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Racconti dalla memoria di casa nostra

di Simone Rossi 21 aprile 2007 | Categorie: Generale, Prosa

racconti-resistenza.jpgAll’Abbazia di San Zeno il 24 aprile Racconti di Resistenza

Martedì 24 aprile 2007 alle 21:30 gli spazi dell’Abbazia di San Zeno ospitano Racconti di Resistenza, spettacolo sulla memoria partigiana. Patrocinato dal Comune di Pisa e dall’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), lo spettacolo è strutturato in un’ora di letture e musica dal vivo ed è a ingresso gratuito. Ne abbiamo parlato con la regista Ramona Lami. Laureata in Storia del Teatro e dello Spettacolo all’Università di Pisa, tiene seminari presso le scuole medie di vari comuni del circondario. Studiosa nel campo della ricerca storico-artistica, tra le sue ultime pubblicazioni citiamo Il gas a Pisa. Un percorso lungo 140 anni (con Diego Sassetti, ed. Gli Ori, 2007). Ha curato la regia di diversi spettacoli teatrali, tra cui spicca La misteriosa scomparsa di W. del giugno 2006 al Teatro Sant’Andrea, replicato più volte in provincia.

- Ramona, cosa puoi dirci di questa rappresentazione?
- È un recital teatrale. Consiste in una serie di letture, ma letture animate. Vestiamo in abiti degli anni ’40 e abbiamo intorno oggetti che richiamano la vita dei casolari dell’epoca. I brani letti sono tratti da due racconti di Italo Calvino dedicati alla Resistenza e ai partigiani, Il bosco degli animali e Paura sul sentiero. Queste letture sono intervallate da musiche dal vivo, abbiamo un fisarmonicista molto bravo che si chiama Luca Gherardi ed è di Lucca. Suona da solo, interpretando canzoni popolari del periodo post-bellico. Leggiamo anche cinque poesie di Salvatore Quasimodo, nell’ordine Uomo del mio tempo, Alle fronde dei Salici, Neve, Ai quindici di Piazzale Loreto e La landa del 29 aprile 1945, anch’esse tutte dedicate alla Resistenza. C’è da dire che sostanzialmente è uno spettacolo allegro, nonostante si parli di tematiche tristi. Le poesie stesse parlano di morte e guerra, ma i racconti affrontano il tema dei partigiani in tono più leggero, anche divertente. Il bosco degli animali sembra quasi una fiaba.
- Com’è composto il cast?
- In scena siamo in otto. Leggo anch’io, insieme a Marinella Cacopardo, Ramona Cei, Serena Cercignano, Alessandra Girolami e Carlo Emilio Michelassi. Poi ci sono appunto il musicista Luca Gherardi e la danzatrice Silvia Mugnai, che apre e chiude lo spettacolo ballando sulle note di due canzoni popolari.
- Da cosa nasce l’idea di questo spettacolo?
- Dalla voglia di unire l’aspetto teatrale alla ricerca storica. La mia passione con il mio lavoro di tutti i giorni. Ho notato che gli enti locali sono molto interessati a iniziative di questo genere, collegate alla storia del luogo e possibilmente inedite. E questi appoggi sono fondamentali. Io curo l’organizzazione da sola, dalla regia alle luci, ai video, alla ricerca dei costumi. Avere mezzi in più a disposizione dà la possibilità di crescere e fare buoni lavori, e non è poco.
- Anche il patrocinio dell’A.N.P.I. è importante…
- Senza dubbio. Io ero andata a parlare con loro semplicemente per invitarli allo spettacolo. Giorgio Vecchiani, il presidente dell’associazione, ha molto gradito l’idea e ci ha subito offerto un aiuto molto importante per promuoverla. Questo patrocinio ci fa onore perché testimonia la serietà della cosa.
- Questo spettacolo segue Eutanasia di un ricordo, sulla Shoà, presentato nel gennaio scorso al Sant’Andrea. Si può parlare di un progetto sulla memoria?
- Sicuramente. È una linea che sto seguendo perché mi appassiona molto. Come ho detto i comuni rispondono molto bene a queste proposte ed io vengo messa in condizione di costruire prodotti soddisfacenti su argomenti che per me sono di grande valore.
- Ma in definitiva cos’è per te la memoria?
- È una cosa necessaria. In questo periodo storico la gente non si dedica più al ricordo, pensa solo alla quotidianità. Ma la stessa conservazione di un documento è molto importante. Se non conservo una cosa oggi, altri non potranno conoscerla domani. Per me questo è un lavoro di curiosità. Quando trovo un qualcosa che altre persone non conoscono, e posso portarlo alla loro attenzione, è troppo bello. Il teatro è un mezzo importante per far comprendere certi temi anche ai ragazzi. Si potrebbero fare conferenze, ma potrebbero annoiare. Invece con uno spettacolo interessi e coinvolgi. Perciò Racconti di Resistenza si rivolge direttamente alle scuole. La prima è serale, ma l’intenzione è di portarlo negli istituti scolastici in mattutina. Insomma, tutto questo lavoro si sta rivelando una cosa che funziona. Spero proprio che continui a farlo.

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