Aspettando Santo Genet

Dopo l’avvio della Stagione Lirica, con il mese di novembre che è alle porte inizierà la Stagione Teatrale 2014/2015 del Teatro Verdi, presentata in conferenza stampa il 21 ottobre dai Presidenti delle due Fondazioni che l’hanno organizzata unitamente, Giuseppe Toscano per la Fondazione Teatro di Pisa e Beatrice Magnolfi per la Fondazione Toscana Spettacolo. Il cartellone, otto titoli dal consueto altissimo livello qualitativo, sarà inaugurato sabato 8 e domenica 9 novembre dal grande ritorno della Compagnia della Fortezza che presenterà al pubblico pisano il suo Santo Genet. Fino al 28 ottobre è possibile sottoscrivere nuovi abbonamenti, mentre dal 4 novembre partirà la prevendita dei biglietti per tutte le rappresentazioni della Stagione.

L’apertura con Santo Genet, drammaturgia e regia di Armando Punzo, vuole anche essere un riconoscimento a una Compagnia attiva da oltre 25 anni, più volte premio UBU, che proprio sul palcoscenico del nostro Teatro, era il dicembre del 1993, uscì per la prima volta fuori dal carcere con lo spettacolo Marat Sade. Oggi, dopo il primo studio presentato la scorsa estate al festival Volterra Teatro, la Compagnia continua ad attraversare l’opera di Genet con uno spettacolo il cui titolo è tratto dal saggio che Jean Paul Sartre dedicò nel 1952 all’amico Jean Genet. Spettacolo che, a Pisa, è preceduto da un programma di iniziative di avvicinamento raccolte sotto il titolo di Verso Genet. Il 24 ottobre alle 16, una lectio magistralis di Armano Punzo nella Sala Azzurra della Scuola Normale, introdotta dalla professoressa Anna Barsotti. Il 28 ottobre alle 17, un incontro di Punzo al Teatro Verdi con gli allievi di Fare Teatro, allargato a tutti gli studenti degli Istituti Superiori, nel corso del quale verrà presentata l’azione scenica a loro dedicata (Mercuzio non vuole morire – IX capitolo, il 5 novembre alle 16 nel Foyer del Teatro). Il 29 ottobre, un incontro di Armando Punzo e Aniello Arena con i detenuti del Carcere Don Bosco. Nella stessa data, la presentazione alla SMS Biblio dei due libri È ai vinti che va il suo amore di Armando Punzo e L’aria è ottima (quando riesce a passare). Io, attore, fine-pena-mai di Aniello Arena. Dal 29 ottobre al 9 novembre due mostre fotografiche nel Foyer, Una radicale bellezza di Stefano Vaja e Lo sguardo eccentrico di Carlo Gattai. Il 7 novembre, su prenotazione, trenta persone avranno infine la possibilità di assistere all’allestimento di Santo Genet.

Il proseguo del cartellone, che si esaurirà nel prossimo mese di marzo, vedrà il ritorno a Pisa di protagonisti di spicco a partire, in tre repliche dal 12 al 14 dicembre, da Alessandro Preziosi che  firma e interpreta Don Giovanni di Molière (ovviamente inserito nel festival dongiovannesco “Una gigantesca follia”). Il 10 e 11 gennaio torna anche Stefano Accorsi, di nuovo per la regia di Marco Baliani, con Decamerone – vizi virtù e passioni. Il 24 e 25 gennaio è la volta del ritorno del Teatro del Carretto con Iliade, spettacolo cult che rinasce a 26 anni di distanza dalla sua prima messa in scena. Il 14 e 15 marzo di quello della compagnia Lombardi-Tiezzi che chiude la Stagione con Non Si Sa Come di Pirandello, splendida prova d’attore di Sandro Lombardi e dei suoi coprotagonisti. Tornando indietro sul calendario, il 7 e 8 febbraio, al posto del preannunciato Riccardo III di Alessandro Gassmann, assisteremo a una rivisitazione shakespeariana molto particolare, l’Otello di Luigi Lo Cascio, protagonisti Vincenzo Pirrotta, lo stesso Lo Cascio, Valentina Cenni e Giovanni Calcagno. Il 14 e 15 febbraio uno spettacolo di forte impegno civile: dal libro del Presidente del Senato Pietro Grasso Liberi tutti, anche da noi arriva Dopo il silenzio, drammaturgia di Francesco Niccolini e Margherita Rubino, regia di Alessio Pizzech, protagonisti Sebastiano Lo Monaco, Mariangelo D’Abbraccio e Turi Moricca. A completare il quadro, il 28 febbraio e 1° marzo si ripropone uno dei grandi classici di teatro e cinema americano, La gatta sul tetto che scotta di Tennessee Williams. Vittoria Puccini interpreta il ruolo che valse a Liz Taylor la nomination agli Oscar come protagonista del film del 1959 di Richard Brooks, Vinicio Marchiori quello che fu di Paul Newman.