Consigli per le letture estive

Per prepararsi alle Stagioni 2017-2018 del Teatro di Pisa, consigliamo alcuni titoli, ascolti e visioni per il relax estivo. Shiller, Nissim, De Filippo e Bennett sono solo alcuni degli autori da scaricare nei kindle da spiaggia. Tanto per iniziare, dopo l’ennesima trionfale vittoria a Wimbledon dell’eroe svizzero di questi anni, Roger Federer, che ha sostituito la balestra con la racchetta da tennis, consigliamo di approfondire la leggenda di Guglielmo Tell, eroe svizzero per eccellenza dal 1300 in poi, quando si racconta che il ribelle cacciatore, abile nell’uso di freccia e balestra, negò la riverenza al potente asburgico di turno. Gravissimo oltraggio, come se oggi in Nord Corea non ci si fermasse a omaggiare la statua del dittatore Kim Jong-un. Superata la terribile prova di colpire una mela sulla testa del figlio, l’arciere svizzero innesca la rivolta del suo popolo contro la dominazione straniera. Guglielmo Tell sarà nei secoli successivi il protagonista di varie opere poetiche e teatrali, ma la sua figura accenderà soprattutto la fantasia degli autori romantici, particolarmente sensibili al tema della libertà nazionale. Nel 1804 Friedrich Schiller gli dedicò l’omonima tragedia, incentrata sull’anelito alla libertà di tutto un popolo. Dal testo di Schiller fu tratto il libretto del Guglielmo Tell di Rossini, l’ultima opera del grande compositore italiano rappresentata per la prima volta all’Opéra di Parigi nel 1826 e a Pisa nel 1867, per l’inaugurazione del Regio Teatro Nuovo.
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Sembra che in Svizzera addirittura i clacson dei vecchi autobus extraurbani riprendano l’incalzante riff dell’ouverture: al Teatro Verdi avremo modo di riascoltare alcuni brani dell’opera sia nel Concerto di Gala del 24 settembre, che apre le celebrazioni del 150enario dall’apertura del Teatro Verdi, sia in primavera, nello spettacolo dello Spellbound Contemporary BalletRossini Ouvertures”, che invece celebra i 150 anni dalla morte del compositore pesarese.
Più locale l’eroe di un’altra guerra, quella partigiana, rievocato in uno spettacolo che meritatamente è inserito nel cartellone della Prosa, dopo un debutto lo scorso aprile nei circuiti alternativi delle province di Pisa e Lucca: “Il silenzio degli eroi semplici”, di Piero Nissim, in programma al Verdi a fine gennaio 2018, è la storia del padre Giorgio Nissim, ebreo pisano sfollato a Lucca, che nel 1943 riuscì a mettere in salvo centinaia di perseguitati dal nazifascismo, con l’aiuto di una staffetta eccellente, il campione di ciclismo Gino Bartali. Due le letture consigliate: “Giorgio Nissim. Memorie di un ebreo toscano” Carocci editore, 2005, a cura di Liliana Picciotto e “Giorgio Nissim. Una vita al servizio del bene” di Alfredo De Girolamo, Giuntina Editore.

Eroina tragica per eccellenza, dipinta nell’immaginario collettivo con il volto di Maria Callas nella Medea di Pasolini del 1969, non salverà né se stessa né i suoi figli. Questa Medea da Euripide in scena al Verdi il prossimo 21 ottobre è la ripresa dello spettacolo di vent’anni fa di Luca Ronconi, che scelse uno dei suoi attori prediletti per il ruolo della creatura misteriosa e magica protagonista del dramma, dotata di un potere talmente sinistro da poter essere interpretata anche da un uomo. Al Verdi Franco Branciaroli sarà una Medea en travesti, come nel 1996 con Ronconi, come gli attori del teatro di Euripide, nel V secolo avanti Cristo, chiamati a interpretare dietro le maschere i ruoli sia maschili che femminili.
E se gli eroi di tutti i giorni sono i padri e le madri, suggeriamo di leggere o rileggere, magari sulla sdraio o sull’Amaca mentre i figli giocano a riva, “Gli sdraiati” di Michele Serra (Feltrinelli Ed., 2015), storica penna del quotidiano La Repubblica, alle prese col conflitto generazionale. In questo “Father and Son”, one man show di un’altra firma della comicità intelligente italiana, Claudio Bisio, per la regia di Giorgio Gallione, e presto al cinema per la regia di Francesca Archibugi, un padre “coltiva il sogno di fare insieme al figlio una scalata, per arrivare in cima a un certo colle, da lui considerata una sorta di iniziazione virile” (da recensione di Maria Grazia Gregori) .
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Ci piace associarlo a un’altra lettura altamente consigliata, “Le Otto Montagne” di Paolo Cognetti (Einaudi, 2016), recentemente insignito del Premio Strega, storia di un padre e un figlio sulle cime delle Alpi, e poi del figlio senza il padre, e di un’amicizia che solo in montagna può sopravvivere, dove conta l’essenziale.

Per chiudere con una rinfrescante tappa oltremanica, un romanzo inglese apparentemente non impegnato, ma che spalanca il vuoto delle vite coniugali, svaligiate da abitudini e routine: “Nudi e crudi” di Alan Bennett, autore di culto del teatro contemporaneo (La pazzia di re Giorgio, 1996, The History Boys, 2004) è un testo che in Italia non era ancora stato tradotto per la scena, che vedremo al Verdi il prossimo 16 dicembre per la regia di Serena Sinigaglia.
È la storia di una coppia di mezza età che dopo una serata a teatro torna a casa, ma i ladri hanno portato via tutto, persino le applique degli interruttori della luce. I due reagiscono in maniera opposta: lei si sente stranamente sollevata, lui invece si arrabbia e si incupisce sempre più. Il contrasto tra i due rende la commedia spumeggiante e impietosa, complici i vari personaggi dal più fine humour inglese. L’omonimo best seller da cui è tratta si può leggere in lingua originale The Clothes they stood up in, 1996 o nella traduzione edita da Adelphi nel 2001.
Buona lettura e buone vacanze a tutti!

Info e Abbonamenti presso la biglietteria del Verdi e sul circuito Vivaticket a partire dal 12 settembre, vai su www.teatrodipisa.pi.it

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