Eneide 2.0

I prossimi 11 e 12 dicembre il Verdi di Pisa ospita la trionfale tournée di Eneide, un nuovo canto, spettacolo/concerto della compagnia Krypton, remake dello spettacolo cult del 1983 in cui a suonare dal vivo erano i giovanissimi Litfiba, riproposto a 30 di distanza grazie a una campagna di crowdfunding che ha reso il quadruplo delle attese. Sul palco, nell’atmosfera high tech che da sempre contraddistingue i lavori dei Krypton, il mito di Enea e della fondazione di Roma viene interpretato da alcuni dei musicisti di allora, Maroccolo, Aiazzi e Magnelli, e dall’aedo Giancarlo Cauteruccio, voce corpo e mente della compagnia, mentre la voce off di Ginevra di Marco regala il canto a Didone e Lavinia.

“Cantiamo l’eroe che per primo da Troia, dall’insanguinato mare di Ilio, profugo straniero sbarca clandestino, Enea”. Impossibile non accostare il mito fondativo di Roma alle storie di oggi di migranti e profughi, spiega Cauteruccio. Ma le immagini di tempeste, approdi, accoglienze di popoli stranieri, la discesa agli inferi, l’incontro col re Latino e la guerra coi Rutuli scorrono senza le corazze di plastica, i neon e il plexiglass di allora. I frammenti di testo vengono restituiti dalla musica, e molto di più sono protagonisti i musicisti, che nell’83 suonavano fuori dalla scena fluo di un elettrorock un po’ artigianale. Nella riedizione del 2014 il basso di Gianni Maroccolo e le tastiere di Antonio Aiazzi e Francesco Magnelli sono al centro della scena, e ogni scena è una canzone, nel solco della tradizione artistica dei Krypton, sempre alla ricerca della relazione tra corpo tecnologia e musica dal vivo.

Oltre ai Litfiba, ci piace ricordare le collaborazioni con Franco Battiato, Il Parto delle Nuvole Pesanti, che in “Roccu U Stortu” hanno travolto anche a Pisa il pubblico del Sant’Andrea Teatro, e Meg dei 99 Posse che faceva Ariel in una indimenticabile Tempesta di Shakespeare del 2002. Non è certo l’inno di Elio e le storie tese “Litfiba tornate insieme”, ma è certamente uno degli eventi teatrali dell’anno, imperdibile per chi lo ha visto 30 anni fa e per chi passerà i prossimi 30 anni sperando di rivederlo.