Curtatone in musica e vernacolo

Il 29 maggio 2018 ricorre il 170° anniversario della battaglia di Curtatone e Montanara (1848). Nell’ambito del vasto programma di celebrazioni organizzate dall’Università di Pisa, lunedì 28 maggio al Teatro Verdi, ore 21.30, si terrà lo spettacolo Gli studenti pisani a Curtatone. L’epopea del ’48 in musica e vernacolo. Gli attori Lorenzo Gremigni, Leonardo Ferri e Fabiano Cambule del Crocchio Goliardi Spensierati reciteranno il poema in vernacolo pisano Curtatone di Dino Varani, in alternanza con il Coro dell’Università di Pisa che, diretto da Stefano Barandoni e accompagnato al pianoforte da Silvia Mannari, eseguirà una serie di cori verdiani e canti patriottici risalenti al periodo risorgimentale, alcuni dei quali proprio del 1848. L’ingresso è libero a invito: gli inviti ancora disponibili saranno distribuiti il 28 maggio direttamente presso l’Ufficio Informazioni del Teatro Verdi dalle 9 alle 20.30

Così annota Lorenzo Gremigni: «La gloriosa pagina di storia scritta dal battaglione universitario pisano-senese sul campo di Curtatone il 29 maggio 1848 viene riproposta questa sera in una inconsueta e coinvolgente rappresentazione artistica che fonde endecasillabi vernacoli con musiche del periodo. Il poemetto in vernacolo pisano dal titolo Curtatone, di cui si offrono alcuni stralci, venne pubblicato nel 1911 dal poeta Dino Varani (pseudonimo di Dario Vanni) con l’intendimento di ripercorrere per intero in scorrevoli terzine la vicenda degli scolari pisani alla prima guerra d’Indipendenza. L’opera poetica del Vanni, unica nel suo genere, si segnala sia per l’accuratezza nella ricostruzione storica di avvenimenti e personaggi sia per il vigore espressivo della narrazione, che alterna sapientemente accenti epici e momenti commoventi, senza negare spazio alla gioconda spensieratezza dei vent’anni che contraddistinse gli scolari fin sul campo di battaglia. Il fluire della vicenda, che parte proprio dalle aule della Sapienza in un mattino del marzo 1848, è accompagnato dalle musiche che caratterizzarono l’epoca infiammando gli animi dei “giovani ardenti d’italico ardore”. Dalle scapigliate canzoni patriottiche di stampo popolaresco ai più impegnati inni (anche a firma di compositori illustri) che in abbondanza circolavano nei salotti e nei teatri, fino a celeberrimi brani d’opera divenuti icona di una speranza di riscatto collettivo: la vera e propria colonna sonora di un periodo tra i più affascinanti e complessi della nostra storia nazionale. L’esecuzione del poemetto è preceduta dalla lettura del Sant’Ambrogio di Giuseppe Giusti, qui in una inconsueta interpretazione che alterna le coinvolgenti ottave della narrazione e le stesse musiche ricordate nel testo come ispiratrici di questi fortunati versi del poeta di Monsummano».