È toscana la Locandiera

Al Teatro di Pisa, all’alba del mese di novembre, anche la Stagione di Prosa inaugura il suo cartellone 2019/20. Il primo titolo è un capolavoro del teatro di tutti i tempi: La locandiera di Carlo Goldoni, al Verdi sabato 2 e domenica 3 novembre, è allo stesso tempo uno spettacolo dai sapori tutti toscani. Amanda Sandrelli è nei panni di Mirandolina, la toscanissima compagnia Arca Azzurra Teatro, che coproduce insieme al Teatro Stabile di Verona, è protagonista della scena che, come Goldoni precisa nella prima didascalia, è ambientata a Firenze. La regia è di Paolo Valerio e dell’aretino Francesco Niccolini. 

Se La locandiera è un capolavoro senza tempo è anche perché il personaggio principale, qui in una impostazione più moderna e felicemente interpretato dalla Sandrelli, come scrivono Paolo Valerio e Francesco Niccolini nelle note di regia «è una donna feroce, orfana, abituata a comandare, a difendersi e a lottare. Lottare su più fronti: lotta per portare avanti la locanda dopo la morte del padre, lotta contro quattro uomini in contemporanea, lotta per affermare la forza e la dignità di una donna amazzone, in un mondo in cui le donne sono solo oggetto di piacere o di disprezzo […] Basta conoscere le donne toscane, intelligenti e loquaci ma calcolatrici e autoritarie, per convincersi che Mirandolina è una di loro. È civilizzatissima e fine d’ingegno come i fiorentini quando lo sono: è donna che si è fatta a contatto coi forestieri, ma mantiene intatta la naturale rudezza toscana, vestita di belle e sciolte parole. Tiene a bada quattro uomini contemporaneamente e a tutti e quattro si rivela diversa, perché il suo desiderio intimo è piacere, ma anche perché, piacendo, la cassa si rimpingua. La civetteria di Mirandolina non è frivolezza, è calcolo». Adattamento e drammaturgia sono di Francesco Niccolini. Con Amanda Sandrelli, in scena Alex Cendron e i componenti storici della compagnia dell’Arca Azzurra: Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci.