YORICK!

webzine del Teatro di Pisa

FESTIVAL DI FRONTIERA

di Fabiana Campanella 2 giugno 2008 | Categorie: Eventi, Generale

metamorfosi
In un’epoca di torpore intellettuale, di annichilimento di ogni indignazione e di silenziosi e feroci tagli “trasversali” alla cultura e alla ricerca, sorprende il fiorire di forme di rappresentazione libere e indipendenti, fa sorridere e consola l’ostinazione utopica di qualche operatore e dei pochi politicanti illuminati e generosi.

Senza entrare nella sterile questione di distinguere il “grande” festival dal “festival di provincia”, il mega-evento plurisponsorizzato dalla perfomance video di periferia, si registra anche quest’anno un incessante brulicare tra le proposte estive.
Primi fra tutti, per ragioni di vicinanza spazio-temporale, ci preme introdurre i 14 titoli che costituiscono il programma di “Frontiere in metamorfosi”, insieme ai 2 laboratori video teatrali con presentazione finale (Babilonia Teatri con Daniele Segre e Ludmila Ryba), 3 videoinstallazioni (a cura del CMT), 2 videodialoghi (con Romeo Castellucci e Marco Martinelli) e l’immancabile tavola rotonda sulla ricerca teatrale e gli “ide/ali d’arte”.
Tra gli artisti in scena nei 4 spazi della Città del Teatro di Cascina compaiono alcuni dei nomi più ricorrenti del circuito nazionale, Socìetas Raffaello Sanzio e filiazioni, Accademia degli Artefatti, Teatrino Clandestino, Motus: declinano il loro genio in nuove soluzioni canore, sonore, drammaturgiche, video coreografiche.

Già finito il tempo delle Tragedie.

Mentre i Motus lasciano precipitare le tre protagoniste di Fassbinder nel Rumore Rosa dei bassifondi dei diseredati e dei diversi, la compagnia bolognese del Teatrino Clandestino si concede il lusso di una libera assemblea, per comprendere quali limiti ai diritti umani comporti l’averci convogliati tutti nel desiderio omologante di un’esistenza felice. Continua ad attingere all’estero il gruppo romano degli Artefatti, che ripropone un testo dell’inglese Tim Crouch, e dimostra attraverso una curiosa interazione con il pubblico che si può vivere tenendo un braccio sopra la testa, My arm.
motus
Sul filo della nostalgia si incontrano invece gli EmmeA Teatro in Retrò – neorivista di teatro e musica, e la bravissima Isabella Ragonese, “precaria alla Multiple” nell’ultimo film di Virzì, ma ancor prima sperimentatrice del teatro di stirpe palermitana e del suono frusciante e satinato dei ricordi. Dagli anni Cinquanta! del faticoso boom economico attinge il fiorentino Teatro dell’Elce, mentre vivono ricordi fittizi e frammentari i 5 attori diretti da Alessandro Garzella nel Sottovuoto show-Nelle mani di un pazzo, una trasmissione radio dal day after di una vecchia civiltà, alla ricerca di forme e modi per alterare la realtà.
Così le Animenere, della Katzenmacher di Alfonso Santagata, appaiono e scompaiono strabilianti e misteriose come le ombre che dominano la politica e l’economia. Una diversa riflessione sulla facoltà demiurgica dell’uomo da Goethe al Frankestein di Mery Shelley, è il Faustus! Faustus! di Zaches Teatro.

sacchi
Direttamente dalla giungla del quotidiano arriva il nuovissimo Sandokan! dei Sacchi di Sabbia, che approfondiscono la loro ricerca sulla goffaggine del presente, riversando nel tinello di casa gli invasori inglesi e i terribili pirati di Mompracem, liberamente tratti dal romanzo di Salgari. E dal fumetto trae ispirazione la ventenne Teodora Castellucci, gallo rosso contro scorpione bianco in una composizione coreografica che raccoglie i frutti dalla freschezza anagrafica e dalla maestria di famiglia, lasciando ben sperare che davvero stia arrivando una nuova genìa di artisti disincantati e disinvolti.
teodora
Fra le composizioni elettroacustiche del giovane Demetrio Castellucci e il Concerto per voce e musiche sintetiche si ricostruisce l’umore musicale degli anni 2000: i romani Santasangre immergono una coreografia x corpo solo in una lanterna magica di immagini olografiche e suoni campionati dal vivo.
Dopo tante illusioni, l’unica vera Metamorfosi è quella del mito narrato da Ovidio e da Lenz Rifrazioni, che trasformano la ninfa Io in una giovenca-Simmenthal, e Dafne in un albero sempreverde, attraverso la visione filmica spaziale e sonora di Radical Change.
lenz
Difficile trovare un filo conduttore, nell’interdisciplinarietà dichiarata di questa Metamorfosi, un “cantiere” che sopravvive coraggioso alle intemperie del tempo e della politica. Sarebbe bello se un festival che fa del cambiamento della forma la sua bandiera, si distaccasse dalla soluzione del “trasformismo” per percorrere la trasformazione del reale, che avviene molto più rapidamente e pericolosamente di quanto gli sguardi di organizzatori e artisti riescano a restituire.

Resta il piacere di vedere che il “cantiere” è ancora aperto, non conta vittime, se non qualche ferito, consolida le strutture in cui ospita e pasce operai operatori e pubblico, costruisce ogni anno un pezzetto di cultura teatrale, rubando qualche centimetro di terreno al dilagare dell’indifferenza.

per info:

FRONTIERE IN METAMORFOSI

dal 4 al 7 giugno alla Città del Teatro di Cascina – Pisa

www.lacittadelteatro.it

http://www.lacittadelteatro.it/metamorfosi.asp?IDProg=7

Prossimo appuntamento festivaliero x i lettori:

CANGO – Cantieri Goldonetta Firenze
FESTIVAL OLTRARNO ATELIER
10 > 18 GIUGNO 2008
performing art, installazioni, spettacoli, visite
direzione artistica VIRGILIO SIENI
sieni
postato da Fabiana Campanella

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento