Per un anno con Cechov

Fare Teatro torna in scena a cavallo tra novembre e dicembre con i suoi “veterani”. In Sala Titta Ruffo dal 28 al 3 alle 21 (il 30 anche matinée scuole alle 10) il Laboratorio di recitazione di 3° livello si cimenta con uno dei testi più complessi, studiati e rappresentati del teatro europeo: Il Giardino dei Ciliegi, l’ultimo capolavoro di Anton Cechov prima della sua morte. Il coordinamento e la regia sono di Franco Farina, Cristina Lazzari e Luca Biagiotti. La nuova traduzione è di Monica Santoro, che fu allieva di Prima del Teatro diversi anni or sono e oggi è attrice di qualità formatasi in Russia, dove ha vissuto e lavorato per 14 anni. Biglietti disponibili a 12 euro, ridotto studenti 7 euro. 

Così Franco Farina, a proposito de Il Giardino dei Ciliegi: «Non si capisce a pieno la grandezza dell’opera se non lavorandoci in vista di uno studio scenico. Non se ne possono apprezzare le profondità, le delicatezze, le compassionevoli contraddizioni dell’animo umano che Cechov incornicia e mette in luce nel costruire questo suo capolavoro. Una scrittura che è profondamente scrittura per il teatro, distillata dalla sapienza dei suoi racconti, ma che attende anime vive che la incarnino, che la rifacciano vivere tutte le volte in maniera diversa, replica dopo replica, tutte le volte diversa edizione dopo edizione». Un anno è durato l’impegno dei giovani partecipanti al laboratorio su questo immane capolavoro: dodici mesi di ricerca, dedicati a capire non solo Cechov, ma anche come poter continuare a sviluppare ciascuno il proprio percorso all’interno dell’arte teatrale. L’acquisizione di competenze tecniche attoriali si è così intrecciata con lo studio di tutte le opere teatrali di Cechov, in una miriade di scoperte e di difficoltà che li ha condotti poi all’incontro con l’opera del Giardino su cui focalizzare tutto ciò che avevano appreso. «L’idea è che il percorso fosse più importante dell’esito scenico – sottolinea ancora Farina – e che la messa in scena fosse necessaria per un ultimo gesto di comprensione e non come il cristallizzarsi in bella copia che uccide il rinnovarsi della ricerca, una ricerca che deve continuare di replica in replica».

Protagonisti in scena sono Giulia Bargagna, Giulia Bechi, Ludovica Brocchi, Isabella Covelli, Federico Cristiani, Raffaella De Pietro, Luca Di Natale, Eugenio Fortunato, Elena Fustini, Matilde Genovesi, Sara Genovesi, Eloisa Parton, Rebecca Poggianti, Tommaso Ricci, Eugenio Saccon, Chiara Saviozzi, Maria Giulia Toscano, Alessio Venturini, con la partecipazione di Giovanni Oligeri.