Pur ti riveggo, mia dolce Aida

Ancora un tutto esaurito, e con discreto anticipo, nella Stagione Lirica pisana. Il titolo Aida, al Verdi sabato 30 e domenica 31 gennaio, basta a spiegarne il motivo. Grand-opéra verdiano tra i più eseguiti nei teatri di tutto il mondo, ultima rappresentazione a Pisa in Stagione 2011/12, nella nostra città è “soltanto” alla diciottesima messa in scena da quella prima al Teatro Nuovo l’11 marzo del 1876. Poco più di quattro anni dopo la prima assoluta del 24 dicembre 1871 al Teatro del Cairo, a cui seguì il debutto italiano alla Scala nel febbraio 1872. In questo inizio di 2016 Aida torna a Pisa nell’allestimento che Franco Zeffirelli creò per il piccolo Teatro di Busseto quindici anni fa, facendo da subito storia. 

La Storia, quella dell’Aida a Pisa, iniziò dunque in quel marzo 1876. Diverse curiosità sono riconducibili a quell’evento. Anzitutto quella messa in scena segnò una novità per l’allora Teatro Nuovo anche per quanto riguardava il podio. Per la prima volta fu sostituito il Maestro pisano Luigi Quercioli, fino a quel momento direttore di tutte le opere rappresentate nel nostro Teatro dopo il Guglielmo Tell che lo inaugurò nel 1867. Giuseppe Verdi e l’editore Ricordi esigettero un direttore di loro fiducia, così Quercioli dovette cedere il posto a Ettore Contrucci dopo dieci anni di egemonia. A quello stesso spettacolo si trovò ad assistere un Giacomo Puccini quasi diciottenne. Leggenda voleva che il futuro Maestro fosse venuto da Lucca a piedi, teoria poi smentita come può evincersi attingendo alla tesi di laurea del Dott. Luigi Nannetti, Università di Pisa anno accademico 2003/2004. Secondo un articolo pubblicato in quei giorni su La Provincia di Lucca, si ricava dall’elaborato, “Giovedì sera un buon numero di lucchesi si recarono a Pisa in treno speciale per udire l’Aida, e verso le due di notte fecero ritorno”. Si informava poi che anche per le rappresentazioni successive “partirà da Lucca un treno speciale che ripartirà da Pisa un’ora dopo lo spettacolo”. Ben si capisce come sia molto improbabile che Puccini si sia voluto accollare una tanto faticosa scarpinata. Un’altra curiosità ci porta al ventesimo secolo, precisamente al dopoguerra. In prossimità delle due recite di Aida al Teatro Verdi nel novembre 1948, un manifesto tanto allusivo quanto esplicito affisso dal Teatro stesso riportava: “Per ingiustificata malattia di PICCHI e CALLAS canteranno in AIDA Mario Filippeschi e Maria Pedrini”. Dal tono utilizzato, da quella eloquentissima espressione “per ingiustificata malattia”, si comprende come i due artisti, il tenore Mirto Picchi e il soprano che sarebbe poi diventata la grande Maria Callas, dovevano essere venuti meno agli accordi per motivazioni non proprio giustificabili. E, guarda caso, alla fine di quel mese i due debuttarono nei rispettivi ruoli in Norma al Teatro Comunale di Firenze! Va detto tuttavia che i due sostituti risultarono più che all’altezza, a partire dal tenore pisano Filippeschi.

L’Aida in programma nella Stagione Lirica 2015/16 è una coproduzione fra il Teatro Verdi e il Teatro Sociale di Rovigo. La regia di Zeffirelli è ripresa da Stefano Trespidi, sul podio dell’Orchestra Filarmonia Veneta il M° Marco Boemi. Nei ruoli principali si alternano nelle due recite Donata D’Annunzio Lombardi e Rachele Stanisci (Aida), Giovanna Casolla e Sanja Anastasia (Amneris), Leonardo Caimi e Dario Di Vietri (Radamès). Sergio Bologna interpreta Amonasro, Elia Todisco è Ramfis.