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Equilibrio emergente

di Simone Rossi 16 aprile 2010 | Categorie: Generale

Il Presidente Cortopassi presenta il bilancio 2009 del Teatro di Pisa

“Dopo un anno e cinque mesi di Consiglio di Amministrazione è la prima volta che ci vedete sorridenti…” Con questa frase che dice subito molto, il Presidente della Fondazione Teatro di Pisa Sergio Cortopassi apre la conferenza stampa indetta per la presentazione dei risultati d’esercizio 2009. Mattina di sabato dieci aprile, tipica location la Cantinetta del Verdi. Di fronte alla stampa locale, alla presenza del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi e di Silvia Panichi e Silvia Pagnin, assessori alla cultura rispettivamente del Comune e della Provincia, il Presidente mostra con evidente soddisfazione i dati che attestano i primi passi compiuti verso il risanamento aziendale del teatro, senza abbandonare la cautela comunque doverosa in una situazione ancora delicata. Riportiamo di seguito i tratti salienti della sua esposizione.

“…Anzitutto stiamo rispettando tutte le scadenze statutarie. Lo statuto prevede la predisposizione del bilancio entro il mese di aprile, siamo in largo anticipo e questo è un buon segno. Ma la cosa fondamentale è che, dopo molti anni, il bilancio del Teatro di Pisa si chiude con un avanzo di amministrazione, di oltre 74.000 euro (€ 74.667 ndr). Questa somma verrà destinata all’estinzione di una partita debitoria pregressa che dunque verrà cancellata senza chiedere apporti ai soci. Qualcuno potrebbe pensare che i problemi siano risolti, purtroppo non è così. Abbiamo solo superato la fase emergenziale, che in ogni caso è un risultato. L’avanzo di amministrazione non deve trarre in inganno: c’è stato un contributo straordinario della Regione Toscana di 140.000 euro che per il 2010 non è previsto, in più il contributo del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) è rimasto sugli stessi livelli dell’anno precedente mentre se ne attendeva un taglio del 17%. Si è potuto contare dunque su circa 240.000 euro che nel 2010 non avremo. In sostanza viviamo una situazione di incertezza istituzionale con la conseguente impossibilità di programmare perché non si sa mai su quali risorse si può contare. Questo ci rende la vita difficile. Ad ogni modo l’obiettivo del 2009 era di uscire da una situazione debitoria e ci siamo riusciti, possiamo pensare al futuro con un po’ di tranquillità in più. Gli obiettivi per il 2010 si possono sintetizzare in tre punti: 1) Stabilizzare i risultati del 2009, cioè rendere il raggiungimento dell’equilibrio un fatto standard. 2) Effettuare la riorganizzazione aziendale. È stato dato l’incarico alla Bocconi di Milano di studiare questo aspetto, entro giugno sapremo come sarà ristrutturata l’azienda teatro in un orizzonte di medio-lungo periodo. 3) Uscire dalla fase emergenziale in ottica triennale, questo come prosecuzione degli intenti del 2009.”

Tornando sull’anno trascorso, il Presidente si sofferma sugli elementi che hanno contribuito al conseguimento del risultato.

“Può dirsi che per questa prima annata gli obiettivi sono addirittura superati. Il CdA ha identificato quattro fattori di successo del medesimo ordine d’importanza: 1) La capacità di tenere sotto controllo la spesa, anche con l’eliminazione di tutte le consulenze non obbligatorie. Rispetto al 2008 sono stati tagliati costi per un milione e mezzo di euro in totale. Ovviamente sono diminuiti anche i ricavi, per un milione di euro, ma il calo degli oneri è stato più significativo. 2) La partecipazione attiva e responsabile degli operatori del teatro, che hanno dato prova di aver compreso come questo stesse giocando una partita decisiva. 3) Il forte sostegno dei nostri soci fondatori che, oltre a un appoggio morale comunque indispensabile, hanno garantito un supporto economico certo. 4) Il sostegno del pubblico, che ha risposto bene, dimostrando anch’esso di aver capito l’importanza della partita giocata. Non possiamo certo negare il costo culturale subito, ma la città ci è stata vicina.”

Cortopassi riprende poi il filo delle valutazioni sul futuro analizzando la situazione settore per settore.

