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Nel weekend Colazione a teatro

di Simone Rossi 27 gennaio 2012 | Categorie: GeneraleProsa, Stagioni

Lo scorso novembre Colazione da Tiffany è tornato nelle sale cinematografiche cinquant’anni dopo l’uscita, restituendo a molti l’opportunità di godere sul grande schermo di un film ancora freschissimo e splendidamente restaurato. La nuova definizione della pellicola riconduce per le strade di una New York che, vecchie automobili a parte, potrebbe essere tranquillamente quella di oggi e soprattutto regala agli occhi del pubblico moderno una Audrey Hepburn che per quanto possibile appare ancora più incantevole e seducente. Sulla scia ideale di questo ritorno a mezzo secolo di distanza, Colazione da Tiffany è anche sul palcoscenico. La nuova produzione della Compagnia Gli Ipocriti, regia di Piero Maccarinelli, protagonisti Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia nei ruoli che nel film sono della Hepburn e di George Peppard, ha debuttato in prima nazionale a Pistoia a metà gennaio ed è al Teatro Verdi sabato 28 alle 21 e domenica 29 gennaio alle 17.

Riprende corpo così la storia di Lulamae Barns, alias Holiday Golightly, la giovane fascinosa e spontanea che vive di prostituzione d’alto bordo in quel piccolo universo un po’ bizzarro dell’East End newyorkese, e del suo incontro con Paul Varjak, promettente e spiantato scrittore giunto da poco nella Grande Mela. Ma lo spettacolo non recupera del tutto i toni leggeri della commedia cinematografica di Blake Edwards, romantica e dal classico lieto fine americano. Maccarinelli, per mezzo del collaudato adattamento teatrale di Samuel Adamson, si rifà maggiormente all’omonimo romanzo di Truman Capote del 1958 da cui la vicenda è tratta, un testo più duro, e in cui un lieto fine non c’è. Focalizzato su un’umanità dal futuro incerto, come quello della protagonista stessa che è ancora più spontanea, spaventata e coraggiosa allo stesso modo, a tratti scandalosa e dalla sessualità incerta. Una delle difformità per cui Truman Capote non fu contento della trasposizione su celluloide, lui che quel ruolo lo aveva immaginato perfetto per Marilyn Monroe.

Proprio alla Monroe ha pensato di conseguenza Francesca Inaudi per la sua interpretazione di Holly. Una delle migliori giovani attrici italiane, torna in teatro dopo una lunga assenza in cui si è dedicata al cinema collezionando successi. Per citarne alcuni, Dopo Mezzanotte di Ferrario che le valse la Grolla d’oro 2005 al Festival di S. Vincent, N – Io e Napoleone di Virzì per il quale è stata candidata come migliore attrice non protagonista ai Nastri d’Argento 2007, il cortometraggio Insula di Eric Alexander per cui ha vinto il premio di miglior attrice al Festival del Corto di Fano 2010, Noi credevamo di Mario Martone dove ha ottimamente interpretato una giovane Cristina di Belgioioso. Lorenzo Lavia, figlio d’arte, è già noto al pubblico pisano per le performance nell’Avaro di qualche anno fa e in Misura per Misura, entrambi messi in scena dal padre Gabriele. A completare il cast, Mauro Marino, Flavio Bonacci, Anna Zapparoli, Vincenzo Ferrera, Giulio Federico Janni, Cristina Maccà, Ippolita Baldini, Riccardo Flori e Pietro Masotti.

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