Grande festa letteraria

Secondo appuntamento della Stagione di Prosa 2019/20 del Teatro di Pisa. Il Maestro e Margherita, tratto dal capolavoro di Michail Bulgakov, per la regia di Andrea Baracco, è sul palco del Verdi sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre. Sabato 30 alle 18, in “Sala Titta Ruffo”, gli attori della Compagnia dialogheranno con il pubblico in un incontro coordinato da Igor Vazzaz, docente universitario e critico teatrale. Come è stato scritto, tra lirismo e ironia Bulgakov ha reso Il Maestro e Margherita una “grande festa letteraria” piena di invenzioni, colpi di scena, situazioni tragicomiche e grottesche e riferimenti al folklore russo. 

La storia, nella fedele riscrittura teatrale di Letizia Russo, ha come originale protagonista Woland, il diavolo, qui interpretato da Michele Riondino, apprezzato al cinema e sul piccolo schermo nella serie Il giovane Montalbano. Sotto le mentite spoglie di un esperto di magia nera, visita una cupa e astratta Mosca creandovi scompiglio. Con la sua bizzarra combriccola (il valletto Korov’ëv, il gatto Behemot e la strega Hella), il diavolo, intromettendosi nella conversazione tra il poeta Ivan e l’intellettuale Berlioz, presagisce l’imminente morte dello stesso Berlioz, evento che avverrà molto presto. Il poeta, preso così da una crisi di follia, viene portato in una clinica psichiatrica dove s’intrecceranno le storie del Maestro (Francesco Bonomo), uno sfortunato scrittore, e la sua amante Margherita (Federica Rosellini), ambita da Woland come sua regina per il sabba, il ballo infernale. Qui si consuma la tormentata storia d’amore tra il Maestro e Margherita alla quale si legano l’irruzione del diavolo nel mondo umano e il processo a Jeshua Ha-Nozri portato avanti da Ponzio Pilato, in un gioco narrativo di specchi nel quale le vicende si intrecciano continuamente. Commenta così il regista Andrea Baracco: «In questo romanzo, basso e alto convivono costantemente creando un gioco quasi funambolico, pirotecnico, in cui ci si muove sempre sulla soglia dell’impossibile, del grottesco, della miseria e del sublime. A volte si ride, a volte si piange, spesso si ride e piange nello stesso momento. Insomma, si vive, sempre». Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria con il contributo speciale della Brunello Cucinelli Spa in occasione dei 40 anni di attività dell’impresa.