</p>
<p>Tutti gli ingredienti giusti per uno dei più bei drammi shakespeariani (tranne il fatto che Lavia non reciterà <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2009/01/macbeth3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-518" title="macbeth3" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2009/01/macbeth3-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a>in kilt, come mi ha chiesto una signora al botteghino qualche giorno fa).</p>
<p>Dopo Orson Welles, dopo Akira Kurosawa, dopo Roman Polanski, anche Gabriele Lavia ci prova con MAC. Da quel che ho potuto vedere sbirciando (nascosto nei palchetti) le prove dello spettacolo (per quel che ho potuto prima che una strana influenza mi costringesse a letto per una settimana&#8230; credo causata dai fumi della brughiera&#8230;), la tragedia scozzese che ci aspetta è, pur se fedelissima all&#8217;originale, riletta in chiave laviana.<br />
Gabriele Lavia ci ha abituato, negli ultimi anni come consulente artistico per la prosa del Verdi, ad aspettarsi dalle sue opere scenografie decadenti, ombrose e magniloquenti, incombenti sugli attori e sugli spettatori, profuse di toni di grigio, nero, degrado.<br />
Il Sovrano Insonne non può che guadagnare da quest&#8217;ambientazione che, più che una lontana Scozia, ricorda le rovine di tante guerre contemporanee.</p>
<p>Non resta da dire che ci vediamo a questa PRIMA NAZIONALE.<br />
Mi raccomando: non vestitevi di viola, se il copione cade a terra sbattetelo tre volte ma soprattutto non dite mai &#8220;auguri&#8221; prima di uno spettacolo se avete degli amici attori.</p>
<p>Se lo dite a Gabriele Lavia, credo che potrebbe uccidervi.<br />
Se siete Re di Scozia, lo farà comunque.</p>
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		<title>PARTE FARE TEATRO &#8211; Per tutto Novembre laboratori aperti &#8211; VENITE A PROVARE!</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2008/10/21/parte-fare-teatro-per-tutto-novembre-laboratori-aperti-venite-a-provare/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 10:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per molti il teatro è un luogo aperto solo alla sera.
Per FARE TEATRO &#8211; il progetto didattico quasi ventennale del Teatro Verdi di Pisa &#8211; il teatro è aperto tutto il giorno, è una fucina creativa in cui si può provare ad essere attori, cantanti, scrittori coniugando l&#8217;impegno e il lavoro con il divertimento e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per molti il teatro è un luogo aperto solo alla sera.<br />
Per FARE TEATRO &#8211; il progetto didattico quasi ventennale del Teatro Verdi di Pisa &#8211; il teatro è aperto tutto il giorno, è una fucina creativa in cui si può provare ad essere attori, cantanti, scrittori coniugando l&#8217;impegno e il lavoro con il divertimento e il gioco.<br />
Se volete averne la prova provate a visitare il Teatro Verdi un qualsiasi pomeriggio e sera da ottobre a maggio. Vedrete strane figure aggirarsi tra spazi convenzionali (ridotto, palco, sottotetto) e spazi meno convenzionali (corridoi, bagni, bar) intente a provare parti o passi, scrivere, riscaldarsi la voce chiacchierare di sé o di come andrà uno spettacolo che &#8220;arriva sempre troppo presto&#8221;.</p>
<p>In attesa che il sito di Fare Teatro venga aggiornato, diamo qui di seguito le informazioni sui laboratori 2008/09 che, salvo diversa indicazione, si tengono tutti nei locali del Teatro Verdi, via Palestro 40 Pisa:<span id="more-396"></span></p>
<p>BAMBINI E RAGAZZI<br />
mart 21 ottobre ore 17<br />
presentazione del laboratorio<br />
Costruttori di Sogni 2 (11-14 anni)</p>
<p>mart 4 novembre ore 17.30<br />
presentazione del laboratorio<br />
Costruttori di Sogni 1 (8-11 anni)</p>
<p>mer 5 novembre<br />
presentazione dei laboratori di propedeutica A tempo!<br />
ore 17 per la fascia di età dai 3 ai 6 anni<br />
ore 18.15 per la fascia d&#8217;età dai 6 agli 8 anni</p>
<p>ADOLESCENTI<br />
RECITAZIONE: Giochi teatrali, lavoro su corpo e voce e primi passi dentro schegge di testi. Il laboratorio si prefigge di riscaldare e attivare l&#8217;immaginazione, il piacere di creare insieme agli altri dei mondi possibili. Il laboratorio terminerà con una dimostrazione pubblica del lavoro svolto insieme.<br />
INSEGNANTI: Simon Blackhall, Luca Biagiotti<br />
PERIODO: Prime lezioni lun 20 e ven 24 ottobre, ore 15. Da Ottobre a Maggio uno/due incontri settimanali di due ore.<br />
COSTO: 140 Euro</p>
<p>CANTO (DarSi Voce): Il canto come strumento di ricerca individuale, di espressione ed affermazione nel campo musicale, ma anche stimolo ad ascoltarsi ed ascoltare. Il canto come momento di aggregazione, di divertimento, e di scoperta di un mondo infinitamente grande ed importante quale e` la capacita` di respirare, intonare, dare vita ad un raccontare in musica che da sempre stupisce ed offre un variopinto universo di emozioni.<br />
INSEGNANTE: Niki Mazziotta<br />
PERIODO: Prima lezione mer 22 ottobre, ore 15 (presso le scuole medie Fibonacci). Da Ottobre a Maggio un incontro settimanale di due ore.<br />
COSTO: 180 Euro</p>
<p>SCRITTURA CREATIVA: Come nascono le storie? E a cosa servono?Attraverso giochi di parole, scritture, esercizi scopriremo in gruppo i &#8220;trucchi&#8221; di chi scrive. Per seppellire il mito dello scrittore depresso e smunto con racconti, recensioni, risate.<br />
INSEGNANTE: Federico Guerri<br />
PERIODO: Prima lezione lun 20 ottobre, ore 15. Da Ottobre a Maggio un incontro settimanale di due ore<br />
COSTO: 170 Euro</p>
<p>ADOLESCENTI, UNIVERSITARI E ADULTI<br />
DANZA: Laboratorio su corpo e movimento alla ricerca di gesti puri, semplici e sinceri capaci di raccontare le nostre emozioni quotidiane e intime.<br />
INSEGNANTE: Daniela Maccari<br />
PERIODO: Prima lezione mar 21 ottobre, ore 15. Da Ottobre a Maggio un incontro settimanale di due ore.<br />
COSTO: 180 Euro</p>
<p>STUDENTI UNIVERSITARI E ADULTI<br />
