Il Dittico è un unicum

Il terzo titolo della Stagione Lirica del Verdi, sono due. Il Dittico buffo napoletano, nuova produzione del Teatro di Pisa in scena domenica 9 dicembre alle 15.30 dopo la promozionale scuole di venerdì 7, unisce infatti i deliziosi intermezzi settecenteschi La vedova ingegnosa e Il Maestro di Musica, di rara esecuzione ed entrambi alla prima rappresentazione pisana. Il primo, musica di Giuseppe Sellitti, è presentato nell’edizione critica a cura di Marilena Laterza. Il secondo, arie di autori vari tra cui Pergolesi e ancora Sellitti, nella nuova edizione critica a cura di Carlo Ipata e Alessio Bacci. Sul podio lo stesso M° Carlo Ipata, Orchestra Auser Musici, regia di Marco Castagnoli, scene di Alejandro Contreras. 

La vedova ingegnosa consiste in due intermezzi del maestro di cappella napoletano Giuseppe Sellitti. Composta nel 1735 su libretto di Tommaso Mariani, è ricca di riferimenti alla commedia dell’arte, priva di moralismi e con un pizzico di gusto divertito e leggero per la parodia e il grottesco. Il Maestro di Musica, titolo senz’altro più noto, è un pastiche, un intermezzo per musica in due atti di natura comica attribuito a Pergolesi, ma che in realtà contiene arie di altri autori e vanta nel tempo molteplici versioni. Composto su libretto di Antonio Palomba, è basato sull’Orazio che Pietro Auletta aveva rappresentato a Napoli nel 1737. Fu messo in scena per la prima volta a Parigi il 19 settembre 1752 dalla Compagnia di Eustachio Bambini, che già aveva destato un’ampia eco all’Opéra rappresentando, dello stesso Pergolesi, La serva padrona. E fu proprio questo pastiche a dare il via alla celebre querelle des bouffons. Al gioco del “pasticcio” guardano anche alcune scelte musicali compiute per questo dittico. Annota Carlo Ipata, infatti, che «avendo bisogno di una Sinfonia di apertura (gli intermezzi per loro natura ne erano sprovvisti) abbiamo utilizzato quella del Geloso Schernito (opera a lungo attribuita al Pergolesi) come ouverture della Vedova ingegnosa. Un’altra sinfonia, proveniente da un Fondo Musicale pisano dal quale già abbiamo attinto la Trio sonata di Vivaldi, sarà eseguita fra le due parti sempre della Vedova Ingegnosa. Manco a dirlo, sulla Sinfonia in questione si trova la scritta: “Del Sig. Pergolese”».

In questa nuova produzione il Dittico diventa una specie di fantasiosissimo unicum, vista la scelta di unire giocosamente le due vicende come fossero parte di una stessa storia, come se «fossero una conseguenza dell’altra – spiega Marco Castagnolivissute da un personaggio apparentemente esterno alla storia, un giovane “sognatore”, che dapprima le evoca distrattamente, per arrivare quindi a viverle direttamente in prima persona. Un processo creativo, questo, che ha aperto la possibilità di unire anche due universi dimensionali completamente diversi: il mondo reale, rappresentato dal personaggio, e quello favolistico in cui le storie hanno luogo. Ed è per questo motivo che la vicenda si addentra sempre più, nel suo svolgersi, in dimensioni sempre più irreali e immaginarie». Dimensioni irreali che raggiungono la loro massima espressione – scrive lo scenografo Alejandro Contreras«man mano che il Dittico procede, fino ad arrivare a trasformarsi in un gioco da tavolo dove la relazione tra i personaggi e la storia si dipanano come una progressione attraverso le diverse zone che abbiamo preparato per il pubblico e dove la vis comica è in crescendo».

Insieme a Ipata, Castagnoli e Contreras, completano il team creativo la costumista Cristina Ricci e, per le illustrazioni di scena, Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni, alias Imaginarium Creative Studio. Il disegno luci è di Michele Della Mea. Nel cast figurano tre giovani specialisti nel repertorio barocco: il soprano Martina Barreca e il basso Niccolò Casi, vincitori delle audizioni indette mesi fa dal Teatro di Pisa e da Auser Musici per cantanti under 35 proprio per questo Dittico, e il tenore Alberto Allegrezza, già apprezzato la scorsa stagione ne Il Girello di Melani. Nei panni del “sognatore”, il giovane attore pisano Giovanni Toscano, reduce dal recente successo nel nuovo film di Paolo Virzì Notti magiche.