La prima volta di Pia

Il secondo step della Stagione Lirica del Teatro Verdi, dopo l’inaugurazione del cartellone con il Concerto di Gala dello scorso 24 settembre, è una prima assoluta pisana: Pia de’ Tolomei di Gaetano Donizetti è in scena nel nuovo allestimento del Teatro di Pisa coprodotto con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Goldoni di Livorno, in collaborazione con Spoleto Festival USA, sabato 14 e domenica 15 ottobre, recite che seguono le prove aperte e una promozionale per scuole, sociale e operatori turistici. Sul podio il giovane Maestro americano Christopher Franklin, regia di Andrea Cigni

Pia de’ Tolomei fu composta da Donizetti su libretto di Salvatore Cammarano per il Teatro La Fenice di Venezia ma ebbe la prima rappresentazione il 18 febbraio 1837 all’allora Teatro Apollo per la distruzione del La Fenice a causa di un incendio. L’opera venne poi rivoluzionata da Donizetti per il Teatro di Senigallia nella successiva estate e di nuovo rielaborata per il San Carlo di Napoli nel 1838. A Pisa, come già fu a Venezia nella Stagione 2004/05, Pia de’ Tolomei è allestita nell’edizione critica di Giorgio Pagannone basata sulla versione veneziana con il finale primo di Senigallia. L’opera si basa sul personaggio della nobildonna soave e pudica descritta da Dante nel canto V del Purgatorio.
È storia di gelosia, morte e perdono, dove il contrasto tra la protagonista e i personaggi maschili principali si svolge all’interno di una giustapposizione più ampia e simbolica: affetti soavi e teneri per lei, violenza passionale e malvagità per gli altri. L’intera opera, del resto, vive di limpide simmetrie all’interno di una solida struttura drammaturgica, che conferisce forti significati espressivi alle forme musicali convenzionali. Così Andrea Cigni, che torna al Teatro Verdi dopo molti anni, nelle sue note di regia: «La vicenda si svolge nel XIII secolo dopo Cristo ma non è una storia necessariamente ‘rappresentabile’ solo in quell’epoca. È un racconto che probabilmente vive di un’universalità tematica che ha attraversato i secoli, quella della moglie creduta fedifraga, uccisa dal marito ingiustamente. Il tutto si svolge in Toscana, in quella terra di Siena ben presente nell’immaginario collettivo tra colline e città turrite e ricche di arte». Ecco così che la vicenda viene spostata tra gli anni ‘30 e ‘40 del Novecento, prima della 2^ Guerra Mondiale, in una Toscana descritta attraverso alcuni elementi scenici e con riferimenti alla cinematografia novecentesca. «Nella mia visione – spiega ancora Cigni – Pia è una donna dolce, amante dell’arte, amante della propria terra, innamorata del marito e sensibile ai doveri coniugali che rispetta in virtù di un sentimento puro. Vive proteggendo, nel corso di un’imminente possibile guerra che sta prospettandosi, alcuni capolavori dell’arte (specialmente toscana) di varie epoche, tele ed oggetti, che rappresentano proprio la sua amata terra». Un racconto, dunque, fatto d’interni e di esterni, di luoghi nei quali s’intrecciano vicende private e vicende politiche, seppur marginali, e scontri affettivi, di rifiuti e di gelosie di grande forza. Un’opera da non perdere che ha, come conclude Giorgio Pagannone nel suo saggio per il programma di sala, «una melanconia “che tocca il cuore”. In quest’opera arriviamo a commiserare tutti i personaggi – Pia in primis, per il suo atroce e insensato sacrificio – perché tutti restano vittime del caso; o meglio, il caso ne mette a nudo tutte le fragilità, una volta innescato il meccanismo micidiale della gelosia. È come se, contemplandoli dall’alto, li vedessimo soli e chiusi nelle loro pene, ma non senza un brivido di umana partecipazione, grazie alla felicissima vena melodica di Donizetti».

Il cast dell’opera, che comprende molti artisti ‘nati’ nelle varie edizioni passate del progetto Opera Studio: Valdis Jansons (il 14) e Mauro Bonfanti (il 15) si alternano nel ruolo di Nello della Pietra, Francesca Tiburzi e Sonia Ciani in quello di sua moglie Pia, Marina Comparato e Kamelia Kader interpretano il ruolo di Rodrigo, Giulio Pelligra è Ghino, Andrea Comelli l’eremita Piero, Silvia Regazzo è Bice, la damigella di Pisa. Completano Claudio Mannino (Lamberto, antico familiare de’ Tolomei), Christian Collia (Ubaldo, familiare di Nello), Nicola Vocaturo (il custode della Torre di Siena). Coro Ars Lyrica, Maestro del Coro Marco Bargagna. Scene di Dario Gessati, costumi di Tommaso Lagattolla, luci di Fiammetta Baldiserri.