Record di iscrizioni per Fare Teatro

Nonostante la perdurante emergenza sanitaria e la necessità di vivere a distanza molte delle proprie attività e passioni, emerge sempre più evidente la voglia delle persone di tenere in moto la fantasia e condividere la propria creatività con gli altri: in seguito agli open day di fine gennaio, si è registrato un vero e proprio record di iscrizioni ai corsi di formazione Fare Teatro 2021 che si avvieranno in remoto. Non solo partiranno tutti i corsi proposti, ma si pensa di raddoppiarne alcuni per il sovrannumero di richieste di partecipazione. 

«Abbiamo avuto molte titubanze nel proporre i corsi quest’anno, data l’impossibilità di iniziarli in presenza, poi abbiamo rotto gli indugi proponendo formule nuove e percorsi rimodulabili a seconda della situazione che ci troveremo ad affrontare, ed il nostro sforzo è stato premiato: il corso di scrittura di Federico Guerri e Franco Farina e il corso di Speech e Narrazione di Cristina Lazzari sono ben oltre i numeri massimi che avevamo stabilito, tanto che se le richieste aumentassero ancora saremo costretti a doppiarli», afferma Luca Biagiotti, responsabile della Formazione della Fondazione Teatro di Pisa. È chiaro che la voglia di fare teatro e di costruire percorsi creativi collettivi è molta, e che l’idea di iniziare in remoto per ideare e preparare eventi che possano plausibilmente finire in presenza, magari all’aperto nei mesi estivi, ha evidentemente incontrato entusiasmo. Più che proporre modalità abitualmente usate sacrificandole agli strumenti utilizzabili in questo momento particolare, gli operatori hanno proceduto a inventare e sperimentano modi nuovi che portano ugualmente avanti creatività e forme relazionali interessanti. L’idea è stata di accentuare quello che di positivo offre la “reclusione” casalinga e di provare a giocare con quello. Non è fare teatro, ma predisporsi al meglio a farne quando sarà possibile, mantenendo in allenamento quel nostro muscolo creativo che in questo periodo rischia altrimenti di atrofizzarsi. «È un po’ un uovo di Colombo – prosegue Biagiotti – ma in situazioni normali non avremmo avuto allo stesso tavolo della scrittura persone che condividono il progetto pur essendo a centinaia di chilometri di distanza. Quando abbiamo iniziato il corso la loro unica preoccupazione era come prepararsi, quando e se sarà possibile, al viaggio per giocare insieme agli altri la parte finale del progetto; ma in ogni caso il corso è già una festa di questa strana prossimità trovata, che in ogni caso sarà adeguatamente celebrata». Questa adattabilità a tutte le situazioni, propria dei corsi proposti, ha riaperto anche la possibilità di ribadire nuove idee alle scuole superiori che tutti gli anni interagiscono con la Fondazione Teatro di Pisa anche in orario mattutino. In tal modo, ulteriori iniziative si sommeranno ai cinque corsi appena iniziati (Recitazione per ragazzi dai 14 ai 19, dai 10 ai 14, per studenti universitari e adulti, di Scrittura e di Speech e Narrazione), che andranno ad unirsi ai tre corsi già attivi dei “veterani”, in una popolata navigazione senz’altro più avventurosa del solito, ma in un certo senso ancora più necessaria di quanto solitamente avviene in un anno “normale”.