FOLLIA: tra letteratura e cinema
di Federico 16 ottobre 2007 | Categorie: Generale
Mercoledì 17 Ottobre alle 20.30, al cinema Arsenale di Pisa, in Vicolo Scaramucci 4, una serata di letteratura e cinema. Gli attori dei “Figuranti” leggeranno alcuni brani di “Follia” di Patrick McGrath prima della proiezione dell’omonimo film di David MacKenzie.
Domani sera, una nuova iniziativa del cineclub “Arsenale” farà incontrare cinema, letteratura e teatro. Prima della proiezione del film “Follia” di David MacKenzie, con Sir Ian McKellen e Natasha Richardson, tre attori leggeranno alcuni brani dall’omonimo romanzo di Patrick McGrath. Come in preparazione alle immagini che scorreranno sullo schermo, le parole di McGrath – lette da Annalisa Cima, Federico Guerri e Mauro Pasqualini della compagnia “Figuranti” – aiuteranno gli spettatori ad immergersi nella torbida atmosfera di un manicomio criminale inglese alla fine degli anni ‘50.
“Le storie d’amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni” – questo l’incipit del romanzo di McGrath, edito in Italia da Adelphi, e capace di conquistarsi il posto di long-seller, un romanzo che continua ad apparire nelle classifiche di vendita anche ad anni dalla sua effettiva uscita. E questa una bella critica di Tullio Kezich al film tratto da quel romanzo…
Ci sono film che nel gioco dell’oca della programmazione arrivano sulla casella sbagliata e devono saltare parecchi giri. E’ successo a ‘Centochiodi’ di Ermanno Olmi, un capolavoro tenuto mesi in freezer per l’ostilità del distributore; ed successo di peggio a ‘Follia’, che arriva sui nostri schermi quasi cinque anni dopo la fine delle riprese pur essendo transitato onorevolmente alla Berlinale nel 2005. Speriamo che almeno una parte dei cinquecentomila acquirenti del libro abbiano la curiosità di vedere com’è diventato sullo schermo. Non ne saranno delusi anche se quella del regista MacKenzie risulta un po’ la radiografia di un romanzo di 400 pagine dove le motivazioni e i sottotesti hanno ben altri respiri di spazio. Abbandonata l’idea di far raccontare la vicenda a Peter, lo sceneggiatore Patrick Marber (anche ottimo teatrante, autore di “Closer” e “Diario di uno scandolo”, ndr.) ha scelto la strada di un’oggettività nitida e secca, con dialoghi all’osso e il massimo della fiducia nell’espressività degli interpreti. La parte bella se la ritaglia Natasha Richardson, che non avendo il fisico allettante del personaggio letterario si impegna nell’ingrato ruolo con una pregiudiziale asettica contraddetta da improvvisi assalti di sensualità e violenza. Le tiene testa con singolare prestigio fisico il neozelandese Marton Csokas, vibrante di pericolosità e chiuso nel suo mistero. Fondamentale la presenza di Ian McKellen che nell’incarnare l’ambiguo dottor Peter gioca da fermo, come fanno alcuni grandi calciatori, e non sbaglia un tiro, riuscendo ad apparire secondo i casi rassicurante, impenetrabile e vulnerato.
Tullio Kezich, ‘Corriere della Sera’, 15 giugno 2007

In carica...

