Gabriele Lavia è il Malato immaginario


Questo week end al Teatro Verdi di Pisa il ritorno del regista che più di ogni altro incarna l’ossessiva volontà di tradire i classici. Sette anni dopo L’Avaro, che debuttò al Verdi con clamoroso successo, Lavia torna a rileggere Molière in chiave noir, oscillando tra il grottesco e l’orrore dei fantasmi. Ipocondriaco come il personaggio di Argante, Lavia si lancia in quest’avventura sfidandone la storia e la grandezza.

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