RECITAZIONE: Laboratorio sull&#8217;attore. Introduzione all&#8217;arte scenica. Le tecniche del corpo e della voce. Analisi del testo e interpretazione. I meccanismi di base della messa-in-scena saranno analizzati attraverso il lavoro su testi esemplari della drammaturgia classica e contemporanea.<br />
DOCENTE: Lorenzo M. Mucci<br />
PERIODO: Prima lezione ven 17 ottobre ore 18 universitari, ore 20 adulti. Da Ottobre a Maggio, il venerdì<br />
COSTO ADULTI: 180 + 100 Euro (il laboratorio è suddiviso in due parti di 30 e 20 ore rispettivamente.<br />
COSTO UNIVERSITARI: 180 Euro</p>
<p>CANTO (DarSi Voce): Il canto come strumento di ricerca individuale, di espressione ed affermazione nel campo musicale, ma anche stimolo ad ascoltarsi ed ascoltare. Il canto come momento di aggregazione, di divertimento, e di scoperta di un mondo infinitamente grande ed importante quale e` la capacita` di respirare, intonare, dare vita ad un raccontare in musica che da sempre stupisce ed offre un variopinto universo di emozioni. Il laboratorio si propone di impartire insegnamenti di tecnica vocale ed effettuare un excursus attraverso la musica pop, jazz, musical, musica di tradizione etc&#8230; con brani singoli, duetti e brani corali scelti durante lo svolgimento del laboratorio stesso a seconda delle voci, delle caratteristiche e dei gusti musicali degli allievi presenti.<br />
DOCENTE: Niki Mazziotta<br />
PERIODO: Prima lezione mer 22 ottobre, ore 17 (presso le scuole medie Fibonacci). Da Ottobre a Maggio un incontro settimanale.<br />
COSTO ADULTI: 220 Euro<br />
COSTO UNIVERSITARI: 180 Euro</p>
<p>SCRITTURA CREATIVA: L&#8217;obiettivo principale del corso è quello di incentivare il piacere della scrittura, innanzitutto scrivendo attraverso esercizi mirati che evidenzino gli strumenti dello scrittore e condividendo questi tentativi; un percorso che sta prima del problema del comunicare all&#8217;esterno i propri tentativi, molto prima dell&#8217;ossessione del pubblicare. Incentivare la scrittura come ricchezza personale in grado di stimolare la nostra memoria, la nostra fantasia, i nostri sensi, le nostre esperienze relazionali. Ad accompagnarci in questo percorso sarà il tema del viaggio nei suoi molteplici aspetti: il viaggio di scoperta, il viaggio sempre immaginato e mai fatto, il viaggio dentro di noi attraverso l&#8217;onirico, il viaggio verso l&#8217;ignoto nel già noto, il viaggio di scoperta, il viaggio in solitaria, il viaggio in troppi, il viaggio a piedi&#8230; Alla fine del corso sarà chiesto a tutti i partecipanti di produrre un racconto specifico su uno delle caratteristiche del tema trattato.<br />
DOCENTE: Franco Farina<br />
PERIODO: Prima lezione gio 23 ottobre, ore 19. Da Ottobre a Maggio un incontro settimanale.<br />
COSTO ADULTI: 220 Euro<br />
COSTO UNIVERSITARI: 180 Euro</p>
<p>DRAMMATURGIA2: Il corso, alla sua seconda sessione, si propone di sviluppare le innumerevoli possibilità che la scrittura per la scena possiede. Questo percorso sarà incentrato dal lavoro sulla Storia e sulla Memoria, in particolar modo la Storia e la Memoria della prima metà del secolo. Sarà un percorso caratterizzato dalla raccolta dei materiali e dal trattamento dei medesimi in funzione spettacolare. Sarà un percorso caratterizzato dall&#8217;intervista, dall&#8217;arte del chiedere ancor prima che dall&#8217;arte del dire, dal cercare di far emergere la memoria di degli anziani, possibile tesoro di riflessione per le giovani generazioni presenti e per quelle future.Tutti coloro che intendono partecipare a questo corso dovranno già avere una buona esperienza nella scrittura drammaturgica. I lavori finali dei partecipanti al corso dovranno costituire parte di un testo che vedrà la scena nell&#8217;autunno 2009.<br />
DOCENTE: Franco Farina<br />
PERIODO/ORARIO: Prima lezione sab 25 ottobre, ore 10. Da Ottobre a Maggio un incontro settimanale.<br />
COSTO ADULTI: 220 Euro<br />
COSTO UNIVERSITARI: 180 Euro</p>
<p>LABORATORIO DI NARRAZIONE (L&#8217;incontro, il racconto, la memoria): La proposta di questi appuntamenti nasce dalla percezione del bisogno di una comunicazione interpersonale,sottratta, per quanto possibile, allo strapotere dei media. Attraverso il racconto, sia nella forma scritta che in quella orale, saranno offerte ai partecipanti occasioni di approfondimento sulla narrazione e l&#8217;ascolto. L&#8217;obiettivo sarà quello di sperimentare una forma di comunicazione conviviale, a misura d&#8217;uomo, che possa favorire lo scambio di esperienze, di punti di vista di emozioni e di stimoli creativi. Nell&#8217;interazione costante con i conduttori e nella più ampia libertà propositiva, ciascuno potrà progressivamente vestire i panni del narratore, attingendo sia dalla galleria dei ricordi, individuali collettivi e letterari, sia alle suggestioni del momento.<br />
DOCENTI: Cristina Lazzari, Riccardo Bozzi<br />
PERIODO: Prima lezione ven 31 ottobre, ore 19. Trenta ore tra Ottobre e Maggio<br />
COSTO ADULTI e UNIVERSITARI: 100 Euro</p>
<p>Info Teatro di Pisa tel 050 941111<br />
e-mail: lmucci@teatrodipisa.pi.it; lazzari@teatrodipisa.pi.it; federicguerri@yahoo.it <a href="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2008/10/loca4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-397" title="la locandiera" src="http://www.yorick.tv/wp-content/uploads/2008/10/loca4-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
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		<title>Tutta colpa di una mela &#8211; &#8220;Paride ed Elena&#8221; di Gluck e Calzabigi</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2008/02/03/tutta-colpa-di-una-mela-paride-ed-elena-di-gluck-e-calzabigi/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 15:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 5 e Mercoledì 6 Febbraio alle ore 20.30 debutta al Teatro Verdi di Pisa la nuova produzione LTL Opera Studio: &#8220;PARIDE ED ELENA&#8221; di Gluck e Calzabigi. 
