TEATRI DI CONFINE
di Fabiana Campanella 15 novembre 2007 | Categorie: Generale
8 giovani compagnie extra toscane
a Pisa fino al 1 dicembre 2007.
Domani 16 novembre il prossimo appuntamento con “Teatri di confine”: AN OAK TREE, tre spettacoli in uno proposti dall’Accademia degli Artefatti nell’ambito del suo progetto AB-USO. Abuso nei confronti di se stessi, degli attori e degli spettatori.

(AN OAK TREE è al Cinema Teatro Lux, alle ore 18.45, 20.45 e 22.15, prenotare telefonando al numero 050830943.)
Quest’anno i palcoscenici pisani gareggiano per il primato in Toscana del maggior numero di spettacoli rispetto al numero di abitanti.
Una scelta precisa della classe politica locale e regionale, che sta investendo sulla crescita culturale di questo territorio, e contemporaneamente sull’ottimizzazione delle sue risorse. Di fresca e rapida realizzazione “Teatri di confine” offre una ricognizione di quanto presentato nei principali festival nazionali dell’estate 2007. Una proposta mirata per un pubblico emergente, con particolare attenzione a quella “classe creativa” che accoglie studenti e post universitari affamati di consumo culturale.
8 compagnie di artisti giovani, individuate per i riconoscimenti attribuiti dalla critica, presentano per tutto il mese di novembre i loro lavori agli spettatori del Cinema Teatro Lux e del Teatro Sant’Andrea di Pisa.
La rassegna “Teatri di Confine” fa parte di un più ampio progetto intrapreso da Fondazione Toscana Spettacolo nell’intento di avvicinare il pubblico al teatro contemporaneo, alla ricerca e all’innovazione teatrale. Questo progetto è stato inserito e finanziato nel “Patto per le attività culturali di spettacolo” tra il Ministero per i Beni e le attività culturali e la Regione Toscana, che ha curato la regia dell’intero programma.
teatri di confine
Esattamente a metà del suo percorso, dopo i primi 4 spettacoli in calendario “Teatri di confine” registra un’affluenza sorprendente di spettatori (4 volte “tutto esaurito”), a un primo sguardo di età tra i 30 e i 40 anni, tutti curiosi ed entusiasti nei confronti delle proposte di spettacolo piuttosto diversificate.
I titoli infatti comprendono sia la compagnia à la page che il testo classico con interpretazione musicale, sperimentazioni tecnologiche e culinarie, temi storici e di stringente attualità, oltre a sprazzi di nuova drammaturgia italiana, spagnola e inglese.
È a quest’ultima tradizione – caustica ed essenziale – che attinge Tim Rouch, scrittore e performer dell’east end londinese acclamato al Fringe di Edimburgo, che scrive: “quello che succede, nella realtà come sulla scena, è tutto vero ma impreciso, è tutto falso ma reale”.
Nella traduzione di Luca Scarlini, giornalista, scrittore e curatore di rassegne teatrali milanesi, il suo AN OAK TREE è messo in scena dall’Accademia degli Artefatti, nata a Roma negli anni ‘90 con l’intento precipuo di diffondere la cultura teatrale contaminandola con l’arte figurativa, performance e installazioni. In particole gli “Artefatti” portano avanti una ricerca sui meccanismi della comunicazione, territorio dove si costruisce l’idea di realtà con la quale scendiamo a patti quotidianamente.
Il percorso intrapeso con Crimp, Kane, Pirandello e Handke prosegue dunque con gli esperimenti mutuati dalla scrittura acuta di Tim Crouch. Tre esercizi di potere esercitati attraverso il linguaggio degli abusi. AN OAK TREE è una variazione sul tema dell’aleatorietà, dell’imprevisto, dell’accidente fortuito: un attore veste i panni di un ipnotizzatore e viene affiancato da un interprete ospite, ogni volta diverso e soprattutto ignaro del proprio ruolo finché non salirà in scena e non riceverà il copione. Così, in ognuna delle tre repliche, se Matteo Angius, Gabriele Benedetti e Pieraldo Girotto si alterneranno nel ruolo dell’ipnotizzatore, insieme si alterneranno anche altrettanti attori ospiti, totalmente inconsapevoli della parte da recitare. Gli spettatori si trovano così di fronte a tre spettacoli consecutivi, medesimi nella struttura drammaturgica, ma sempre estremamente differenti per la diversita’ degli attori che li interpretano, tra momenti di grande pathos e lampi di humour nero. Per la serata di Pisa hanno parteciperanno come attori ospiti: Giovanni Guerrieri dei Sacchi di Sabbia, Matteo Ceccarelli del Teatro Sotterraneo, Francesca Censi della Compagnia Teatro Lux.
Successivamente, nel calendario di “Teatri di Confine”, COOKING RELIGION, dalla compagnia francese Emtheatre in collaborazione con Eleonora Marino, autrice, regista e interprete dello spettacolo, sul tema della cucina come luogo di trasformazione della materia e di consumazione, sabato 24 novembre al Teatro Sant’Andrea.
Nello stesso spazio, venerdì 30 novembre, MUCCHE BALLERINE, un testo di Marco Bosonetto (vincitore del Festival torinese Il Gioco del Teatro), diretto da John Mcilduff e interpretato da Alessandra Celesta della compagnia Sinequanon, su un gruppo di partigiani che decide di rifugiarsi in un alpeggio e dar vita ad una radio clandestina.
A conclusione della rassegna “UNDERWORK. Tre attori – tre vasche – tre galline”: la compagnia veronese Babilonia Teatri, vincitrice del Premio Scenario 2007, sul tema del lavoro precario, affrontato con inquietante leggerezza.
- Biglietti 10 euro (8 euro il ridotto per gli under 26 e over 65) e sono in vendita al Botteghino dei Teatri: Cinemateatrolux piazza Santa Caterina 6, 56127 Pisa tel. 050 830943 e Sant’Andrea, via del Cuore, 56127 Pisa, tel. 050 542364.
info
www.fts.toscana.it
www.teatrosantandrea.it
www.cinemateatrolux.it

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