Iris con tanto Giappone

In prima pisana il 20 marzo 1904, l’Iris di Mascagni fu l’ultima opera lirica rappresentata nel nostro teatro sotto l’originaria denominazione di Teatro Nuovo. Al Verdi verrà riproposta in sole altre otto occasioni fino alla Stagione 2006/2007. La “decima” pisana di Iris, in versione integrale, è sabato 13 e domenica 14 gennaio, in una nuova coproduzione tra il capofila Teatro Goldoni di Livorno, il Kansai Nikikai Opera Theater di Osaka, il Teatro di Pisa e il Teatro del Giglio di Lucca. Per la regia di Hiroki Ihara, presentata in anteprima a Osaka lo scorso maggio, è un’Iris più giapponese che mai. Alle 11 di sabato la presentazione-aperitivo nel Foyer, coordinata da Stefano Vizioli, con interventi del direttore artistico del Goldoni Alberto Paloscia, del M° Daniele Agiman e del soprano Paoletta Marrocu. 

In prima assoluta quasi 120 anni fa, il 22 novembre del 1898 al Teatro Costanzi di Roma, lo stesso teatro in cui otto anni prima con Cavalleria rusticana si era rivelato il genio di Pietro Mascagni, Iris riscontrò subito un gran successo e per molto tempo è stato uno dei titoli più visitati dell’intero repertorio operistico. Tuttavia non è mai stata considerata opera dalla presa emotiva immediata. In Iris, infatti, come annota il direttore d’orchestra di questa nuova coproduzione Daniele Agiman, «Mascagni realizza, in piena unità di intenti con Illica, la sua “opera più filosofica” (così si esprime nelle lettere scritte nel periodo della composizione del lavoro), un’opera in cui il pubblico è chiamato non ad assistere ad una vicenda, ma a riflettere contemporaneamente allo svolgersi della vicenda stessa…. e che vicenda! La più sordida trama che si potesse scegliere diviene il pretesto per una contemplazione delle vicende umane di cosmica portata: ad inizio e fine, il Sole, divinità concreta ed astratta insieme, canta un inno che ci dice della sua costante presenza come “grande occhio”, che contempla ma non partecipa alla vicenda terrena della fanciulla giapponese». Un’opera molto rappresentata dicevamo, ma non così spesso nella nostra città. Dopo la prima al Nuovo del 1904 i pisani dovettero attendere dieci anni, ma nel 1914 ebbero l’occasione di vedere lo stesso Maestro Mascagni salire una volta sul podio, esattamente per la quarta delle sette recite in programma. Mascagni “si allungò” a Pisa dalla sua Livorno, dove si trovava per dirigere la sua Parisina al Goldoni. La terza volta di Iris a Pisa fu altri dieci anni dopo: nel 1924 il tenore pisano Narciso Del Ry indossò i panni di Osaka.

Il cast di questa nuova Iris è il risultato del Mascagni Opera Studio, il progetto del Teatro Goldoni che si è avvalso della collaborazione del Rotary Club Livorno e si è concluso con una masterclass condotta dal soprano di fama internazionale Paoletta Marrocu, anche protagonista del ruolo di Iris alla recente prima livornese e a Pisa sabato sera. Infatti il cast impegnato è doppio: nel ruolo di Iris, sabato Paoletta Marrocu e domenica Valentina Boi, Manrico Signorini e Fulvio Fonzi si alternano nel ruolo del padre cieco, Paolo Antognetti e Samuele Simoncini in quello di Osaka, Carmine Monaco d’Ambrosìa e Keisuke Otani nel ruolo di Kyoto. Completano Alessandra Rossi e Maria Salvini (entrambe nelle duplici vesti di Dhia e di Guècha), Didier Pieri (Un Cenciaiolo / Un Merciaiolo), Tommaso Tomboloni e Marco Innamorati (Due Cenciaioli). Orchestra Filarmonica Pucciniana, Coro Ars Lyrica, Maestro del Coro Marco Bargagna. Coro aggiunto per Inno del sole istruito da Luca Stornello. La parte visiva della produzione è interamente nipponica, con le scenografie di Sumiko Masuda, i costumi originali di Tamao Asuka e le coreografie di Rina Ikoma.