Eris non è stata invitata. Gli Dei Greci non vogliono che la Discordia in persona partecipi alle nozze di Peleo e Teti. Ed Eris, l&#8217;esclusa, se ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Paride ed Elena" class="imagelink" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2008/02/paride-ed-elena.jpg"><img width="471" height="174" align="left" title="Paride ed Elena" alt="Paride ed Elena" id="image230" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2008/02/paride-ed-elena.jpg" /></a><strong>Martedì 5 e Mercoledì 6 Febbraio alle ore 20.30 debutta al Teatro Verdi di Pisa la nuova produzione LTL Opera Studio: &#8220;PARIDE ED ELENA&#8221; di Gluck e Calzabigi. </strong></p>
<p>Eris non è stata invitata. Gli Dei Greci non vogliono che la Discordia in persona partecipi alle nozze di Peleo e Teti. Ed Eris, l&#8217;esclusa, se ne ha giustamente a male ed elabora un piano che sconvolgerà le vite di tutti i festeggianti, umani e divini. La Dea crea una mela d&#8217;oro e sopra vi scrive &#8220;Kallisti&#8221;, che in italiano suona come &#8220;alla più bella&#8221;. Poi fa rotolare con nonchalance la mela tra i tavoli del pranzo di nozze di modo che qualcuno la ritrovi casualmente. Un qualcuno che chiederà di certo: &#8220;A chi appartiene questa mela d&#8217;oro? Chi è la più bella?&#8221;. Discordia è fatta. Era, Regina degli Dei, Atena, la Saggezza, ed Afrodite, la Bellezza, cominceranno a litigarsi la mela e rovineranno il banchetto. Ma non solo, le tre dee avranno bisogno di un arbitro che dirima la controversia e sceglieranno Paride, inconsapevole principe di Troia che crede di essere un contadino. La sorte di tutta la Grecia è presto segnata&#8230;<span id="more-229"></span></p>
<p>Le tre dee si recheranno di fronte al giovane Paride e gli chiederanno di scegliere chi, tra loro, sia la più bella. Cercheranno anche di blandirlo con dei regali: Era gli offrirà il potere, Atena la saggezza, Afrodite l&#8217;amore della donna più bella di tutto il mondo. Paride, da maschietto medio, sceglierà naturalmente Afrodite e la sua promessa di dargli in sposa la mortale più affascinante. Il problema è che, in quel momento, Miss Ellade è una certa Elena, già sposa del Re Menelao. Paride fuggirà comunque con Elena, scatenando per un capriccio della seduzione la prima guerra conosciuta del genere umano.</p>
<p>E&#8217; da questa vicenda mitica &#8211; narrata da Ovidio nelle Heroides &#8211; che Gluck e Calzabigi, nel 1770, prendono spunto per il loro Paride ed Elena, un&#8217;opera sul corteggiamento e sulla fuga dei due amanti che lasciano indietro un Menelao inviperito e Pallade Atena a vaticinare sul terribile futuro di Ilio.</p>
<p>A dirigere l&#8217;orchestra e i personaggi mitici sarà uno dei massimi esperti di musica antica, il fondatore dell&#8217;Athestis Chorus e dell&#8217;Accademia de li Musici, Maestro Filippo Maria Bressan. A donare la sua regia all&#8217;evento, invece, è uno dei più promettenti giovani artisti toscani: Andrea Cigni. Scene e costumi sono di Lorenzo Cutulì, il disegno luci è di Fiammetta Baldassari. Le coreografie, che arricchiscono l&#8217;opera, sono di Ilaria Moretti.</p>
<p><strong>Biglietti sono ancora disponibili presso il Teatro Verdi. Info: 050/941111</strong></p>
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		</item>
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		<title>Il Libro del Teatro e il Libro del Mondo</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2007/12/12/il-libro-del-teatro-e-il-libro-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 17:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Si apre la stagione di prosa del Teatro Verdi! 
Venerdì 14 e Sabato 15 Dicembre alle ore 21.00, e Domenica 16 Dicembre alle 17.00 il palco del Verdi ospiterà Massimo Dapporto e&#8230; Massimo Dapporto in &#8220;I due gemelli veneziani&#8221; per la regia di Antonio Calenda. 
