DIDONE E ENEA ALLA REGGIA DI CARTAGINE

Sabato 10 aprile alle 21 penultimo appuntamento con la rassegna di danza del Teatro Verdi di Pisa: ennesimo incontro tra la grande musica e la coreografia contemporanea. L’opera barocca di Henry Purcell sull’amore tragico di Didone e Enea, cantato già da Virgilio nel IV libro dell’Eneide, viene rielaborato nella sperimentazione post classica di Matteo Levaggi, giovane coreografo del Balletto Teatro di Torino, già danzatore nell’Aterballetto di Mauro Bigonzetti.

Un felice ritorno al Verdi per la appassionante opera firmata dal compositore inglese Henry Purcell nel 1689, capolavoro dell’arte musicale barocca, dopo il successo riscosso dal Dido and Aeneas, Progetto CLOS OperaStudio nell’ambito della Stagione d’Opera 2006/2007 del Teatro di Pisa.
Questa volta senza coro e strumenti, musica pura in pura danza, come spiega lo stesso Levaggi:

“Con questo progetto vorrei abbandonare il concetto per cui un balletto, un lavoro d’invenzione di danza pura, si debba creare su musiche astratte, in spazi freddi, sull’onda di quel minimalismo che credo sia diventato un atteggiamento più che un concetto estetico vero e proprio, come poteva essere negli anni Sessanta. La danza non è “astratta”, è semplicemente danza come la musica è musica. Ciò che accade nella mia visione di Didone e Enea è l’incontro tra una musica famosa e importante e una danza semplice pensata per pochi danzatori in un luogo e in un momento precisi.
Qui trovo l’emozione, è qui che vorrei spingere il pubblico a guardare, nella totale assenza del dramma scritto in un dramma fatto di assenze concentrato sulla figura di Didone, la quale fin dall’inizio è perseguitata da un presagio che con una linea continua ma dinamica la porta alla morte, come una luce trovata accesa che piano piano si spegne”.

In questo lavoro la sensualità dell’amore tra l’eroe troiano figlio di Venere, destinato a fondare la stirpe Giulia degli imperatori romani, e la bella regina cartaginese, si dispiega nella scena algida di una struttura architettonica polifunzionale, in cui i 7 danzatori interpretano i fasti regali e il tormento dell’abbandono, senza mai concedere troppo alla narrazione iperdidascalica.
Decisamente più asciutto della pur eccezionale recente interpretazione del Dido and Aeneas di Sasha Waltz, che ha presentato in scena a Berlino e poi a Ferrara una vera piscina in cui danzatori natanti festeggiavano la vita di corte, Levaggi si inserisce a pieno nella scia dei più interessanti coreografi contemporanei alle prese con la grande tradizione musicale.

Formatosi alla scuola del Balletto Teatro di Torino tuttora diretto dalla prima ballerina del Teatro Regio negli anni ’70 Loredana Furno, Matteo Levaggi ha attraversato l’eccellenza della danza italiana (dal 1997 entra a far parte della compagnia Aterballetto) per poi scegliere una carriera libera, danzando in diverse produzioni tra cui Le memorie di Adriano, dove interpreta il ruolo di Antinoo accanto a Giorgio Albertazzi, o Io Giacomo Casanova, creato per il Festival di Atene del 2000 dalla coreografa americana Karole Armitage. Dal 1999, dopo il successo sorprendente di una sua prima creazione per la compagnia, Loredana Furno lo vuole coreografo stabile del Balletto Teatro di Torino, con il quale ha iniziato un suo personale percorso creativo centrato sulla costruzione propriamente coreografica e fondato sul lavoro quotidiano con i danzatori, creando così una nuova realtà italiana di compagnia di danza “d’autore”.
Il pubblico del Teatro di Pisa ricorderà il suo Caravaggio, realizzato nel 2004 su musica originale di Giovanni Sollima, e recentemente ripreso in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte del pittore.

Nel 2006, con Canto bianco in un momento di orizzonte verticale, presentato alla Biennale Danza di Venezia diretta da Ismael Ivo, Levaggi raggiunge gli onori della critica, “pièce di pura danza, capace di spezzare la sua energica pienezza con duetti e soli che creano poetici contrasti tra gli undici danzatori (compreso il coreografo). Una eccellente produzione, che onora la selezione italiana.” (Marinella Guatterini, Il Sole 24 Ore)
“Levaggi ama lavorare sul fronte formale della danza, in una dimensione estetica post-classica, ricercando ogni nuova via per mettere in tensione le membra dei danzatori e facendoli ondeggiare immergendoli in un gusto soft-sexy.” (Elisa Guzzo Vaccarino, Ballettanz Magazine)

In scena sabato sera Manuela Maugeri, Viola Scaglione, Valeria Vellei, Giuseppe Cannizzo, Gert Gijbels, Rosario Guerra, Vito Pansini.
Il disegno luci è firmato da Marco Policastro (già Spellbound Dance Company).
I costumi per questo spettacolo, la cui prima esecuzione si è svolta al Teatro Cilea di Reggio Calabria il 18 gennaio 2008, sono firmati da Manuela Dello Preite e Atelier Walter Dang.
Biglietti da un massimo di 23,00 Euro a un minimo di 7,00 Euro, con le consuete e varie riduzioni ed agevolazioni.
Per informazioni Teatro di Pisa tel 050-941111, www.teatrodipisa.pi.it