paolini canta gaber: libertà è partecipazione
di Fabiana Campanella 22 aprile 2009 | Categorie: Eventi, Generale
così Marco Paolini chiude il suo dialogo con Margaret Thatcher, chiedendole se era questo il mondo che voleva, e invocando il nostro aiuto, per tornare ancora a raccontarci quello che sarà successo nel frattempo.
“perché io da solo non faccio nulla”. (…)
VISTI PER VOI
Marco Paolini “I Miserabili, Io e Margaret Thatcher” – Teatro Goldoni di Livorno, 20 aprile
(ma anche)
Marco Paolini “Album d’Aprile” – Città del Teatro di Cascina, 17 aprile
Bella lezione di teatro, di vita, di politica e di economia, e anche di fisica. Marco Paolini ci interroga – con le luci accese in sala – sul secondo principio della termodinamica: dopo divertentissimi e imbarazzati interventi, racconta come l’hanno spiegato a Napoli. “Il secondo principio… dice che tu puoi fare tutte le trasformazioni che vuoi, ma un po’ di munnezza la lascerai sempre.”
E’ l’entropia, è quel caos che genera il mondo in metamorfosi, dove finiscono i bancomat clonati, i telefonini della penultima generazione, e i walkman.
Tutta colpa della Sony, del resto, questo individualismo sfrenato di chi, negli anni 80, si mise le cuffie in testa e questo coso di un chilo e mezzo in tasca che ti faceva sentire al centro del mondo, mentre fuori impazzavano il liberismo, le privatizzazioni, il rantolo di un egualitarismo ormai visto come un mostro.
Ogni volta Paolini è uguale a se stesso, eppure ogni volta necessario. In pochi giorni ha lambito il territorio pisano, prima a Cascina coi suoi mirabolanti racconti d’adolescenza, sport e politica, poi a Livorno, con la sua visione dei Miserabili, quelli a cui Victor Hugo aveva restituito una dignità, dopo la rivoluzione industriale, quelli che vivevano ai bordi delle strade di Londra mentre Marx era chiuso alla British Library a scrivere il Capitale, quelli che nel nostro millennio sono ancora ai bordi delle strade, dopo che un consulente di banca ha detto loro che hanno perso tutti i loro risparmi.
“Forse è entrato troppo presto, ed è uscito troppo tardi”
Eh no, signor consulente! questa me la dice mia moglie da quarant’anni!

Mai Marco Paolini riesce ad assumere il tono perentorio del predicatore, si ferma sempre un attimo prima, e ci fa ridere, e ride lui, e sorride la sua ombra sonora, l’ormai inseparabile chitarrista Lorenzo Monguzzi, che ha la voce di Jeff Buckley e Leonard Cohen, e trasforma ogni spettacolo in un concerto, senza che ce ne accorgiamo.
A Livorno ha rivelato che i Pisani hanno subito risposto esattamente sul secondo principio della termodinamica… hanno riso tutti, ma nessuno ci ha creduto! E’ un po’ che non si vede in città del resto. Solo un paio tra Heisemberg e ieri. Lo aspettiamo, come un amico che hai sempre voglia di rivedere.


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