 &#8220;I due libri sui quali ho più meditato, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="Dapporto Doppio" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/12/dapport.jpg"><img width="286" height="191" align="left" title="Dapporto Doppio" id="image224" alt="Dapporto Doppio" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/12/dapport.jpg" /></a><strong>Si apre la stagione di prosa del Teatro Verdi! </strong></p>
<p><strong>Venerdì 14 e Sabato 15 Dicembre alle ore 21.00, e Domenica 16 Dicembre alle 17.00 il palco del Verdi ospiterà Massimo Dapporto e&#8230; Massimo Dapporto in &#8220;I due gemelli veneziani&#8221; per la regia di Antonio Calenda. </strong></p>
<p><span style="font-style: italic"> &#8220;I</span><span style="font-style: italic"> due libri sui quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro&#8221;</span> scrive un vecchio Carlo Goldoni, ormai esiliato da Venezia e ospite a Parigi, nei suoi <span style="font-style: italic">&#8220;Memoires de Monsier Goldoni pour bien servire l&#8217;histoire de sa vie et de son theatre&#8221;</span>.   E il Teatro e il Mondo sembrano fluire, come due amanti perfetti sempre pronti a consigliarsi e specchiarsi l&#8217;uno nell&#8217;altro, all&#8217;interno delle opere migliori di Goldoni, di cui <span style="font-style: italic">&#8220;I due gemelli veneziani&#8221;</span> è un perfetto esempio. <span id="more-223"></span>Un continuo gioco di specchi e di situazioni, di coincidenze, di cose che appaiono in un modo e sono in un altro, di sovrapposizioni e fughe. Come se due realtà confinanti, in un amichevole dimostrazione di forze, si spinteggiassero, si strattonassero, si tirassero da una parte e dell&#8217;altra competendo per ottenere il centro della scena. Il Mondo e il Teatro, separati soltanto dal confine di una quinta. E&#8217; il 1747. Goldoni vaga per l&#8217;Italia in cerca di ispirazioni e sembra trovarne ovunque e scrive, scrive, scrive una marea di commedie &#8220;a testo&#8221; in un mondo che applaude le maschere &#8220;senza testa&#8221; della Commedia dell&#8217;Arte. I soldi non gli mancano. Il ricco impresario veneziano Girolamo Medebach ha preso proprio quell&#8217;anno in gestione uno dei più importanti teatri della città sull&#8217;acqua &#8211; il Teatro Sant&#8217;Angelo &#8211; e vuole Goldoni come drammaturgo.<br />
Il principale attore della compagnia di Medebach pare essere un tipo sensazionale, forse il più grande Pantalone che la Commedia dell&#8217;Arte conosca: Cesare d&#8217;Arbes. D&#8217;Arbes è gia un divo ma <em>&#8220;per meglio consolidare la sua fama, bisogna farlo brillare a viso scoperto&#8221;</em>, scrive Goldoni. E poi aggiunge: &#8220;<em>in D&#8217;Arbes avevo notato due movimenti opposti e soliti nell&#8217;aspetto e nel gioco. A volte era l&#8217;uomo di mondo più ridente, brillante e vivace. A volte assumeva l&#8217;aria, i tratti, i discorsi di un sempliciotto, di un balordo. Quei mutamenti avvenivano in lui naturalmente, senza che ci pensasse&#8221;. </em></p>
<p>E&#8217; questa intuizione che fa pensare a Goldoni di sdoppiare il suo attore, costruendo per lui due personaggi diversissimi per carattere e movenze&#8230; ma identici nell&#8217;aspetto: Zanetto, un bergamasco alquanto sciocco, e Tonino, un veneziano dotato del lume della ragione. E, non contento di togliergli la maschera e di regalargli lo specchio del Mondo, Goldoni entra, da terzo incomodo, nei perfetti meccanismi della sua commedia. Non è raro vederlo in quinta, ai confini del Teatro, ad annotare i soggetti più riusciti, i trucchi più brillanti, le soluzioni più efficaci scaturite dal grande mestiere di D&#8217;Arbes. Venerdì 14, Sabato 15 e Domenica 17 Dicembre, al Teatro Verdi di Pisa, Massimo Dapporto indosserà i pesanti panni di Tonino e Zanetto, diretto dalle mani esperte di Antonio Calenda.</p>
<p>Non mancate.</p>
<p>Se avete un fratello gemello veneziano nato tra il 1747 e il 1800, può entrare gratis.</p>
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		<title>FOLLIA: tra letteratura e cinema</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 10:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 17 Ottobre alle 20.30, al cinema Arsenale di Pisa, in Vicolo Scaramucci 4, una serata di letteratura e cinema. Gli attori dei &#8220;Figuranti&#8221; leggeranno alcuni brani di &#8220;Follia&#8221; di Patrick McGrath prima della proiezione dell&#8217;omonimo film di David MacKenzie.
Domani sera, una nuova iniziativa del cineclub &#8220;Arsenale&#8221; farà incontrare cinema, letteratura e teatro. Prima della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="folliaposter.jpg" class="imagelink" onclick="doPopup(191);return false;" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/10/folliaposter.jpg"><img width="246" height="316" align="left" alt="folliaposter.jpg" title="folliaposter.jpg" id="image191" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/10/folliaposter.jpg" /></a><strong>Mercoledì 17 Ottobre alle 20.30, al cinema Arsenale di Pisa, in Vicolo Scaramucci 4, una serata di letteratura e cinema. Gli attori dei &#8220;Figuranti&#8221; leggeranno alcuni brani di &#8220;Follia&#8221; di Patrick McGrath prima della proiezione dell&#8217;omonimo film di David MacKenzie.</strong></p>
<p>Domani sera, una nuova iniziativa del cineclub &#8220;Arsenale&#8221; farà incontrare cinema, letteratura e teatro. Prima della proiezione del film &#8220;Follia&#8221; di David MacKenzie, con Sir Ian McKellen e Natasha Richardson, tre attori leggeranno alcuni brani dall&#8217;omonimo romanzo di Patrick McGrath. <span id="more-193"></span> Come in preparazione alle immagini che scorreranno sullo schermo, le parole di McGrath &#8211; lette da Annalisa Cima, Federico Guerri e Mauro Pasqualini della compagnia &#8220;Figuranti&#8221; &#8211; aiuteranno gli spettatori ad immergersi nella torbida atmosfera di un manicomio criminale inglese alla fine degli anni &#8216;50.</p>
<p>&#8220;Le storie d&#8217;amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni&#8221; &#8211; questo l&#8217;incipit del romanzo di McGrath, edito in Italia da Adelphi, e capace di conquistarsi il posto di long-seller, un romanzo che continua ad apparire nelle classifiche di vendita anche ad anni dalla sua effettiva uscita. E questa una bella critica di Tullio Kezich al film tratto da quel romanzo&#8230;</p>
<p><span style="font-style: italic">Ci sono film che nel gioco dell&#8217;oca della programmazione arrivano sulla casella sbagliata e devono saltare parecchi giri. E&#8217; successo a &#8216;Centochiodi&#8217; di Ermanno Olmi, un capolavoro tenuto mesi in freezer per l&#8217;ostilità del distributore; ed  successo di peggio a &#8216;Follia&#8217;, che arriva sui nostri schermi quasi cinque anni dopo la fine delle riprese pur essendo transitato onorevolmente alla Berlinale nel 2005. Speriamo che almeno una parte dei cinquecentomila acquirenti del libro abbiano la curiosità di vedere com&#8217;è diventato sullo schermo. Non ne saranno delusi anche se quella del regista MacKenzie risulta un po&#8217; la radiografia di un romanzo di 400 pagine dove le motivazioni e i sottotesti hanno ben altri respiri di spazio. Abbandonata l&#8217;idea di far raccontare la vicenda a Peter, lo sceneggiatore Patrick Marber </span>(anche ottimo teatrante, autore di &#8220;Closer&#8221; e &#8220;Diario di uno scandolo&#8221;, ndr.) <span style="font-style: italic">ha scelto la strada di un&#8217;oggettività nitida e secca, con dialoghi all&#8217;osso e il massimo della fiducia nell&#8217;espressività degli interpreti. La parte bella se la ritaglia Natasha Richardson, che non avendo il fisico allettante del personaggio letterario si impegna nell&#8217;ingrato ruolo con una pregiudiziale asettica contraddetta da improvvisi assalti di sensualità e violenza. Le tiene testa con singolare prestigio fisico il neozelandese Marton Csokas, vibrante di pericolosità e chiuso nel suo mistero. Fondamentale  la presenza di Ian McKellen che nell&#8217;incarnare l&#8217;ambiguo dottor Peter gioca da fermo, come fanno alcuni grandi calciatori, e non sbaglia un tiro, riuscendo ad apparire secondo i casi rassicurante, impenetrabile e vulnerato.</span><br />
<em>Tullio Kezich,</em> &#8216;Corriere della Sera&#8217;, 15 giugno 2007</p>
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		<title>Eunuchi, odalische, un bey e un pappatacio.</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Oct 2007 08:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 13 Ottobre alle 20.30 ed il 14 alle 16.00 il palco del Teatro Verdi si riempie di eunuchi ed odalische per &#8220;L&#8217;Italiana in Algeri&#8221; di Gioacchino Rossini, con la regia di Toni Servillo ripresa da Marinella Anaclerio e la direzione d&#8217;orchestra di Alessandro Pinzauti.
&#8220;La perfezione del genere buffo&#8221;, così Stendhal definiva &#8220;L&#8217;Italiana in Algeri&#8221;.
Poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 13 Ottobre alle 20.30 ed il 14 alle 16.00 il palco del Teatro Verdi si riempie di eunuchi ed odalische per &#8220;L&#8217;Italiana in Algeri&#8221; di Gioacchino Rossini, con la regia di Toni Servillo ripresa da Marinella Anaclerio e la direzione d&#8217;orchestra di Alessandro Pinzauti.</strong><a class="imagelink" title="Italiana" onclick="doPopup(188);return false;" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/10/opera_italiana.jpg"><img align="right" title="Italiana" id="image188" alt="Italiana" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/10/opera_italiana.jpg" /></a></p>
