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Storia di un tale di nome
Kurt Vonnegut che cadde dalle scale e morì.

di Lorenzo 14 aprile 2007 | Categorie: Generale

Bella coincedenza davvero per uno che un giorno scrisse un libro intitolato Comica finale.kurt vonnegut

Vide il bombardamento di Dresda, e prese parte alla crociata dei bambini.
Scrisse un libro sull’argomento e lo dedicò ai figli di quei bambini che, come lui, erano riusciti a crescere.
Perchè di nuovo erano stati mandati a combattere, ancora bambini, un’altra guerra, contro altri bambini.

Recentemente ha fatto in tempo a vedere anche i figli dei figli di quei bambini, ancora bambini, partire per un’altra guerra. E continuare a morire.

So it goes. Così va la vita.

“Se dicessi che i nostri leader sono scimmie ubriache di potere,
rischierei forse di abbattere il morale dei nostri soldati che combattono e muoiono
in Medio Oriente? Il loro morale, come molti dei loro corpi, è già stato fatto a pezzi.
Sono stati trattati, come io non sono mai stato trattato, come giocattoli
ricevuti in dono a natale da un ragazzino ricco”

Kurt Vonnegut in Un uomo senza patria

lapide vonnegutCome Billy Pilgrim, il protagonista di Mattatoio n°5, Kurt Vonnegut ha avuto modo di viaggiare nel tempo, e di vedere il mondo con gli occhi degli abitanti di Tralfamadore. Ha visto dove eravamo e dove stavamo andando e ha cercato ripetutamente di avvertirci.

Perchè questo è ciò che vedono gli abitanti di Tralfamadore: tutti gli istanti che compongono il tempo, passati, presenti e futuri presi simultaneamente. Le stelle non sono puntini luminosi ma spaghetti di luce che si srotolano dal bigbang fino alla fine del tempo. Le persone sono dei giganteschi millepiedi costituiti da tutti i momenti della loro vita, presi assieme, in fila, uno dietro all’altro, dalla nascita fino alla tomba. Siamo noi umani a percepire questi istanti come una consequenzialità, e credere che le persone siano creature bipedi dotate di intelletto e libero arbitrio.
In realtà tutti gli istanti coesistono contemporanemente, senza rapporto di causa ed effetto.
Ed essi sono soltanto il frutto di coincidenze.

Questa volta una coincidenza bizzarra ha voluto che toccasse a lui.
Si spegne così una delle voci di dissenso più illustri della letteratura americana contemporanea. I suoi libri hanno fatto riflettere e commosso almeno tre generazioni. Con leggerezza è riuscito a dire sempre liberamente tutto quello che gli passava per la testa, senza ricorrere mai a nessun compromesso, e senza mai far smettere di sorridere.
Non ha esitato, in un momento in cui perfino i più insospettabili sembravano non potersi non definire americani, a proclamarsi apolide, e ad impugnare la penna contro la corrente amministrazione americana, quella che ha definito come “una classe politica composta perlopiù da rimandati in storia e geografia“.

Personalmente credo che ci troveremo presto a pensare che sarà stato un peccato non poter avere più altri suoi libri nuovi da leggere. E credo che, se tutte queste coincidenze faranno sì che ci troveremo a sentire presto la sua mancanza, ad avvertire il vuoto lasciato dalla sua penna, forse dovremmo provare a vederla quadrimensionalmente. Come i Tralfamadoriani.

Un Commento a “Storia di un tale di nome
Kurt Vonnegut che cadde dalle scale e morì.”

  1. Kilgore Trout:  16 aprile 2007 alle 11:11

    “The most important thing I learned on Tralfamadore was that when a person dies he only appears to die. He is still very much alive in the past, so it is very silly for people to cry at his funeral. All moments, past, present and future, always have existed, always will exist. The Tralfamadorians can look at all the different moments just that way we can look at a stretch of the Rocky Mountains, for instance. They can see how permanent all the moments are, and they can look at any moment that interests them. It is just an illusion we have here on Earth that one moment follows another one, like beads on a string, and that once a moment is gone it is gone forever.”

    La cosa più importante che ho imparato su Tralfamadore è che quando una persona muore, essa appare soltanto come morta. Essa è ancora davvero viva nel passato, e quindi è una cosa davvero stupida che la gente pianga al suo funerale. Tutti i momenti, passati, presenti e futuri, sono sempre esistiti e sempre esisteranno. I Tralfamadoriani possono vedere tutti questi momenti esattamente allo stesso modo in cui noi possiamo guardare la distesa delle Montagne Rocciose, per esempio. Essi possono vedere quanto sia permanente ogni momento, e guardare qualsiasi momento gli interessi. E’ soltanto un illusione che abbiamo qua sulla terra quella per cui i momenti si seguano l’un l’altro, come perline lungo il filo diuna collana, e che, una volta passato, un momento, sia passato per sempre.

    Kurt Vonnegut, Mattatoio n°5

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