“La Prosa è un settore che si può dire stabilizzato. L’esperimento con Fondazione Toscana Spettacolo ha dato ottimi risultati in termini sia qualitativi che quantitativi e così anche la collaborazione con Nonsolospettacolo. La dimensione che dobbiamo aspettarci sarà sempre di 8 spettacoli in cartellone per 16 repliche in totale, più 4-6 di Nonsolospettacolo. Tra l’altro questi ultimi sono un’offerta che non rappresenta costi per il teatro in quanto il rischio d’impresa è a carico del soggetto organizzatore. La Danza può dirsi altrettanto stabilizzata. Siamo uno dei pochi teatri toscani con una sua Stagione, e di buon livello. L’unico problema è rappresentato dalla ricerca di una struttura alternativa al Verdi per alcuni spettacoli di non grandissimo richiamo, pur buoni tecnicamente. La Danza è molto più di nicchia come forma di intrattenimento. La nostra media è di 400 spettatori ed è abbastanza alta, ma quando al Verdi ci sono 150 presenze si trasmette un senso di vuoto. E questa è una struttura che costa solo per il fatto di essere aperta. La Lirica è il settore che ci ha fatto penare, quello che ha pagato il prezzo più alto perché non è facile passare da una stagione fondata su classici a una diversa a tal punto. Poi senza contributi statali e regionali la Lirica non si fa, quindi abbiamo lavorato un anno per capire su cosa potevamo contare. Abbiamo firmato un accordo con la Regione, insieme ai teatri di Lucca e Livorno, che ci consente di avere un contributo annuo di 200.000 euro (600.000 complessivi per i tre teatri). Lo stesso accordo individua nell’Orchestra Regionale Toscana l’orchestra di riferimento. Tutto questo è una cosa ottima. I tre teatri devono trovare un filo conduttore unitario e noi crediamo in questo fermamente perché da soli non si va da nessuna parte. È necessario creare i presupposti per arrivare a un cartellone unico, ciascun teatro che partecipa a questo disegno bisogna che capisca di dover rinunciare a un pezzettino della sua autonomia.”

Si conferma inoltre l’attenzione all’intensa attività di formazione svolta dal Teatro di Pisa, della quale si rimarca la rilevanza strategica.

“Vogliamo perseguire la continuità in un’attività che per noi riveste un ruolo primario. Stabilizzare Fare Teatro e le sue produzioni, che hanno numeri di assoluto interesse (nel 2009 quasi 6000 spettatori, 35.000 euro di incassi, 20 spettacoli per 48 repliche, 183 classi coinvolte), e Prima del Teatro. Per questo sono state fatte scelte di bilancio anche difficili. Ad esempio, dal 2010 abbiamo deciso di destinare tutti i fondi provenienti da ARETUSA (l’Associazione delle scuole di Pisa, ndr) a Fare Teatro e tutti i contributi della Cassa di Risparmio di San Miniato a Prima del Teatro. La scelta unanime del CdA è di consolidare le nostre possibilità nel settore della formazione che è qualificante perché garantisce il rapporto con il futuro.”

Le conclusioni riflettono la serenità di chi sta mantenendo gli impegni presi.

“In definitiva, dovevamo individuare un percorso che garantisse al teatro un futuro meno incerto e crediamo di essere sulla buona strada. Ci siamo dedicati interamente a questo lavoro, abbiamo tagliato su tutto e siamo sempre vivi. Noi siamo soddisfatti, lasciamo all’esterno ogni altro tipo di valutazione.”

Hanno chiuso l’incontro gli interventi del sindaco e degli assessori, i quali hanno riconosciuto i risultati raggiunti e ringraziato il Presidente Cortopassi, il Consiglio di Amministrazione e i Sindaci Revisori per il lavoro svolto, sottolineando come ognuno nel proprio ruolo abbia contribuito alla buona riuscita iniziale di questo progetto di vitale importanza. Il primo cittadino ha espresso un auspicio, al quale ci associamo con convinzione: che il Teatro rimanga sempre un punto di riferimento per Pisa e sia al centro di quel piano di arricchimento culturale della città che è già in atto, in collaborazione con le associazioni e con gli altri soggetti presenti sul territorio.

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