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Zingaretti e la sirena

di Yorick 25 febbraio 2010 | Categorie: GeneraleProsa

Al Verdi la lettura-spettacolo da un racconto di Tomasi di Lampedusa

La forza attrattiva della parola, la magia di un racconto in equilibrio perfetto fra realismo e mito, il carisma di un attore di spicco. Ecco le cifre che distinguono La Sirena, lettura emozionante e raffinata di Luca Zingaretti dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Al Teatro Verdi sarà il penultimo appuntamento della Stagione di Prosa 2009/2010, sabato 27 febbraio alle 21, domenica 28 febbraio alle 17. Un gioiello teatrale da un gioiello letterario. Lighea, scritto dall’autore de Il Gattopardo nell’ultimo scorcio della sua vita e pubblicato postumo da Feltrinelli nel 1961, è un piccolo capolavoro di scrittura e fantasia che Luca Zingaretti – sua l’elaborazione drammaturgica – esalta nella sua essenza in una lettura che ha affascinato critica e pubblico.

La storia inizia con l’incontro casuale fra due uomini, entrambi di origini siciliane, nel tardo autunno del 1938, in un Caffè di una Torino a loro estranea. L’uno, Paolo Corbèra, è un giovane giornalista. L’altro, il settantacinquenne Rosario La Ciura, è uno stimato senatore. I due a poco a poco entrano in una garbata confidenza e, tra riflessioni erudite, dialoghi sagaci, battute cinicamente ironiche, trascorrono il tempo conversando di letteratura, di antichità, di vecchie e nuove abitudini di vita, finché non emerge il ricordo di un antico e mai sopito amore del professore. Un amore assoluto e totalizzante nato in un caldo agosto siciliano di tanti anni prima per una creatura dal profumo mai sentito, “un odore magico di mare”, dalla voce che pareva un canto.

Solo in scena, accompagnato dalle musiche struggenti di Germano Mazzocchetti eseguite dal vivo dal fisarmonicista Fabio Ceccarelli, Luca Zingaretti dà voce ad entrambi i personaggi, restituendoci con la potenza della parola la poesia e i profumi di quella terra meravigliosa che è la Sicilia. Un grande appuntamento per chi ama la magia del racconto, ma anche per chi vuole apprezzare la grande forza, fluidità ed eleganza interpretativa di un attore che è nato in teatro con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e le regie di Luca Ronconi, prima di conoscere il successo di massa con le sue interpretazioni televisive (su tutte, il commissario Montalbano) e cinematografiche (la più recente, l’ultimo film di Pupi Avati, Il figlio più piccolo, nelle sale proprio in questi giorni). Zingaretti sa fare della parola uno strumento d’incanto e seduzione, modulandovi ora la tenerezza, ora l’ironia e scavandola fino al significato più piccolo.

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