Consigli di lettura per l'estate

Anche quest’anno il Teatro Verdi di Pisa ha presentato le sue nuove stagioni di Lirica Danza e Prosa, oltre ai Concerti della Normale, in una serata di luglio in cui tra slides di bilancio e resoconti istituzionali, si affacciano i volti e i personaggi che vedremo. Suggeriamo un percorso di letture e visioni estive per assaggiare solo alcuni dei titoli in cartellone, a partire dal Frankenstein di Mary Shelley, in una nuova edizione che ne riconduce l’origine al soggiorno pisano della scrittrice inglese nel 1818, passando per De Filippo e tanta drammaturgia contemporanea italiana (Stefano Massini, Francesco Niccolini, Edoardo Erba), senza trascurare di pregustare le Short Stories firmate da Carolyn Carlson, autrice di “poesie visive” – piuttosto che coreografie – sin dagli anni ’70, che danzerà a Pisa con l’immutata leggerezza dei suoi 74 anni in uno dei tre soli in programma il 30 marzo 2017 in una serata a lei dedicata. Ma per suggellare l’inizio dell’autunno ci vuole una Tempesta, adattamento del cosiddetto testamento teatrale di Shakespeare presentato da Armando Punzo con la Compagnia della Fortezza di Volterra, al primo appuntamento nel calendario della Prosa il 29 ottobre prossimo, subito dopo il debutto della Lirica con RigolettoI detenuti attori della Fortezza saranno laceri naufraghi di una drammaturgia senza un arco narrativo, da cui emergono le ombre dei personaggi di Shakespeare, impersonato dallo stesso Punzo. Dopo la Tempesta, che ha debuttato il 25 luglio al Volterrateatro festival, è in realtà il frutto di un lavoro enorme di rilettura di tutto il corpus shakespeariano, “un cimitero della cultura occidentale (…) in cui si aggirano, allucinati, i personaggi che furono Calibano, Otello, Desdemona”, come scriveva già lo scorso anno Renato Palazzi su Delteatro descrivendo il lavoro preparatorio. Solo un’attenta rilettura del Giulio Cesare, Re Lear, Antonio e Cleopatra, Troilo e Cressida, Tito Andronico, La bisbetica domata, Pene d’amor perdute, Romeo e Giulietta, il Mercante di Venezia, La dodicesima notte, Molto Rumore per Nulla, Otello Macbeth, Coriolano, Pericle, oltre che naturalmente La tempesta, potrà far gustare fino in fondo questo tripudio di echi tuoni e stridii, accompagnati dalla lancinante colonna sonora di Andrea Salvadori.
Anche Eduardo De Filippo, a fine carriera, su invito dell’editore Einaudi, si impegnò in una personale traduzione de La tempesta di Shakespeare in un napoletano del Seicento in parte filologico in parte inventato. L’opera venne incisa nel 1983 su un nastro audio e mai pubblicata: interprete di tutti i personaggi, ad eccezione di Miranda, Eduardo amplificava la potenza del testo con la sonorità napoletana. Ma per dilettarsi a leggere la lingua partenopea si potrà riprendere il testo di Non ti pago, ultima regia di Luca De Filippo, venuto a mancare proprio l’anno scorso durante la tournée e degnamente sostituito da Gianfelice Imparato, un brillante Don Ferdinando cui hanno rubato i soldi che suo padre ha fatto vincere a un altro, dandogli i numeri in sogno, ma forse per sbaglio.
Ben più tragico Il Filo dell’acqua segnato invece da un’altra tempesta, quella dell’alluvione del ’66, che investì Firenze e tutto il corso del’Arno, cui si ricuce la narrazione di Francesco Niccolini a 50 anni di distanza, in scena il 5 e 6 novembre prossimi.
Un’estate di Rosso e Nero come questa, bagnata dal sangue dei molti attentati in Europa, ci fa concentrare infine non tanto sui delitti descritti da Stendhal, ma sul contrasto su cui ancora molti si interrogano delle tavolozze di colore di Mark Rothko.
Black over red, il titolo del brano che sarà interpretato dalla stessa Carolyn Carlson la sera del 30 marzo a Pisa per la stagione di danza, è anche un libro, un piccolo saggio della Carlson intitolato Dialogo con Rothko, una lettura di Untitled (Black, Red Over Black on Red), 1964, una riflessione sul celebre quadro ospitato al Centre Pompidou di Parigi. Annota la coreografa: “Una pittura che vi avvolge, che aspira a un’infinita meditazione: le forme quadrate dei suoi lavori sono l’espressione più intensa di una semplicità che rimanda direttamente all’essenziale. Nessuna interpretazione è necessaria”.
Eppure su quel rosso e nero si sono interrogati, solo in Italia e di recente, anche Romeo Castellucci della Socìetas, che con il suo The Four Seasons Restaurant, del 2013, ha accennato alla storia del gran rifiuto dell’artista a cedere le sue tele al lussuoso ristorante di Manhattan che gliele aveva commissionate, mentre il Teatro dell’Elfo è ancora in tournée con Rosso, la pièce di John Logan ispirata alla biografia del pittore americano di origine russe, maestro dell’espressionismo astratto, morto suicida nel 1970.
Nuove riletture schiudono infinite interpretazioni e inedite associazioni, come quella di un pool di artisti tutti legati a Pisa e tutti di grande esperienza professionale, un’esperienza che da tempo li ha resi famosi ben oltre i confini del nostro territorio: i pluripremiati Sacchi di Sabbia, la band de I gatti Mézzi con il loro cantautorato sapientemente jazz e popolare, il noto comico e versatile chansonnier Marco Azzurrini, l’apprezzatissimo pittore, nonché grafico e illustratore Guido Bartoli, e Gipi, uno dei pochi re della graphic novel. Tutti insieme hanno ricostruito la sinistra “leggenda” del dott. Franco Stone, misterioso scienziato pisano del ‘700, che pare si dedicasse all’applicazione del galvanismo sui cadaveri di esseri umani. Forse Mary Shelley nei suoi numerosi soggiorni pisani venne a conoscenza di questa storia? Forse il Dottor Victor Frankenstein, capace di generare la vita dalla morte, era pisano? Ecco il punto di partenza di questo racconto teatral-musicale, in bilico tra ricostruzione storica e fantasy-gotico, che chiuderà la stagione di prosa l’8 e il 9 aprile. Da settembre maggiori info sui singoli spettacoli, gli abbonamenti e le promozioni. Buone vacanze e buona lettura dalla redazione di Yorick!