Don Giovanni fuori dal tempo
di Simone Rossi 28 maggio 2009 | Categorie: Generale, ProsaVISTI PER VOI: Corrado D’Elia rilegge il Don Giovanni di Molière
Chi lo dice che i grandi classici del teatro non devono essere messi in scena se non in maniera convenzionale? O che non possano avere addirittura un moderno sequel come le pellicole cinematografiche di successo? Tutto è possibile, a patto che il risultato sia all’altezza dell’importanza del capolavoro che si tenta di “completare”. E si sa, non è cosa alla portata di tutti. C’è riuscito Corrado D’Elia con la sua Compagnia Teatri Possibili, forgiando il suo personale Don Giovanni di Molière. Uno spettacolo che, senza mezzi termini, è davvero bello. Scelte di regia indovinate, bravissimi attori a partire dallo stesso D’Elia nei panni di Don Giovanni, un tempo teatrale azzeccato per l’occasione (meno di un’intensa ora e mezza di durata), e ne viene fuori una piccola perla tutta da vedere. Un sequel, dicevamo, perché la storia comincia dove finisce il testo originale, con Don Giovanni che precipita all’inferno, punito per la sua condotta nel perseguire la spietata logica di vita che lo ha reso mito senza tempo. Lo stesso personaggio, secondo D’Elia, sconta la sua pena in una sorta di scatola spazio-temporale senza via d’uscita. Condannato a rivivere per l’eternità i ricordi ossessionanti delle sue conquiste, che si materializzano in una sola donna, sì, una sola. Martirio supremo per chi ha fatto del cambiamento continuo la sua unica ragione d’esistenza. Del giocare con il cuore di ogni donna lo stuzzicasse, la sua unica fonte di piacere. Singolare variante rispetto alla logica del testo, anche il fedele servo Sganarello (un Daniele Ornatelli da standing ovation) lo ha seguito negli inferi. Forse per cercare sostentamento dal suo datore di lavoro anche nell’aldilà, forse perché ognuno, in fondo, perde il suo senso se privato dell’altro. È lui, accusatore non troppo segreto, che accompagna il padrone nell’ossessiva
ripetizione di una storia che per quest’ultimo è sempre la stessa, ma che diventa per il pubblico uno spettacolo veloce, fatto di energica fisicità e di immagini forti. Al centro, un mito un po’ svalutato che non si discosta più di tanto da una certa figura d’uomo dei giorni nostri. Attore, regista e operatore culturale, Corrado D’Elia è ideatore e fondatore del Circuito Teatri Possibili. Direttore dal 1998 del Teatro Libero di Milano, è codirettore dei teatri Everest di Firenze e Teatrozeta di L’Aquila, nonché di varie rassegne e realtà teatrali italiane. Noi, Don Giovanni lo abbiamo visto a inizio maggio all’Everest di Firenze. Per chi non volesse perderlo, è al Teatro Libero di Milano dal 14 maggio fino al 13 giugno.
“Don Giovanni”
da Molière
Progetto e regia di Corrado D’Elia
Con Corrado d’Elia, Daniele Ornatelli, Valeria Perdonò, Roberta Bongini, Laura Rovito, Anna Maria Figliuolo, Mara Leonardini, Marco Braghi e con la piccola Anna Tziganzoi
Assistente alla regia Luca Ligato
Scene di Fabrizio Palla
Costumi di Stefania Di Martino
Luci di Alessandro Tinelli
Fonica di Federico Di Stefano

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