Dittico finale di Stagione

La Stagione Lirica del Verdi si chiude all’alba del mese di marzo con il sesto e ultimo appuntamento in cartellone, che è un dittico: Edipo Re di Leoncavallo, in forma semiscenica, e La voix humaine di Poulenc su testo di Jean Cocteau, venerdì 1 e domenica 3 nell’allestimento del Teatro Comunale di Bologna firmato da Emma Dante. Titoli molto diversi tra loro, questi due atti unici, introdotti sabato 23 febbraio alle 11 nell’ultima presentazione-aperitivo di quest’anno nel Foyer del Teatro. Parleranno il direttore artistico Stefano Vizioli, il musicologo e saggista Fulvio Venturi e il M° Daniele Agiman che dirigerà lo spettacolo. 

Ruggero Leoncavallo

Edipo Re è l’ultima opera di Ruggero Leoncavallo, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della morte. Ed è un esempio tipico di opera scritta a misura di interprete, in questo caso per quello straordinario cantante-attore che era il grande baritono pisano Titta Ruffo. Furono riservate a lui le pagine più significative come il toccante monologo conclusivo. Composta su libretto di Forzano, che si attenne scrupolosamente alla vicenda narrata da Sofocle, Edipo re rimase incompiuta per la morte del suo Autore e fu in seguito completata da Giovanni Pennacchio. Esordì postuma all’Auditorium Theatre di Chicago il 13 dicembre 1920, con il Titta protagonista. Per i critici americani quest’opera fu «un’impressionante riproduzione del vecchio spirito nei termini della musica moderna». Leoncavallo aveva dunque centrato solo in parte l’obiettivo che lo aveva mosso a comporre quest’ultimo suo lavoro, quello di mostrare di poter andare oltre l’ispirazione verista e di dar vita a un nuovo linguaggio musicale. La voix humaine è di tutt’altra natura. Nata nel 1930 come piéce teatrale frutto dello straordinario genio di Jean Cocteau, fu messa in musica nel 1957 da Francis Poulenc e debuttò il 6 febbraio 1959 all’Opéra-Comique di Parigi. Cocteau ne rimase colpito e gratificò il compositore sottolineando come avesse fissato una volta per tutte il modo di rendere i suoi testi. Un monologo che tiene avvinto lo spettatore dall’inizio alla fine con unica protagonista Elle, una donna che, in un continuo flusso di stati d’animo, è alla prese con una lunga telefonata con l’amante intenzionato a rompere la relazione. Cavallo di battaglia delle più grandi cantanti-attrici, a Pisa ne sarà interprete Anna Caterina Antonacci. La voix humaine è stato altresì un grande successo nel teatro e nella cinematografia dove l’interpretazione della sofferenza dell’abbandono ha visto brillare stelle come Ingrid Bergman, Sophia Loren e soprattutto Anna Magnani. Ai rapporti de La voix humaine con il teatro e il cinema è dedicato un ulteriore incontro aperto a tutti, lunedì 25 febbraio alle 11 in aula G2 del Dipartimento di Civiltà e forme del sapere in via Trieste, condotto dalla docente di cinema italiano Chiara Tognolotti e da Stefano Vizioli. L’incontro prevede anche la visione di brani di spettacoli e film tratti dall’opera.

Questo dittico che conclude la Stagione unisce due titoli che sono sì assai diversi tra loro, ma che allo stesso tempo sono legati da un fil rouge comune: come rileva nelle sue note di sala il M° Daniele Agiman, «in entrambi gli atti unici si parte da una condizione di dolore (in Voix humaine la consapevolezza di una separazione e del dolore conseguente, in Edipo la tragedia di una città che subisce la peste quale punizione collettiva per una colpa che scopriremo essere individuale) per giungere ad un disvelamento che non posso che definire metafisico: dolore come condizione dell’umano, in linea con la tradizione che da Tucidide arriva a Nietzsche ed alle tragedie storiche del ‘900».