<p>&#8220;La perfezione del genere buffo&#8221;, così Stendhal definiva &#8220;L&#8217;Italiana in Algeri&#8221;.<br />
Poco buffa, però, era stata la sorte di Antonietta Frappoli, una vivace signora milanese che, nel 1805, era stata rapita dai corsari e portata in dono al bey di Algeri Mustafà Ibn-Ibrahim.<br />
Il ventunenne Gioacchino Rossini, trovandosi a dover scrivere un&#8217;opera in soli diciotto giorni, era rimasto affascinato da quella storia un po&#8217; come i ventunenni di oggi rimangono affascinati dai &#8220;Pirati dei Caraibi&#8221; e perciò decise di comporre una storia che, per i continui accadimenti, i personaggi improbabili e la trama convoluta, non ha niente da invidiare al kolossal hollywoodiano con Keira Knightley (sì, vabbè, pure con Johnny Depp&#8230;).</p>
<p><span id="more-187"></span>Perciò, prendo fiato e passo a illustrare la storia.</p>
<p><strong>Mustafà</strong>, bey di Algeri, non è proprio un grande amatore. Forse è la stanchezza di chi, dalla pubertà, ha avuto a disposizione un harem.<br />
<strong>Elvira</strong>, una delle sue mogli algerine dal nome poco algerino, si lamenta della freddezza del marito con la confidente<strong> Zulma</strong>, il cui nome invece ricorda la divinità mesopotamica nel frigo di &#8220;Ghostbusters&#8221;.<br />
Condotta di fronte al consorte dal capo dei pirati <strong>Haly</strong> (questi nomi mi piacciono sempre di più) Elvira confessa la sua insoddisfazione.<br />
Il bey, lungi dal rimediare rivolgendosi a un consulente matrimoniale o a un sessuologo, ripudia Elvira e decide di darla in sposa al suo servo italiano, fatto schiavo mentre portava in giro per il Mediterraneo un vascello colmo di cioccolatini, <strong>Lindoro</strong>.<br />
Ma Lindoro ed Elvira non si vogliono sposare, giacchè Lindoro è innamorato di una fanciulla italiana chiamata <strong>Isabella</strong>.<br />
Fine della prima scena, inizio della seconda.<br />
Isabella, una vivace fanciulla che si dichiara esperta nelle arti della seduzione, è partita alla ricerca del fidanzato disperso Lindoro su di un vascello che, nottetempo, è naufragato sulle coste di Boh (in provincia di Algeri).<br />
Con la sola compagnia dello spasimante Taddeo (l&#8217;altro spasimante, Bugs Bunny, è morto durante il naufragio) Isabella si dispera e si lagna finchè non la sentono i pirati e la abbordano.<br />
Il pirata Haly, stupefatto dalla strabiliante bellezza dell&#8217;italiana, decide di portarla al bey quale dono per l&#8217;harem nella speranza che le doti amatorie italiane possano risollevare il Mustafà.</p>
<p>Infatti, come  canta il signore di Algeri, &#8220;tu mi dovresti trovare un&#8217;italiana. Ho una gran voglia d&#8217;aver una di quelle signorine che dan martello a tanti cicisbei&#8221;.</p>
<p>Seguono, in ordine sparso: cori di odalische ed eunuchi, Taddeo travestito da zio di Isabella che deve fare da &#8220;reggicandela&#8221; all&#8217;appuntamento galante tra lei e il sultano, lezioni di seduzione all&#8217;orientale, Lindoro travestito da Pappatacio e la morale finale che &#8220;una donna, con le sue arti di seduzione, può ingannare chiunque&#8221; ovvero &#8220;che ne tira (CENSURA REDAZIONALE)&#8221;.</p>
<p>La regia di Toni Servillo, concepita per il Festival d&#8217;Arte Lirica di Aix-En-Provence, è ripresa da Marinella Anaclerio.<br />
La direzione d&#8217;orchestra è di Alessandro Pinzauti.<br />
L&#8217;Orchestra è l&#8217;Orchestra della Toscana, e pure il Coro Lirico diretto da Marco Bargagna.<br />
I costumi sono di Ortensia Di Francesco e le scene di Daniela Dal Cin.<br />
Che cosa siano un bey o un pappatacio, non ci è dato di sapere.<br />
<em><br />
</em></p>
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		<title>C&#8217;è solo qui. C&#8217;è solo noi. C&#8217;è solo ora.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 09:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 3 Ottobre e Giovedì 4, alle ore 21.00, nel Ridotto del Teatro Verdi, andrà in scena lo spettacolo finale del Laboratorio di Primo Livello di Recitazione del progetto &#8220;Fare Teatro&#8221;: LE CRISALIDI di DAVID HARROWER.
Una comunità rurale di un futuro in cui il peggio è successo, un mondo chiuso, fortemente religioso e ossessionato dall&#8217;idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Poster" onclick="doPopup(181);return false;" class="imagelink" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/10/poster2.jpg"><img align="left" alt="Poster" id="image181" title="Poster" style="width: 212px; height: 291px" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/10/poster2.jpg" /></a><strong>Mercoledì 3 Ottobre e Giovedì 4, alle ore 21.00, nel Ridotto del Teatro Verdi, andrà in scena lo spettacolo finale del Laboratorio di Primo Livello di Recitazione del progetto &#8220;Fare Teatro&#8221;: LE CRISALIDI di DAVID HARROWER.</strong></p>
