YORICK!

webzine del Teatro di Pisa

Gassman, aldilà del dubbio

di Simone Rossi 14 aprile 2009 | Categorie: Generale, Prosa

La Parola ai Giurati al Teatro Verdi di Pisa il 17 e 18 aprile

Grande teatro, grandi ritorni. È senz’altro da annoverarsi tra questi la tappa di Alessandro Gassman al Teatro di Pisa. I più affezionati lo ricorderanno al Verdi con Testimoni, insieme all’altro figlio d’arte Gianmarco Tognazzi verso la fine del decennio scorso, e in Delitto per Delitto con Giuseppe Fiorello nei primi anni duemila. Stavolta Gassman si presenta anche in veste di regista, in una nuova esperienza nel ruolo dopo La Forza dell’Abitudine di Thomas Bernhard. La Parola ai Giurati di Reginald Rose, traduzione di Giovanni Lombardo Radice, regia di Alessandro Gassman che ne è protagonista in scena, è a Pisa il 17 e il 18 aprile 2009 alle 21.

La Parola ai Giurati è anzitutto un film. Titolo originale Twelve Angry Men, tratto da un soggetto per la TV di Reginald Rose, diretto da Sidney Lumet nel 1957, ha per protagonista un eccezionale Henry Fonda. Il film è ambientato quasi interamente su un unico set, la stanza della giuria. A parte episodiche citazioni, nessun nome è usato nella sceneggiatura. New York 1950, ferragosto, un ragazzo è accusato dell’omicidio del padre. Una giuria di dodici elementi deve giudicarne la colpevolezza, consapevole che in tal caso la pena sarà la morte. La legislazione americana richiede l’unanimità di qualunque verdetto. La trama si sviluppa proprio intorno alle difficoltà incontrate dai giurati nel raggiungere l’unanimità sulla condanna a causa di uno solo di loro, il numero otto, che non si arrende a un giudizio annunciato, frettoloso, superficiale e svogliato. Ribatte colpo su colpo, riesce a insinuare a poco a poco il dubbio tra i colleghi che progressivamente si schierano con lui per l’innocenza del ragazzo, giungendo all’unanimità opposta.

La Parola ai Giurati a teatro vede Alessandro Gassman nei panni del giurato numero otto che fu Henry Fonda. “Non potevo che essere lui - spiega Gassman - visto il mio doppio ruolo di attore e regista. Perché lui stesso è il regista di questi giurati, è la scintilla che accende le micce degli altri personaggi. È il provocatore di reazioni e pensieri. Ed è il personaggio che nella mia vita e carriera non ho mai incontrato: in quella stanza è talmente perfetto, almeno apparentemente, da sembrare irreale.” In questo adattamento, ultimo di una serie che dura da mezzo secolo, si fa uso di proiezioni che richiamano il film di Lumet. Il testo è reinterpretato in chiave sociale. È un testo contro il razzismo, sul tema della pena di morte che divide le culture del pianeta, sulla diversità e sul disagio a cui assistiamo quotidianamente. Un testo sul “ragionevole dubbio”, la più preziosa arma di difesa in un tribunale. Due cambiamenti, più sostanziali di quanto sembri in prima analisi, sono stati apportati alla drammaturgia. Sono stati inseriti un giurato italo-americano e un personaggio dell’Est, cosa impensabile nell’America degli anni cinquanta. Una giuria non poteva essere composta da donne, neri o ebrei. Solo uomini bianchi. La Parola ai Giurati ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International che ha seguito tutta la tournée alla ricerca di sostegno tra il pubblico dei teatri italiani.

La Parola ai Giurati è prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo del quale Alessandro Gassman sarà il direttore artistico per il prossimo triennio. Il Teatro Stabile d’Abruzzo è andato in buona parte distrutto con il terremoto che ha colpito L’Aquila e la sua provincia nei giorni scorsi. Dalla Redazione di Yorick!, e da tutto il Teatro di Pisa, un sentito e commosso abbraccio ai colleghi del Teatro Stabile d’Abruzzo, del Teatro S. Filippo de L’Aquila e a tutti coloro la cui vita è stata sconvolta da questa immane tragedia.

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento