Al Bazeel la presentazione di Palace of the End
di Yorick 12 Gennaio 2010 | Categorie: Generale, Libri
“libriccino di incubi e sogni” della scrittrice canadese Judith Thompson
Sabato 23 gennaio, nel pomeriggio alle 17 il Pub Bazeel sul Lungarno Pacinotti di Pisa si presta come simpatica location per la presentazione di un libro che ci piace segnalare. Palace of the End di Judith Thompson, pubblicato dalla casa editrice abruzzese Neo Edizioni, si legge come un romanzo ma nasce come pièce teatrale e in quanto tale è stata rappresentata al Piccolo Teatro di Milano. Una presentazione, quella di Pisa, che allo stesso tempo è un’occasione per discutere e confrontarsi su un’opera dai contenuti forti, intensa e commovente. La traduttrice Raffaella Antonelli introduce il libro definito il “più scomodo e poetico del 2010″. Le letture a cura di Simonetta Alessandro e Salvatore Zappia saranno accompagnate dal vivo dal gruppo musicale The Crew.
Palace of the End si articola in tre monologhi che hanno come perno il conflitto in Iraq. Tre i personaggi, realmente esistiti, di cui Judith Thompson immagina sensazioni e punti di vista. A Lynndie England, soldatessa americana resa famosa dalle foto in cui sevizia prigionieri nel carcere di Abu Ghraib, e David Kelly, biologo inglese chiamato a dar prova dell’esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq, segue la storia di Nehrjas Al Saffarh, attivista irachena, moglie di un quadro del partito comunista oppositore del regime di Saddam.
La forza di Palace of the End risiede nella sua lucidità, nella sua semplicità, nella sua durezza. È un testo in cui la denuncia emerge spontaneamente. Un’urgenza che analizza e accusa tanto l’avamposto delle democrazie occidentali quanto l’avamposto della barbarie iracheno. E lo fa senza emettere giudizi ma usando le parole di chi di fatto subisce l’arroganza del potere, di ogni colore e nazione, di ogni etnia e religione. Né buoni né cattivi, soltanto vittime. Un potere ora mediatico, ora militare, ora politico, al cospetto del quale il singolo resta schiacciato. La Thompson, con stile crudo, intenso e preciso, dipinge come disumano tanto l’operato angloamericano quanto quello iracheno. Il suo sguardo diventa una testimonianza vivida e un’esortazione a capire che le origini del male possono essere lontane dai luoghi in cui solitamente ci ostiniamo a cercarle. La sua opera ad oggi è sconosciuta in Italia. Questa è la prima traduzione di un suo lavoro.
Judith Thompson, canadese, è docente di Teatro e Arte Drammatica presso l’Università di Guelph, in Ontario. Prolifica e riconosciuta autrice per il teatro, i suoi maggiori lavori, spesso costruiti per monologhi, conservano una grandissima forza letteraria. È considerata una delle più eminenti drammaturghe canadesi. Tra i 12 maggiori testi pubblicati tra il 1980 ed il 2008, molti di questi hanno ricevuto premi e riconoscimenti. Sua la sceneggiatura di “Lost and Delirious”, film tratto dal romanzo “The Wives of Bath” di Susan Swan, uscito in Italia nel 2001 con il titolo “L’altra metà dell’amore”. Ad oggi le opere di Judith Thompson restano sconosciute in Italia. Questa è la prima traduzione di un suo lavoro. “Palace of the End”, messo in scena in Canada, Stati Uniti e Regno Unito col titolo “My Pyramids”, viene pubblicato in Canada nel 2007. Ecco cosa dice dell’opera il Los Angeles Times: “Palace of the End solleva il velo… una scrittura meravigliosamente precisa… un pugno nello stomaco… semplicemente indimenticabile quanto volutamente straziante”.

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