<p>Una comunità rurale di un futuro in cui il peggio è successo, un mondo chiuso, fortemente religioso e ossessionato dall&#8217;idea di purezza. Una società in cui ogni bambino viene controllato alla nascita da implacabili ispettori pronti a scegliere per lui la vita nella comunità o l&#8217;esilio aldilà del Sacro Confine, il Margine oltre il quale vivono i Mutanti. In questo ambiente protetto &#8211; scaturito dalla fantasia dello scrittore di fantascienza John Wyndham e reso drammaturgia dall&#8217;inglese David Harrower &#8211; sei ragazzi scoprono di avere poteri telepatici, di poter comunicare tra di loro &#8220;in un linguaggio soltanto loro&#8221;. La scoperta innesta una domanda: se non abbiamo difetti fisici, possiamo essere lo stesso delle aberrazioni, dei Mutanti? Dove finisce la normalità ed iniziamo ad essere diversi?<br />
<span id="more-180"></span></p>
<p>&#8220;Le Crisalidi&#8221; è un testo sull&#8217;amicizia e la diversità, sulla crescita e l&#8217;adolescenza. Un testo che ruota intorno a un gruppo di &#8220;organismi viventi perfettamente formati e pronti ad uscire dal guscio&#8221;, come recita la definizione di &#8220;Crisalide&#8221;. In una comunità dove tutti devono portare una croce sui vestiti, gli echi che la storia genera negli spettatori attraversano tutta la storia del Novecento: dalle svastiche alle croci infuocate del Ku Klux Klan fino al nostro rapporto con chi consideriamo diversi o freak &#8211; gli immigrati, i poveri, tutti coloro a cui diamo il nome di &#8220;Nemici&#8221;.</p>
<p>Lo spettacolo arriva alla fine di un laboratorio di recitazione di Primo Livello tenuto lo scorso anno presso il Teatro Verdi e dedicato agli adolescenti. Il laboratorio e lo spettacolo, sotto la coordinazione didattica di esperti operatori come Luca Biagiotti e Simon Blackhall, hanno avuto come protagonisti ragazzi da tutti gli Istituti Superiori di Pisa. Tra mercoledì e giovedì andranno in scena: Jacopo Pozzana, Alessandro Di Nisi, Agnese Amato, Annick Emdin, Gianmarco Brocchi, Kety Fusco, Claudia Ferranini, Serena Lo Giudice, Monica Romoli, Giulia Codenotti, Luca Iacoponi, Chiara Basile Fasolo, Ilaria Natali, Federico Vicari, Giorgio Niccolini, Giulia Carravetta, Eva Maji Galiano, Sara Macaluso, Flaminia Vannozzi, Emanuele De Paoli, Alessandro Caratelli, Beatrice Covelli, Laura Di Grandi, Francesco Scioti, Andrea Console e Dario Buttazzo.</p>
<p>Le luci sono di Massimiliano Terachi con la collaborazione di Luca Orsini; di scene e costumi si sono occupate Alice Vannozzi, Caterina Pinzauti e Ilaria Mainardi; un ringraziamento particolare per la collaborazione va a Federico Guerri.</p>
<p><strong>Lo spettacolo &#8211; in scena il 3 e 4 ottobre alle 21.00 &#8211; ha una durata indicativa di un&#8217;ora e dieci. Il costo dei biglietti è 7 Euro (intero) e 5 (ridotto). </strong></p>
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		<title>Il Teatro per Giovanissimi alla ricerca di Operatori</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2007 09:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La richiesta di laboratori teatrali nelle scuole primarie continua a crescere in tutta Italia e il linguaggio teatrale è oramai una delle lingue che la scuola italiana comincia a parlare. I teatri dovranno perciò offrire, ogni anno di più, la figura di un operatore teatrale capace di lavorare con i giovanissimi stando attento alla comunicazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La richiesta di laboratori teatrali nelle scuole primarie continua a crescere in tutta Italia e il linguaggio teatrale è oramai una delle lingue che la scuola italiana comincia a parlare. I teatri dovranno perciò offrire, ogni anno di più, la figura di un operatore teatrale capace di lavorare con i giovanissimi stando attento alla comunicazione, alla convivenza, al lavoro intellettuale personale e collettivo, alla creazione dell&#8217;iniziativa, del senso critico ma anche del senso di responsabilità. Per questo il Teatro Verdi offre un corso di formazione per operatori teatrali per giovanissimi, accomunati dalla missione del gioco e dei giocatori.<br />
<span id="more-173"></span></p>
<p>In scadenza il 30 Settembre il bando per partecipare al corso, scaricabile in pdf sul sito del Teatro di Pisa. Il corso, articolato in cinque moduli da venti ore tra psicologia dello sviluppo e counseling, tecniche teatrali, giochi e testo, espressione corporea e identità, è destinato ad allievi, attori, registi, drammaturghi, pedagoghi, operatori interessati alla formazione teatrale nelle scuole dell&#8217;obbligo.</p>
<p><strong>Per ulteriori informazioni: </strong></p>
<p><a title="http://www.teatrodipisa.pi.it/operatori_teatro_giovanissimi.htm" href="http://www.teatrodipisa.pi.it/operatori_teatro_giovanissimi.htm"><strong>http://www.teatrodipisa.pi.it/operatori_teatro_giovanissimi.htm</strong></a></p>
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		<title>PRINCE PAN E PETER PETIT &#8211; Un antidoto allo stato di adulti</title>
		<link>http://www.yorick.tv/2007/05/19/prince-pan-e-peter-petit-un-antidoto-allo-stato-di-adulti/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2007 06:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Prince Pan e Peter Petit&#8221;, spettacolo finale del laboratorio &#8220;I costruttori di sogni&#8221; dedicato ai ragazzi delle scuole medie, sarà in scena al Teatro Sant&#8217;Andrea martedì 22 Maggio alle ore 17.00, subito dopo il saggio dei &#8220;Costruttori&#8221; delle elementari e materne.
