Alessandro Preziosi è Van Gogh

La Stagione di Prosa si appresta al giro di boa con il quarto degli otto spettacoli previsti in cartellone. E rinnova l’appuntamento con Alessandro Preziosi, applaudito dal pubblico pisano nel Don Giovanni di Molière in stagione 2014/15 e oggi protagonista in Van Gogh. L’odore assordante del bianco, al Teatro Verdi sabato 26 e domenica 27 gennaio. Il testo è il primo scritto da Stefano Massini, anche autore de L’ora del ricevimento che fu sul nostro palcoscenico nel 2017, interpretato da Fabrizio Bentivoglio. Con Van Gogh, Massini vinse il Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005. 

È il 1889 e tra le sbiadite pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul si consuma il dramma di Vincent Van Gogh, il cui solo desiderio è uscire da quelle mura, da quel luogo in cui non c’è altro colore che il bianco. Le sue speranze si ripongono in una inattesa visita del fratello Theo, che cerca di convincere a farlo uscire da quel carcere psichiatrico. Dal testo di Massini, una drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, nasce uno spettacolo che, scrive Maurizio Giammusso per l’Huffington Post, «si rivela una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività. Difficile non seguire emotivamente lo svolgersi di questa storia di disperazione di un uomo troppo creativo e geniale per il suo tempo. La recitazione di Preziosi, giustamente sopra le righe, e la scrittura netta e coinvolgente di Stefano Massini ci consegnano uno spettacolo fra i più interessanti della stagione». Così il regista Alessandro Maggi dalle sue note di regia: «Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh – internato nel manicomio di Saint Paul de Manson – e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso. Lo spettacolo è aperto contrappunto all’incalzante partita dialogica. Sottinteso. Latente. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà. La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto». Nel cast con Preziosi, Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Genchi, Vincenzo Zampa. Scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, disegno luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta, musiche di Giacomo Vezzani. Supervisione artistica dello stesso Alessandro Preziosi, produzione Khora.teatro, TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo.