Grandi speranze al Sant’Andrea Teatro
di Fabiana Campanella 9 dicembre 2009 | Categorie: Eventi, Generale
Le 3 repliche di “Essedice”, il nuovo spettacolo dei Sacchi di Sabbia insieme all’illustratore/scrittore pisano GIPI, aprono la nuova rassegna realizzata all’interno del progetto “Riassetto del sistema teatrale e dello spettacolo in Toscana”, in collaborazione con il Cinema Teatro Lux, LaCittàdelTeatro di Cascina, il progetto “SQUILIBRI D’ARTE, Diversità e antagonismo del creare”, video-ricerca sulla creatività sommersa nel territorio pisano, a cura del Corso di Laurea CMT dell’Università di Pisa.
Per una volta l’antico anatema “nemo propheta in patria” è stato smentito dall’enorme successo di pubblico nelle due serate di programmazione di “Essedice”, spettacolo tratto da “S.”, volume a fumetti edito da Coconino press nell’estate 2009, ultima fatica di Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi. Nato a Pisa nel 1963, Gipi è tra gli autori più importanti e riconosciuti del fumetto europeo, consacrato nel 2006 col premio “Goscinny” e come “Miglior libro” al Festival International de la bande dessinée d’Angoulême, assegnato in precedenza solo a due italiani, Hugo Pratt e Vittorio Giardino. Le sue graphic novel dallo stile originale e controcorrente – solo acquerelli e olio, mentre gran parte degli illustratori lavorano con l’immagine digitale – sono tradotte in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Corteggiato dal cinema e dagli scrittori, da un paio d’anni, come Gipi stesso confessa durante l’incontro con il pubblico lunedì pomeriggio al Teatro Sant’Andrea, “mi è presa la palcoscenicite”, il desiderio e il piacere di esprimere la propria arte davanti al pubblico, “nonostante la mia conoscenza del teatro si limitasse a due spettacoli dei Sacchi di Sabbia e uno delle Albe”.
Infatti nel 2007 è stato intercettato al Festival Internazionale di Ferrara, manifestazione di giornalismo a cui partecipano scrittori, economisti e fumettisti: Gipi era al Teatro Comunale a raccontare il suo ultimo “La mia vita disegnata male” davanti a centinaia di persone.
L’inevitabile incontro coi Sacchi è nato dall’urgenza di esprimere il dolore innaturale e irrisolvibile per la morte del padre, S., appunto, “un toscano con un buon senso dell’umorismo e un buon ritmo”, che chiamava affettuosamente suo figlio T.d.C. (Testa di C***), e che raccontava sempre la stessa storia del bombardamento di Pisa del ’43, una storia di morte da cui ha tratto un’infinita voglia di vivere. Tutti a Pisa ricordano l’Ottica Pacinotti di Corso Italia: Sergio, scomparso nel 2005, ricompare qui nel volto di una creta dal sapore arcaico scolpita dal mascheraio Ferdinando Falossi, indossata sul corpo alto e sbilenco di Giovanni Guerrieri, col quale Gipi in scena riesce a ricostruire quell’equilibrio irripetibile di voci e toni che aveva col padre, ormai vecchio e cieco. A quanto raccontano gli interpreti, tutto potere della maschere: “quando l’ho visto con il volto di mio padre mi sono sentito schiacciato come da bambino, e la cosa più incredibile è che a Giovanni non avevo raccontato niente di S.!”.
Tutti gli attori indossano una maschera, in questo spettacolo di grande delicatezza in cui spiccano punte di ironia esilaranti, tranne Gipi, che racconta e ricorda, con la voce intima e lo sguardo luminoso e commosso.
Il tocco di realismo delle maschere, così somiglianti al tratto di Gipi, è smorzato dall’uso che ne fanno i Sacchi di Sabbia, incastrati per la prima volta in uno strumento così ingombrante, che diventa ponte per un mondo onirico. Dietro due sipari trasparenti si muovono il tempo del ricordo, vissuto dall’adolescente Gipi interpretato da una irriconoscibile Giulia Gallo, e il tempo delle memorie di famiglia, rappresentate come in un cinegiornale di guerra. Lo spazio per la comicità si apre negli inciampi della narrazione, incorniciata perfettamente dai due personaggi venuti dallo spazio a spiegarci – in lingua incomprensibile a metà tra napoletano e barese – che “non è vero che si muore, tutto è per sempre”, che le persone restano, e tornano, e vivono negli affetti.
“Ora ritorniamo a questo giovanotto. La comunicazione che ho il dovere di fargli è che egli ha grandi speranze.” Joe ed io trattenemmo il fiato e ci guardammo l’un l’altro. “Ho ordine di comunicargli” disse il signor Jaggers, puntandomi contro il dito “che una cospicua fortuna lo attende. Inoltre che è desiderio dell’attuale proprietario di questa fortuna che sia immediatamente rimosso dal suo attuale ambiente e da questo posto, e che sia allevato come si conviene a un gentiluomo, in una parola come si conviene a un giovane ‘di grandi speranze’.”
Dal romanzo di Charles Dickens “Grandi Speranze”
“Essedice” ha inaugurato la nuova rassegna del Teatro Sant’Andrea “Grandi speranze”, in cui alle letture da Dickens, Jack London e Dostoevskij, si alterneranno le più recenti sperimentazioni sulla coralità provenienti dai laboratori dedicati a Mozart nella Chiesa di Via del Cuore, il ritorno a Pisa della compagnia larigiana Scenicaframmenti, e un’apertura straordinaria della Chiesa di San Pierino al maestro Silvio Castiglioni, che ripropone il solenne e intenso “Casa d’altri”, issato con un lungo abito talare in cima a una scala con tre microfoni, a colloquio con l’anziana Zelinda in cerca di una dispensa dalla vita.

Prossimo appuntamento al Teatro Sant’Andrea il 18 dicembre, per un nuovo divertente incontro con la memoria recente del territorio: Marco Azzurrini e la fisarmonicista Daniela Romano, con la collaborazione della scrittrice Paola Pisani Paganelli e di Agostino Cerrai, saranno la favolosa orchestra di “Balera ’59 e altri racconti”, ambientato nel dancing della casa del popolo di Marina di Pisa nell’estate ’59, anno simbolico per il passaggio dall’Italia del dopoguerra a quella del boom economico.
18 dicembre 2009 ore 21, Chiesa di Sant’Andrea
Marco Azzurrini/Daniela Romano/Angelo Cacelli
Balera 59… e altri racconti
con Marco Azzurrini, Daniela Romano, Agostino Cerrai
e la partecipazione della scrittrice Paola Pisani Paganelli
21, 22, 23*, 24 gennaio 2010 ore 21
Chiesa di Sant’Andrea
I Sacchi di Sabbia/Compagnia
Sandro Lombardi/Laboratorio di Arte Scenica
del Teatro Sant’Andrea
Studio su alcune scene
del Don Giovanni di W. A. Mozart
un progetto di Giovanni Guerrieri,
Giulia Solano e Giulia Gallo
7 febbraio 2010 ore 18, Chiesa di Sant’Andrea
Aperitivo a Teatro
I Sacchi di Sabbia & Anna Meacci
Grandi Speranze
letture da
“Da leggersi all’imbrunire” di Charles Dickens
“Le Mille e una morte” di Jack London
“Tre Domeniche” di Susanna Bombal, Edizioni ETS
10 aprile 2010 ore 21, Chiesa di Sant’Andrea
Scenica Frammenti/ I Gatti Mezzi/Valentina Bischi
Cartoline/Maria Pepina
con Spencer Barone, Walter Barone, Valentina Bischi,
Francesco Bottai e Tommaso Novi
regia Loris Seghizzi
all’interno di “Grandi Speranze”:
PASSIONE DI PRIMAVERA
Dire l’indicibile
progetto realizzato con il contributo di Sipario Aperto.
Circuito Provinciale dei Piccoli Teatri
18 marzo 2010, ore 18, Chiesa di Sant’Andrea
Chi è Dio? (1945)**
Il catechismo cinematografico
di Soldati, Fabbri, Zavattini
Incontro a cura di Marco Vanelli
(Cinit-Cineforum italiano)
26 marzo 2010, ore 18, Chiesa di Sant’Andrea
Passioni neorealiste**
Una lettura anomala del cinema di Rossellini
Incontro a cura di Marco Vanelli
(Cinit-Cineforum italiano)
26 marzo 2010 ore 21, Chiesa di Sant’Andrea
La Voce di Etty
Frammenti dai diari di Etty Hillesum
con Silvia Pagnin, Stefano Perfetti, Carlo Raffaelli
regia Agostino Cerrai
28 marzo 2010 ore 18,
Chiesa dei Galletti (lungarno Pacinotti)
I Sacchi di Sabbia/Teatro Sant’Andrea
/Crucifixus-Festival di Primavera
la Passione di Clermont-Ferrand***
Cantilena rustica del X secolo
29 marzo 2010 ore 21,
Chiesa di San Pierino
CelesteRosa/I Sacchi di Sabbia
Il silenzio di Dio:
Casa d’Altri
di Silvio d’Arzo. Con Silvio Castiglioni
Drammaturgia Andrea Nanni, suoni Luca Berni e
Gianmaria Gamberini, regia Giovanni Guerrieri
Chiesa di Sant’Andrea
ore 22, Il silenzio di Dio:
Domani ti farò bruciare
da I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij
Con Silvio Castiglioni, drammaturgia Andrea
Nanni, sound designer Gianmaria Gamberini
regia Giovanni Guerrieri
intermezzo tra i due spettacoli con
installazioni poetiche
tratte da “Dire l’indicibile. Esperienza religiosa e
poesia dalla Bibbia al Novecento”, Edizioni ETS
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performance: € 10 intero
€ 8 ridotto under 26 e over 65
E’ consigliata la prenotazione.
Aperitivo a teatro: € 3 ingresso unico
* L’orario dello spettacolo del 23 gennaio
potrebbe subire una variazione per permettere
agli spettatori di assistere allo spettacolo di
danza del Teatro Verdi
** Ingresso gratuito
*** Ingresso € 5.
Sono previsti sconti per gli studenti dell’Università di
Pisa presentandosi presso l’Ufficio Attività Culturali
Azienda Regionale per il Diritto allo Studio di Pisa.
Lungarno Pacinotti, 32 tel. 050567508/5
prenotazioni:
050.542364 – info@teatrosantandrea.it
info: www.teatrosantandrea.it
www.sacchidisabbia.com
Tag: Essedice, Gipi, S., sacchi di sabbia, Sant'Andrea Teatro, Squilibri d'arte


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