A sedici anni i ragazzi, a quattordici le ragazze, giunge il tempo di sciacquarsi via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="cartellone-prince-pan-e-peter-petit.jpg" onclick="doPopup(132);return false;" class="imagelink" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/05/cartellone-prince-pan-e-peter-petit.jpg"><img align="left" alt="cartellone-prince-pan-e-peter-petit.jpg" id="image132" title="cartellone-prince-pan-e-peter-petit.jpg" style="width: 270px; height: 195px" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/05/cartellone-prince-pan-e-peter-petit.jpg" /></a><strong>&#8220;Prince Pan e Peter Petit&#8221;, spettacolo finale del laboratorio &#8220;I costruttori di sogni&#8221; dedicato ai ragazzi delle scuole medie, sarà in scena al Teatro Sant&#8217;Andrea martedì 22 Maggio alle ore 17.00, subito dopo il saggio dei &#8220;Costruttori&#8221; delle elementari e materne.</strong></p>
<p>A sedici anni i ragazzi, a quattordici le ragazze, giunge il tempo di sciacquarsi via l&#8217;infanzia dal cervello e di tagliarsi una mano, sostituendola con un uncino.</p>
<p>Così stabilisce la legge di Hook, presidente e amministratore delegato dell&#8217;Asteroide Neverland, una stazione orbitale in cui tutti gli adulti vivono dopo aver ridotto la terra a qualcosa che sta tra l&#8217;immondezzaio e la zona di guerra.</p>
<p>I bambini e i ragazzi sono sfruttati come manodopera, soldatini, merce di scambio, materiale da mass media. &#8220;In fondo&#8221; dice Uncino &#8220;nell&#8217;Eden vivevano soltanto degli adulti&#8221;. <span id="more-133"></span><br />
Ma qualcuno dei ragazzi non sta al gioco: i Ragazzi Perduti (e le Ragazze Perdute, puntualizzerebbe la più femminista tra loro) della Discarica B612, un gruppo di guerriglieri rivoluzionari, di sovversivi e casinisti, che hanno deciso di opporsi strenuamente alle leggi di Uncino e di farlo scegliendo come nomi di battaglia quelli dei più importanti personaggi della letteratura per ragazzi. E allora Finn, Twist, Violet Baudelaire, Potter, Jo March, Veruca Salt e tanti altri, comandati dal loro inflessibile Principe Pan, che cercano la chiave per non diventare adulti o forse per diventare adulti &#8220;diversi&#8221; da quelli che sono stati fino ad adesso il loro modello di riferimento.</p>
<p>Nel quadro generale &#8211; che è un omaggio zeppo di riferimenti al &#8220;Peter Pan&#8221; di Barrie e al &#8220;Piccolo Principe&#8221; di Exupery ma anche agli splendidi film per adolescenti degli anni ottanta e novanta come &#8220;I Goonies&#8221; di Richard Donner, &#8220;Ritorno al Futuro&#8221; di Zemeckis e &#8220;Gremlins&#8221; di Joe Dante &#8211; arrivano un giorno Peter Petit e la sua Rosa, personaggi misteriosi, bambini venuti da Neverland, la cui identità è un mistero.</p>
<p>Il laboratorio &#8220;Costruttori di Sogni&#8221; dedicato alle scuole medie &#8211; un progetto di Flora Gagliardi seguito da Annalisa Cima e Federico Guerri &#8211; presenterà &#8220;Prince Pan e Peter Petit&#8221; (adattamento da un testo dello stesso Federico Guerri) martedì 22 Maggio alle 17.00. Nella stessa giornata &#8211; e sempre al Teatro Sant&#8217;Andrea &#8211; si potrà assistere anche al saggio dei &#8220;Costruttori&#8221; più piccoli, seguiti da Flora Gagliardi, Daniela Maccari ed altri operatori del Teatro Verdi.</p>
<p><a title="cartellone-prince-pan-e-peter-petit.jpg" class="imagelink" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/05/cartellone-prince-pan-e-peter-petit.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>ubu &#8211; in quale verità credi?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2007 17:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
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Ubu è una caricatura. Nel 1896 Jarry la inventò come caricatura del proprio professore di matematica. Il mondo in cui Ubu vive è una caricatura. Caricatura non è sinonimo di falso. Cos’è più vera la caricatura di un politico o la sua foto ufficiale in una celebrazione ufficiale?
Cos’è più vero l’incredibile spettacolo a cui assisterete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="ubu" class="imagelink" onclick="doPopup(118);return false;" href="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/05/ubu6cq.gif"><img width="80" height="140" align="left" alt="ubu" title="ubu" id="image118" src="http://yorick.teatrodipisa.pi.it/wp-content/uploads/2007/05/ubu6cq.gif" /></a></p>
<p>Ubu è una caricatura. Nel 1896 Jarry la inventò come caricatura del proprio professore di matematica. Il mondo in cui Ubu vive è una caricatura. Caricatura non è sinonimo di falso. Cos’è più vera la caricatura di un politico o la sua foto ufficiale in una celebrazione ufficiale?<br />
Cos’è più vero l’incredibile spettacolo a cui assisterete o avete già assistito o quello che entra nelle nostre case tramite quell’ ‘oggettiva’ finestra sul mondo che chiamiamo televisione?</p>
<p><span id="more-117"></span></p>
<p>Nella società dello spettacolo tutto si confonde e convive senza che nessuno possa proporre una logica (etica?) al di là di quella dell’immagine-prodotto che siccome vende allora, di fatto, diviene degna di essere visibile; il tubo catodico passa con elettronica disinvoltura da un kinder brioss all’ennesima strage in Iraq all’ennesimo reality show; cosicché la nostra anima rischia di infeltrirsi, fino all’inebetimento.</p>
<p>La maschera di Ubu non è un’allusione, né un’allegoria: è il simbolo quintessenziale della trista e crassa stupidità umana. “Non c’è da stupirsi &#8211; scrisse Jarry – che il pubblico sia rimasto sbalordito alla vista del suo doppio ignobile, composto dall’eterna imbecillità umana, dall’eterna lussuria, dall’eterna ingordigia, dal basso istinto eretto a tiranno, dai pudori, dalle virtù, dal patriottismo e dagli ideali di chi ha ben pranzato”. Ubu non si esaurisce in un “è come quello lì”, ma sa evocare situazioni tragiche della nostra condizione esistenziale. Per essere tutti ed in tutti i tempi e luoghi vive in un non-luogo, che noi abbiamo immaginato essere un luna-park; un luna park di una volta vivo solo o soprattutto grazie alla fantasia di chi ci giocava. Chi oggi, in tempi di immagini elettroniche e virtuali, pagherebbe un soldo per il vecchio Castello degli orrori e per il Tunnel dell’Amore? Il Luna park ‘cugino’ del teatro allora, che in quanto luogo di incontro di immaginari fra chi fa e chi vede ha bisogno di questo incontro perché le luci e l’emozione si accendano. Nel caso di Jarry inoltre un tipo di teatro che sappia inventare nuovi giochi, perché il suo ciclo di Ubu si diverte a mettere in imbarazzo molte delle convenzioni teatrali su cui il teatro storicamente si è appoggiato. Ci voleva un gruppo di ragazzi per rinnovare la sfida che un testo come questo ci propone da più di un secolo. (Franco Farina, regista dello spettacolo)</p>
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