Si riapre!

Finalmente, si riapre. Il Teatro Verdi di Pisa torna ad essere la cornice di uno spettacolo dal vivo con pubblico in presenza: sabato 15 maggio alle 19, un orario che pure rappresenta una novità e che consente di rispettare la regola del rientro a casa prima delle 22, va in scena Esodo, di e con Simone Cristicchi. L’evento prende forma grazie alla collaborazione tra la Fondazione Teatro di Pisa e la Fondazione Toscana Spettacolo onlus, che hanno lavorato fianco a fianco per riaprire il nostro teatro con una proposta di alta qualità. La prevendita dei biglietti, posto unico numerato al costo di 15 euro (ridotto 12 euro) con obbligo di anagrafica come da normativa sanitaria, inizierà venerdì 7 maggio presso il Botteghino del Teatro e online. 

«Sono molto felice – spiega la presidente della Fondazione Teatro di Pisa, Patrizia Paoletti Tangheroni – di poter annunciare la riapertura del teatro dopo un periodo così difficile. Con questo spettacolo ripartiamo, ma questo è solo un inizio, nel prossimo futuro avremo modo di raccontare alla città nuovi progetti, sia durante la primavera, sia durante la stagione estiva, ideale per lo svolgimento di eventi all’aperto. Il Verdi non si è mai fermato in questi mesi, le donne e gli uomini dello staff tecnico e artistico hanno continuato a lavorare. I nostri formatori hanno portato avanti i corsi di Fare Teatro riuscendo a trovare modalità innovative e stimolanti per relazionarsi con i propri allievi. La direzione artistica e gli uffici di produzione hanno organizzato audizioni per giovani talenti lirici, che hanno visto la partecipazione di centinaia di giovani cantanti provenienti da ogni parte del mondo. Nonostante tutta questa alacre attività, il teatro ha vissuto solo a metà: ha vissuto sul palcoscenico, ma la platea restava vuota e muta. Mancava il pubblico e il magico rapporto che lo lega agli artisti». «È motivo di grande soddisfazione – conferma la presidente della Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Beatrice Magnolfi – presentare la riapertura del Teatro Verdi. Una riapertura che giunge dopo un lungo periodo di sospensione delle attività di spettacolo dal vivo in presenza. Quelli che abbiamo trascorso sono stati mesi estremamente difficili per i lavoratori dello spettacolo e per gli artisti, che adesso possono tornare a dialogare dal palco con il loro pubblico. Abbiamo atteso con ansia la possibilità di tornare ad aprire agli spettatori le porte dei teatri, da sempre luoghi di crescita culturale per la comunità».

Esodo Racconto per voce, parole ed immagini di Simone Cristicchi ricorda una pagina dolorosa della storia d’Italia, una vicenda complessa del Novecento mai abbastanza conosciuta, resa ancora più straziante dal fatto che la sua memoria è stata affidata non a un imponente monumento ma a tante, piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità. Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante: il Magazzino n. 18 che conserva sedie, armadi, materassi, letti e stoviglie, fotografie, giocattoli, ogni bene comune nello scorrere di tante vite interrotte dalla storia, e dall’Esodo: con il Trattato di Pace del 1947 l’Italia perse vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero, davanti a una situazione dolorosa e complessa, di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale e quanta sofferenza intere famiglie impacchettarono le loro cose lasciandosi alle spalle le case, le città, le radici. Davanti a loro difficoltà, paura, insicurezza, e tanta nostalgia.