Torna il grande gospel a Pisa
di Simone Rossi 29 novembre 2007 | Categorie: Eventi, Generale, MusicaAl Verdi continua il binomio tra musica e solidarietà
Come da ormai consolidata tradizione, con l’approssimarsi delle festività natalizie anche quest’anno il pubblico pisano avrà la fortuna di poter partecipare ad un altro grande incontro con la musica Gospel. Il 6 dicembre, ore 21, al Teatro Verdi, toccherà alle Jewell&Converted Gospel Singers ricoprire il ruolo di protagoniste di un appuntamento che da diversi anni è immancabile nella nostra città, esibendosi in un concerto jazz di beneficenza organizzato dall’ADMO Pisa e dal Lions Club Pisa Certosa. Ne abbiamo parlato con Barbara Scamuzzi, insegnante di chimica e Responsabile delle Tecnologie Informatiche del Lions Club Pisa Certosa, a otto mesi di distanza dall’ultima chiacchierata con lei in occasione del concerto jazz di Eddie Higgins.
- Inizierei, Barbara, chiedendoti un aggiornamento sulla concretizzazione del vostro programma di beneficenza. Otto mesi fa, alla vigilia dell’ultimo concerto organizzato da voi al Verdi, abbiamo parlato della costruzione a Pisa della struttura residenziale per l’ospitalità dei bambini e dei loro familiari durante l’attesa del trapianto di midollo osseo o di cure oncologiche, che sarebbe stata possibile anche grazie al ricavato del concerto stesso. A che punto è il progetto, ad oggi?
- Procede tutto molto bene, l’edificio è già quasi concluso. Al momento di quel concerto eravamo alle fondamenta, in otto mesi siamo arrivati al terzo piano, quindi l’edificio è visibile nella sua struttura completa. Questo grazie ai fondi raccolti in quell’occasione, oltre che ad altre risorse raccolte dall’ADMO. Poi dovrà essere acquistato l’arredo, ma si pensa che nell’arco del 2008 il tutto sarà funzionale. D’altronde si sa che queste costruzioni sono studiate per avere determinati requisiti, visto l’uso che se ne dovrà fare, di conseguenza la loro rifinitura è sempre complicata.
- Veniamo al concerto gospel di quest’anno. Puoi dirci qualcosa sullo spettacolo che vedremo?
- Le Jewell&Converted Gospel Singers sono un gruppo di quattro elementi femminili accompagnati da tre musicisti. Vengono da Saint Louis, una delle capitali del gospel, sono nate come gruppo nel 2001 e si sono esibite insieme ai più importanti esponenti del circuito moderno di questa disciplina musicale, acquistando subito una grossa notorietà sul piano internazionale. Forti delle qualità della leader Jewell Chesser, rivisiteranno i cavalli di battaglia del gospel non solo con una capacità vocale di altissimo livello, ma anche con una grande abilità nel graffiare e nell’imprimersi nell’immaginario collettivo creando una sorta di trance nel pubblico. Recentemente hanno pubblicato un album, Live in Saint Louis, distribuito dalla principale etichetta del gospel. Sono il top del top, insomma.
- Il concerto gospel a Pisa è ormai diventato un appuntamento fisso…
- È vero, siamo al nono concerto in otto anni. Il primo anno, nel 2001, lo organizzammo a Pasqua. Poi, in accordo con il Teatro Verdi, decidemmo subito di legarlo alle festività natalizie, ripetendolo pochi mesi dopo. Da allora si svolge a ridosso del ponte dell’Immacolata.
- Ma come nacque l’idea di organizzare proprio un concerto di musica gospel?
- In effetti nacque da una fortunata coincidenza. Il Presidente Fondatore di ADMO Pisa, Maurizio Sbrana, è un grande appassionato di musica jazz e gospel. Perciò, dovendo scegliere, optò per questo tipo di spettacolo e chiese aiuto al Lions Club Pisa Certosa per l’organizzazione. C’è da dire che prima il gospel in Toscana non esisteva, e proprio il successo della nostra iniziativa ha stimolato altri ad organizzare concerti di questo genere.
- E il ricavato della serata come sarà impiegato?
- Questo evento, come gli altri concerti gospel che lo hanno preceduto, ha lo scopo di raccogliere fondi destinati al finanziamento di borse di studio per i ricercatori che fanno funzionare il sequenziatore di DNA, che è lo strumento che permette di verificare la compatibilità tra donatore e trapiantato.
- Un apparecchio molto importante, dunque.
- Moltissimo. Prima della sua invenzione il trapianto di midollo presentava un alto rischio di rigetto. Da quando è stato realizzato, più di dieci anni fa, questo rischio è stato eliminato perché la compatibilità viene accertata prima del trapianto. A Pisa lo abbiamo da circa otto anni, praticamente da quando c’è il concerto gospel. Comunque, durante il concerto verranno distribuite delle buste per eventuali ulteriori donazioni, sempre a favore di ADMO. È importante sapere che lo spettacolo è promosso da sponsor che coprono tutti i costi, pertanto l’incasso e le altre donazioni verranno interamente devoluti in beneficenza.
- È scontato, in conclusione, che un’altra buona risposta del pubblico è ancora più necessaria…
- La recente informazione mediatica sull’utilizzo delle cellule staminali e sulla donazione del cordone ombelicale ha fatto credere alla gente che il trapianto di midollo osseo sia superato. Purtroppo, invece, la ricerca è ancora in una fase iniziale, anche se incoraggiante, e la richiesta di donatori di midollo è una drammatica realtà. Per questo è fondamentale continuare a favorire l’azione di ADMO, sia sul piano operativo, sia su quello, importantissimo, dell’informazione all’opinione pubblica.
- Avete già qualche idea per i prossimi eventi?
- Pensiamo ad un altro concerto jazz nella tarda primavera. Poi, ovvio, non intendiamo assolutamente interrompere quella che è diventata una sentita tradizione per l’ambiente culturale della nostra città, che è il concerto gospel prenatalizio…


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