visti per voi: Yorick a Venezia/Biennale Teatro
di Fabiana Campanella 24 luglio 2007 | Categorie: Generale
Il feudatario di Goldoni riscritto – o meglio stravolto – dall’enfant prodige della drammaturgia italiana Letizia Russo.
DA NON PERDERE NEI CARTELLONI DEL PROSSIMO INVERNO!
Il feudatario di Letizia Russo da Carlo Goldoni, per la regia del brillante napoletano Pierpaolo Sepe, è una frizzante e intelligente rivisitazione della tradizione goldoniana e della commedia dell’arte. Per quasi due ore di sorprese e di risate, le maschere di ieri diventano trasfigurazioni dell’oggi, beffa dei luoghi comuni e denuncia goffa e ironica del potere più bieco e prevaricante.
C’è tutto, in questo affresco dipinto attorno al giovane e renitente feudatario: Arlecchino, Pulcinella e persino una specie di Caliban shakespereano, travestiti da personaggi di un mondo sporco e sotterraneo, abitanti di un sottosuolo dove in mezzo alla “merda” – usatissimo ricorso contestuale – è difficile anche ritrovare un qualche spirito di ribellione. A meno che non venga suggerito – o imposto – da chi sta appena un po’ più in alto, come quel Pantalone, amministratore borghese all’apice del rischio nell’ascesa vertiginosa della sua classe, in un secolo che avrebbe visto di lì a poco rivoluzioni e ghigliottine.
Selvaggi e truculenti come i loro padroni, i personaggi di quest’abile riscrittura parlano una lingua inventata, senza congiuntivi e senza concordanze, un nuovo linguaggio artefatto e perfetto per rendere l’idea della modernità, straniante al punto giusto da non essere finto o giovanilistico, e capace allo stesso tempo di restituire il sapore antico e popolare di un ‘700 affollato di rabbie secolari e imprevedibili ribaltamenti sociali.
Nell’atmosfera noir e grottesca del Feudatario di Sepe/Russo torna a galla tutto quello che Goldoni mostrava al suo pubblico, oscurato per secoli da registi e attori incapaci di tanta generosità e coraggio.
Il feudatario da Carlo Goldoni di Letizia Russo regia di Pierpaolo Sepe musica originale di Francesco Forni è andato in scena il 19 e 20 luglio nell’ambito del 39° Festival internazionale del Teatro della Biennale di Venezia diretto da Maurizio Scaparro e dedicato ”Goldoni e il Teatro nuovo“, 19 riscritture goldoniane di autori contemporanei, una rassegna cinematografica e un campus universitario per celebrare il trecentenario della nascita del commediografo veneziano. Fino al 29 luglio 2007.

In carica...

