Questo non è uno spazio del passato

…ma è uno spazio che esiste ancora oggi” così oggi Jean Guy Lecat – décorateur e scenografo teatrale, per trent’anni collaboratore di Peter Brook, al Teatro Rossi Aperto, durante la tre giorni di workshop su “Lo spazio scenico tra tradizione e innovazione – un progetto di trasformazione del presente”, cui hanno aderito una cinquantina di partecipanti, più numerosi uditori delle sessioni pomeridiane. Stasera concerto del Trio Somerset e Carlo Ipata, domani chiusura a tavola rotonda sui beni comuni con Salvatore Settis e Ugo Mattei

Per festeggiare i quattro mesi dalla riapertura, il Teatro Rossi Aperto ha organizzato il primo workshop internazionale sull’allestimento dello spazio scenico. Un’occasione per pensare, condividere e allestire lo spazio in maniera innovativa ufficializzando il primo passo del recupero progressivo grazie alla gestione diretta degli stessi cittadini. Insieme ai cittadini e ai partecipanti lo scenografo Jean Guy Lecat sta cercando le possibili soluzioni d’intervento per riportare in vita gli spazi del teatro, ponendo l’attenzione a un ambiente che diviene agorà, piazza d’incontro fra culture e saperi differenti, come già da mesi il palcoscenico del Rossi suggerisce con le sue finestre e porte aperte sulle strade della città.
Insieme a Lecat, altre esperienze a confronto: il Teatro Comandini di Cesena, con Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio; il Funaro di Pistoia, con Gianluca Mora, Antonella Carrara e Lisa Cantini;  il Teatro Sociale di Gualtieri, Reggio Emilia.
Intérieur-des-Bouffes-du-Nord-©Patrick-TourneboeufTutti spazi storici in disuso protagonisti di progetti nazionali e internazionali di recupero funzionale, come Les Bouffes du Nord di Parigi , un teatro riaperto proprio da Peter Brook nel 1974, chiuso dagli anni ’30, alle spalle della Gare du Nord, e riaperto in sei mesi dalla folgorante scoperta del regista inglese. “Alle Bouffes du Nord – scriveva Brook nel ’74 – si resta colpiti dalla nobiltà delle proporzioni, ma allo stesso tempo, questa qualità è vanificata dall’apparenza rude del luogo. Questi due aspetti si fondono insieme. Se si restaurasse perfettamente il teatro, la bellezza dell’architettura perderebbe in qualche modo la sua forza e diventerebbe un inconveniente”.
Per discutere insieme anche dei controversi aspetti legali della riapertura del Rossi, domani 8 febbraio dalle ore 17.30 alle 19.30  “Bene storico-artistico/Bene comune. L’arte tra tutela, normative giuridiche e nuovi modelli di progett/azione partecipata”, Conversazione con Salvatore Settis (archeologo e storico dell’arte, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa dal 1999 al 2010, autore del recente Azione popolare, cittadini per il bene comune, Einaudi) e Ugo Mattei (giurista, professore di Diritto internazionale comparato, autore del manifesto Beni Comuni, ed. Laterza). A seguire interventi e testimonianze sulle trasformazioni del presente e i nuovi spazi di creazione. Saranno presenti Teatro Valle Occupato di Roma, il Cinema Palazzo di San Lorenzo, sempre a Roma, Teatro Garibaldi Aperto di Palermo.

Per finire, concertone alle 21.30  con Les Anarchistes in Alessandro Danelli – voce, Nicola Toscano – chitarre, Max Guerrero –  live electronics, con la partecipazione di Ellie Young – violoncello.

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