Un curioso caso d’amore?
di Simone Rossi 12 dicembre 2009 | Categorie: GeneraleProsaLuca Barbareschi rispolvera Il Caso di Alessandro e Maria di Giorgio Gaber
Il Teatro di Pisa prosegue il suo fresco cammino lungo il Cartellone di Prosa 2009/2010, dopo aver messo in archivio Vita di Galileo che ha regalato un pregevole risultato di pubblico con due splendide serate di tutto esaurito. Lo fa con un secondo appuntamento dal gusto teatrale totalmente diverso, ma di pari generosità negli spunti d’interesse che offre. Il Caso di Alessandro e Maria è in scena al Verdi mercoledì 16 e giovedì 17 dicembre alle 21. La coppia Luca Barbareschi e Chiara Noschese si propone in una commedia musicale scritta da Giorgio Gaber con Sandro Luporini e messa in scena nel 1982 dallo stesso Signor G accompagnato a Mariangela Melato nel ruolo della protagonista femminile. Un omaggio all’amico Gaber da parte di un Luca Barbareschi autore anche della regia e, come già molti hanno scritto, una bella occasione per restituire al pubblico un pezzo che si era perso nella sconfinata produzione dell’indimenticabile artista milanese.
Il Caso di Alessandro e Maria porta oggi, non a caso, il sottotitolo curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo. È la storia di due ex-amanti che si rincontrano a distanza di tempo dalla fine della relazione. È un dialogo intimo e drammatico, con sprazzi di ironia e comicità, a lungo surreale. I due mantengono un forte legame che li spinge a ritrovarsi periodicamente, per riparlare di un passato che diventa ideale, di un presente deludente, di un improbabile futuro da sognare. Più che una storia d’amore
senza fine è un incontro di solitudini. Due solitudini nel ricordo dell’illusione di essersi completate l’una con l’altra. Alessandro era ed è un conformista, vigliacco, moralista e pieno di sé. Maria era ed è una donna timida, apprensiva, irrimediabilmente ingenua e vittima convinta. Lui trovava in lei il senso di leggerezza e libertà che gli mancava, lei cercava in lui quelle sicurezze che non aveva. Si raccontano questo, nel confermarsi una reciproca diversità che non è venuta meno, anch’essa, come se il tempo non fosse passato. E per questo si attaccano e si scambiano accuse, nel vano tentativo di spiegarsi i motivi del loro fallimento come coppia e come persone. Ma anche la complicità non è mai morta, quindi ridono, ammiccano, si punzecchiano sì, ma in un gioco tutto loro.
I duetti degli attori sono accompagnati dalla eccellente band di Marco Zurzolo che esegue dal vivo brani che rappresentano il meglio della musica italiana degli anni ‘60 e ‘80. Marco Zurzolo al sax, Antonino Armano al piano, Peppe Timbro al contrabbasso, Tony Miele alla chitarra e Leonardo De Lorenzo alla batteria suonano canzoni di Endrigo, Lauzi, Mia Martini, Pino Daniele e altri, intervallate da pezzi originali scritti appositamente dallo stesso Zurzolo. Ne viene fuori un piccolo musical definito “da camera”, con Barbareschi che sfoggia buone capacità canore così come la Noschese, la quale si era già presentata anni fa al pubblico pisano con questo genere d’intrattenimento. In molti la ricorderanno al fianco di Raffaele Paganini in Sette Spose per Sette Fratelli e Dance!.
Una commedia dal linguaggio universale, dal tema sempreverde, pure cinico e spietato. Il senso della rilettura di Barbareschi è spiegato dalle sue stesse note di regia: “Dopo il Gattopardo e il suo forte segno
politico, sentivo la pulsione di parlare del privato, di scandagliare la sfera dei sentimenti. Per questo ho scelto il testo di Gaber, una storia d’amore, interrotta ed eterna, furiosa e sublime. Uno spazio astratto, un luogo intimo per far librare la “parola”, per raccontare raccontandomi di Alessandro e Maria. Il sogno di un musicista, un pianoforte a coda, un testo di vita, un uomo e una donna che rievocano un amore profondissimo. La melodia accentua il racconto, svela parole e note, scava nei meandri dell’anima. Semplicemente ho usato le emozioni, ascoltato la voce del cuore, per regalarvi gli illimitati temi di una confessione, con l’aiuto fondamentale dei brani di Marco Zurzolo che si adattano perfettamente alla parola gaberiana. Ne è venuta fuori una storia autentica, come la vita. Un connubio perfetto, un lavoro di squadra fondamentale, con il valore aggiunto di una partner straordinaria, Chiara Noschese, che personalmente reputo una delle più brave attrici italiane.”

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