L’assordante buio della parola

Il quinto appuntamento della Stagione di Prosa è con Maurizio De Giovanni in una meno usuale veste di autore di una commedia. Allo scrittore napoletano di fama internazionale, noto fra tutti i suoi libri per le serie del Commissario Ricciardi e I Bastardi di Pizzofalcone, si devono infatti i due atti della pièce Il silenzio grande, regia di Alessandro Gassmann, in scena al Verdi sabato 1 e domenica 2 febbraio. Pochi i biglietti ancora disponibili al Botteghino per quest’opera inedita. 

Valerio Primic, il personaggio principale interpretato da Massimiliano Gallo, è un romanziere di successo con tre Premi Strega alle spalle, ma che ora ha il “blocco dello scrittore”. Chiuso nella sua stanza, cerca di evitare ogni contatto con l’esterno. Insieme a lui vivono i due figli Massimiliano (Jacopo Sorbini) e Adele (Paola Senatore), e la moglie Rose (Stefania Rocca), ai quali non ha mai fatto mancare nulla. Vivono negli agi di una casa borghese, ma da un po’ di tempo reclamano tutti qualcosa: l’assenza di un padre e di un marito. Sarà Bettina (Monica Nappo), fedele cameriera da una vita, che con la sua schiettezza e sincerità proverà a far cadere i muri insormontabili dei “non detti” e dei silenzi che abitano la casa. Come scrive lo stesso De Giovanni, «Il silenzio grande è il gelo creato da tanti piccoli silenzi che si sommano giorno dopo giorno. In ossequio al quieto vivere, eviti di parlare oggi, eviti domani e i confronti e gli scontri mancati alimentano nel tempo un assordante buio della parola, che cala su una casa e a poco a poco la distrugge». Sviluppando proprio il macro-tema dei rapporti familiari e in particolare della casa, luogo dove le nostre vite scorrono e mutano negli anni, lo spettacolo si rivolge a tutti in maniera universale. Attraverso momenti drammatici, ma anche risate, sorprese e misteri, Il silenzio grande racconta di noi, di come siamo o di quello che saremmo potuti essere, in una continua ricerca della verità che, soltanto nel finale a sorpresa, verrà svelata.