Tutto iniziò dal Guglielmo Tell

Poco più di due anni fa il nostro Teatro ha celebrato insieme alla città il 150esimo anniversario dalla sua inaugurazione e i festeggiamenti per l’attesa ricorrenza hanno avuto l’apice nel grande Concerto di Gala che ha aperto la Stagione 2017/18. Quei festeggiamenti, crediamo di poterlo affermare, in un certo senso si sono allungati fino ad oggi. Fino al weekend dei prossimi 22 e 23 febbraio: al Teatro Verdi, peraltro dopo più di mezzo secolo dall’ultima rappresentazione, va in scena il Guglielmo Tell di Gioachino Rossini. Come quella sera del 12 novembre 1867, quando per la prima volta si aprì il nostro sipario. 

L’inaugurazione dell’allora Teatro Nuovo era prevista per la sera del 9 novembre “salvo casi imprevisti”, come annunciava la locandina dell’evento. Imprevisti che evidentemente si verificarono, perché fu soltanto tre giorni più tardi che i pisani poterono varcare la soglia di un teatro considerato ancora oggi tra i più belli in Italia. Lo fecero per assistere al Guglielmo Tell nella versione italiana di Calisto Bassi, che aveva debuttato al Teatro del Giglio di Lucca nel settembre 1831. Da quella prima apertura del nostro massimo Teatro, l’ultima opera composta da Rossini è stata rappresentata a Pisa in sole altre due occasioni, nel 1912 e nel 1968. Curiosità, in entrambi i casi contribuiva a stagioni di soli due titoli, con il Werther di Massenet nel ’12  e con La Traviata nel ’68. In questa Stagione Lirica 2019/20 del Teatro di Pisa, il Guglielmo Tell, melodramma tragico in quattro atti, è finalmente riproposto grazie a una nuova coproduzione che nasce dal Circuito Lirico Lombardo: Teatro Sociale di Como/As.Li.Co, Fondazione Teatro Ponchielli di Cremona,  Fondazione Teatro Grande di Brescia, Fondazione Teatro Fraschini di Pavia e Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo sono insieme alla Fondazione Teatro di Pisa. La regia è di Arnaud Bernard, il M° Carlo Goldstein dirige l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, Coro OperaLombardia, Maestro del Coro Massimo Fiocchi Malaspina, scene e video design di Virgile Koering, costumi di Carla Galleri.