La forma della bellezza

Ci siamo. Questo fine settimana, sabato 8 e domenica 9 novembre in prima regionale, è il momento di Santo Genet, il nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza che apre la Stagione Teatrale 2014/2015 del Teatro di Pisa. Lo spettacolo giunge al termine di un’attesa vissuta le ultime due settimane in un percorso di avvicinamento denominato Verso Genet, un omaggio alla Compagnia della Fortezza realizzato attraverso presentazioni di libri, laboratori nelle scuole superiori, una lectio magistralis di Armando Punzo alla Scuola Normale Superiore, un incontro nel carcere Don Bosco e due bellissime mostre fotografiche allestite nel nostro Foyer e ancora visitabili. 

La Stagione Teatrale cofirmata dalla Fondazione Teatro di Pisa e dalla Fondazione Toscana Spettacolo, che parte da un incremento degli abbonamenti del 5,8% rispetto alla passata annata e quindi sotto i migliori auspici, non potrebbe avere un avvio migliore visto pure il grosso successo riscosso da Santo Genet al debutto nella versione definitiva, lo scorso 17 ottobre al Teatro Menotti di Milano. Coproduzione di VolterraTeatro/Carte Blanche e Tieffe Teatro, regia e drammaturgia di Armando Punzo, presentato a luglio in anteprima assoluta nel carcere di Volterra in occasione del festival VolterraTeatro, Santo Genet ha superato le attese imponendosi come spettacolo-evento della stagione dei festival prima ancora dell’inizio della tournée. Da parte della critica è un’ovazione unanime: “…uno spettacolo bellissimo, tra i più belli della compagnia. Forse il suo capolavoro” (Il Sole 24 Ore), “Una full immersion di due ore abbondanti tra colori vividi, figure barocche, musiche, canti, parole tuonanti e penetranti da cui si esce storditi, confusi, ma felici per una profonda ragione: è un inno alla ‘nascita del possibile’ dopo la morte, dopo il ‘funerale del reale’” (Avvenire), “La Compagnia della Fortezza riempie i nostri occhi di spettatori di una magnificenza onirica che ci lascia senza fiato. E senza fiato ci lasciamo attraversare da una bellezza che ferisce” (Nazione Indiana).

Per la creazione di Santo Genet la Compagnia della Fortezza ha attraversato tutta l’opera di Jean Genet, scrittore, drammaturgo e poeta francese che con le sue parole ha saputo più di altri trasformare la materia vile in oro, strappare la bellezza al dolore, immaginarla dove c’era orrore. Partendo da una riflessione sulle logiche di inattualità che abitano la stanza-carcere in cui da ventisei anni opera la Compagnia, Genet offre la possibilità di raccontare del carcere come teatro, come luogo in cui si vive un tempo fuori dall’ordinario, in cui avvengono cose che non possono accadere nella vita reale. A luglio il carcere ha dunque ospitato le stanze segrete del castello di Irma, un “castello interiore” pieno di meraviglie, quello che nella sua ricerca coltiva da tutti questi anni Armando Punzo con la sua Compagnia. Molteplici specchi dorati inseguivano gli spettatori nei cunicoli pieni di altarini, velluti neri, marmi, pizzi e fiori, costringendoli al confronto con il moltiplicarsi di rifrazioni e sovrapposizioni della loro presenza fino all’esplosione emotiva nel cimitero abbagliante dell’esterno, tra colori, violini, euforiche processioni e litanìe struggenti. Con la sua abilità registica Punzo è riuscito a ricostruire questa stessa atmosfera nello spazio del Teatro Menotti, per farne una sorta di santuario in cui celebrare ogni sera il funerale del reale e il rito della nascita del possibile. La poesia, l’oro, il barocchismo scenografico, la musica trascinante, i costumi preziosi di Santo Genet arrivano sul palcoscenico e si incontrano in un teatro totale, per dare forma visibile alla bellezza, alla libertà interiore, alla perfezione morale, a quella Santità che Armando Punzo esplora da anni nella sua riflessione artistica.

Le musiche originali eseguite dal vivo e il sound design sono di Andrea Salvadori, le scene di Alessandro Marzetti, Silvia Bertoni e Armando Punzo, i costumi di Emanuela Dall’Aglio, i movimenti di Pascale Piscina. I biglietti sono ancora disponibili al Botteghino del Teatro Verdi, al nuovo punto biglietteria in funzione al Porto di Marina di Pisa e su tutti i canali del circuito Charta-Vivaticket, con prezzi che vanno dai 10 ai 30 euro. Tra gli sconti si evidenziano il 50% per gli under 26 e per gli studenti dell’Università di Pisa.