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Una Tempesta tra realtà e illusione

di Simone Rossi 15 febbraio 2010 | Categorie: GeneraleProsa

Il 16 e 17 febbraio al Verdi La Tempesta di Shakespeare con Umberto Orsini

La Tempesta di Shakespeare, penultimo testo che il Bardo ha lasciato in eredità al mondo, è un titolo che il pubblico pisano conosce bene. Tra le occasioni in cui è stato rappresentato nella nostra città, in molti ricorderanno la messa in scena di Glauco Mauri, regista e attore nei panni di Prospero, che replicò più di duecento volte nelle stagioni 1996/1997 e 1997/1998 e fu in cartellone a Pisa all’inizio del ‘98. Roberto Sturno ricopriva il ruolo di Calibano. La Stagione di Prosa in corso del Teatro Verdi ritrova l’opera shakespeariana con la regia e l’adattamento di Andrea De Rosa e con un altro grande interprete del teatro italiano nelle vesti di Prospero, che è Umberto Orsini.

Andrea De Rosa, quarantenne napoletano, fra i registi più interessanti delle ultime generazioni, è l’attuale direttore dello Stabile di Napoli. La sua Tempesta, testo scelto per il suo essere metafora di contemporaneità (“sono tempi di tempesta”, ha detto) ha inaugurato con successo la stagione del teatro partenopeo San Ferdinando. «La tempesta di Shakespeare - scrive lo stesso regista - somiglia a un labirinto. Come in una casa di specchi, ogni volta che intravedi una via d’uscita, essa si rivela essere dalla parte opposta. Come in un miraggio o in un sogno, ogni volta che provi ad afferrare qualcosa, l’oggetto su cui credevi di aver messo le mani si dilegua. Finché capisci che ciò che conta non è l’uscita e che non c’è nulla da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dentro (restare dentro alle domande, al labirinto) è l’unica via.»

Una tempesta mentale, è stata definita questa rappresentazione. La commedia diventa il viaggio onirico di un uomo che ripercorre il suo dramma per riappropriarsi di una umanità che gli era sfuggita. Una rilettura psicologica, uno spettacolo in bilico fra realtà e illusione, dalla dimensione magica decisamente ridotta. Un testo che resta incentrato sulla figura di Prospero, mago e duca di Milano, cacciato con la figlia Miranda sull’isola deserta dal fratello Antonio sostenuto dal re di Napoli Alonso. L’odio che il duca prova nei loro confronti si scatena quando viene a conoscenza che le loro navi sono nei pressi dell’isola-prigione. Con l’aiuto dello spirito Ariel, Prospero fa scoppiare una tempesta che provoca il naufragio delle imbarcazioni e, una volta giunti anch’essi sull’isola, fa separare il re dal figlio Ferdinando. Quest’ultimo si innamora di Miranda che durante l’isolamento non ha mai visto altro uomo se non Calibano, creatura dagli istinti bestiali. I due giovani s’innamorano e vorrebbero sposarsi, ma il duca non acconsente e per incantesimo trasforma i naufraghi in animali. Non vorrebbe mai abbandonare i suoi propositi di vendetta, ma alla fine la ragione ha la meglio. Il Prospero di Umberto Orsini è un uomo provato e accecato dal desiderio di dominare gli altri, logorato dalla sete di rivincita. Intorno a lui si muovono gli altri personaggi, ridimensionati rispetto alla stesura originale. Calibano si mostra come un essere infantile e impaurito, fragile, non un mostro ma una sorta di disadattato psichico. Lo spirito Ariel sembra fuori dal fantastico. Vestito di nero, appare e scompare arrivando dall’alto lungo un simbolico drappo rosso. Sul piano dei simboli si manifesta il contrasto tra realtà e illusione. Gli abitanti dell’isola hanno l’apparenza di nostri contemporanei sia nel linguaggio che negli abiti, Miranda indossa una semplice sottana bianca, Prospero un cappotto ma nel finale svelerà la sua camicia seicentesca, i naufraghi indossano abiti del Seicento.

Il cast è di livello pregiato, tra nomi noti e attori più giovani. Al fianco di Orsini troviamo Flavio Bonacci (Antonio), Rino Cassano (Ariel), Gino De Luca (Ferdinando), Francesco Feletti (Sebastiano), Carmine Paternoster (Marinaio), Rolando Ravello (Calibano), Enzo Salomone (Gonzalo), Federica Sandrini (Miranda), Francesco Silvestri (Alonso), Salvatore Striano (Marinaio). Le scene e i costumi sono di Alessandro Ciammarughi, le luci di Pasquale Mari, il suono di Hubert Westkemper, le musiche di Giorgio Mellone.

La Tempesta, coproduzione Teatro Stabile di Napoli, Emilia Romagna Teatro e Teatro Eliseo, è al Teatro Verdi di Pisa in esclusiva per la Toscana, martedì 16 e mercoledì 17 febbraio alle ore 21.

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