Di Lucia il dolce suono

Quarto titolo della Stagione Lirica del Verdi, in programma venerdì 18 e domenica 20 gennaio dopo la promozionale scuole e sociale di mercoledì 16, Lucia di Lammermoor è un appuntamento molto atteso anche per un’assenza dal palcoscenico pisano che dura dall’anno 2000. Il capolavoro romantico di Gaetano Donizetti è stato rappresentato molto frequentemente nei vari teatri della città a partire dalla prima pisana al Ravvivati nel 1838, che seguiva di tre anni il debutto assoluto al San Carlo di Napoli, fino a tutti gli anni Trenta del Novecento per poi farsi evento raro. In epoca moderna, prima dell’inizio di questo secolo, una sola messa in scena nel nostro teatro nella stagione del 1981. 

Alessandro Luongo durante le prove dell’opera

In quelle rappresentazioni all’ombra della Torre, diversi tra i maggiori interpreti del firmamento lirico si sono avvicendati nei ruoli principali. Erminia Frezzolini, Eugenia Tadolini, Lina Pagliughi. Titta Ruffo al Politeama Pisano nei panni di Enrico nel 1898. Aureliano Pertile, Galliano Masini, Afro Poli, più avanti Carlo Tagliabue e Mario Basiola. Grandi artisti a cui aggiungiamo i baritoni pisani Lelio Casini nel 1890 e Marcello Rossi nel 1946. In particolare Lucia di Lammermoor è sempre stata un cavallo di battaglia per interpreti leggendarie, a partire dalla prima Lucia della storia, Fanny Tacchinardi Persiani, fino a Maria Callas, Renata Scotto, Joan Sutherland, Mariella Devia. Come annota Stefano Vizioli, direttore artistico per le attività musicali del Teatro di Pisa e regista dell’opera, Lucia è «una donna oppressa da un potere maschile che la perseguita la soffoca e l’annienta per conseguire i propri scopi e i propri interessi». Casi come il suo, prosegue il M° Vizioli nelle note di regia, «si hanno purtroppo in tutte le epoche; a una definizione storica troppo filologica, ho personalmente reputato interessante individuare un côté più “borghese” della vicenda, un mondo ottocentesco, con le sue miopie e ristrettezze, gretto e maschilista, legato al mito del potere e del denaro, pronto a sacrificare affetti e onore per conseguire un effimero successo».

Questo nuovo allestimento di Lucia di Lammermoor è realizzato dal Teatro di Pisa in coproduzione con Opéra Nice Côte d’Azur. Nuova la coproduzione che vede insieme a Pisa il Teatro del Giglio di Lucca dove l’opera sarà di scena il 22 e 24 febbraio. Per la regia Stefano Vizioli si è ispirato a un allestimento da lui stesso curato nel 2002 per il Saint Louis Opera Theater e riproposto successivamente nel 2006 all’Opera di Sainkt Gallen. Sul podio, a dirigere l’Orchestra della Toscana, il M° Michael Güttler, direttore di vaglia che lavora da molti anni con la Wiener Staatsopera ed è direttore ospite stabile del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Il pubblico pisano ha avuto modo di applaudirlo in occasione dell’ultima edizione di Danteprima, quando ha diretto in Piazza dei Cavalieri la Dante Symphonie di Liszt. Coro Ars Lyrica preparato dal M° Marco Bargagna. Gli interpreti principali, giovani artisti ormai affermati sui maggiori palcoscenici, sono tutti e tre al debutto nel ruolo. Lucia è il soprano Sarah Baratta, che torna a Pisa dopo essere stata la Regina della Notte nel Flauto Magico di due anni fa, firmato da Lindsay Kemp. Tuttavia, per il protrarsi di una sua indisposizione, nelle recite pisane di venerdì e domenica la parte sarà interpretata dal soprano Marigona Qerkezi, che nel personaggio di Lucia ha già debuttato nel 2017 al Teatro Lirico di Cagliari e al Teatro Petruzzelli di Bari. Il fratello Enrico è il baritono Alessandro Luongo, che proprio a Pisa, nelle prime edizioni del Progetto Opera Studio (a partire da Il cappello di paglia di Firenze del 2001 fino al ruolo di Polifemo nell’Acis e Galatea del 2004), dette inizio a una grande carriera. Edgardo è il tenore Alessandro Luciano, già Roméo a Pisa nel Roméo et Juliette che aprì la Stagione 2010/11. Un passato in Opera Studio (fu protagonista di Paride ed Elena nella stagione 2007/2008, anno in cui fu prima Lindoro nell’Italiana in Algeri) anche per il tenore Carlos Natale, qui lord Arturo Buclow. Al ritorno anche il basso Andrea Comelli, qui Raimondo Bidebent e già Pietro l’eremita nella Pia de’ Tolomei che inaugurò la scorsa stagione. Infine Valeria Tornatore nel ruolo di Alisa e Didier Pieri, anche lui già più volte applaudito interprete nella nostra città, in quello di Normanno.

Questa Lucia di Lammermoor presenta oltretutto alcune novità da evidenziare per il pubblico pisano. Verrà eseguita nell’edizione critica sull’autografo di Jesus Lopez Cobos, con il ripristino quindi di molti dei numerosi tagli solitamente in uso. E ancora, per la scena della pazzia, vi sarà il suono particolarissimo della glass-harmonica di Sascha Reckert, lo strumento a bicchieri inventato da Benjamin Franklin e voluto da Donizetti per la prima dell’opera al San Carlo di Napoli e poi perlopiù sostituito dal flauto.